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Serena Bianca De Matteis

For the Love of all Creatures

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Romanzo

Riassumi il tuo romanzo: la sinossi operativa

23 Gennaio 2020 by Serena 7 commenti

Con mia grande gioia, qualcuno è venuto a tirarmi la giacchetta e a farmi presente che il “corso” di pianificazione di un romanzo non è completo. Mancano ancora due giorni! Eccomi qui molto volentieri a pubblicare il giorno 30, già tradotto. Il 31 arriverà presto, ma non prestissimo perché devo ancora tradurlo. Enjoy!

 

 

Riassumi il tuo romanzo
Riassumi il tuo romanzo

L’ultima cosa che resta da fare è mettere insieme tutti i tuoi pensieri ed idee: oggi scriveremo la nostra sinossi operativa.

Tradizionalmente, un romanzo ha alcuni momenti principali che costituiscono i punti di svolta della trama (le parti basilari). Dove posizionarli può variare, ma di solito si adattano alla classica struttura in tre atti: inizio, svolgimento, finale. In ciascuna di queste sezioni ci sono dei comuni punti di svolta che portano il protagonista da A a Z.

  • Inizio
  • Scena di apertura
  • Evento Scatenante
  • Problema del I Atto
  • II Atto
  • Scelta del II Atto
  • Colpo di scena centrale
  • Catastrofe del II Atto
  • III Atto
  • Piano del III Atto
  • Climax o Battaglia Finale
  • Tirare le fila/Conclusione

Quando si scrive una sinossi operativa, questi punti di svolta forniscono punti iniziali e finali della parti della trama. Possono cambiare man mano che il romanzo si sviluppa, ma sono molto utili come guida nella fase di pianificazione per aiutarvi a cominciare. Usateli come strumenti e non sentitevi vincolati da essi.

In che modo il trafiletto riassuntivo si rapporta alla sinossi operativa? 

Il trafiletto è una versione condensata del romanzo, e fornisce una base sulla quale espandere le scene e concretizzare la trama. È più semplice trovare il modo di arrivare dalla scena di apertura alla conclusione, perché avete già deciso quali sono i momenti intermedi che collegano questi due punti.

Definire gli archi narrativi

Per aiutarvi a riempire la sinossi operativa, considerate i diversi archi narrativi del romanzo. Quelli della trama, quelli dei personaggi, l’arco tematico e la linea del tempo. Gli archi compongono il romanzo e il modo in cui li intrecciate determina come si svolge la narrazione. Anche se non dovete conoscere nei dettagli tutti questi archi prima di cominciare a scrivere, identificare gli eventi chiave e i momenti può aiutarvi a decidere trama e sviluppi del romanzo.

Archi della trama.

Definiscono come si svolge la trama. Coprono gli eventi che accadono tra la scena di apertura e la conclusione. A seconda di quanto intendete programmare, potreste avere l’intera trama già delineata o solo alcuni eventi chiave – o potreste non sapere nulla della trama se siete più interessati a lavorare sul personaggio, o se siete un improvvisatore.

Archi delle sottotrame

Gli archi delle trame secondarie mostrano i diversi aspetti della storia e supportano gli altri archi. Influenzano i conflitti interni ed esterni, illustrano il tema e creano una crescita del personaggio più profonda. Possono essere un po’ difficoltosi perché probabilmente vi sono sovrapposizioni dove certi eventi influenzano sia trama che sottotrama. Nei punti di vista multipli, ogni personaggio PdV avrà il proprio arco che si collega sia alla trama principale che alle diverse sottotrame.

Archi del personaggio

Gli archi del personaggio mostrano la crescita emotiva. Cominciano con degli esempi dei difetti del protagonista e quindi forniscono a quel personaggio occasioni di crescita e cambiamento. Questo arco solitamente entra in conflitto in qualche modo con il conflitto esterno principale e, attraverso l’esperienza esterna, viene raggiunta la crescita interiore. In una serie il protagonista potrebbe non cambiare moltissimo, ma in un romanzo letterario sulla crescita interiore potrebbe invece cambiare moltissimo.

