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Serena Bianca De Matteis

For the Love of all Creatures

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Struttura

Riassumi il tuo romanzo: la sinossi operativa

23 Gennaio 2020 by Serena 7 commenti

Con mia grande gioia, qualcuno è venuto a tirarmi la giacchetta e a farmi presente che il “corso” di pianificazione di un romanzo non è completo. Mancano ancora due giorni! Eccomi qui molto volentieri a pubblicare il giorno 30, già tradotto. Il 31 arriverà presto, ma non prestissimo perché devo ancora tradurlo. Enjoy!

 

 

Riassumi il tuo romanzo
Riassumi il tuo romanzo

L’ultima cosa che resta da fare è mettere insieme tutti i tuoi pensieri ed idee: oggi scriveremo la nostra sinossi operativa.

Tradizionalmente, un romanzo ha alcuni momenti principali che costituiscono i punti di svolta della trama (le parti basilari). Dove posizionarli può variare, ma di solito si adattano alla classica struttura in tre atti: inizio, svolgimento, finale. In ciascuna di queste sezioni ci sono dei comuni punti di svolta che portano il protagonista da A a Z.

  • Inizio
  • Scena di apertura
  • Evento Scatenante
  • Problema del I Atto
  • II Atto
  • Scelta del II Atto
  • Colpo di scena centrale
  • Catastrofe del II Atto
  • III Atto
  • Piano del III Atto
  • Climax o Battaglia Finale
  • Tirare le fila/Conclusione

Quando si scrive una sinossi operativa, questi punti di svolta forniscono punti iniziali e finali della parti della trama. Possono cambiare man mano che il romanzo si sviluppa, ma sono molto utili come guida nella fase di pianificazione per aiutarvi a cominciare. Usateli come strumenti e non sentitevi vincolati da essi.

In che modo il trafiletto riassuntivo si rapporta alla sinossi operativa? 

Il trafiletto è una versione condensata del romanzo, e fornisce una base sulla quale espandere le scene e concretizzare la trama. È più semplice trovare il modo di arrivare dalla scena di apertura alla conclusione, perché avete già deciso quali sono i momenti intermedi che collegano questi due punti.

Definire gli archi narrativi

Per aiutarvi a riempire la sinossi operativa, considerate i diversi archi narrativi del romanzo. Quelli della trama, quelli dei personaggi, l’arco tematico e la linea del tempo. Gli archi compongono il romanzo e il modo in cui li intrecciate determina come si svolge la narrazione. Anche se non dovete conoscere nei dettagli tutti questi archi prima di cominciare a scrivere, identificare gli eventi chiave e i momenti può aiutarvi a decidere trama e sviluppi del romanzo.

Archi della trama.

Definiscono come si svolge la trama. Coprono gli eventi che accadono tra la scena di apertura e la conclusione. A seconda di quanto intendete programmare, potreste avere l’intera trama già delineata o solo alcuni eventi chiave – o potreste non sapere nulla della trama se siete più interessati a lavorare sul personaggio, o se siete un improvvisatore.

Archi delle sottotrame

Gli archi delle trame secondarie mostrano i diversi aspetti della storia e supportano gli altri archi. Influenzano i conflitti interni ed esterni, illustrano il tema e creano una crescita del personaggio più profonda. Possono essere un po’ difficoltosi perché probabilmente vi sono sovrapposizioni dove certi eventi influenzano sia trama che sottotrama. Nei punti di vista multipli, ogni personaggio PdV avrà il proprio arco che si collega sia alla trama principale che alle diverse sottotrame.

Archi del personaggio

Gli archi del personaggio mostrano la crescita emotiva. Cominciano con degli esempi dei difetti del protagonista e quindi forniscono a quel personaggio occasioni di crescita e cambiamento. Questo arco solitamente entra in conflitto in qualche modo con il conflitto esterno principale e, attraverso l’esperienza esterna, viene raggiunta la crescita interiore. In una serie il protagonista potrebbe non cambiare moltissimo, ma in un romanzo letterario sulla crescita interiore potrebbe invece cambiare moltissimo.

Archi tematici

Gli archi tematici possono aiutare a legare tra loro gli altri archi. Tracciano il percorso di comunicazione del tema e mostra dove potrebbero capitare eventi collegati al tema. Se il tema è collegato alla crescita del personaggio, può essere molto utile vedere i punti di svolta enunciati nella trama.

Archi temporali

Indicano quando succede qualcosa, specialmente se il romanzo si svolge entro un certo intervallo di tempo. Non tutti i romanzi seguono una cronologia ferrea, ma per alcuni generi (come gialli e thriller) è vitale sapere quando si verifica un certo evento.

