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Serena Bianca De Matteis

For the Love of all Creatures

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Per chi scrive

10 cose da tenere presenti se apri un blog e sei uno scrittore

20 Settembre 2016 by Serena 16 commenti

Cari amici di blog, come state?

Spero che il mese di settembre vi abbia trovati freschi, riposati e pronti a ripartire per un nuovo anno di scrittura. Ho voglia di raccontarvi come mi sono preparata io, con un’agenda gigante e un sacco di aggeggi organizzativi, ma andremmo per le lunghe. Mi limito ad augurarvi Buon Anno come se fosse Capodanno… perché effettivamente settembre è un Capodanno!

Fuochi d'artificio
Foto di Martina Reibaldi

Prima di entrare nel vivo dell’argomento, però, vorrei segnalarvi che Silvia Algerino di lettorecreativo.it pubblica oggi 20 settembre un’intervista alla sottoscritta, il cui tema principale è il mio Buck. In occasione dell’intervista, c’è una sorpresa per i lettori: correte a leggere per scoprirla!

E veniamo al punto.

 

 

Settembre è un buon mese per creare la vostra presenza online.

Le statistiche dicono che miriadi di blog partono a settembre, ne è un esempio il celebre Penna Blu di Daniele Imperi che quest’anno ha festeggiato il sesto anno di attività. Pazienza se la stragrande maggioranza dei blog muore dopo il quarto post: non è il vostro caso, vero? Voi avete deciso di aprire un blog per “farvi conoscere come scrittori”, quindi avete tutte le intenzioni di durare a lungo. Almeno tanto quanto dura il vostro amore per la scrittura.

Proprio in merito alla creazione di un blog ho ricevuto, ad agosto, questo messaggio da un mio lettore.

Ciao Serena,

ti ho conosciuto da poco tramite un tuo post sul blog di pennablu. Innanzitutto complimenti per il tuo blog, lo leggo per farmi un’idea su cosa pensano altri autori del self-publishing. Volevo porti una domanda che potrà sembrarti stupida ma che in fondo cosi stupida non è. Leggo sempre che uno scrittore deve avere un blog che lo possa aiutare alla promozione del suo libro ma secondo te di che cosa deve parlare il blog? Nel senso che io vedo svariati blog di scrittori che parlano di scrittura ma che poi attirano solo altri scrittori. Io nel mio piccolo non mi sentirei in grado di parlare di scrittura, non ho ancora finito il mio primo manoscritto e ho solo xx anni. Quindi secondo te di che cosa si può parlare in un blog? Quali devono essere i contenuti giusti per attirare futuri lettori? Scusa se sono stato confusionario ma non ho ben afferrato il suggerimento di aprire un blog 🙂

Con tutti i problemi di connessione che ho avuto su in montagna, non ho potuto che digitare in fretta sul cellulare questa

Risposta

Ciao Xyz, domanda intelligente. Allora, dico “blog” per non dire “sito”. Le persone si spaventano se sentono la parola “sito”, e pensano di dover sborsare un sacco di soldi… E qualche volta è vero! Il blog invece lo puoi aprire in ogni caso anche con poca spesa. Ed è necessario. Perché devi avere un luogo in cui sei padrone in casa tua, e che faccia da “hub” per tutte le altre tue presenze online, mi riferisco soprattutto agli account sui social.
Questa è la risposta in breve. Poi si possono vendere libri anche senza blog, per carità, ma se nessuno sa chi sei, dovresti cominciare da un sito tuo. C’è anche il discorso dell’indicizzazione sui motori di ricerca, la raccolta delle email…
Se scrivi non-fiction e non apri un blog, ti fai molto molto male. Se scrivi fiction e non apri un blog, ti fai meno male ma ti complichi la vita.
Il discorso contenuti è complesso e adesso non faccio in tempo. Dipende anche molto dal genere in cui scrivi. Magari ci scrivo su un altro articolo. Cerca nel mio blog, intanto, sotto  la categoria Autore 2.0 ci dovrebbe già essere qualcosa.
Scrivimi quando vuoi.

Caro G., non so se sono stata di grande aiuto. Temo di no. Ecco perché riprendo l’argomento, che merita di essere trattato in modo approfondito. E va integrato con altri elementi legati in generale alla presenza online. Per il momento ecco un elenco di