Archi tematici

Gli archi tematici possono aiutare a legare tra loro gli altri archi. Tracciano il percorso di comunicazione del tema e mostra dove potrebbero capitare eventi collegati al tema. Se il tema è collegato alla crescita del personaggio, può essere molto utile vedere i punti di svolta enunciati nella trama.

Archi temporali

Indicano quando succede qualcosa, specialmente se il romanzo si svolge entro un certo intervallo di tempo. Non tutti i romanzi seguono una cronologia ferrea, ma per alcuni generi (come gialli e thriller) è vitale sapere quando si verifica un certo evento.

Elenca i passaggi dei potenziali archi nel tuo romanzo:

1) L’arco della trama:

considera con attenzione quali passaggi fanno muovere la trama principale dalla scena iniziale alla risoluzione. Fai una lista di questi passaggi, concentrandoti sui momenti che devono accadere perché la trama funzioni. Elenca anche le azioni che l’antagonista sta intraprendendo per far accadere gli eventi. Se l’antagonista è fuori dallo schermo, ma influenza fortemente il protagonista, a volte è utile elencare ciò che sta facendo, anche se i lettori non lo vedranno mai nel libro. È un buon modo per tenere traccia di ciò che succede in generale e può aiutare a prevenire complotti non plausibili ed errori di tempo e luogo.
Non dimenticare di elencare anche il perché di questi passaggi. Le motivazioni dei personaggi sono fondamentali per dare omogeneità agli eventi. Lo stesso dicasi per la posta in gioco. Ogni evento dovrebbe avere un obiettivo che deve essere raggiunto, una ragione per cui deve essere realizzato, una ragione per cui quel particolare personaggio deve agire (obiettivi interni ed esterni), e cosa succederà se non viene realizzato.

2) Gli archi delle sottotrame:

esamina le potenziali sottotrame, specialmente quelle che si connettono fortemente al conflitto di base o all’arco del personaggio. Fai un  elenco di idee che potrebbero aiutarti ad approfondire degli aspetti del romanzo.

3) Gli archi del personaggio:

inizia con il protagonista ed elenca tutti gli eventi/rivelazioni/fallimenti che si  verificano per far crescere o cambiare il tuo personaggio. Poi occupati dell’antagonista (se interpreta un ruolo attivo) e dei personaggi secondari. Come evolvono i tuoi personaggi nel corso del romanzo? Che percorsi potrebbero seguire?

4) Gli archi tematici:

esamina le situazioni nelle quali si può manifestare il tema, specialmente se provoca un cambiamento o influenza un personaggio. Fai un elenco di tutte le aree in cui è possibile utilizzarlo. Come potrebbe svilupparsi nel corso del romanzo? Quali momenti o personaggi potrebbero essere parte di un arco tematico?

5) Archi cronologici:

annota quando si verificano gli eventi importanti per assicurarti che ci sia abbastanza tempo per ciò che deve accadere, e che i fatti non si stiano verificando nell’ordine errato.

ESERCIZIO: Metti tutto insieme e scrivi la tua sinossi operativa

Se hai bisogno di una traccia, utilizza queste domande:

  • Come si apre il romanzo?
  • Qual è il primo problema che deve affrontare il protagonista?
  • In che modo questo problema porta all’evento scatenante?
  • In che modo si arriva al conflitto principale e al problema del I atto?
  • In che modo il protagonista è costretto alla prima scelta importante?
  • In che modo questa scelta ha portato a una serie di difficoltà e prove nella parte centrale del libro?
  • In cosa consiste il colpo di scena del Midpoint?
  • In che modo questo porta ad un aumento dei problemi e all’intensificarsi dell’azione dell’antagonista?
  • Qual è il disastro del II atto?
  • In che modo questo disastro conduce al momento in cui tutto sembra perduto e alla “notte oscura dell’anima”?
  • Cosa risulta dalla riflessione del protagonista su se stesso?
  • In che modo questo crea il nuovo piano d’azione?
  • In che modo questo piano porta alla resa dei conti finale con l’antagonista?
  • Come si svolge la battaglia finale?
  • Cosa succede dopo?