Elenca i passaggi dei potenziali archi nel tuo romanzo:

1) L’arco della trama:

considera con attenzione quali passaggi fanno muovere la trama principale dalla scena iniziale alla risoluzione. Fai una lista di questi passaggi, concentrandoti sui momenti che devono accadere perché la trama funzioni. Elenca anche le azioni che l’antagonista sta intraprendendo per far accadere gli eventi. Se l’antagonista è fuori dallo schermo, ma influenza fortemente il protagonista, a volte è utile elencare ciò che sta facendo, anche se i lettori non lo vedranno mai nel libro. È un buon modo per tenere traccia di ciò che succede in generale e può aiutare a prevenire complotti non plausibili ed errori di tempo e luogo.
Non dimenticare di elencare anche il perché di questi passaggi. Le motivazioni dei personaggi sono fondamentali per dare omogeneità agli eventi. Lo stesso dicasi per la posta in gioco. Ogni evento dovrebbe avere un obiettivo che deve essere raggiunto, una ragione per cui deve essere realizzato, una ragione per cui quel particolare personaggio deve agire (obiettivi interni ed esterni), e cosa succederà se non viene realizzato.

2) Gli archi delle sottotrame:

esamina le potenziali sottotrame, specialmente quelle che si connettono fortemente al conflitto di base o all’arco del personaggio. Fai un  elenco di idee che potrebbero aiutarti ad approfondire degli aspetti del romanzo.

3) Gli archi del personaggio:

inizia con il protagonista ed elenca tutti gli eventi/rivelazioni/fallimenti che si  verificano per far crescere o cambiare il tuo personaggio. Poi occupati dell’antagonista (se interpreta un ruolo attivo) e dei personaggi secondari. Come evolvono i tuoi personaggi nel corso del romanzo? Che percorsi potrebbero seguire?

4) Gli archi tematici:

esamina le situazioni nelle quali si può manifestare il tema, specialmente se provoca un cambiamento o influenza un personaggio. Fai un elenco di tutte le aree in cui è possibile utilizzarlo. Come potrebbe svilupparsi nel corso del romanzo? Quali momenti o personaggi potrebbero essere parte di un arco tematico?

5) Archi cronologici:

annota quando si verificano gli eventi importanti per assicurarti che ci sia abbastanza tempo per ciò che deve accadere, e che i fatti non si stiano verificando nell’ordine errato.

ESERCIZIO: Metti tutto insieme e scrivi la tua sinossi operativa

Se hai bisogno di una traccia, utilizza queste domande:

  • Come si apre il romanzo?
  • Qual è il primo problema che deve affrontare il protagonista?
  • In che modo questo problema porta all’evento scatenante?
  • In che modo si arriva al conflitto principale e al problema del I atto?
  • In che modo il protagonista è costretto alla prima scelta importante?
  • In che modo questa scelta ha portato a una serie di difficoltà e prove nella parte centrale del libro?
  • In cosa consiste il colpo di scena del Midpoint?
  • In che modo questo porta ad un aumento dei problemi e all’intensificarsi dell’azione dell’antagonista?
  • Qual è il disastro del II atto?
  • In che modo questo disastro conduce al momento in cui tutto sembra perduto e alla “notte oscura dell’anima”?
  • Cosa risulta dalla riflessione del protagonista su se stesso?
  • In che modo questo crea il nuovo piano d’azione?
  • In che modo questo piano porta alla resa dei conti finale con l’antagonista?
  • Come si svolge la battaglia finale?
  • Cosa succede dopo?

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

Archiviato in:Blog Contrassegnato con: Dall'Idea al Romanzo, Fiction University, Janice Hardy, NaNoPrep, NaNoWriMo, National Novel Writing Month, pianificare un romanzo, preptober, Progettare un romanzo, Romanzo, Scrivere un romanzo, Sinossi, Sinossi operativa, Struttura, Struttura Narrativa

Tirare le fila: la conclusione

31 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

Sviluppare la conclusione del romanzo
Sviluppare la Conclusione

Oggi ci occupiamo di come concludere il tuo romanzo.

La conclusione può essere “e vissero per sempre felici e contenti” oppure l’apocalisse di fuoco: che cosa farà il protagonista ora che ha risolto il suo problema. Se c’è una morale o una lezione che il protagonista avrebbe dovuto imparare nella storia, questo è un buon momento per riassumerla.

Perché la conclusione è importante: dà un senso di compimento a personaggi e lettori e consente la risoluzione di eventuali dettagli importanti o sottotrame non critici nel climax.

Elementi chiave della conclusione:

  • Il protagonista è felice o in qualche modo soddisfatto di ciò che è accaduto
  • C’è un senso di cose risolte
  • Si suggerisce cosa faranno i personaggi da qui in poi.

Non è raro che la scena finale rispecchi la scena di apertura, come per mostrare quanto è cambiato il personaggio. Se il protagonista era una persona egoista, la scena finale lo mostra generoso. Se in apertura lo si è mostrato timoroso di impegnarsi, il riepilogo potrebbe averlo fatto sposare o fidanzare. Potrebbe anche essere una scena più oscura e inquietante se il romanzo riguarda la perdita della Grazia o la discesa nelle tenebre.

Per chi sta scrivendo una serie: potrebbero esserci degli elementi della trama o delle domande lasciati in sospeso, e le cose potrebbero non concludersi in modo così preciso. Questo tipo di conclusione è spesso complicato, in quanto si desidera sia lasciare i lettori con un finale soddisfacente, sia interessarli a leggere il prossimo libro.

