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Serena Bianca De Matteis

For the Love of all Creatures

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Romanzo

5 libri da leggere sulla struttura narrativa

24 Settembre 2018 by Serena 8 commenti

Questo è l’aggiornamento di un articolo che pubblicai un paio di anni fa su un altro sito. La lista è variata un po’, ma i “pilastri” sono sempre presenti. Buona lettura!

Chi mi conosce sa bene quanto io sia maniaca della struttura narrativa. Quando tenevo il laboratorio di scrittura, era il primo argomento ad essere affrontato, per il semplice fatto che la struttura è ciò che differenzia una storia da un altro testo. Poi si può dare il caso di altri media espressivi che abbiano una struttura narrativa; si può narrare una storia con immagini, suoni, gesti; ma è sempre un certo tipo di struttura che trasforma una serie di “segnali” in una narrazione. La struttura narrativa è scritta nel nostro DNA e la percepiamo inconsciamente: avete presente quando da bambini chiedevate “e adesso?” O più da grandi, quando sentite che in quel certo momento deve succedere qualcosa? Però è necessario portare queste sensazioni a livello di consapevolezza, se vogliamo diventare dei buoni narratori.

A che cosa serve imparare la struttura? Molto semplice: a costruire storie che funzionino. Ma anche ad aumentare la propria consapevolezza di lettori: a comprendere e saper spiegare ad altri, per esempio, perché quel certo romanzo o quel certo film ci hanno delusi, mentre quegli altri ci hanno soddisfatto e ci hanno lasciato qualcosa di importante.

Oggi raccolgo molto volentieri la richiesta di un’amica scrittrice:

Quali sono, secondo te, i manuali migliori per aiutare uno scrittore a strutturare una storia? Intendo proprio le tecniche di scrittura (dalla forma dei tre atti ai punti di svolta, dove, come e quando metterli, ecc).
Io ho studiato le fiabe, e sono una “fan” dello Strutturalismo russo di Propp, e Campbell, ma mi mancano manuali “moderni”, di cui scopro l’esistenza solo ora.
Potresti aiutarmi? Scrivere un articolo su quella che tu consideri una Top 5?

La stessa domanda mi è stata posta di recente su Facebook e per email.

Ci ho pensato un po’ e, siccome viene chiesto esplicitamente qualcosa di tecnico e di moderno, mi sono sforzata di individuare cinque testi poco filosofici e molto pratici. Sono tutti americani o inglesi, a causa della penuria di testi italiani con questi requisiti. È una lista che strizza l’occhio alle tecniche della sceneggiatura, e non a caso: scrivere una sceneggiatura obbliga a focalizzarsi sulle scene, sul ritmo e a lasciar perdere i fronzoli che appesantiscono l’esperienza dello spettatore. Son cose utili anche a uno scrittore, vero?

E ora bando alle ciance: ecco

Cinque libri da leggere prima di scrivere un romanzo

1) Robert McKee, Story.

L’autore non ha, o non dovrebbe, avere bisogno di presentazioni e Story è considerato una Bibbia della sceneggiatura e delle tecniche di narrazione. Un testo esaustivo ma complesso, al quale molti altri manuali fanno riferimento. Da studiare, più che da leggere. La bella notizia? È disponibile anche in italiano. Bonus: se leggete l’inglese e desiderate un approccio più semplice, potrebbe piacervi molto The Story Grid di Shawn Coyne. Nella prefazione Coyne, un editor con esperienza trentennale, riconosce subito il suo debito con Robert McKee. Assieme a Tim Grahl nelle vesti di un autore esordiente, Coyne pubblica anche un bel podcast sui temi trattati nel libro, quindi principalmente sulla struttura delle storie. Consigliatissimo senza se e senza ma, il podcast è di per sé uno strumento di studio, che propone analisi approfondite della struttura di libri e film di successo, e una definizione di genere semplice illuminante allo stesso tempo. I lavori di Coyne sono in inglese.

2) James Scott Bell, Plot & Structure.