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

Archiviato in:Blog Contrassegnato con: Dall'Idea al Romanzo, Fiction University, Janice Hardy, NaNoPrep, NaNoWriMo, National Novel Writing Month, pianificare un romanzo, preptober, Progettare un romanzo, Romanzo, Scrivere un romanzo, Sinossi, Sinossi operativa, Struttura, Struttura Narrativa

Tirare le fila: la conclusione

31 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

Sviluppare la conclusione del romanzo
Sviluppare la Conclusione

Oggi ci occupiamo di come concludere il tuo romanzo.

La conclusione può essere “e vissero per sempre felici e contenti” oppure l’apocalisse di fuoco: che cosa farà il protagonista ora che ha risolto il suo problema. Se c’è una morale o una lezione che il protagonista avrebbe dovuto imparare nella storia, questo è un buon momento per riassumerla.

Perché la conclusione è importante: dà un senso di compimento a personaggi e lettori e consente la risoluzione di eventuali dettagli importanti o sottotrame non critici nel climax.

Elementi chiave della conclusione:

  • Il protagonista è felice o in qualche modo soddisfatto di ciò che è accaduto
  • C’è un senso di cose risolte
  • Si suggerisce cosa faranno i personaggi da qui in poi.

Non è raro che la scena finale rispecchi la scena di apertura, come per mostrare quanto è cambiato il personaggio. Se il protagonista era una persona egoista, la scena finale lo mostra generoso. Se in apertura lo si è mostrato timoroso di impegnarsi, il riepilogo potrebbe averlo fatto sposare o fidanzare. Potrebbe anche essere una scena più oscura e inquietante se il romanzo riguarda la perdita della Grazia o la discesa nelle tenebre.

Per chi sta scrivendo una serie: potrebbero esserci degli elementi della trama o delle domande lasciati in sospeso, e le cose potrebbero non concludersi in modo così preciso. Questo tipo di conclusione è spesso complicato, in quanto si desidera sia lasciare i lettori con un finale soddisfacente, sia interessarli a leggere il prossimo libro.

Potrebbe sembrare una buona idea creare un cliffhanger che termina con il protagonista in gravi difficoltà, ma se il libro finisce e basta, rischi di seccare i lettori. Hanno passato tutto il libro in attesa di vedere come andrà a finire con un problema che tu gli hai posto, e poi li prendi in giro facendo finire il libro senza dirglielo? È come spegnere la TV quindici minuti prima che il film sia finito.

Non c’è niente di sbagliato in un finale di serie che ha qualche linea narrativa ancora aperta, ma cerca di mantenere qualsiasi promessa tu abbia fatto ai lettori.

In sostanza, la scena finale dice: “Sì, questo romanzo aveva un senso, eccolo qui”. Dà ai lettori un senso di chiusura e rassicurazione sul fatto che il romanzo valeva il loro tempo.

Cose da considerare durante lo sviluppo del riepilogo del tuo romanzo:

  1. Quali eventi potrebbero accadere dopo il climax?
  2. Quale immagine finale potrebbe rispecchiare l’immagine di apertura?
  3. A che punto vuoi che sia il tuo protagonista alla fine del romanzo?
  4. Di quale umore vuoi lasciare i lettori, o con quale emozione ?
  5. Cosa vorresti che i lettori pensassero dopo aver finito il libro?
  6. Se è una serie, quali suggerimenti o domande vuoi lasciare aperte per il prossimo libro?

Esercizio: descrivi come e dove il protagonista termina il romanzo

Sii dettagliato o vago, come preferisci. Considera quale immagine vuoi lasciare ai lettori alla fine del tuo romanzo. Se non sei sicuro di quanto scrivere, punta a uno o due paragrafi che mostrano il cambiamento e dove il protagonista si trova (fisicamente ed emotivamente) alla fine del romanzo. Pensa a dove ha iniziato e come questa immagine finale entra in relazione con l’immagine di apertura.

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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La catastrofe nel II Atto

26 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

La catastrofe nel II atto
Sviluppare la “catastrofe” nel II atto

Oggi consideriamo la fine del II Atto e il momento in cui la situazione precipita. Il disastro nel II atto si ha quanto tutto va storto per il protagonista. Il Grande Piano per Salvare il Mondo fallisce miseramente e il protagonista è messo peggio che in ogni altro momento del romanzo. La posta in gioco si è ulteriormente alzata e il tutto sembra impossibile da gestire.