10 Cose da tenere presenti se sei uno scrittore e vuoi aprire un blog

  1. Il blog può anche essere un sito statico, purché mantenuto aggiornato con notizie su di voi e con le vostre pubblicazioni. Se ti piace di più, può anche essere un canale Youtube o un podcast!
  2. L’obiettivo è che, digitando il vostro nome o il titolo di un vostro libro su un motore di ricerca, il vostro potenziale lettore vi trovi. Senza scorrere fino alla 264° pagina di risultati.
  3. Non state ad ascoltare i “grandi esperti” che vi dicono il contrario: per chi scrive narrativa, il blog raramente conduce a vendite dirette…
  4. …ma deve comunque esserci da qualche parte, nel Web, una Landing Page per ogni vostro libro, e il vostro sito o blog è il posto più ovvio dove metterla. Per farla molto molto semplice, una landing page è una pagina web che contiene una descrizione del prodotto fatta a regola d’arte, e una sola possibilità di fare click. Indovinate un po’ dove? Su un link per acquistare.
  5. Sarebbe molto, molto meglio che foste proprietari del dominio del vostro blog. Questo è il minimo. L’ideale è che il blog sia anche self-hosted. In altre parole, che siate padroni della vostra casa online, e non dipendiate dagli umori di Blogger o di uno dei vari siti che ospitano gratuitamente i blog.
  6. No, no e no: avere una pagina Facebook non è lo stesso. Meno che meno avere un profilo FB personale! Perché non siete a casa vostra, siete a casa del signor Zuckerberg. Se vi butta fuori, perdete tutto e ha ancora ragione lui. In più, è lui a decidere cosa mostrare agli altri inquilini e cosa nascondere.
  7. L’ha detto il mio lettore, lo ripeto io: se parlate di scrittura, attirerete altri scrittori. Il che non è male, perché gli scrittori tra loro si leggono volentieri; anzi, posso dire per esperienza diretta che conoscere altri scrittori è stato uno degli aspetti più belli della mia esperienza online. Però voi volete anche dei lettori, giusto? E anche tanti, se possibile, giusto? Anch’io, ovvio. Rileggete questo post, e in più…
  8. …identificate i temi ricorrenti dei vostri libri. Parlate di quei temi nel vostro sito o blog. Ai vostri lettori interessano due cose: voi, gli autori, e i vostri argomenti. Parlate di quelli e i lettori vi troveranno. Google vi darà una mano. E piano piano costruirete l’unica cosa che, oggi, sembra funzionare per non trovarsi a scrivere nel vuoto: creare un legame con i vostri lettori.
  9. Parlate di cose che interessano i vostri lettori E anche voi. Se no a) vi sgamano subito, b) vi stufate e smettete di aggiornare. Un blog è una maratona, non uno sprint.
  10. Ultimo ma non meno importante: ricordate di piazzare nel blog un bel box per la raccolta degli indirizzi email, in alto a destra. Nel tempo, quelle mail si riveleranno la risorsa più preziosa a vostra disposizione.

Nelle prossime settimane, agli dei piacendo, condividerò con voi qualche altra Domanda & Risposta. Per il momento, aspetto di leggere che ne pensate voi, di questa faccenda del blog.

Vi ricordo ancora di andare a trovare Silvia Algerino su lettorecreativo.it: oltre all’intervista, c’è una sorpresa per voi!

Archiviato in:Blog, Marketing, Per chi scrive Contrassegnato con: Autore2.0, Book Marketing, Buck, Marketing Editoriale

Come fu che pubblicai un romanzo e non l’altro

8 Luglio 2016 by Serena 22 commenti

Pare che sia successo davvero. Il libro esiste, l’ho anche avuto tra le mani nella sua primissima versione cartacea. Se vado su Amazon lo vedo lì, con il mio nome sopra. E quella della foto, sulla quarta, sono proprio io. Ostrega!

BUCK - Copertina per Kindle

Come dicevo in privato a un nostro comune amico, la blogosfera mi è mancata e, adesso che Buck è finalmente uscito, io posso tornare a cazzegg… ehm, a parlare di scrittura con qualcuno che capisce quello che sto dicendo ^^

Vi racconto com’è andata, anche perché me l’hanno chiesto, e lo farò con l’aiuto delle 5 W e di Sergio Leone.

Chi?

Beh, io, ma mica da sola! Il mio team di pubblicazione per “Buck” era formato da quattro lettori beta e da Marco che ha fatto tutto il resto XD .

Scherzi a parte: Marco è il creatore della cover e si è occupato della prima impaginazione del cartaceo. Lui usa Scrivener versione Mac, ancora più potente della versione PC, e senza di lui non avrei mai pubblicato entro la scadenza che mi ero prefissa. L’ho ringraziato all’inizio del libro, lo ringrazio anche qui dal profondo del cuore, e voi non sapete quanto è stato importante di me rispettare quella data.

La versione ebook invece l’ho fatta io, in tipo venti minuti. Anche questo però è stato possibile grazie alla potenza di Scrivener e a San Marco Grafico, che ha fornito non solo la copertina per il cartaceo ma anche quella per Kindle.

Chi altro?

Un editore, dite?

Nah. Non ci ho pensato nemmeno cinque minuti. Poi per l’amor di dio, se un domani piovesse dal cielo un contratto interessante, perché no. Ma sapete tutti come la penso, quindi è inutile ripetermi.

Cosa?

“Buck” è la storia di un giovane lupo e del suo padrone adolescente, nel pieno del passaggio alla vita adulta. Il genere principale, quindi, è il romanzo di formazione. Mi sono divertita un sacco, a scriverlo, perché amo da sempre – e con una certa visceralità – i lupi, i boschi e la montagna. Anche se vivo in città con due gatte antipatiche.

Poi c’è una storia d’amore (non corrisposto, quindi se cercate un romance lasciate stare), un po’ di Viaggio dell’Eroe, un po’ di soprannaturale solo accennato.

E sì, se tutto va bene è il primo libro di una serie.

Quando?

Modestia a parte ho fatto un mezzo miracolo: con la gestione del tempo me la cavo discretamente. Ve lo può confermare il mio AP (cavolo è un AP? Poi ve lo racconto), che può testimoniare la crescita del manoscritto, i conteggi delle parole, i fogli Excel con date, tappe, formule e tutto quanto. Il signore mi ha anche detto che forse ho un Disturbo Ossessivo Compulsivo, ma gli voglio bene lo stesso.

