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Serena Bianca De Matteis

For the Love of all Creatures

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NaNoWriMo

Brainstorming, esplora la tua idea

1 Ottobre 2018 by Serena 6 commenti

Il brainstorming è un ottimo modo per approfondire un’idea e assicurarsi che abbia davvero la forza di sostenere un intero romanzo. Un’idea che si appiattisce dopo pochi minuti di brainstorming probabilmente ti farà sbattere la testa contro la tastiera entro il terzo capitolo. Dal momento che non avrai il tempo di ripensare alla tua idea a novembre [o non vorrai perdere tempo quando cominci a scrivere seriamente, n.d.t.], è meglio arrivare ai punti critici adesso, quando hai ancora modo di riadattare il tutto.

L’obiettivo di questo esercizio di brainstorming è generare abbastanza informazioni sulla tua idea in modo che gli esercizi successivi siano più efficaci. Lascia fluire la tua creatività e genera il maggior numero possibile di sviluppi per quest’idea. Non cercare di limitare nulla in questa fase, scrivi tutto anche se non sembra pertinente o funzionale. Alcuni dettagli saranno utili, altri scompariranno, e altri daranno vita a idee ancora migliori. Questo è solo un punto di partenza.

Considera in che modo le seguenti domande potrebbero essere applicate alla tua idea. Annota tutto, e se hai diverse risposte possibili, scrivile tutte. Non sai mai quali dettagli funzioneranno meglio insieme. Nessuna idea è off limits, oggi.

Domande

  1. Chi vuole cosa e perché?

Questo ti aiuterà a identificare il tuo (i) protagonista (i) e il conflitto centrale del romanzo.

  1. Chi si oppone al raggiungimento di questi obiettivi e perché?

Questo ti aiuterà a determinare chi (o cosa) è il tuo antagonista e da dove verrà il conflitto del romanzo.

  1. C’è un conflitto prevalente o un problema importante che deve essere risolto?

Questo ti aiuterà a determinare quanti conflitti potrebbero svilupparsi da questa idea (serve sia per i conflitti esterni che interni, per gli archi evolutivi dei personaggi e per le trame secondarie).

  1. Dove potrebbero verificarsi enormi fallimenti (potrebbero rivelarsi ciò che il tuo protagonista sta cercando)?

Questo ti servirà per potenziali scene chiave dei principali punti di trama, momenti in cui la tensione potrebbe aumentare e la posta in gioco potrebbero alzarsi.

  1. Quali situazioni si presterebbero bene alla crescita di un personaggio?

Ciò ti aiuterà a determinare quali potenziali scene o problemi possono servire l’arco del personaggio e/o la sua crescita interiore.

Esercizio: scrivi la tua idea

Dopo aver risposto a queste domande, scrivi la tua idea. Non preoccuparti se in questa fase è vaga o indefinita: l’obiettivo è quello metterla su carta in modo da poterla studiare e determinare se ha ciò che serve per diventare un romanzo. Serve anche a te per tenere traccia di quella scintilla originale di ispirazione, in modo da potervi fare riferimento quando servirà. Non è raro dimenticarsi di dove deve andare il romanzo, o di cosa ti ha ispirato all’inizio. Averlo annotato te lo ricorderà quando andrai fuori strada.

Serve anche a orientarti in modo che gli esercizi successivi siano più mirati e produttivi. Il primo passo nello sviluppo di un romanzo è avere un’idea chiara su ciò di cui vuoi scrivere.

Domani studieremo lo sviluppo del “gancio” del nostro romanzo [qui lei scrive “hook”, che nel mondo anglosassone è un termine tecnico chiarissimo. Come diavolo lo traduco in italiano? XD n.d.t.]

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

Ehilà, come state? C’è qualcuno in giro che pensa di provare a fare tutte e 31 le tappe? Solo io? 😀

Archiviato in:Blog Contrassegnato con: Costruzione di una storia, Janice Hardy, NaNoWriMo, NaNoWriMo 2018, National Novel Writing Month, Progettare un romanzo, Romanzo, Scrivere un romanzo

Come progettare un romanzo in un mese (o anche no)

28 Settembre 2018 by Serena 14 commenti

National Novel Writing Month 2015Sta per tornare il NaNoWriMo! Per chi non lo sapesse, non si tratta di un farmaco per una malattia rara ma del National Novel Writing Month, un evento mondiale della durata di un mese, durante il quale gli autori sfidano se stessi a completare, in 30 giorni, prima stesura di un romanzo da almeno 50.000 parole.