Spesso, qualunque sia la bugia che il protagonista ha raccontato a se stesso (o ciò che credeva vero) è ridotta in pezzi, e lo costringe ad affrontare la verità, per quanto terribile. Se la forza antagonista era un segreto o un mistero, a questo punto se ne scopre l’identità, spesso con effetti devastanti. Anche se l’antagonista è sempre stato chiaro, vengono rivelate nuove informazioni che fanno sembrare insormontabile il problema.

Parlando in cliché, è l’oscurità prima dell’alba.

Perché è importante il disastro del II atto: perché è qui che entra in gioco l’arco del personaggio. Il difetto fatale del protagonista fa sì che le cose si evolvano peggio di quanto ci si aspettava, e ora deve superare quel difetto per avere successo. E’ qui che i personaggio di solito affrontano i propri demoni interiori e ne escono vincenti, il momento in cui tutto è perduto ed essi devono scavare in se stessi e scoprire chi sono realmente.

Elementi chiave del disastro del II Atto

  • Spesso è creato dal protagonista stesso, che non ha imparato le lezioni che doveva imparare nel suo arco del personaggio
  • Getta il protagonista nel momento del “tutto è perduto”, dove egli perde ogni speranza
  • Lo costringe a scavare in se stesso e dirsi chi è e cosa vuole

Per tutta la parte centrale, il protagonista ha tentato e fallito, ha sofferto la pressione esercitata su di lui, ignorato il proprio limite personale e le lezioni che la trama cercava di insegnargli. Proprio quando la storia è nel suo momento più buio, egli agisce in un modo che causa un fallimento catastrofico (regolate per adattare alle dimensioni ed obiettivo della storia: ciò che è catastrofico in una storia di fantascienza epica non lo è in un romance).

Questo disastro scatena due momenti classici dello storytelling – il momento “tutto è perduto” e la “notte oscura dell’anima”. Sono entrambi dei punti di svolta critici, per la trama esterna e per l’arco del personaggio, e spesso qui i due archi si fondono in uno solo.

Tutto è perdoto [the All-is-Lost Moment]

Tutto ciò che il protagonista ha tentato fino ad ora è fallito. Egli pensa di se stesso il peggio e ci crede fermamente, e non vede modo di vincere o risolvere i suoi problemi. Ha perso ogni speranza, vuole mollare tutto e sgattaiolare via nel fallimento e nella disperazione.

La notte oscura dell’anima [ the The Dark-Night-of-the-Soul Moment]

Questo momento si verifica al punto più basso della disperazione del protagonista. Non deve essere una vera notte [… , n.d.t.] solo un momento lungo quanto vi piace in cui il protagonista è costretto a esaminare la sua vita e le sue scelte e ad accettare come si è ridotto a questo punto. Poi riesce a scavare a fondo, rimettere insieme i cocci, e immaginare cosa deve fare dopo tutto ciò. Non è veramente senza speranza, ma deve sacrificare qualcosa(può trattarsi di diverse cose, da un vero e proprio sacrificio fino ad abbandonare una convinzione o un dubbio su di sé). Ha imparato la lezione e adesso sa cosa deve fare.

This moment occurs at the very bottom of the protagonist’s despair. It doesn’t have to be an actual night, just a moment (whatever length you choose) where the protagonist is forced to examine his life and his choices and accept how he got to this point. He then manages to dig deep down, gather himself up, and realize what he has to do after all. It isn’t truly hopeless, but he’ll have to sacrifice something. (This can be any number of things, from a literal sacrifice to abandoning a belief or self doubt.) He’s learned his lesson and he now knows what to do.

Cose da tenere presenti quando si studia il la catastrofe del II Atto:

  1. Che cosa farebbe desiderare al protagonista di mollare tutto?
  2. Come potrebbe essere inserita nella storia?
  3. In che modo il protagonista potrebbe arrivare a questo punto? Che eventi devono accadere prima che si verifichi?
  4. Qual è il difetto principale del protagonista? [questo secondo me sarebbe da sapere prima, n.d.t.]
  5. In che modo questo difetto potrebbe far fallire il protagonista o condurlo incontro al fallimento?
  6. Quale consapevolezza deve acquisire il protagonista per tirarsi fuori dalla “notte oscura dell’anima”?
  7. In che modo il protagonista potrebbe mettere in pratica questa nuova consapevolezza? In che modo essa potrebbe cambiarlo?