Come ho trovato il tempo extra necessario per l’ultimo sprint? Facile: sparendo dalla circolazione e dormendo molto, molto poco. Non fate come me, non è salutare. Guardate come mi sono ridotta io:

Premio Nazionale Occhiaie 2016
Premio Nazionale Occhiaie 2016

Ho avuto in mano le due copie di prova il 23, appena in tempo per la mia scadenza, che era  il 24 giugno. Causa quarta rilettura e correzione, la versione Kindle è andata online il 2 luglio e quella cartacea definitiva il 4 luglio notte. Che poi definitiva non è, perché ci sono ancora refusi – non vi dico il fastidio – e quindi farò un prima revisione (e nuovo upload) non questa domenica ma la prossima. Questo è il bello di poter controllare la produzione fisica del proprio libro!

Comunque, prima di premere Publish c’è una serie di controlli da fare: Amazon ti stimola a non pubblicare ciofeche, anche se poi alla fine la scelta spetta tutta alla serietà dell’autore. E spesso lì casca l’asino, perché la tentazione di premere il tastino e porre fine all’agonia è fortissima.

Dove?

Per precisa scelta commerciale, al momento “Buck” è solo su Amazon, in KDP e KU, in formato Kindle e cartaceo, paperback.

Perché?

Ci sono due perché, uno tecnico relativo alla narrazione, e un perché del cuore.

Il perché tecnico è che “Cristallo” aveva almeno due problemi: soffriva di un eccesso di backstory e di una carenza di Heath, il protagonista maschile. Problemi confermati sia dalla mia perfida editor Erica Baldaro che da un paio di lettori beta, molto rilevanti perché rientrano nel mio target ideale. “Buck” utilizza molto di ciò che, in “Cristallo”, era troppo, e risolve una buona parte dei problemi di cui sopra.

Il perché del cuore è che dovevo fare un regalo di compleanno. E questo è stato il motivo più forte, il vero motore di tutta la faccenda.

Il Buono

Posso godermi questi trenta secondi di felicità? 😀

Il Brutto

I refusi, ca**o. Non finiscono mai. Lo so che ci sono sempre e bla bla bla, ma mi danno un fastidio pazzesco. Doveste mai trovarne, per favore scrivetemi. Voglio arrivare alla perfezione.

Il Cattivo

Il marketing si poteva fare meglio. Ma la cosa non mi preoccupa più di tanto, per due ragioni: la prima è che avevo altre priorità, la seconda che, con un solo libro pubblicato, non vale la pena di angosciarsi troppo per lanci e compagnia cantante, soprattutto per chi scrive narrativa.

E il Bello?

Quello deve ancora venire 🙂

Un bacione a tutti voi, che siete la mia famiglia online. Se avete curiosità chiedete, io sono qui.

 Serena Bianca de Matteis Se proprio non posso leggere o scrivere

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La tua definizione di successo

1 Dicembre 2015 by Serena 43 commenti

Indie Author Manifesto
Grazie a storiacontinua.com per l’immagine

Pubblico, non pubblico, come pubblico, quando pubblico. Faccio marketing o non lo faccio, e come lo faccio? È meglio il self publishing, è meglio un editore, lo metto su Internet, lo metto sul blog.

Qual è la tua definizione di successo? Perché la chiave sta tutta lì.

Fermi un attimo e ragioniamo.

La prima cosa che serve è un buona storia. Se non hai una buona storia, tutte queste domande hanno poco senso. E come fai a sapere se hai una buona storia? Prima di tutto ne devi finire una.

Il buon marketing editoriale comincia molto prima di avere pubblicato, è vero, ma intanto questa benedetta storia va finita. In quanti siete che cominciate, cominciate e non finite mai?

Io credevo che avrei finito per ottobre, poi per dicembre. Invece non ho ancora finito, perché il mio editor mi ha sacagnato così duramente che lei – la storia – ed io ci stiamo curando i lividi. Mi dicono dalla regia che il primo editing è parecchio doloroso, ma mi si dice anche che si impara moltissimo – per fortuna – e che vale la pena spenderci i soldi che spenderesti per un corso di scrittura. Addirittura. E io ci credo, oh se ci credo. Ciò non toglie che faccia male, ve lo assicuro. Forse avete notato che ci sono meno in giro, non solo sul blog ma in generale; è perché ho l’ego dolente. In questo momento mi sento incapace di insegnare la qualunque a chiunque; sono in piena sindrome dell’impostore, e hai voglia tu, amico premuroso, a ripetermi che sono brava e che ho fatto questo e quell’altro: mi sento comunque una cacchetta. Passerà. Spero.

Che si diceva? Ah, sì: prima di tutto finire.

Subito dopo aver finito, bisogna vedere se la storia è abbastanza buona. Oddio, puoi anche pubblicare una ciofeca sgrammaticata; io sono la prima a difendere il tuo diritto di pubblicare dove, come e quando ti pare. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo, ma lo dico, visti i rant contro il self publishing – alcuni al limite dello psicopatico – che continuo a leggere in giro.

