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Serena Bianca De Matteis

For the Love of all Creatures

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Obiettivi

Qual è la posta in gioco?

16 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

Trova la posta in gioco
Trova la posta in gioco

Oggi consideriamo le ragioni per le quali i nostri personaggi si stanno impegnando tanto a risolvere il problema principale del romanzo, ossia: qual è la posta in gioco.

Scopri la tua posta in gioco

La posta in gioco corrisponde ai fattori motivanti per gli obiettivi del personaggio, la ragione che egli ha di superare tutti quei conflitti proprio in quel momento, invece che quando gli capita. La posta in gioco è ciò che perde se non ci riesce. La posta in gioco è cattiva. La posta in gioco può uccidere. Più alta la posta in gioco, più tensione viene creata e più avvincente è la trama. La posta in gioco è il “devi farcela, altrimenti…”

Ci sono vari livelli di “posta in gioco”, comunque, e ciò che afferra i lettori e li tiene sul bordo della sedia non sempre è ciò che ci aspettiamo noi. La sorte del mondo sembra la più alta posta in gioco possibile, ma i lettori sanno che il mondo non finirà veramente, quindi non è una minaccia credibile. La morte del protagonista è una posta in gioco altrettanto alta, ma ancora, ben pochi protagonisti muoiono sul serio.

Qual è la posta in gioco personale?

La posta in gioco personale è ciò che il protagonista non vuole che accada perché lo ferirà in modo personale. Perderà il lavoro, il serial killer ucciderà il suo bambino, o una certa azione andrà contro tutto ciò in cui egli crede. La posta in gioco conduce il romanzo e fa sì che i lettori si interessino al risultato finale della lotta tanto quanto il protagonista. Sono conseguenze che possono accadere e rendere la vita del protagonista peggiore, il suo lavoro più duro, o costringerlo a sacrificarsi e fare difficili scelte personali. E accadono davvero.

Sono anche ciò che impedisce al protagonista di scappare quando le circostanze si fanno difficili. Le conseguenze che gli impediscono di dire “Sì, è vero, non voglio che lo stregone cattivo conquisti la città e la riduca in schiavitù, ma se me ne vado adesso sarò parecchio lontano quando succederà e non dovrò morire o avere a che fare con questo casino”. E’ molto meglio se non può scappare perché una persona amata è prigioniera dello stregone cattivo e se scappa quella persona morirà.

Anche i rischi personali sono cose che possono accadere e accadranno. Fanno avanzare il romanzo e sono vere conseguenze di cui i lettori si possono preoccupare. I lettori sanno che il protagonista fermerà il serial killer alla fine, sebbene quel serial killer possa uccidere la moglie del protagonista o suo figlio prima di essere catturato.

Perché la posta in gioco è importante?

I rischi personali sono molto più avvincenti che grandi tragedie senza volto. E’ la ragione per cui una famiglia che muore in un incidente d’auto la Vigilia di Natale ci colpisce più di milioni di persone che muoiono di una terribile malattia ogni anno. Trovate una risposta valida all’importantissima domanda: perché il lettore dovrebbe interessarsi di questa persona e del suo problema?

A un certo momento nel romanzo (di solito nella seconda metà) spesso il protagonista deve sacrificare qualcosa per avere quello che desidera. E’ frequente vedere che la posta in gioco cambia e si trasforma in una del genere “salvare il mondo” a causa di questo sacrificio, così che possiate avere sia quella personale che quella più ampia. Un sacrificio personale serve un bene più grande, e i problemi generati dal bene più grande permettono al protagonista di ottenere qualcosa a cui egli dà il massimo valore.

Qual è la posta in gioco per la trama?

La posta in gioco riferita alla trama consiste nelle conseguenze che importano nel mondo, in senso esteso. Le conseguenze più grandi che trainano la trama e che si verificheranno se il protagonista non riuscirà a fare ciò che il conflitto principale gli richiede di fare. Se la principessa non ferma il mago cattivo, la sua terra sarà ridotta in schiavitù. Sono fatti più grandi e orribili e, anche se il protagonista cerca di impedirli ci sono possibilità che non ce la faccia.

Perché la posta in gioco è importante per la trama:

Perché fornisce uno scopo più grande nel quale sviluppare un romanzo. Dà un significato più grande agli obiettivi personali dimostrando come un sacrificio personale potrebbe essere di giovamento a tutti. Permettono ai personaggi di essere nobili (o egoisti) nella loro società. La posta in gioco della trama spesso parla ai lettori su più livelli perché funziona con il quadro generale.

Esplora le possibili poste in gioco e decidi se sono abbastanza importanti o abbastanza personali per il tuo protagonista, abbastanza da portare avanti un romanzo.

  1. Se il protagonista rinunciasse alla battaglia e se ne andasse, cosa cambierebbe?
  2. Se tu mettessi al posto del protagonista il secondo personaggio più importante, cosa cambierebbe?
  3. Che cosa perderebbe il protagonista se fuggisse dai suoi problemi?
  4. Quale sacrificio dovrà compiere il protagonista perché i fatti riprendano a muoversi nel modo che egli desidera?