Esercizio: descrivete cosa va storto o in che modo il protagonista fallisce, e come questo lo mette in movimento verso il climax

Siate dettagliati o vaghi quando desiderate. Ragionate su come questa scena potrebbe condurre al climax del romanzo. Se non sapete quanto scrivere, compilate da uno a tre paragrafi in cui dite in che modo il difetto del protagonista lo ha condotto a questo momento, cosa va storto, come questo lo conduce al momento in cui tutto è perduto, come si sente e come reagisce, quando si sente disperato durante la “notte oscura dell’anima”, e con quale nuova comprensione riesce a tirarsi su e mettere insieme un nuovo piano. Potete scrivere di più e continuare con lo svolgimento della trama fino al prossimo punto di svolta.

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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Il problema del I Atto

23 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

Il problema del I Atto
Il problema del I Atto

Dopo l’apertura del romanzo, il protagonista incorre nell’evento scatenante, si muove deciso sul percorso della trama e infine arriva al Problema del I Atto. Questo è l’inizio della parte finale della I parte [Atto I, Inizio, Beginning, Setup, n.d.t.]. È il momento in cui il protagonista scopre di avere un grosso problema da risolvere a ogni costo. Di solito ciò è il risultato di quanto è accaduto quando ha affrontato il problema di scena dell’Evento Scatenante.

Perché è importante il problema del I Atto

È la transizione verso la parte centrale del romanzo e dà al protagonista qualcosa da fare (un obiettivo) e una scelta da compiere. È il primo grande passo da fare una volta che il protagonista è sulla strada verso il conflitto centrale. È anche il momento in cui per la prima volta la posta in gioco si alza significativamente .

Elementi chiave del problema del I Atto

  • Al protagonista si presenta un problema che gli richiede di lasciare la sua zona di comfort
  • La posta in gioco si alza e diventa più personale
  • Il protagonista deve fare una scelta.

Il problema del primo atto termina con il protagonista che deve prendere una decisione e scegliere come procedere. Qui la chiave è proprio la scelta, e il protagonista deve scegliere per poter agire. Forze più grandi possono averlo condotto fino a questo punto, ma ora egli deve decidere da solo di proseguire. Accettare di agire lo trascinerà fuori dalla zona di comfort e dentro una situazione che non gli è familiare, spesso emotivamente spaventosa. Ma questo passo verso l’ignoto è fondamentale per i suoi obiettivi, sia quelli esterni di trama che quelli interni relativi al suo arco del personaggio. Questa scelta lancia ufficialmente il Middle, la parte centrale del romanzo o II Atto.

Il numero di scene tra l’evento scatenante e il problema del I Atto può variare. Un’indicazione molto molto generale può essere che la scena di apertura e il problema del I Atto hanno grossomodo la stessa durata ed iniziano e concludono il I Atto. In qualche punto tra queste due scene sta l’evento scatenante. Le scene condurranno e progrediranno fino al problema del I Atto come un’onda, alzando la posta in gioco e intensificando i conflitti nei punti chiave. Modificatene l’estensione secondo necessità.

Le sottotrame faranno la loro parte e aiuteranno ad alzare la posta in gioco e ad approfondire il conflitto. Serviranno anche a dare corpo alle scene iniziali e saranno verosimilmente strumentali al conflitto interno e al problema del primo atto, oltre che scatenare altri conflitti esterni. Cercate di avere un buon equilibrio tra trama principale e sottotrame, e non permettete alle sottotrame di usurpare il romanzo.

Cose da tenere presenti per sviluppare il problema del I Atto:

  1. Qual è l’obiettivo del protagonista e in che modo ciò conduce al conflitto centrale?
  2. Che cosa lo motiva ad agire?
  3. Che cosa è a rischio se egli fallisce o rifiuta di agire?
  4. Dove si svolge la scena?
  5. Chi altri appare nella scena?
  6. Chi altri corre dei rischi?
  7. In che modo questa scena scaturisce dall’evento scatenante?
  8. Quali sottotrame potrebbero condurre qui o causare altri problemi a questo momento, sia interni che esterni?
  9. Quale tipo di scelta viene proposta al protagonista da questo problema?
  10. Che conflitti impatta questa scelta, sia internamente che esternamente?
  11. In che modo questa scelta conduce al prossimo obiettivo?