Non so ancora se parteciperò, quest’anno, ma questo non ha importanza. La cosa bella è che se novembre è il mese in cui si scrive, ottobre è il mese della preparazione. E così il web fiorisce di contenuti sulla progettazione di una storia. Molti sono carini, ben fatti, e anche utili: perché se ho i miei dubbi che si possa completare una prima stesura in un mese, forse buttare giù un piano di lavoro in un mese è possibile.

Nel mare magnum dei consigli mi ha colpito positivamente la serie di articoli scritti da Janice Hardy di Fiction University, che seguo ormai da anni: lei ha creato un vero e proprio “at home workshop” che dura tutto il mese di ottobre. Attenzione, qui viene il bello: la traccia proposta da Janice non vale solo il mese di ottobre e solo per prepararsi al NaNo. È un laboratorio di preparazione che può essere utile a chiunque voglia progettare un romanzo, in particolare il primo (perché il primo: perché dopo essersi sperimentati un po’, si capisce come procedere, cosa funziona per sé; ma al primo giro, spesso non si sa dove sbattere la testa)

Chi è Janice Hardy.

Questa è quella che lei stessa chiama la Versione Ufficiale Breve:

Janice Hardy è la fondatrice di Fiction University, e la fondatrice della trilogia fantasy per ragazzi The Healing Wars, dove ha attinto al suo lato oscuro per creare un mondo dove guarire è una cosa pericolosa, e le persone con le migliori intenzioni spesso fanno le scelte peggiori. I suoi romanzi comprendono “The Shifter”, “Blue Fire”, and “Darkfall”, pubblicati da Balzer+Bray/Harper Collins, e “Blood Ties” pubblicato in self sotto il nome J. T. Hardy. Pubblica anche la serie Foundations of Fiction, di cui Planning Your Novel: Ideas and Structure è il primo libro.

Su questo blog vi ho già parlato di lei qui.

Quindi cosa succede adesso?

Pubblicherò per tutto il mese di ottobre le traduzioni degli articoli di Janice, che trovate in orginale qui. Se conoscete l’inglese, dovreste andare a leggerli in prima persona. Verrà creata una pagina dove raccoglierò tutti i link agli articoli giornalieri, che saranno pubblicato come post del blog. FAQ: ma come, tu che pubblichi ogni morte di papa, davvero pensi di riuscire a pubblicare tutti i giorni in ottobre? Risposta: poco importa. Ottobre è un buon mese per cominciare. La serie ho intenzione di finirla, e sarà lì a disposizione di chi vuole scrivere un romanzo in qualsiasi momento dell’anno.

Quando si comincia?

Anche domani, magari. Voi rimanete sintonizzati.

Quando si finisce?

Ehm… Vedi sopra.

Dov’è la home page degli articoli?

Verrà creata alla pubblicazione del terzo articolo e la troverete, tranquilli, farò in modo che la troviate.

Qualcuno ha intenzione di partecipare al NaNoWriMo quest’anno?

Io ci sto pensando. Sto lavorando a una prima stesura e potrebbe essere utile come stimolo. Voi che farete?

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Ritorno alla Scrittura

11 Novembre 2015 by Serena 25 commenti

Cari,

Non ricordo dove eravamo rimasti l’ultima volta che ci siamo parlati. Ah, sì: si parlava di piano marketing, credo. E probabilmente vi ho anche detto che a novembre ci sarei stata poco, per via del National Novel Writing Month.