Se c’è uno che può insegnare come si scrive una storia di successo, questo è J. S. Bell: fatevi un giretto su Google e scoprirete perché. Consiglio tutti i sui libri sulla scrittura, senza esclusioni, pubblicati principalmente dal Writer’s Digest ma anche in modo indipendente; alcune trattazioni si ripetono nei vari volumi, ma sono talmente utili e ben scritte che si perdona la ripetizione senza fatica. Plot & Structure è imperdibile per chi vuole approfondire l’argomento. Un paio d’anni fa Bell ha pubblicato questo libretto che propone un ‘interessante riflessione sul “mirror moment” e su come utilizzarlo per strutturare una storia. Bonus: sul momento centrale di una storia ho scritto questo articolo, a casa di Daniele Imperi di Penna Blu. Fatemi poi sapere se lo ritenete utile.

3) Blake Snyder, Save the Cat!

Questo non sarà particolarmente profondo, ma se volete farvi un’idea di come si struttura una storia di successo, se volete darvi rapidamente un’infarinatura sulle tecniche di scrittura per il cinema, e ragionare sul concetto di scena obbligatoria – che riprenderò prima o poi, perché è molto importante – questo è il libro giusto. In più, due grossi vantaggi: esiste l’edizioni italiana – e in formato Kindle costa meno di quella inglese! – ed è un libro divertente, simpatico, frizzante. Che volete di più? Ricordate di fare un giro sul sito del libro, dove potrete scaricare interessanti risorse gratuite.

4) Christopher Vogler, Il Viaggio dell’Eroe

Che cosa hanno in comune Harry Potter, Star Wars e Il Signore degli Anelli? Semplice: sono praticamente la stessa storia. Se leggerete Il Viaggio dell’Eroe capirete il perché. Christopher Vogler è uno sceneggiatore americano (lo sapevate che ne “Il Re Leone” di Disney c’è il suo zampino?) e professore presso la UCLA. Il suo manuale più famoso è nato dagli appunti che prendeva mentre studiava L’eroe dai mille volti di Joseph Campbell;cominciarono a girare gratuitamente fra colleghi e studenti, fino a quando non vennero pubblicati nella forma attuale. Bonus: sempre meglio andare alle fonti, quindi se avete tempo inserite nella vostra lista di lettura qualcosa di Campbell. Che però è un pochino più impegnativo da leggere.

5) Un manuale a scelta tra questi due:

Il mercato dei libri di scrittura pullula di manualini che la fanno facile, che io chiamo “ricettari”. Perché la fanno veramente tanto, tanto facile. Ma tra tanta spazzatura esistono testi che, pur semplici nella struttura e rilassanti da leggere, costituiscono un’ottima guida per chi deve progettare il proprio primo romanzo. Purtroppo sono in inglese, ma il linguaggio è semplice e, se appena appena ve la cavate, lo sforzo vi ricompenserà.

  • Janice Hardy, Plotting your Novel

Janice gestisce il sito Fiction University, una miniera di articoli ricchi, interessanti e ben scritti sulla scrittura e la vita dello scrittore. Lei è un’autrice completa, che gestisce la propria produzione sia con un editore tradizionale che in self publishing; quando dice qualcosa in merito, sa di cosa sta parlando e si capisce. Il suo testo è accompagnato da un eserciziario (venduto separatamente) che vi condurrà passo passo alla costruzione di una trama completa. Poi avrei un’altra cosa da dirvi, ma preferisco farvi una sorpresa appena sarò pronta.

  • K. M. Weiland, Structuring your Novel.

Un bestseller della manualistica anglosassone per scrittori,  di lettura semplice, accompagnato anche questo da una sorta di libro di esercizi. Un testo dal quale cominciare, che riprende e “digerisce” per il lettore altri studi più complicati. Seguite passo passo i suggerimenti della signora Weiland e vi trovate in mano lo strumento per terminare il vostro romanzo. E non dimenticate di andare a setacciare a piene mani nel sito di Katie dedicato agli scrittori, nel quale trovate un database di analisi strutturali di storie, sia film che romanzi. E sì, c’è anche un mio contributo 🙂 che ripubblicherò qui appena ne avrò il tempo.

Ancora due parole.