Potrebbe sembrare una buona idea creare un cliffhanger che termina con il protagonista in gravi difficoltà, ma se il libro finisce e basta, rischi di seccare i lettori. Hanno passato tutto il libro in attesa di vedere come andrà a finire con un problema che tu gli hai posto, e poi li prendi in giro facendo finire il libro senza dirglielo? È come spegnere la TV quindici minuti prima che il film sia finito.

Non c’è niente di sbagliato in un finale di serie che ha qualche linea narrativa ancora aperta, ma cerca di mantenere qualsiasi promessa tu abbia fatto ai lettori.

In sostanza, la scena finale dice: “Sì, questo romanzo aveva un senso, eccolo qui”. Dà ai lettori un senso di chiusura e rassicurazione sul fatto che il romanzo valeva il loro tempo.

Cose da considerare durante lo sviluppo del riepilogo del tuo romanzo:

  1. Quali eventi potrebbero accadere dopo il climax?
  2. Quale immagine finale potrebbe rispecchiare l’immagine di apertura?
  3. A che punto vuoi che sia il tuo protagonista alla fine del romanzo?
  4. Di quale umore vuoi lasciare i lettori, o con quale emozione ?
  5. Cosa vorresti che i lettori pensassero dopo aver finito il libro?
  6. Se è una serie, quali suggerimenti o domande vuoi lasciare aperte per il prossimo libro?

Esercizio: descrivi come e dove il protagonista termina il romanzo

Sii dettagliato o vago, come preferisci. Considera quale immagine vuoi lasciare ai lettori alla fine del tuo romanzo. Se non sei sicuro di quanto scrivere, punta a uno o due paragrafi che mostrano il cambiamento e dove il protagonista si trova (fisicamente ed emotivamente) alla fine del romanzo. Pensa a dove ha iniziato e come questa immagine finale entra in relazione con l’immagine di apertura.

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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Il Climax

30 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

Climax Romanzo
Il Climax

Il Climax è lo scontro finale con l’antagonista. Il protagonista affronta la persona o cosa o situazione che ha reso la sua vita impossibile per quattrocento pagine, e poiché ha imparato XYZ nel corso del romanzo, vince (o perde in modo spettacolare, se questo è il tipo di libro che stai scrivendo). Qualunque cosa accada, il problema posto dal conflitto principale è risolto.

Perché il climax è importante: perché è così che finisce il romanzo, ed è così che viene data risposta alle domande poste nel corso della storia. È ciò che quasi sempre determina quanto i lettori apprezzano il libro. Tutto, nel corso del romanzo, è stato costruito in vista di questo momento.

Cose da considerare sul Climax:

– Cosa costituisce una vittoria per il protagonista? Se non lo sai, esamina gli inizi del romanzo. Quali sono i fatti principali che hanno spinto il tuo protagonista nel suo viaggio? Che cosa ha cercato di realizzare fin dall’inizio?

– Cosa costituisce una vittoria per il lettore? Le aspettative sono state costruite lungo tutto il romanzo e i lettori vorranno vedere soddisfatte tali aspettative.

– Quali promesse ha fatto la storia?

– Quali problemi sono stati posti?

– Quali rischi sono stati corsi che hanno condotto a conseguenze importanti?

– Risolve il conflitto principale del romanzo? Questa è la grande domanda cui il protagonista ha dedicato l’intero romanzo tentando di dare una risposta, quindi assicurati che il Climax risolva il conflitto principale.

– Risponde alle principali domande poste nel romanzo? Non tutti i problemi devono essere risolti, ma probabilmente ci sono delle questioni importanti nel romanzo delle quali i lettori vorranno conoscere la soluzione. Troppe risposte lasciate in sospeso possono lasciare i lettori insoddisfatti.

– È questo il finale che molti lettori sperano? I lettori faranno il tifo perché X accada, perché probabilmente hai scritto il romanzo proprio per quell’evento e li hai spinti ad aspettarsi un certo risultato. Parte di un finale soddisfacente è che i lettori ottengano ciò che speravano da sempre, anche se tutti abbiamo letto libri che desideravamo finissero in un modo mentre il libro finiva in un altro.

Elementi chiave del climax

  • Il protagonista affronta direttamente l’antagonista
  • Il protagonista dimostra di essere cambiato e accetta pienamente il suo nuovo sè
  • Una svolta inaspettata della trama
  • Un ultimo aumento della posta in gioco
  • Un sacrificio

Spesso il Climax presenta un ultimo alzarsi della posta in gioco, che rende questa battaglia finale ancora più importante. Esamina ciò che ha da perdere il protagonista a livello personale e come ciò si collega alla storia da un punto di vista tematico, così che il finale abbia più intensità. Non è raro che l’aumento della criticità avvenga dopo una svolta o una sorpresa.