Però non immaginatemi drogata di caffeina a scrivere come una pazza le mie 1667 parole giornaliere: per fare quello ci vuole una bella dose di energia, entusiasmo, determinazione. Il NaNo è un’esperienza galvanizzante che va ben oltre la quota di parole, un tanto al chilo come al mercato. Ha a che fare con lo sfidare se stessi in compagnia di molti altri che vivono della stessa passione. È… euforizzante. E io non mi sento mica tanto euforica, anzi, me la sto prendendo straordinariamente calma. È la cosa di cui ho più bisogno in questo momento.

Calma e continua a scrivere

Da qualche parte dopo la metà di ottobre ho inviato alla mia editor e ad una lettrice beta la mia Cristallo. Il piano era che, se fosse andato tutto bene, avrei avuto tutto il tempo necessario per occuparmi della pubblicazione (vi rimando per questo al piano marketing di cui sopra) che avevo già previsto da tempo di far slittare a febbraio 2016. Questo perché a febbraio cade il mio compleanno, e nel 2016 la mia età è una bella cifra tonda tonda. Festeggiarla con la pubblicazione della prima storia con il mio vero nome sarebbe stata una gran bella soddisfazione.

Purtroppo la storia è tornata dall’editor ferita, ammaccata e lacerocontusa. Anzi, laceroconfusa.

Due di picche

Con la lettrice beta è andata un po’ meglio, ma non c’è stato l’entusiasmo che speravo. Da Lettrice Beta voglio lo sclero totale, se no non ci siamo: non mi accontento di niente di meno, da lei.

Non ci sono rimasta nemmeno troppo male: in sostanza me l’aspettavo. Diciamo pure che ci ho provato, via. Che non ne potevo più di avere tra le mani questa mia creatura deforme. Che, nel momento in cui l’ho dichiarata finita, invece di essere entusiasta di lei e pronta a difenderla a spada tratta da chiunque, mi accontentavo di una speranza. La speranza che fosse ad un livello di decenza sufficiente a non dovermene vergognare. Invece così non è stato.

Probabilmente è una storia ancora decente, lo dico senza falsa modestia, ma non è una bella storia, non secondo i miei standard. La seconda parte, dice la beta, è tra le cose più belle che io abbia scritto. La prima…

Meh.

Così imparo ad accontentarmi. Non è etico accontentarsi e, soprattutto, non è etico arrendersi ad un prodotto mediocre per una che va sostenendo a spada tratta la pubblicazione Indie.

Comunque sia, io sono stanca morta. Ho tirato, tirato e tirato perfino in agosto. Essendo in ferie ho recuperato del tempo per scrivere, ma sono stata molto attenta a non sottrarne alla mia famiglia, e mi sono ritrovata a scrivere la sera da mezzanotte alle due. O ad infilare la scrittura, come diceva una ragazza nel Gruppo Facebook del NaNoWriMo, negli interstizi di tempo, perché parlare di spazi sembra troppo.

Morale della favola? Due cose: una bella e una brutta.

Prima la brutta: sono esausta. Dicono di me che sono un mastino, un carrarmato, ma giuro che sono umana. Sotto la pelle non ho l’acciaio come Terminator, ho la cervicale e qualche altro osso dolorante. Sono stufa di dover inserire in agenda anche la pausa pipì e di cascare in coma la sera, tanto da non riuscire nemmeno più a leggere delle belle storie, che poi è la faccenda da cui per me è nato tutto.

Poi la cosa bella.

Allora, ho la sensazione – per ora solo una sensazione, eh – che questo stop sia un po’ il rogo della Fenice. I commenti dell’editor sono stati il punto di partenza per un’analisi fredda della storia dal punto di vista della struttura, che è la mia fissa. Si sa che quando si tratta del tuo bambino prediletto essere obiettivi è impossibile: ci vuole prima la doccia fredda, poi forse ce la si fa. La doccia fredda – anzi, Polare Artica – ce l’ha messa l’editor, ma io ci ho messo una disamina dei problemi a livello strutturale, della quale sono piuttosto fiera. Per farvela breve – poi magari se volete vi racconto – la storia cominciava nel punto sbagliato. E questa scoperta è stata illuminante, ha cambiato tutto. Mi sono ritrovata con delle potenzialità molto più grandi di quel che pensavo. Un sacco di frammenti del puzzle sono andati finalmente al loro posto. Adesso, devo solo sopravvivere per finire QUESTA BIP di storia. E un’altra cosa bella: basta col marketing, per un po’, perlomeno col mio marketing personale. Devo tornare a studiare un po’ la scrittura. E anche questo, credetemi, lo sto vivendo come una specie di regalo: mi mancava molto. Ogni tanto una bella spazzolata sul groppone fa bene: distrugge l’ego, ma fa tornare alle radici.