Esercizio: descrivi il problema che termina con una scelta, e in che modo il protagonista si è trovato in quelle circostanze.

Come sempre, siate precisi o vaghi tanto quanto gradite. Considerate in che modo la scena scaturisce dall’inizio e come potrebbe sfumare nella parte centrale del romanzo. Prendete nota di tutto ciò che vi viene in mente.

Se non avete idea di quanto dovete scrivere, puntate a due o tre paragrafi che descrivano qual è il problema, come il protagonista ci è finito in mezzo, che scelta deve fare, e come cresce la posta in gioco. Egli aveva il problema X, ma adesso ha anche il problema Y e deve decidere cosa fare, il che conduce alla scena successiva. Anche scrivere di più va bene, se volete continuare a descrivere come si svolgerà la trama fino al prossimo punto di svolta importante.

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

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Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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L’evento scatenante [Inciting Event]

22 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

L'evento scatenante
L’evento scatenante

L’evento scatenante è l’innesco che mette in movimento il resto della trama. Qualche volta l’evento scatenante è nella scena o capitolo di apertura; altre volte è più lontano nel romanzo. Tradizionalmente ricade  tra la prima e la trentesima pagina, o tra la prima e la cinquantesima per romanzi più lunghi.

Ovunque si trovi, non deve essere per forza una faccenda grandiosa e ricca di azione se questo non si adatta al romanzo. Può essere sottinteso o clamorosamente evidente. Serve solo che conduca da qualche parte e provochi qualcosa di molto più grande, anche se ci vogliono un po’ di capitoli per arrivarci.

Perché l’evento scatenante è importante: 

Perché questo è il momento che fa partire il protagonista sulla via della trama. È anche uno dei principali punti di svolta e componente fondamentale della sinossi operativa. Di solito questa scena connette la scena di apertura al manifestarsi del problema del primo atto, funzionando come un ponte tra l’inizio del romanzo e la parte centrale.

Elementi chiave dell’evento scatenante

  • Viene presentato il protagonista con un problema e un’occasione di agire
  • Il protagonista sceglie di agire e comincia il percorso verso il conflitto principale, o vi è trascinato da forze maggiori
  • Quest’azione innesca il resto del romanzo.

La caratteristica di essere un “innesco” è importante, per un evento scatenante. Le azioni hanno conseguenze che investono tutto il romanzo. Se questo momento non si fosse verificato, il romanzo si sarebbe svolto diversamente o non ci sarebbe stato nessun romanzo.

Cose da tenere presenti per sviluppare il vostro evento scatenante

  1. In che modo il protagonista arriva dalla scena di apertura a questo momento?
  2. Cosa sta cercando di fare il protagonista quando si verifica questo momento?(obiettivo della scena)
  3. Qual è il conflitto della scena?
  4. Qual è la posta in gioco della scena?
  5. Come viene risolto questo problema?
  6. L’evento impatta anche sull’arco di evoluzione del protagonista? Se sì, in che modo?
  7. In che modo la risoluzione della scena scatena il resto della trama?

Esercizio: descrivi il momento in cui la vita del protagonista cambia ed egli parte sul cammino verso il conflitto principale.

Sii vago o preciso a tuo piacimento. Considera in che modo questa scena scaturisce dalla tua scena di apertura e come potrebbe condurre alla scena successiva. Inserisci tutti gli appunti che ti potrebbero servire in seguito. Se non sai quanto scrivere, punta a tre paragrafi nei quali descrivi in che modo il protagonista passa dalla scena di apertura al momento in cui si verifica l’evento scatenante, cosa sta cercando di fare, il motivo per cui lo fa, cosa va storto, qual è la posta in gioco, e la decisione che darà origine alla scena seguente.