Mettiamo però che t’interessi raccontare delle belle storie, magari anche in un italiano corretto e con uno stile accettabile. In questo caso, quando la storia è finita non devi farla leggere solo alla mamma e alle tre amiche che ti seguono su EFP, e che saranno sempre incoraggianti con te. Ti serve come minimo un paio di occhi diversi dai tuoi, ma meglio se sono di più, e questo è un punto fondamentale. Troppe volte ho sentito dire “ma io devo essere in grado di sistemare la mia storia”. No, ciccio. Se la pensi così, un po’ pecchi di presunzione e un po’ pare tu viva su Marte. Non hai mai sentito dire “Ogni scarrafone è bell’a mamma soia”? Senza contare la nausea. Perché se hai preso in mano il tuo romanzo dall’inizio alla fine almeno un paio di volte, che è il minimo sindacale, la nausea ce l’hai. Così forte che il Plasil ti fa un baffo.

Almeno un paio di quegli occhi in più, poi, deve essere professionale. Deve appartenere a qualcuno che ti sappia dire, in linea di massima, se la storia funziona. Per storia funzionante intendiamo una storia con un conflitto centrale interessante, ben costruito, ben svolto, ben risolto; e questo è – ancora – proprio il minimo sindacale. Poi c’è tutto il resto ma fermiamoci qui, per il momento.

Fatti i primi due passaggi? Ecco, allora adesso puoi decidere la cosa più importante: che cosa vuoi per la tua storia. E, prima ancora, che cosa vuoi per te stesso.

Prenditi un pomeriggio tranquillo, se te lo puoi permettere. O se no prenditi un’ora di libertà. Poi un quaderno e una biro, o apri una mappa mentale sul PC. Attenzione che quel che ti sto per dire è pericoloso: se non sei abituato a un po’ d’introspezione, potresti finire a scrivere I Massimi Sistemi Secondo Me, volume I. Non farlo, cerca di concentrarti su, diciamo, i prossimi cinque anni.

Cosa vuoi dalla tua scrittura nei prossimi cinque anni?

Le risposte possibili sono molteplici.

“Scrivo per divertirmi e voglio continuare così”

“Voglio essere letto e non m’importa d’altro”

“Voglio vivere di scrittura e mollare il mio lavoro di raddrizzatore di gambe dei cani”

“Voglio diventare uno scrittore professionista”

“Voglio fare soldi con i miei libri”

“Voglio che qualcuno mi chieda di poter fare un film con la mia storia”.

Che cosa è il successo, per te?

Scriviti una risposta onesta e fai attenzione: deve essere una risposta concreta. Dopodiché hai un ottimo punto di partenza per farti un piano per il futuro. Piano che dovrebbe tenere conto dei dati di realtà; mi puoi anche venire a dire che “è meglio la pubblicazione tradizionale”, ma se poi non trovi un cane che ti pubblichi, la tua preferenza te la puoi mettere in tasca. E, attenzione: non è detto che se non trovi un cane che ti pubblichi la tua storia faccia schifo, né che le tue storie tradizionalmente pubblicate non mi facciano sbadigliare fino a slogarmi la mascella. Il bello dell’editoria tradizionale è anche questo: che due professionisti ben pagati possano darti due pareri diametralmente opposti. Sulla stessa storia. Successo davvero, non me lo sono inventato. Può anche darsi, poi, che la tua Storia Tradizionalmente Pubblicata mi costringa a impugnare la penna rossa per segnarti tutte le cazzate, grammaticali e non, che sono sfuggite al tuo Grande Editore Tradizionale.

Ciò che vogliamo davvero deve guidare le nostre scelte; si tratta in primo luogo di assumersi delle responsabilità. Se siamo disposti a fare ciò che è necessario per tutto il tempo che ci vuole, non c’è (quasi) nulla che non possiamo fare.

(Eh ma l’editing costa. Comincia a smettere di fumare: vedi quanti soldi in più che ti ritrovi in tasca, e cuore e polmoni ringraziano, pure. Poi invece di comprarti la borsetta firmata cucita in India dai bambini, mettiti via quei quattrocento euro; ti fai almeno la scheda lettura, senza problemi.)

La scrittura rientra tra le cose mediamente possibili, per fortuna. Io non credo di avere molte possibilità di diventare prima ballerina alla Scala, ma di essere una scrittrice sì. In un certo senso, lo sono già.

Questo post è il mio commento a questo articolo di Daniele, e in  parte risponde anche al post pubblicato oggi, sempre su Penna Blu. Non avevo un cavolo di voglia di ripetere sempre le solite cose, ma poi ho promesso che sarei passata di là o che almeno avrei scritto una risposta, quindi eccomi.

Ancora una cosa: mi rendo conto di quanto sia importante smettere di chiamare self publishing il self publishing. Bisogna chiamarlo pubblicazione indipendente. Bisogna definirsi autori indipendenti, o Indie se vi piace di più. E cambiare mentalità. Ma di questo parleremo ancora.

Tutto il resto è sbadiglio.