Vi copio queste parole pubblicate qualche giorno fa da Alessia su Facebook, prese da un articolo di Judy Blackmore che citava:

“The biggest barrier to releasing quality material is probably impatience. You have a work that feels pretty good; you’re exhausted; you want to move on; you might be a bit delusional about how good it really is; so you hit “publish”. Nobody steps in and tells you to make it better, to do another pass, to get a better cover, to write a better blurb, to hire or trade for some editing, to beg or trade for some beta reading. You simply jump the gun.”

~ Hugh Howey

(La più grande barriera alla pubblicazione di materiale di qualità è probabilmente l’impazienza. Hai creato un’opera che sembra abbastanza buona; sei esausto; vuoi andare oltre; potresti essere un po’ illuso su quanto sia effettivamente buona; e così premi “Pubblica”. Nessuno si fa avanti per dirti di migliorarla, di fare un altro passo, di farti fare una copertina migliore, di scrivere una quarta migliore, di pagare dell’editing o scambiarlo con qualcuno, di supplicare qualcuno perché ti faccia da Beta o scambiare il favore. Semplicemente fai il salto.)

Tempo, pazienza, dedizione, coraggio: sono gli ingredienti per la riuscita di un progetto. Dicono che la fretta sia cattiva consigliera. Non corriamo in cerca del traguardo; non scappiamo dalle tappe intermedie che – come dice Paola Fantini – sono necessarie e devono essere previste nel nostro percorso; non dimentichiamo che quello stesso percorso è la chiave che ci permette di crescere.

Judy Blackmore dice ancora: “Quello che sto dicendo è che devi creare una situazione in cui il fallimento non è contemplato.”
Capito Serena?

Capito. Fa male, ma capito. Io qualcuno che mi ha detto di aspettare l’ho avuto, e probabilmente non finirò mai di ringraziarlo, anzi, ringraziarla.

Spero stiate tutti bene. Ci leggiamo qui in giro, in modo sicuramente piuttosto casuale fino alla fine del mese di novembre.

Vi abbraccio

Serena

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3 software da provare per il NaNoWriMo (ma non solo)

27 Ottobre 2015 by Serena 15 commenti

Ieri il tempo tiranno mi ha costretta a fermarmi a Scrivener, che resta comunque, a mio parere, la Scelta Numero Uno per chi partecipa al National Novel Writing Month. Ma stavo per proporvi quella che, secondo me, è la migliore alternativa gratuita, e cioè yWriter.

yWriter è tra le risorse consigliate nel forum del NaNoWriMo.

yWriter 5

Credo me ne abbiate già sentito parlare qua in giro, ma ve lo segnalo volentieri di nuovo: si tratta di un software che migliora col tempo, regolarmente aggiornato, al quale lo sviluppatore dedica periodicamente la sua attenzione. L’ultimo aggiornamento è di giugno 2015; io l’ho scaricato anche se uso Scrivener, perché in realtà mi piaceva molto.

I pregi di yWriter:

  1. È gratuito. Però se volete potete fare una donazione, per l’importo che più vi aggrada, e ricevete un codice di registrazione assieme alla gratitudine del programmatore.
  2. Ha l’interfaccia in italiano e un progetto – campione per imparare a utilizzarlo.
  3. Ha una reportistica favolosa e un ottimo sistema di estrazioni delle sinossi, a vari livelli, utilissimo se dovete lavorare alla struttura della vostra storia.
  4. Si può scrivere in scene che poi vengono spostate e aggregate in capitoli con un semplice sistema a trascinamento.