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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La scena di apertura

21 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

La scena di apertura
La scena di apertura

La scena di  apertura è, ovviamente, il modo in cui il romanzo si apre. Di solito introduce il protagonista, sebbene qualche volta una scena d’apertura parta mostrando l’antagonista o un po’ di narrazione. Mostra il mondo [in cui si svolge la storia] e dà un assaggio del perché il protagonista è abbastanza diverso o speciale da chiedere a qualcuno di leggere [una storia] su di lui. Inoltre riassume le informazioni essenziali che i lettori devono avere per capire il personaggio.

Perché la scena di apertura è importante

Stabilisce il tono e dà ai lettori un’idea di cosa si possono aspettare dal romanzo. Inoltre fornisce l’importantissimo “gancio” che afferra i lettori e fa loro desiderare di leggere il romanzo.

Lo scopo principale di una scena di apertura è far desiderare ai lettori di leggere la scena successiva. Vi sorprendereste di sapere quanto spesso ciò viene dimenticato, perché ci si preoccupa di mostrare l’ambientazione, presentare il protagonista e dire ai lettori tutto sulla bella storia che li attende. Sono tutte cose importanti, ma da sole non faranno ciò che deve fare una scena di aperture – catturare i lettori e farli continuare a leggere.

Il modo migliore di catturare il lettore è di dargli una domanda della quale voglia conoscere la risposta – una prima riga intrigante che pone una domanda (letterale o metaforica), una situazione inusuale, un mistero, una contraddizione che quasi non ha senso. Un altro modo di agganciare i lettori è per mezzo di una grande voce e un personaggio del quale vogliano approfondire la conoscenza. Tutto può funzionare come gancio fino a quando è qualcosa o qualcuno che fa pensare ai lettori “voglio saperne di più”.

Elementi chiave di una scena di apertura

  • Mostra il protagonista che esibisce qualche caratteristica gradevole o avvincente
  • Mostra il mondo della storia, l’ambientazione e come vive il protagonista
  • Mostra il protagonista subito prima del momento in cui dovrà agire. L’azione qui è critica, perché il protagonista deve guidare la trama, non solo reagire a cose che gli capitano.

Una buona scena di apertura comincia con un problema

Il problema della scena di apertura non deve necessariamente far parte del conflitto principale. Può essere qualcosa inerente al mondo del protagonista. Magari è inseguito da mostri, o sta cercando di evitare il suo capo, o ha una discussione con il suo ex. Qualunque cosa sia un problema tipico per il protagonista può funzionare in una scena di apertura. Certo, va anche bene se il problema iniziale è parte del conflitto principale e trasporta subito i lettori nella storia principale. Qualunque cosa scegliate, cercate dei modi di far partire il protagonista sul percorso della trama, utilizzando il problema della scena di apertura come un ponte per congiungersi al resto della trama.

Ecco alcune cose da tenere presenti quando create la vostra scena di apertura:

Elementi chiave di una scena di apertua

  • Mostra il protagonista e i suoi tratti caratteriali più interessanti e avvincenti
  • Mostra il mondo della storia, l’ambientazione e che tipo di vita fa il protagonista
  • Mostra il protagonista subito prima del momento in cui si trova costretto ad agire. Qui l’azione è determinante, poiché il protagonista deve condurre la trama e non semplicemente lasciare che gli accadano delle cose.

Una buona scena di apertura comincia con un problema

La scena di apertura non deve necessariamente far parte del conflitto principale. Può trattarsi di qualcosa inerente al mondo in cui egli vive. Magari viene inseguito dai mostri o se la vede con un capufficio rognoso o litiga con il suo ex. Qualsiasi cosa sia un problema tipico del protagonista può funzionare in una scena di apertura. Certo, va benissimo anche se il problema iniziale fa parte del conflitto principale e porta subito i lettori al punto di svolta della trama principale.

Qualunque sia il problema, cercate dei modi di mettere in cammino il protagonista sul sentiero della storia, utilizzando il problema della scena di apertura come un ponte verso il resto della trama.

Ecco alcune cose cui prestare attenzione quando pensate alla vostra scena di apertura:

1. Come’è la giornata tipica del protagonista?

Il vostro personaggio ha una vita, e quella vita sta andando avanti prima che si manifesti il problema del romanzo. Come descrivereste una giornata normale in quella vita?