Esercizio: descrivi le tue “poste in gioco”.

Che cosa ci guadagna il protagonista, che cosa ha da perdere, e quali sono le conseguenze se fallisce il suo compito?

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

Archiviato in:Blog Contrassegnato con: Fiction University, Gestione del tempo, Janice Hardy, NaNoPrep, NaNoWriMo, NaNoWriMo 2018, National Novel Writing Month, Obiettivi, pianificare un romanzo, posta in gioco, preptober, Preptober 2018, Progettare un romanzo, Romanzo, Scrivere un romanzo

Come fare quello che ami e fare anche soldi

28 Aprile 2017 by Serena 16 commenti

Il problema:

Le persone con un lavoro ben pagato mi chiedono consiglio perché vogliono smettere di lavorare per diventare artisti a tempo pieno.

Ma gli artisti a tempo pieno chiedono il mio consiglio perché trovano che sia impossibile fare soldi con l’arte.

(Definiamo “arte” come tutto ciò che fai per esprimerti, anche solo il blog o qualsiasi altra cosa). [Leggi di più…] infoCome fare quello che ami e fare anche soldi

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Obiettivi di scrittura 2017

3 Gennaio 2017 by Serena 10 commenti

Tramonto sul lago d'Iseo
Ciao, 2016

Prima degli obiettivi, due chiacchiere sui metodi.

I metodi servono ad avere una traccia da seguire per raggiungere un qualunque obiettivo. Chi è capace se li crea da solo, e tanto di cappello: soprattutto in campo scientifico, creare un metodo è importante come scoprire qualcosa. Chi, come me, è testone e presuntuoso, si rifiuta di applicare qualsiasi metodo… Fino a quando poi scopre che alcuni funzionano.

Nel campo della gestione di se stessi, il metodo aiuta anche se è inventato da qualcun altro. Con il 2017 festeggio il quinto anno di GTD, applicato selvaggiamente a modo mio, e tutta questa pappardella serviva per dirvi che grazie al metodo di Allen mi restano delle tracce scritte delle mie priorità. E grazie a queste tracce, anno dopo anno, riscontro che la scrittura si conferma sempre ai primi posti. Forse, più che la scrittura in sé, è il raccontare storie che mi preme; la scrittura in sé e per sé, nel mio caso, è vissuta solo come un giochetto estetico e non mi interessa.

Comunque.

Il 2016 è stato una sorta di cataclisma dal punto di vista personale, ma ha un merito, per quanto mi riguarda: sbattendomi in faccia la semplice realtà che si muore e non si sa quando, mi ha spronata a terminare, chiudere, concretizzare. Il concetto è quello che esprime anche Daniele nel suo post di oggi, quello delle tre parole, sotto la voce “Impegno”. Come è andata l’ho scritto qui.

E adesso bando alle ciance e veniamo alla dichiarazione degli obiettivi!

Pubblicare Libro2 e Libro3 entro il 31 dicembre 2017.

Nel mondo ideale sono due libri autoconclusivi che però proseguono la storia di Buck e gli altri. Libro2, agli dei piacendo, dovrebbe arrivare entro la primavera, e Libro3 prima di Natale.

Scrivere un articolo al mese per questo blog.

Se mi metto a ragionare dei miei blog non la finisco più e mi metto pure a piangere; mi limito a dire che serenawrites.com sarà riorganizzato. Resterà una risorsa a disposizione dei lettori che volessero avere informazioni su di me e su ciò che scrivo. Per quanto riguarda invece questo blog, sarei già molto felice di pubblicare un articolo al mese. Comunque, dodici in tutto. Sono pochi, anzi pochissimi, ma sinceramente in questo momento mi interessa solo restare presente in rete e chiacchierare con voi amici di scrittura, quindi va bene  così.

Ovviamente scrivere a vanvera non è nel mio stile, ho già idea di cosa trattare; qualcosa cui tengo molto, come al solito. Salvo ispirazioni estemporanee e richieste specifiche. Poi vorrei riprendere i famosi 81 consigli di marketing, ma insomma prima vediamo come va.

Finito.

Alla fine, dopo averci riflettuto un po’, ho deciso di non dichiarare obiettivi di lettura né di formazione. Il che non significa che non leggerò o che non voglio imparare niente nel 2017, semplicemente non ho bisogno di darmi un obiettivo per farlo. Imparare è divertente, mica per niente mi sono sparata tutti quei corsi nel 2016! In più le cose incomplete mi danno fastidio, sono portata di mio a terminare ciò che comincio, quindi so già che, anche senza obiettivo, terminerò il corso di Patterson, del quale mi manca qualche lezione. Voglio anche riguardarmi con calma gli appunti del laboratorio sui  Turning Points con Laura Baker. E non parliamo di tutti gli articoli interessanti che mi salvo in Evernote perché non ho il tempo di leggerli! 