Non è obbligatorio che ci sia una sorpresa nel finale, ma di solito i finali che siamo in grado di prevedere ci annoiano. Comunque, i lettori si aspettano sempre che il protagonista vinca, in ogni libro che scelgono. Non c’è poi molto mistero che possiamo spremere da “vince o non vince?” La tensione e la meraviglia vengono da come il protagonista vince, e da quanto gli costa. Questa è la ragione per cui dei rischi personali sono così importanti. Ma desideriamo anche che il protagonista agisca in modo inaspettato, così che il modo in cui egli risolve i problemi sia una sorpresa.

Prova a considerare le convinzioni morali del protagonista e fagli fare qualcosa che, diversamente, non avrebbe mai pensato di fare. Ma il trucco è che egli deve rimanere fedele a se stesso. Non può semplicemente rifiutare tutto ciò in cui crede. Deve fare quella scelta, per quanto difficile, per ragioni che si adattano a ciò che egli è (l’ultima parte dell’ arco del personaggio). Può essere un limite che prima si rifiutava di oltrepassare, o un rischio che non era mai stato disposto a correre, o qualcosa che avrebbe potuto fare prima nel corso del romanzo ma che ha rifiutato. Ora la posta in gioco è più alta, e non fare questa cosa sarà molto peggio che farla. È un sacrificio che è disposto a fare, anche se gli costerà molto.

Cose da considerare mentre sviluppi il climax del tuo romanzo:

  • Con quale conflitto interiore ha lottato il protagonista fin dall’inizio?
  • In che modo il conflitto interiore può cozzare contro il conflitto esterno, nella fase finale?
  • In che modo il conflitto interiore può determinare ciò che il protagonista deve fare per risolvere il problema centrale?
  • Come può essere usato il tema, per rendere più potente il finale e alzare la posta in gioco?
  • In che modo il rischio può diventare più personale per il protagonista?
  • Che sorpresa potrebbe verificarsi tale da destabilizzare il protagonista o l’antagonista?
  • In che modo il piano del III atto si rapporta al Climax? Funziona? Dove fallisce?

Esercizio: descrivi lo svolgimento del climax.

Sii tanto dettagliato o vago quanto desideri. Considera come il climax risolva il conflitto principale del romanzo.

Se non sei sicuro di quanto scrivere, elabora da uno a tre paragrafi che descrivano come e dove si svolge il climax, qual è (se c’è) la sorpresa finale e come il protagonista si rapporta con essa per risolvere il conflitto principale . Puoi continuare a scrivere quanto desideri.

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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Sviluppare la trama: modelli di struttura narrativa

20 Ottobre 2018 by Serena 2 commenti

Sviluppare la trama
Sviluppare la trama

Oggi osserviamo più da vicino la struttura narrativa e i principali punti di svolta della trama.

La comprensione di alcune strutture narrative basilari renderà sia la pianificazione che la costruzione della trama molto più facili. Alcuni formati per la struttura di un romanzo propongono punti di svolta da raggiungere e forniscono una cornice per la vostra trama. Anche se siete uno scrittore che ama improvvisare [un “pantser”, n.d.t.], la struttura può essere utile in fase di revisione, quando avete una prima stesura completa e volete assicurarvi che tutti i vostri punti di svolta funzionino.

Come funziona la struttura narrativa

Una struttura è come una mappa primordiale, o la linea disegnata in un libro da colorare. Siete voi a decidere come stratificare la vostra storia (o come colorate all’interno delle linee), ma la struttura fornisce indicazioni e confini per aiutarvi a restare focalizzati. Punti di svolta come “lasciare il mondo ordinario” [Il Viaggio dell’Eroe, n.d.t.] sono solo un modo per dire “il protagonista fa una cosa per lui nuova che fa partire la trama”. Ciò può essere, alla lettera “entra in un guardaroba magico e scopre Narnia” o “decide di indossare per la prima volta un vestito per andare a scuola per catturare l’attenzione del ragazzo che le piace”.

Alcuni scrittori temono che la struttura creerà un romanzo banale e stereotipato. Se la seguirete alla lettera e la prenderete alla lettera allora sì, potrebbe succedere, ma la forza della struttura narrativa consiste nel lasciare che vi guidi e vi ricordi degli elementi importanti per la trama del romanzo. I momenti sono metaforici o simbolici, e suggeriscono certi tipi di situazioni a cui puntare. E anche quando un romanzo li segue esattamente, se il lavoro è fatto bene i lettori non se ne accorgono nemmeno. Il romanzo dà la sensazione di essere costruito in modo forte, non di essere prevedibile.

Forme comuni della struttura narrativa

La struttura in tre atti:

La struttura elementare “inizio, parte centrale, finale”che ci è più familiare nello storytelling. Impostazione, azione crescente e posta in gioco, soluzione.

Il Viaggio dell’Eroe:

La struttura del mito in 17 fasi di Joseph Campbell che traccia il viaggio avventuroso intrapreso da una figura mitica (l’Eroe).

La struttura a sei stadi di Michael Hauge

Una variazione della struttura in tre atti che pone in evidenza sei elementi critici di una trama. Questo tipo di struttura è collegata a quella dell’arco interno del personaggio.