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Un piano marketing in 12 mesi per il vostro libro

28 Ottobre 2015 by Serena 13 commenti

Un piano marketing per Autori 2.0

Questo articolo è la traduzione parziale di A 12-Month Strategic Plan for Marketing Your Book before Release, di James A. Rose, pubblicato come guest post sul blog di C.S. Lakin. La signora Lakin è un’autrice di successo, un’editor brillante ed è anche pignola il giusto sugli aspetti linguistici dei testi narrativi; se scrivete in inglese, o vi interessate alla lingua inglese, qui c’è una serie di articoli sull’utilizzo appropriato di diversi termini di uso corrente.
Non ho tradotto tutto l’articolo, ma solo la parte che riguarda la programmazione, perché è ciò che vi serve per proseguire nella creazione del vostro piano marketing (se avete già fatto l’esercizio che vi avevo proposto qui). Ispirandovi a questo pezzo, potete cominciare a mettere delle date vicino alle idee elaborate per la promozione del vostro libro.
Ricordatevi sempre di non strafare e, se non potete fare tutto, di scegliere le attività che vi sono più congeniali.

Da sei a dodici mesi prima della pubblicazione

1) Preparate un calenderio marketing.
Utilizzate questo calendario per tenere una registrazione di tutte le vostre attività e impegni. Questo calendario includerà cose tipo interviste, eventi live, post per il blog, tempistiche di eventuali campagne pubblicitarie.
2) Costruite un sito web
Questo è vitale ed è la priorità numero uno. Avete bisogno di una vetrina per il vostro lavoro. Se ancora non ne avete uno, prendete esempio da un sito autore che vi piace e componete il vostro. Qui c’è un ottimo articolo che vi dà tutte le informazioni che vi servono su un sito autore.
3) Stabilite qual è il vostro target.
Su un segmento demografico sbagliato, tutti i vostri sforzi di marketing risulteranno vani. Dove si trovano nel web i vostri lettori? Dove fanno i loro acquisti? Gli scrittori devono conoscere la propria nicchia e come si colloca il loro libro rispetto ad altri dello stesso genere. Leggere libri simili, osservarne le descrizioni, la copertina e gli sforzi promozionali vi aiuterà a pianificare la vostra strategia.
4) Installate il form per creare la vostra lista email
Questo è un passaggio fondamentale per mantenere contatti coi vostri fan nel lungo termine (e noi non siamo qui per lo sprint ma per la maratona, n.d.t.) e offrire in futuro incentivi come sconti o concorsi. La vostra lista email può anche essere una buona fonte di recensioni.
5) Cominciate a pianificare gli eventi in pubblico, le presentazioni, eventuali tour.
6) Preparate un media kit (o press kit)
È importante averne uno pronto se dovete inviare materiale promozionale ai media, a potenziali editori o recensori di prestigio. Il vostro kit media dovrebbe includere almeno una parte di questi elementi:

  • Un’immagine della copertina del vostro libro (e se ancora non ce l’avete, fatene subito una)
  • I link al vostro sito e agli altri luoghi dove si può acquistare il vostro libro (se si può prenotare)
  • Un estratto del vostro libro
  • Un riassunto del vostro libro
  • Un capitolo come campione del vostro libro
  • Una foto professionale e la vostra biografia
  • Il vostro ISBN
  • Un elenco delle vostre pubblicazioni
  • Recensioni
  • Un elenco di domande campione per eventuali interviste e una lista di interviste che avete concesso in passato.
  • Premi e riconoscimenti da media e organizzazioni
  • Link ad articoli importanti che avete scritto per siti popolari nel web
  • Un comunicato stampa già pronto
  • Un post per Facebook preformattato
  • Un’immagine pubblicitaria ed eventuali elementi grafici

7) Create profili nei social media (e qui vi rimando a questo ottimo articolo scritto da Gaspare Burgio, n.d.t.)
Cercate di guadagnare autorità nella vostra nicchia scrivendo posts autorevoli, condividendo informazioni di valore e aiutando altri scrittori. I social media sono anche la sede per fare pubblicità a pagamento non troppo costosa. Siete fortunati quanto alla natura di ciò che andrete a promuovere, perché la gente va sui social proprio per divertirsi. Questa è la ragione per la quale dei business tradizionali come «Da Bob, la riparazione rapida del vostro parabrezza» hanno penato per vedere risultati significativi dagli annunci a pagamento sui social, mentre il vostro nuovo libro è un soggetto perfetto per una campagna sui social media, in quanto è perfettamente in linea con il desiderio di divertimento ed evasione degli utenti.
8) Create una lista di siti utili
Questo include qualsiasi luogo dove potreste ottenere delle recensioni o blog dove potreste proporre contenuti utili con il risultato secondario di acquisire una maggiore visibilità.
9) Fatevi fare una foto professionale
Cominciate a pensare a voi stessi come ad un professionista: un professionista ha bisogno di una foto professionale.
10) Cominciate a creare delle relazioni, anche non virtuali
Andate a conoscere il personale delle librerie della vostra zona. Considerate di unirvi, eventualmente, a gruppi su Facebook o K-Boards o Amazon per connettervi con lettori e scrittori del vostro stesso genere.
11) Create una firma email
Aggiungete una firma alla vostra email personale con un’immagine della vostra copertina, una breve biografia e un link al vostro sito.