I difetti di yWriter:

  1. È un po’ rigido. Niente a che vedere con la totale libertà che offre Scrivener, ma per alcuni questo è un vantaggio. Meno scelte, meno stress.
  2. Certi comandi sono più adatti a sviluppatori che a utenti con zero infarinatura informatica

Come usarlo durante il NaNoWriMo:

Oddio, se aveste cominciato prima avreste potuto divertirvi a creare le schede dei personaggi, dei luoghi e degli elementi. Se avete tempo, potete ancora farlo, almeno per i personaggi e luoghi principali. Se no, secondo me potete semplicemente creare una scena con un click del mouse e cominciare a scrivere. Avrete tempo dopo, a dicembre e gennaio, per giocare col software e stampare la prima versione del vostro romanzo.

Ovviamente, anche per yWriter vale quanto dicevo per Scrivener: il vostro lavoro si può facilmente esportare in vari formati di testo, se no non ve lo consiglierei.

Per chi legge l’inglese, trovate tutto su yWriter qui.

Come creare l’atmosfera giusta per scrivere

Tutti noi abbiamo sperimentato almeno una volta lo stato di “flusso”. Quando ci troviamo in quella zona psichica, le parole scorrono senza problemi e, venendo dritte dall’anima, spesso hanno qualcosa di magico. Peccato che non succeda sempre e che, se siamo seri con la scrittura, dobbiamo imparare a scrivere anche nelle giornate in cui l’ispirazione è zero.

Qualche aiutino però ce lo possiamo dare, giusto? Una soluzione potrebbe essere: lasciare l’ambiente dove scriviamo di solito, entrare in una caffetteria non troppo rumorosa, piazzarci le cuffiette in testa e… far partire Rainy Mood. Non vi dico altro: provare per credere (prima però finite di leggere questo articolo! 😛 )

Fuori piove e io scrivo

 

Sono in giro tutto il giorno, come faccio a scrivere la mia quota giornaliera?

Se non hai problemi di connettività la soluzione è facile: ti serve un software di scrittura online, accessibile da uno o più dispositivi mobili. Ce ne sono diversi, ma ho scelto di segnalare Hiveword perché altri che mi piacevano sembrano un po’ abbandonati a se stessi. Inoltre Hiveword non è solo un processore di testi, è un vero strumento organizzativo per tutte le componenti di una storia. Unico difetto, ma anche no: è tutto in inglese. Però le parole della scrittura sono più o meno sempre le stesse, e con un po’ di impegno si capisce tutto. E poter avere il proprio romanzo sotto controllo ovunque ci si trovi è tanta roba, durante il NaNoWriMo.

Hiveword

Ricordo ancora, per chi fosse interessato, che domani sera sarò online dalle 21.30 alle 22 per mostrare in Hangouts il funzionamento base di Scrivener. Chi volesse partecipare mi contatti al più presto da qui, perché i posti sono limitati (non da me, da Hangouts 😛 )

Come sta andando la vostra preparazione? Partecipate? Vi sentite pronti?

 

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È quasi NaNoWriMo: una settimana al via!

26 Ottobre 2015 by Serena 14 commenti

Banner NaNoWriMo 2015

Se i sensi intorpiditi del lunedì mattina non m’ingannano, manca una settimana scarsa alla pazzia collettiva più amata dagli scrittori: domenica 1 Novembre a mezzanotte parte l’edizione 2015 del National Novel Writing Month. Lo so che sul pianeta esistono esseri umani che non sanno cosa sia e vivono benissimo lo stesso, ma io personalmente, come un sacco di gente che ama la scrittura, sto cominciando ad andare in ebollizione. Gli scrittori affilano le penne (virtuali e non), arruffano le piume (contro il resto della famiglia: a novembre siamo tutti single senza figli), fanno scorta di cioccolato, caffè e possibilmente idee. La battaglia sarà dura e il premio solo uno: scrivere 50.000 parole di un romanzo in un mese.