I “beat” di Blake Snyder in “Save the Cat”

Un formato utilizzato per scrivere sceneggiature utilizzando quindici “beat” (o punti di svolta). Viene utilizzato un po’ ovunque dai romanzieri, perché le stesse regole di base si applicano ai romanzi.

La struttura in tre atti

In questo laboratorio parliamo di Struttura in Tre Atti, perché è la più comune là fuori ed è semplice da usare sia per gli autori alle prime armi che per quelli più esperti.

Anche gli altri formati generalmente seguono questa struttura, quindi è un’ottima base da avere. La Struttura in Tre Atti è stata scomposta in una miriade di modi diversi, ma fondamentalmente funziona così:

Atto Primo: L’Inizio (L’Impostazione)

Il primo atto corrisponde grossomodo al primo 25% del romanzo. Si concentra sul protagonista che dapprima viene mostrato nel proprio ambiente e successivamente incorre in un problema che deve risolvere. Qualcosa nella sua vita lo rende infelice o scontento, ma non è ancora pronto per agire in merito. Potrebbe non essere nemmeno consapevole del problema, ma sente che c’è qualcosa che non va. Gli viene presentata una possibilità di cambiare la propria vita, ed egli accetta la sfida oppure la rifiuta ma viene costretta ad affrontare il cambiamento, in ogni caso. Entro la fine del primo atto, percorre il filo della trama che condurrà all’apice del romanzo.

Il primo atto consiste principalmente nel mostrare il mondo del protagonista (la sua vita, i suoi sogni, problemi eccetera, così come l’ambientazione fisica) e permettere ai lettori di vedere i problemi e i difetti che egli dovrà battere per ottenere quello che vuole. Essenzialmente, è quando dite “vedere com’è incasinata la vita di questa ragazza? Questo è ciò di cui dovrà occuparsi prima di poter vincere”.

Il primo atto contiene di solito tre momenti:

La scena di apertura

Presentazione del protagonista, problema della scena di apertura, ambiente, regole del mondo fantastico, ogni fatto importante che il lettore deve conoscere eccetera. Sta succedendo qualcosa che coinvolgerà i lettori e gli permetterà di conoscere e gradire il protagonista.

L’incidente scatenante

Si presenta l’occasione di cambiare o riparare ciò che è sbagliato nella vita del protagonista. Egli non sa se approfittare di quest’occasione oppure no, ma alla fine procede, e può essere per sua scelta o a causa di forze esterne che agiscono su di lui.

Problema del primo atto

Questo problema si protrae fino alla parte centrale del romanzo e dà al protagonista qualcosa da compiere (un obiettivo) e una scelta da fare. È il primo, importante passo da compiere una volta che il protagonista è sulla strada verso il conflitto centrale. È anche dove la posta in gioco si alza significativamente per la prima volta.

Atto Secondo: Lo svolgimento  (La parte centrale – come risolvere il problema)

La parte centrale generalmente occupa circa il 50% di un romanzo. Il protagonista lascia ciò che gli è familiare e affronta una serie di sfide che gli permetteranno di ottenere ciò che vuole. Combatte e fallisce ripetutamente, apprendendo lezioni importanti delle quali avrà bisogno nel terzo atto per sconfiggere l’antagonista. Il secondo atto tipicamente contiene tre momenti importanti:

La Scelta del Secondo Atto

La scelta nel II Atto è un momento di transizione che collega gli inizi alla parte centrale. Il protagonista accetta i problemi che dovrà affrontare e accetta l’opportunità che gli viene offerta dalla risoluzione di quei problemi. Il modo in cui egli di affrontare quei problemi stabilisce come si svolgerà la trama fino alla prossima tappa del percorso.

Il capovolgimento centrale

Avviene un capovolgimento a metà del romanzo [potreste andarvi a leggere questo mio articolo a casa di Penna Blu] Succede qualcosa di inaspettato che cambia la visione del mondo che il protagonista ha avuto fino ad ora. Il suo piano non funziona più oppure non è più percorribile, e le cose devono cambiare. Questa scelta e la creazione di un piano è ciò che porta il romanzo nella seconda metà della parte centrale (dal punto che segna il 50% del romanzo al 75%).

La catastrofe del secondo atto

Avviene attorno al 75% dello svolgimento della trama. È il momento in cui al protagonista va tutto male ed è spesso il risultato del tentativo di sistemare ciò che è andato male attorno al Midpoint. Il Grande Piano per salvare capra e cavoli fallisce miseramente e il protagonista si ritrova nelle peggiori condizioni di tutto il romanzo. La posta in gioco si è alzata ancora e il tutto sembra troppo per poter essere affrontato.

Atto Terzo: Affrontare l’Antagonista

La parte finale è il rimanente 25% del romanzo. Il protagonista decide di portare il suo problema davanti all’antagonista. Per farlo utilizzerà tutto ciò che ha imparato nel corso del romanzo per superare l’antagonista in astuzia e sconfiggerlo. Essi combattono e il protagonista vincerà (quasi sempre), quindi la trama si conclude e i lettori vedono il nuovo mondo in cui il protagonista vive e la nuova persona che egli è diventato grazie a tutte queste esperienze. Il terzo atto di solito contiene tre momenti importanti:

Il Piano del Terzo Atto

Dopo avere scavato dentro di sé per trovare la forza emotiva per continuare, il protagonista mette in atto un nuovo piano, utilizzando tutto ciò che ha imparato. Finalmente sa chi è e cosa deve fare, e si prepara per farlo.