Da quattro a sei mesi prima della pubblicazione

1) Procuratevi delle recensioni
Appoggiatevi alla lista che avete preparato e chiedete eventualmente ai vostri beta readers (attenzione: se chiedete delle recensioni, dovete essere pronti a beccarvi quello che viene. Dovete precisarlo ai vostri beta readers, pena lo sputtanamento totale del rapporto che avete con loro, n.d.t.)
2) Affinate una lista di media tradizionali cui appoggiarvi.
Ciò include TV, radio e stampa a cui siete in grado di inviare il vostro kit media per recuperare ulteriore visibilità.
3) Impostate Google Alerts
Fatelo per il vostro nome e per il titolo del vostro libro. Questo vi metterà in grado di ricevere una notifica ogni volta che il vostro nome o libro o l’argomento del vostro libro sarà menzionato in rete. Così potrete contattare chi vi ha nominato e proporvi per scrivere qualcosa per loro o per un’intervista.
4) Cominciate a scrivere guest post
Scrivete una serie di guest post che si colleghino con gli argomenti o con il tema generale del vostro libro. Per ora non li proporrete, ma dopo l’uscita del vostro libro avrete molto da fare e avere questi articoli pronti vi farà risparmiare un sacco di tempo.

Da uno a tre mesi prima della pubblicazione

1) Inviate il kit media.
Se siete un debuttante, pensate in piccolo. Cercate canali media e pubblicazioni indipendenti. Internet ha regalato a queste società più piccole un pubblico di tutto rispetto.
2) Cominciate a darvi da fare per raccogliere recensioni
Regalate alcune copie del vostro libro in cambio di una recensione su Amazon, solo a chi desidera farlo. Assicuratevi che, quando postano la loro recensione, includano una dichiarazione: «Ho ricevuto una copia in omaggio in cambio di una recensione onesta».
3) Spedite i comunicati stampa
4) Programmate una festa per il lancio o un blog tour
5) Stabilite quanto volete spendere per la pubblicità a pagamento
Ci sono dozzine di siti dove è possibile promuovere delle nuove pubblicazioni, e molti blog di scrittura postano liste complete di questi siti. Cercateli su Google e cominciate a compilare una lista. Ragionate su quanti soldi volete spendere per marketing e promozioni. Siate cauti, comunque. Potete anche spendere decine di migliaia di euro in pubblicità, ma nessuno può assicurarvi che vendiate migliaia di libri. Consultatevi con autori di successo o persone che potete contattare in un forum per imparare a spendere saggiamente il vostro denaro.
6) Chiudete degli accordi per la consegna dei vostri libri
Tutte quelle amicizie che avete fatto nelle librerie negli scorsi mesi vi saranno utili, adesso.
7) Programmate i guest post
Ora è il momento di contattare i blog nell’elenco che avete preparato per chiedere se possono ospitarvi. Di soliti, se fate sapere agli altri blogger che state per pubblicare, saranno lieti di programmare il vostro post in prossimità della data di pubblicazione. Assicuratevi di seguire alla lettera le loro linee guida per i guest post e inviate per tempo il vostro materiale.
8) Programmate delle interviste in prossimità della vostra data di pubblicazione.
Pensate a contattare persone che hanno podcast o canali Youtube o blog che presentano scrittori e recensioni di libri. Di solito la loro agenda si riempie molto in fretta, perciò adesso è il momento di contattarli.

Alla pubblicazione

1) Aggiornate i link
Andate su tutti i siti dove il vostro libro è stato menzionato e cercate se possibile di aggiungere o far aggiungere il link di acquisto del vostro libro. Mettete il link per l’acquisto su Twitter, Facebook e gli altri social media.
2) Lanciate concorsi e giveaway (in Italia questo non si può fare, è un casino! Se trovate il modo senza incorrere in spiacevoli conseguenze, fatemi sapere che lo faccio anch’io). Interagite con il vostro pubblico sui social e con i visitatori del vostro sito in un concorso divertente dove si vince un libro gratuito o qualche altro premio. Questo dovrebbe regalarvi qualche altra recensione e un po’ di passaparola.
3) Imparate a scrivere una descrizione avvincente per il vostro libro su Amazon
Questo è fondamentale. Amazon è il vostro mercato più vasto, e voi dovreste massimizzare la vostra visibilità e contemporaneamente attirare i vostri lettori ideali. Studiate le descrizioni di libri simili al vostro e usatele per ispirarvi, usando le stesse parole chiave [qui ha nominato KindleSpy, ma lasciate perdere che per il mercato italiano non serve a molto, non ancora]
4) Pubblicate il vostro ebook in versione Kindle e negli altri store online
Se non sapete come formattare e pubblicare un ebook, e non volete passare del tempo ad impararlo, per ora, potete farvelo fare a pagamento.
5) Programmate un Hangout su Google+
Gli Hangout sono un’ottima maniera di costruirvi una reputazione come esperto nel vostro campo. Di base si tratta di una tavola rotonda online con i vostri colleghi, che poi potrà essere condivisa sul vostro canale Youtube, sui social media e sui vari siti.