Cosa sia esattamente il NaNo lo ha spiegato benissimo Gas in questo articolo, perciò andate a dare un’occhiata. Ne ho parlato anch’io qui l’anno scorso. Quanto a noi, qui a casa De Matteis, sappiate che questa settimana ci si leggerà un po’ più di frequente. Questa settimana mi abbandono all’Ammore: rispetterò l’appuntamento di mercoledì prossimo con il marketing, ma in più vi disturberò arrandom con suggerimenti, idee, paranoie personali – poche – e quant’altro mi passerà per la mente scrittevolmente parlando, sul National Novel Writing Month. C’è tanto da dire e il mio parere è che almeno una volta vada provato, quindi preparatevi.

…anche perché poi, sinceramente, a novembre pensavo proprio di scrivere quelle fottutissime OPS LA PAROLACCIA 1.667 parole al giorno, per arrivare a 50.000. E creare così la prima bozza del seguito di Cristallo. In altre parole, la regolarità di pubblicazione a novembre non sarà garantita; prima di ogni cosa verranno le ******** parole di cui sopra.

Che vi serve per il NaNoWriMo?

Oh, per prima cosa un sacco di motivazione e costanza. E poi qualche giocattolino nuovo, tipo un bel software di scrittura da provare per la prima volta, in modo che lucine colorate, scintilli e promesse miracolose vi facciano sedere volentieri alla tastiera che – credetemi – entro fine mese avrete imparato a odiare.

Il consiglio numero uno è sempre il solito: Scrivener.

Lo sapete, vero, che esiste la versione NaNo? Ora vi spiego come funziona. Scrivener si può scaricare in prova gratuita per 30 giorni non consecutivi di utilizzo. Il che calza a pennello con il mese di scrittura, giusto? In più, contiene un modello di romanzo di 50.000 parole, settato per le 1.667 parole giornaliere. Il che significa che, se non le scrivete, una mano di troll armata di randello esce dallo schermo e vi colpisce duramente sul cranio.

Troll armato

No, dai, non è questo! Però c’è la vostra bella barretta degli obiettivi che, se guardate per aria, resta rossa come un semaforo di Milano. Invece, se scrivete, diventa arancione e poi gialla e poi verde fino a quando il vostro obiettivo raggiunto splende come un prato d’Irlanda. Se alla fine del mese vi siete convinti dell‘assoluta fichezza di Scrivener, potete comprarvelo: se siete tra i vincitori del NaNo, ve lo portate a casa con il 50% di sconto. Se non volete tenerlo, con un paio di click vi esportate le vostre schifez… ehm, il capolavoro che avete prodotto, in un formato a vostra scelta, e smettete di usarlo. Finito così.

Sono talmente innamorata di Scrivener che, senza guadagnarci una zucca vuota, se volete mercoledì sera dalle 21.30 alle 22 vi faccio vedere come si usa, almeno le basi. Funziona così: ci troviamo online con gli Hangouts di Google+. Siccome ci si può incontrare al massimo in otto (me compresa), chi primo arriva meglio alloggia. Per partecipare dovete avere un account Gmail e aggiungermi su Google+, poi io vi mando il link della conferenza. Se siete interessati, andate velocemente qui e scrivetemi. I primi sette sono dentro, gli altri amen.

Volevo parlarvi anche di yWriter, ma non ho più tempo. Ve ne parlo domani o dopo. Buona settimana 😀

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Gli obiettivi S.M.A.R.T. di uno scrittore

29 Luglio 2015 by Serena 29 commenti

Loro sì che centrano l’obiettivo.

Tra le cose imparate in tanti anni di marketing e azienda, ce n’è una che mi piace in modo particolare, perché la trovo utile e applicabile a tutti gli aspetti della mia vita. E perché non alla scrittura? Sto parlando del concetto di obiettivi SMART, anzi, S.M.A.R.T., che sicuramente avete già incontrato in mille e un articolo in giro per il Web. Perché lo tiro fuori qui, in un blog per scrittori, all’alba del 29 luglio, in una Milano sopravvissuta a Caronte ma ancora boccheggiante per il caldo?

Ve lo spiego tra un attimo. Prima facciamo un piccolo ripasso del significato dell’acronimo S.M.A.R.T. .

Come sapete, smart in inglese significa intelligente, brillante, però anche [Leggi di più…] infoGli obiettivi S.M.A.R.T. di uno scrittore

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