Climax

Il Climax è il confronto finale con l’Antagonista. Il protagonista affronta chi o cosa ha reso la sua vita così disastrosa per qualche centinaio di pagine, e poiché ha imparato XYZ nel corso del romanzo vince (o perde in modo spettacolare, se questo è il tipo di romanzo che state scrivendo). Questa realizzazione è anche ciò che mancava nella sua vita. Qualsiasi cosa succeda, il conflitto centrale del romanzo è risolto.

Tirare le fila

Questo è il lieto fine, o l’apocalisse di fuoco se preferite così. Ciò che il protagonista farà adesso che ha risolto il problema. Essenzialmente, la scena finale dice “Sì, il romanzo aveva un senso, eccolo qui”. Dà ai lettori un senso di chiusura e completezza e la certezza che il romanzo valeva il tempo che vi hanno dedicato.

Ciò che rende ogni struttura di trama uno strumento tanto valido è che questi elementi possono essere qualsiasi cosa voi vogliate. La struttura è solo una cornice alla quale appendere la storia, e conoscere punti di svolta solidi e testati vi può aiutare a decidere che eventi devono accadere e quando, per ottenere il massimo dalla vostra trama. Vi servono anche per scoprire eventuali buchi nella vostra trama e punti dove la posta in gioco potrebbe dover essere alzata. Se notate che il protagonista non fallisce mai, quello è un chiaro segnale che la posta in gioco potrebbe non essere sufficiente, o non avete abbastanza conflitto a far avanzare la trama. O potrebbe mancarvi un solido arco del personaggio che permetta al vostro protagonista di crescere. È una mappa, una guida, ma scene e problemi incontrati dipendono solo da voi.

Esercizio: scrivete i punti di svolta del vostro romanzo [Turning Points]

Questi punti di svolta forniscono alla trama momenti di inizio e fine. Possono cambiare man mano che il romanzo si sviluppa, ma sono utili linee guida nella fase di pianificazione per farvi cominciare. Usateli come uno strumento, ma non sentitevi costretti da loro.

  • The Beginning = Inizio
  • Opening Scene  = Scena di Apertura
  • Inciting Event = Evento Scatenante
  • Act One Problem = il problema del I Atto
  • The Middle = Lo Svolgimento
  • Act Two Choice = La Scelta del II Atto
  • Midpoint Reversal = Capovolgimento Centrale
  • Act Two Disaster = La Catastrofe del II Atto
  • Act Three Plan = Il piano del III Atto
  • Climax = La Battaglia Finale
  • Wrap Up = La Conclusione

Bonus: sul sito di Daniele Imperi, Penna Blu, potete leggere un mio articolo sul Midpoint

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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Come progettare un romanzo in un mese (o anche no)

28 Settembre 2018 by Serena 14 commenti

National Novel Writing Month 2015Sta per tornare il NaNoWriMo! Per chi non lo sapesse, non si tratta di un farmaco per una malattia rara ma del National Novel Writing Month, un evento mondiale della durata di un mese, durante il quale gli autori sfidano se stessi a completare, in 30 giorni, prima stesura di un romanzo da almeno 50.000 parole.

Non so ancora se parteciperò, quest’anno, ma questo non ha importanza. La cosa bella è che se novembre è il mese in cui si scrive, ottobre è il mese della preparazione. E così il web fiorisce di contenuti sulla progettazione di una storia. Molti sono carini, ben fatti, e anche utili: perché se ho i miei dubbi che si possa completare una prima stesura in un mese, forse buttare giù un piano di lavoro in un mese è possibile.

Nel mare magnum dei consigli mi ha colpito positivamente la serie di articoli scritti da Janice Hardy di Fiction University, che seguo ormai da anni: lei ha creato un vero e proprio “at home workshop” che dura tutto il mese di ottobre. Attenzione, qui viene il bello: la traccia proposta da Janice non vale solo il mese di ottobre e solo per prepararsi al NaNo. È un laboratorio di preparazione che può essere utile a chiunque voglia progettare un romanzo, in particolare il primo (perché il primo: perché dopo essersi sperimentati un po’, si capisce come procedere, cosa funziona per sé; ma al primo giro, spesso non si sa dove sbattere la testa)

Chi è Janice Hardy.

Questa è quella che lei stessa chiama la Versione Ufficiale Breve:

Janice Hardy è la fondatrice di Fiction University, e la fondatrice della trilogia fantasy per ragazzi The Healing Wars, dove ha attinto al suo lato oscuro per creare un mondo dove guarire è una cosa pericolosa, e le persone con le migliori intenzioni spesso fanno le scelte peggiori. I suoi romanzi comprendono “The Shifter”, “Blue Fire”, and “Darkfall”, pubblicati da Balzer+Bray/Harper Collins, e “Blood Ties” pubblicato in self sotto il nome J. T. Hardy. Pubblica anche la serie Foundations of Fiction, di cui Planning Your Novel: Ideas and Structure è il primo libro.