2. Che problemi potrebbero verificarsi in quella giornata tipica?

Queste sono le cose che potrebbero andare male e spedire il vostro protagonista verso il conflitto centrale del romanzo. Qualsiasi problema può funzionare, ma cercate di pensare a cose che si possano connettere in qualche modo al conflitto più grande e importante o all’arco di evoluzione del protagonista. Potete anche lavorare su come potrebbe essere per lui una tipica giornata tremenda, perché spesso i problemi iniziali ricadono in quella circostanza.

3. Qual è il conflitto centrale del vostro romanzo?

Può sembrare una domanda strana da fare a proposito di un inizio, ma la parte iniziale si deve occupare principalmente di spedire il vostro protagonista verso questo conflitto principale. Se non sapete dove deve andare, è dura capire dove deve iniziare quel viaggio. È una buona idea ricordare a voi stessi qual è lo scopo finale del romanzo, già mentre ne sviluppi l’inizio. Considerate sia il conflitto interno che quello esterno.

4. Quali sono le condizioni critiche e i dettagli essenziali alla comprensione del mondo in cui si svolge la storia?

Se stai scrivendo una storia di genere o hai personaggi con superpoteri , è bene mostrarli subito (a meno che tenerli nascosti non sia parte della trama). Potrebbero esserci dettagli vitali sull’ambientazione o sull’universo della storia che dovete far conoscere nella scena di apertura, anche se non dovete far affondare la vostra storia nel pantano delle spiegazioni. Come potete mostrare questi elementi? Possono essere parte del problema di apertura?

5. Che cosa c’è di gradevole e/o avvincente nel vostro protagonista?

Quali sono i dettagli essenziali che il lettore deve conoscere per entrare in relazione con questo personaggio? Che cosa glielo farà amare? Emozionarsi per lui? Essere comunque intrigato anche se il personaggio è sgradevole? Non dovete spiattellare tutta la storia all’inizio, ma pochi dettagli nella scena iniziale che spieghino chi è questo personaggio possono aiutare a catturare il lettore. Se il personaggio è sgradevole, allora mostrate cosa è abbastanza interessante da continuare a leggere su di lui.

6. Qual è la prima immagine che volete venga vista dai vostri lettori?

Una scena di apertura stabilisce il tono e l’atmosfera di un romanzo. Come volete che si sentano i vostri lettori quando iniziano il vostro romanzo? Che aspettative volete che abbiano? Quale elemento o situazione possono provocare quell’idea o emozione?

7. La scena di apertura corrisponde all’incidente scatenante o a un problema che conduce all’incidente scatenante?

Ciò determina in che modo il problema della scena iniziale è connesso al conflitto principale. Se l’evento scatenante deve ancora arrivare, questa scena potrebbe focalizzarsi su  un altro aspetto della vita del protagonista o sul conflitto inerente l’universo narrativo.

8. Come termina la scena di apertura?

La scena terminerà con qualcosa che conduce alla prossima scena o capitolo. Un momento “oh, no” oppure “oh, che bello” che farà muovere in avanti il personaggio sul filo della trama. Quando create una scena di apertura, pensate a come agevolerà il passaggio della trama alla prossima scena.

Esercizio: descrivete l’apertura del vostro romanzo.

Siate vaghi o precisi tanto quanto gradite. Cercate di terminare la scena con l’accadere di qualcosa che credi un scopo che conduca alla prossima scena. È normale che questa scena cambi man mano che approfondite la conoscenza con il vostro romanzo e la sua trama. Man mano che vi vengono delle idee, tornate a riempire questo riassunto.

Se non sapete quanto scrivere, puntate a un paio di paragrafi che descrivano come si apre il romanzo, cosa sta facendo il protagonista, perché lo sta facendo, cosa va male, qual è la posta in gioco e cosa il protagonista decide di fare in seguito. Potete anche scrivere di più e continuare con lo svolgimento della trama fino al prossimo grande punto di svolta. Sentitevi liberi di aggiungere appunti su ciò che la scena deve fare, se concettualmente sapete cosa volete, ma preferite approfondire i dettagli durante la scrittura.

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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