Per il 2017, quindi, ho fatto una cosa che nel mio caso è più furba: ho previsto molti più momenti “vuoti” rispetto all’anno scorso. Dove per “vuoti” intendo “non strutturati” in alcun modo. So già che in quei momenti leggerò e mi farò qualche corso online. Vorrei leggere tantissimo, sia libri di tecnica che narrativa pura, quella che nutre la voglia di scrivere. Forse terrò una lista di ciò che leggo, ma non è detto.

Strumenti di gestione del tempo? Di nuovo rispetto al 2016 c’è un’agenda cartacea che mi tiene compagnia già da qualche mese. Di sicuro questo dipende dal fatto che è cambiata la mia vita lavorativa: non vivo più in macchina, quindi posso permettermi il lusso (e il peso) della carta, almeno per quanto riguarda pianificazione e organizzazione. Se l’argomento vi interessa, scrivetelo nei commenti e magari arriverà un articolo dedicato a questo.

 

Per finire… Auguri di buon 2017!

Vi abbraccio. Grazie di esserci e di condividere con me questo viaggio 🙂

E biscotti per tutti!

Piatto natalizio con biscotti fatti in casa

 

 

Archiviato in:Blog Contrassegnato con: 2016, 2017, Buck, Gestione del tempo, Motivazione, Obiettivi

Obiettivi di Scrittura 2016

31 Dicembre 2015 by Serena 32 commenti

Li scrivo qui, davanti al (Web)Mondo, al cospetto dei blogamici della blogosfera, alla mercé di tutti coloro che passeranno di qua. Siete caldamente pregati di farmi il fondello, se ve ne viene l’ispirazione, nel caso non li rispettassi.

Ogni mese riproporrò un post nel quale verificherò l’avanzamento dei lavori. Sarà la vostra occasione di essere crudeli.

Ve li scrivo, i miei obiettivi, come li ho inseriti in Evernote e nel mio GTD, metodo che utilizzo ormai da anni. E basta, ho già chiacchierato fin troppo.

*rullo di tamburi*

Pubblicare un lavoro di narrativa entro il 31 dicembre 2016

Uno qualsiasi (potrei dover spezzare Cristallo, non so ancora bene cosa fare)

Pubblicare tre articoli al mese

1 ogni 10 giorni: uno su serenawrites.com, uno qui e uno su ceraunavoltaunastoria.it

Leggere questi 6 libri:

    1. “The Story Grid” di Shawn Coyne
    2. “Story” di Robert McKee. Disponibile in italiano.
    3. “Anatomy of Story” di John Truby. Disponibile in italiano.
    4. “Plot & Structure” di James Scott Bell
    5. “Turning Pro” di Steven Pressfield
    6. “Screenplay” di Syd Field
.

.

Frequentare due corsi di formazione

  •  Uno, tecnico, su un aspetto della scrittura, a scelta su: costruzione dell’intreccio, conflitto, struttura, creazione di una serie, pensiero creativo. Sarà molto probabilmente un corso online della RWA o uno di Kristine Kathrin Rusch che si può trovare qui. Però ce ne sono altri che mi interessano. Vedremo. Quelli italiani manco li prendo in considerazione. Sono provocatoria? Nah, solo un pochino. Magari esistono, ma non sono online e sono un po’ fumosi. Io ne voglio uno tecnico.
  • Uno di marketing. Quelli italiani manco li prendo in considerazione. Sono provocatoria? Ah, sì. Certamente stavolta sì. Anche voi: fate attenzione a come spendete i vostri soldi, e a chi sarebbe che vi vuole insegnare.

Finito.

Beh, che vi aspettavate? Sarà già molto che riesca a raggiungere questi obiettivi qui. Messa come sono, sarebbe tanta roba.

In bocca al lupo a me. A voi, tanti auguri di un 2016 stratosferico! Avete già scritto i vostri buoni propositi?

 

Felice Anno Nuovo
Buon 2016!

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Gli obiettivi S.M.A.R.T. di uno scrittore

29 Luglio 2015 by Serena 29 commenti

Loro sì che centrano l’obiettivo.

Tra le cose imparate in tanti anni di marketing e azienda, ce n’è una che mi piace in modo particolare, perché la trovo utile e applicabile a tutti gli aspetti della mia vita. E perché non alla scrittura? Sto parlando del concetto di obiettivi SMART, anzi, S.M.A.R.T., che sicuramente avete già incontrato in mille e un articolo in giro per il Web. Perché lo tiro fuori qui, in un blog per scrittori, all’alba del 29 luglio, in una Milano sopravvissuta a Caronte ma ancora boccheggiante per il caldo?

Ve lo spiego tra un attimo. Prima facciamo un piccolo ripasso del significato dell’acronimo S.M.A.R.T. .

Come sapete, smart in inglese significa intelligente, brillante, però anche [Leggi di più…] infoGli obiettivi S.M.A.R.T. di uno scrittore

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