Su questo blog vi ho già parlato di lei qui.

Quindi cosa succede adesso?

Pubblicherò per tutto il mese di ottobre le traduzioni degli articoli di Janice, che trovate in orginale qui. Se conoscete l’inglese, dovreste andare a leggerli in prima persona. Verrà creata una pagina dove raccoglierò tutti i link agli articoli giornalieri, che saranno pubblicato come post del blog. FAQ: ma come, tu che pubblichi ogni morte di papa, davvero pensi di riuscire a pubblicare tutti i giorni in ottobre? Risposta: poco importa. Ottobre è un buon mese per cominciare. La serie ho intenzione di finirla, e sarà lì a disposizione di chi vuole scrivere un romanzo in qualsiasi momento dell’anno.

Quando si comincia?

Anche domani, magari. Voi rimanete sintonizzati.

Quando si finisce?

Ehm… Vedi sopra.

Dov’è la home page degli articoli?

Verrà creata alla pubblicazione del terzo articolo e la troverete, tranquilli, farò in modo che la troviate.

Qualcuno ha intenzione di partecipare al NaNoWriMo quest’anno?

Io ci sto pensando. Sto lavorando a una prima stesura e potrebbe essere utile come stimolo. Voi che farete?

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5 libri da leggere sulla struttura narrativa

24 Settembre 2018 by Serena 8 commenti

Questo è l’aggiornamento di un articolo che pubblicai un paio di anni fa su un altro sito. La lista è variata un po’, ma i “pilastri” sono sempre presenti. Buona lettura!

Chi mi conosce sa bene quanto io sia maniaca della struttura narrativa. Quando tenevo il laboratorio di scrittura, era il primo argomento ad essere affrontato, per il semplice fatto che la struttura è ciò che differenzia una storia da un altro testo. Poi si può dare il caso di altri media espressivi che abbiano una struttura narrativa; si può narrare una storia con immagini, suoni, gesti; ma è sempre un certo tipo di struttura che trasforma una serie di “segnali” in una narrazione. La struttura narrativa è scritta nel nostro DNA e la percepiamo inconsciamente: avete presente quando da bambini chiedevate “e adesso?” O più da grandi, quando sentite che in quel certo momento deve succedere qualcosa? Però è necessario portare queste sensazioni a livello di consapevolezza, se vogliamo diventare dei buoni narratori.

A che cosa serve imparare la struttura? Molto semplice: a costruire storie che funzionino. Ma anche ad aumentare la propria consapevolezza di lettori: a comprendere e saper spiegare ad altri, per esempio, perché quel certo romanzo o quel certo film ci hanno delusi, mentre quegli altri ci hanno soddisfatto e ci hanno lasciato qualcosa di importante.

Oggi raccolgo molto volentieri la richiesta di un’amica scrittrice:

Quali sono, secondo te, i manuali migliori per aiutare uno scrittore a strutturare una storia? Intendo proprio le tecniche di scrittura (dalla forma dei tre atti ai punti di svolta, dove, come e quando metterli, ecc).
Io ho studiato le fiabe, e sono una “fan” dello Strutturalismo russo di Propp, e Campbell, ma mi mancano manuali “moderni”, di cui scopro l’esistenza solo ora.
Potresti aiutarmi? Scrivere un articolo su quella che tu consideri una Top 5?

La stessa domanda mi è stata posta di recente su Facebook e per email.

Ci ho pensato un po’ e, siccome viene chiesto esplicitamente qualcosa di tecnico e di moderno, mi sono sforzata di individuare cinque testi poco filosofici e molto pratici. Sono tutti americani o inglesi, a causa della penuria di testi italiani con questi requisiti. È una lista che strizza l’occhio alle tecniche della sceneggiatura, e non a caso: scrivere una sceneggiatura obbliga a focalizzarsi sulle scene, sul ritmo e a lasciar perdere i fronzoli che appesantiscono l’esperienza dello spettatore. Son cose utili anche a uno scrittore, vero?

E ora bando alle ciance: ecco

Cinque libri da leggere prima di scrivere un romanzo

1) Robert McKee, Story.

L’autore non ha, o non dovrebbe, avere bisogno di presentazioni e Story è considerato una Bibbia della sceneggiatura e delle tecniche di narrazione. Un testo esaustivo ma complesso, al quale molti altri manuali fanno riferimento. Da studiare, più che da leggere. La bella notizia? È disponibile anche in italiano. Bonus: se leggete l’inglese e desiderate un approccio più semplice, potrebbe piacervi molto The Story Grid di Shawn Coyne. Nella prefazione Coyne, un editor con esperienza trentennale, riconosce subito il suo debito con Robert McKee. Assieme a Tim Grahl nelle vesti di un autore esordiente, Coyne pubblica anche un bel podcast sui temi trattati nel libro, quindi principalmente sulla struttura delle storie. Consigliatissimo senza se e senza ma, il podcast è di per sé uno strumento di studio, che propone analisi approfondite della struttura di libri e film di successo, e una definizione di genere semplice illuminante allo stesso tempo. I lavori di Coyne sono in inglese.