Dopo la pubblicazione

1) Incoraggiate il vostro pubblico a lasciarvi delle recensioni
Oltre a coloro che hanno ricevuto le copie gratuite per le prime recensioni, dovreste lavorare con diligenza per raccogliere più recensioni oneste che potete dai vostri lettori.
2) Cominciate la pubblicità a pagamento
Piazzate immagini pubblicitarie preferibilmente su siti indipendenti che si occupino di scrittura e libri, in diversi modi. Potete anche cercare di pubblicizzarvi su siti importanti come Bookbub.com, Bookgorilla.com, Goodreads.com e Kboards.com, per nominarne alcuni. Un passaggio minimo di due settimane dovrebbe andare bene se il vostro budget è limitato. Potreste dover aspettare un paio di settimane prima di vedere i primi lettori postare le loro recensioni. Ora è anche il momento di cominciare la pubblicità a pagamento sui social media. Facebook è un’opzione molto popolare.
3) Proponetevi per altri guest post
Mantenete il meccanismo in movimento continuando a pubblicare guest posts su altri blog.
4) Createvi occasioni per delle interviste
Può essere sotto forma di podcast o post di blog. Vi sorprenderete di quante persone ascoltano questi piccoli podcast dei quali probabilmente non avete neanche sentito parlare.
5) Programmate eventi live.
Questo avreste già dovuto farlo prima e si spera che ne abbiate già qualcuno in programma, ma se non è così continuate a lavorarci.

Datevi obiettivi realistici e continuate a programmare correttamente. Se la vostra esperienza di marketing e il vostro budget sono bassi, non impegolatevi in più cose di quelle che siete in grado di gestire. La cosa più importante è pensare al vostro libro come Ford pensava a una nuova macchina. È un prodotto e voi gestite un business. Non c’è da vergognarsi nel promuoversi da sè, perciò non arrendetevi.

Questo articolo fa parte della serie «81 consigli di marketing che funzionano, e perché seguirli»
Se desiderate consultare la fonte originale degli argomenti trattati, leggete il post introduttivo, dove trovate tutti i link e la spiegazione del metodo di lavoro che ho adottato.
Qui l’articolo introduttivo
Qui il primo articolo: Cominciare per tempo
Qui il secondo articolo: Come creare un piano marketing

Vi va di condividere almeno una parte del vostro piano marketing?

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3 software da provare per il NaNoWriMo (ma non solo)

27 Ottobre 2015 by Serena 15 commenti

Ieri il tempo tiranno mi ha costretta a fermarmi a Scrivener, che resta comunque, a mio parere, la Scelta Numero Uno per chi partecipa al National Novel Writing Month. Ma stavo per proporvi quella che, secondo me, è la migliore alternativa gratuita, e cioè yWriter.

yWriter è tra le risorse consigliate nel forum del NaNoWriMo.

yWriter 5

Credo me ne abbiate già sentito parlare qua in giro, ma ve lo segnalo volentieri di nuovo: si tratta di un software che migliora col tempo, regolarmente aggiornato, al quale lo sviluppatore dedica periodicamente la sua attenzione. L’ultimo aggiornamento è di giugno 2015; io l’ho scaricato anche se uso Scrivener, perché in realtà mi piaceva molto.

I pregi di yWriter:

  1. È gratuito. Però se volete potete fare una donazione, per l’importo che più vi aggrada, e ricevete un codice di registrazione assieme alla gratitudine del programmatore.
  2. Ha l’interfaccia in italiano e un progetto – campione per imparare a utilizzarlo.
  3. Ha una reportistica favolosa e un ottimo sistema di estrazioni delle sinossi, a vari livelli, utilissimo se dovete lavorare alla struttura della vostra storia.
  4. Si può scrivere in scene che poi vengono spostate e aggregate in capitoli con un semplice sistema a trascinamento.

I difetti di yWriter:

  1. È un po’ rigido. Niente a che vedere con la totale libertà che offre Scrivener, ma per alcuni questo è un vantaggio. Meno scelte, meno stress.
  2. Certi comandi sono più adatti a sviluppatori che a utenti con zero infarinatura informatica

Come usarlo durante il NaNoWriMo:

Oddio, se aveste cominciato prima avreste potuto divertirvi a creare le schede dei personaggi, dei luoghi e degli elementi. Se avete tempo, potete ancora farlo, almeno per i personaggi e luoghi principali. Se no, secondo me potete semplicemente creare una scena con un click del mouse e cominciare a scrivere. Avrete tempo dopo, a dicembre e gennaio, per giocare col software e stampare la prima versione del vostro romanzo.

Ovviamente, anche per yWriter vale quanto dicevo per Scrivener: il vostro lavoro si può facilmente esportare in vari formati di testo, se no non ve lo consiglierei.

Per chi legge l’inglese, trovate tutto su yWriter qui.

Come creare l’atmosfera giusta per scrivere

Tutti noi abbiamo sperimentato almeno una volta lo stato di “flusso”. Quando ci troviamo in quella zona psichica, le parole scorrono senza problemi e, venendo dritte dall’anima, spesso hanno qualcosa di magico. Peccato che non succeda sempre e che, se siamo seri con la scrittura, dobbiamo imparare a scrivere anche nelle giornate in cui l’ispirazione è zero.

Qualche aiutino però ce lo possiamo dare, giusto? Una soluzione potrebbe essere: lasciare l’ambiente dove scriviamo di solito, entrare in una caffetteria non troppo rumorosa, piazzarci le cuffiette in testa e… far partire Rainy Mood. Non vi dico altro: provare per credere (prima però finite di leggere questo articolo! 😛 )

Fuori piove e io scrivo

 

Sono in giro tutto il giorno, come faccio a scrivere la mia quota giornaliera?