2) James Scott Bell, Plot & Structure.

Se c’è uno che può insegnare come si scrive una storia di successo, questo è J. S. Bell: fatevi un giretto su Google e scoprirete perché. Consiglio tutti i sui libri sulla scrittura, senza esclusioni, pubblicati principalmente dal Writer’s Digest ma anche in modo indipendente; alcune trattazioni si ripetono nei vari volumi, ma sono talmente utili e ben scritte che si perdona la ripetizione senza fatica. Plot & Structure è imperdibile per chi vuole approfondire l’argomento. Un paio d’anni fa Bell ha pubblicato questo libretto che propone un ‘interessante riflessione sul “mirror moment” e su come utilizzarlo per strutturare una storia. Bonus: sul momento centrale di una storia ho scritto questo articolo, a casa di Daniele Imperi di Penna Blu. Fatemi poi sapere se lo ritenete utile.

3) Blake Snyder, Save the Cat!

Questo non sarà particolarmente profondo, ma se volete farvi un’idea di come si struttura una storia di successo, se volete darvi rapidamente un’infarinatura sulle tecniche di scrittura per il cinema, e ragionare sul concetto di scena obbligatoria – che riprenderò prima o poi, perché è molto importante – questo è il libro giusto. In più, due grossi vantaggi: esiste l’edizioni italiana – e in formato Kindle costa meno di quella inglese! – ed è un libro divertente, simpatico, frizzante. Che volete di più? Ricordate di fare un giro sul sito del libro, dove potrete scaricare interessanti risorse gratuite.

4) Christopher Vogler, Il Viaggio dell’Eroe

Che cosa hanno in comune Harry Potter, Star Wars e Il Signore degli Anelli? Semplice: sono praticamente la stessa storia. Se leggerete Il Viaggio dell’Eroe capirete il perché. Christopher Vogler è uno sceneggiatore americano (lo sapevate che ne “Il Re Leone” di Disney c’è il suo zampino?) e professore presso la UCLA. Il suo manuale più famoso è nato dagli appunti che prendeva mentre studiava L’eroe dai mille volti di Joseph Campbell;cominciarono a girare gratuitamente fra colleghi e studenti, fino a quando non vennero pubblicati nella forma attuale. Bonus: sempre meglio andare alle fonti, quindi se avete tempo inserite nella vostra lista di lettura qualcosa di Campbell. Che però è un pochino più impegnativo da leggere.

5) Un manuale a scelta tra questi due:

Il mercato dei libri di scrittura pullula di manualini che la fanno facile, che io chiamo “ricettari”. Perché la fanno veramente tanto, tanto facile. Ma tra tanta spazzatura esistono testi che, pur semplici nella struttura e rilassanti da leggere, costituiscono un’ottima guida per chi deve progettare il proprio primo romanzo. Purtroppo sono in inglese, ma il linguaggio è semplice e, se appena appena ve la cavate, lo sforzo vi ricompenserà.

  • Janice Hardy, Plotting your Novel

Janice gestisce il sito Fiction University, una miniera di articoli ricchi, interessanti e ben scritti sulla scrittura e la vita dello scrittore. Lei è un’autrice completa, che gestisce la propria produzione sia con un editore tradizionale che in self publishing; quando dice qualcosa in merito, sa di cosa sta parlando e si capisce. Il suo testo è accompagnato da un eserciziario (venduto separatamente) che vi condurrà passo passo alla costruzione di una trama completa. Poi avrei un’altra cosa da dirvi, ma preferisco farvi una sorpresa appena sarò pronta.

  • K. M. Weiland, Structuring your Novel.

Un bestseller della manualistica anglosassone per scrittori,  di lettura semplice, accompagnato anche questo da una sorta di libro di esercizi. Un testo dal quale cominciare, che riprende e “digerisce” per il lettore altri studi più complicati. Seguite passo passo i suggerimenti della signora Weiland e vi trovate in mano lo strumento per terminare il vostro romanzo. E non dimenticate di andare a setacciare a piene mani nel sito di Katie dedicato agli scrittori, nel quale trovate un database di analisi strutturali di storie, sia film che romanzi. E sì, c’è anche un mio contributo 🙂 che ripubblicherò qui appena ne avrò il tempo.

Ancora due parole.

Non mi illudo di avere esaurito l’argomento con queste cinque segnalazioni, qualcuna di più con i bonus. Anzi, mi sento colpevole di gravissime omissioni. Ma da qualche parte si deve cominciare, e questo è un buon punto di partenza.

Non ho parlato del mio amato Metodo del Fiocco di Neve, in questa sede, ma solo perché intendevo segnalarvi dei testi riferiti in modo specifico alla struttura. Nel suo articolo più celebre, invece, Randy si riferisce a un metodo di progettazione.

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