Se non hai problemi di connettività la soluzione è facile: ti serve un software di scrittura online, accessibile da uno o più dispositivi mobili. Ce ne sono diversi, ma ho scelto di segnalare Hiveword perché altri che mi piacevano sembrano un po’ abbandonati a se stessi. Inoltre Hiveword non è solo un processore di testi, è un vero strumento organizzativo per tutte le componenti di una storia. Unico difetto, ma anche no: è tutto in inglese. Però le parole della scrittura sono più o meno sempre le stesse, e con un po’ di impegno si capisce tutto. E poter avere il proprio romanzo sotto controllo ovunque ci si trovi è tanta roba, durante il NaNoWriMo.

Hiveword

Ricordo ancora, per chi fosse interessato, che domani sera sarò online dalle 21.30 alle 22 per mostrare in Hangouts il funzionamento base di Scrivener. Chi volesse partecipare mi contatti al più presto da qui, perché i posti sono limitati (non da me, da Hangouts 😛 )

Come sta andando la vostra preparazione? Partecipate? Vi sentite pronti?

 

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È quasi NaNoWriMo: una settimana al via!

26 Ottobre 2015 by Serena 14 commenti

Banner NaNoWriMo 2015

Se i sensi intorpiditi del lunedì mattina non m’ingannano, manca una settimana scarsa alla pazzia collettiva più amata dagli scrittori: domenica 1 Novembre a mezzanotte parte l’edizione 2015 del National Novel Writing Month. Lo so che sul pianeta esistono esseri umani che non sanno cosa sia e vivono benissimo lo stesso, ma io personalmente, come un sacco di gente che ama la scrittura, sto cominciando ad andare in ebollizione. Gli scrittori affilano le penne (virtuali e non), arruffano le piume (contro il resto della famiglia: a novembre siamo tutti single senza figli), fanno scorta di cioccolato, caffè e possibilmente idee. La battaglia sarà dura e il premio solo uno: scrivere 50.000 parole di un romanzo in un mese.

Cosa sia esattamente il NaNo lo ha spiegato benissimo Gas in questo articolo, perciò andate a dare un’occhiata. Ne ho parlato anch’io qui l’anno scorso. Quanto a noi, qui a casa De Matteis, sappiate che questa settimana ci si leggerà un po’ più di frequente. Questa settimana mi abbandono all’Ammore: rispetterò l’appuntamento di mercoledì prossimo con il marketing, ma in più vi disturberò arrandom con suggerimenti, idee, paranoie personali – poche – e quant’altro mi passerà per la mente scrittevolmente parlando, sul National Novel Writing Month. C’è tanto da dire e il mio parere è che almeno una volta vada provato, quindi preparatevi.

…anche perché poi, sinceramente, a novembre pensavo proprio di scrivere quelle fottutissime OPS LA PAROLACCIA 1.667 parole al giorno, per arrivare a 50.000. E creare così la prima bozza del seguito di Cristallo. In altre parole, la regolarità di pubblicazione a novembre non sarà garantita; prima di ogni cosa verranno le ******** parole di cui sopra.

Che vi serve per il NaNoWriMo?

Oh, per prima cosa un sacco di motivazione e costanza. E poi qualche giocattolino nuovo, tipo un bel software di scrittura da provare per la prima volta, in modo che lucine colorate, scintilli e promesse miracolose vi facciano sedere volentieri alla tastiera che – credetemi – entro fine mese avrete imparato a odiare.

Il consiglio numero uno è sempre il solito: Scrivener.

Lo sapete, vero, che esiste la versione NaNo? Ora vi spiego come funziona. Scrivener si può scaricare in prova gratuita per 30 giorni non consecutivi di utilizzo. Il che calza a pennello con il mese di scrittura, giusto? In più, contiene un modello di romanzo di 50.000 parole, settato per le 1.667 parole giornaliere. Il che significa che, se non le scrivete, una mano di troll armata di randello esce dallo schermo e vi colpisce duramente sul cranio.

Troll armato

No, dai, non è questo! Però c’è la vostra bella barretta degli obiettivi che, se guardate per aria, resta rossa come un semaforo di Milano. Invece, se scrivete, diventa arancione e poi gialla e poi verde fino a quando il vostro obiettivo raggiunto splende come un prato d’Irlanda. Se alla fine del mese vi siete convinti dell‘assoluta fichezza di Scrivener, potete comprarvelo: se siete tra i vincitori del NaNo, ve lo portate a casa con il 50% di sconto. Se non volete tenerlo, con un paio di click vi esportate le vostre schifez… ehm, il capolavoro che avete prodotto, in un formato a vostra scelta, e smettete di usarlo. Finito così.

Sono talmente innamorata di Scrivener che, senza guadagnarci una zucca vuota, se volete mercoledì sera dalle 21.30 alle 22 vi faccio vedere come si usa, almeno le basi. Funziona così: ci troviamo online con gli Hangouts di Google+. Siccome ci si può incontrare al massimo in otto (me compresa), chi primo arriva meglio alloggia. Per partecipare dovete avere un account Gmail e aggiungermi su Google+, poi io vi mando il link della conferenza. Se siete interessati, andate velocemente qui e scrivetemi. I primi sette sono dentro, gli altri amen.

Volevo parlarvi anche di yWriter, ma non ho più tempo. Ve ne parlo domani o dopo. Buona settimana 😀

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