Non mi illudo di avere esaurito l’argomento con queste cinque segnalazioni, qualcuna di più con i bonus. Anzi, mi sento colpevole di gravissime omissioni. Ma da qualche parte si deve cominciare, e questo è un buon punto di partenza.

Non ho parlato del mio amato Metodo del Fiocco di Neve, in questa sede, ma solo perché intendevo segnalarvi dei testi riferiti in modo specifico alla struttura. Nel suo articolo più celebre, invece, Randy si riferisce a un metodo di progettazione.

Archiviato in:Blog Contrassegnato con: Blake Snyder, Christopher Vogler, James Scott Bell, Janice Hardy, Joseph Campbell, K.M. Weiland, Progettare un romanzo, Robert McKee, Romanzo, Struttura, Struttura in tre atti, Struttura Narrativa

Il metodo del Fiocco di Neve per scrivere un romanzo

21 Aprile 2015 by Serena 9 commenti

Introduzione

Questa è la traduzione integrale, eseguita dalla sottoscritta, del celebre articolo The Snowflake Method For Designing A Novel, nel quale Randy Ingermanson illustra il metodo da lui elaborato per la progettazione di un romanzo. Si parte da un concetto essenziale e si procede per espansioni successive.

Non esistono, che io sappia, altre traduzioni integrali in italiano di quell’articolo, mentre ne esistono purtroppo parecchie versioni approssimative e pasticciate. Questa versione non aggiunge, né toglie, né commenta: è l’articolo tale quale come si trova sul sito di Ingermanson, www.advancedfictionwriting.com. Dopo una breve riflessione, ho deciso di lasciare anche tutti i link di vendita del software per scrittori creato da Randy, basato sul suo metodo, e i link di vendita dei suoi libri. Considerando che Randy ha messo a disposizione per anni e gratuitamente due delle migliori risorse per scrittori disponibili sul web, mi sembrava davvero il minimo.

Le risorse gratuite cui mi riferisco sono, appunto, l’articolo sullo Snowflake Method e quello su come si costruisce una scena, che vi invito caldamente a leggere: lo trovate qui.

La traduzione che state per leggere è stata autorizzata personalmente da Randy, che ringrazio anche qui, pubblicamente, per la sua fiducia. Thank you so much, Randy! 😀 Oltre che essere una specie di genio, Randy è anche una persona incredibilmente simpatica e disponibile. Qui trovate la sua bio in inglese; tradurrò anche questa non appena mi sarà possibile, perché fa buttare dal ridere.

Randy Ingermanson
Randy Ingermanson

Tengo a precisare che non sono un’affiliata e non percepisco alcun compenso per la pubblicazione di questa traduzione con tutti i link commerciali. L’ho eseguita solo perché ho sperimentato il Metodo del Fiocco di Neve e ne sono una fan e una grande ammiratrice; lo consiglio a chiunque abbia in mente di scrivere un romanzo, che è una bella impresa, ma quasi impossibile se lasciata al caso.

Alla traduzione ho dedicato una pagina fissa, che trovate qui, perché il post di blog poi scivola in basso, sempre più giù, sempre più giù… Invece vorrei che la traduzione restasse reperibile facilmente per gli interessati.

Apprezzerei moltissimo una parola di commento, anche se molti di voi hanno già visto la pagina ieri, soprattutto se ritenete che il metodo possa esservi utile.

Buona lettura e, soprattutto, felice scrittura del vostro romanzo con il Metodo del Fiocco di Neve.

 

Il Metodo del “Fiocco di Neve” per la progettazione di un romanzo.

Scrivere un romanzo è facile. Scrivere un buon romanzo è difficile. Così è la vita. Se fosse facile, tutti scriveremmo bestsellers pluripremiati.

A dir la verità, ci sono in giro migliaia di persone che vi possono spiegare come scrivere un romanzo. Ci sono migliaia di metodi differenti. Per voi, il migliore è quello che funziona per voi.

In questo articolo, ho il piacere di condividere con voi  ciò che funziona per me. Ho pubblicato sei romanzi e i miei scritti hanno vinto una dozzina di premi. Tengo frequentemente e con continuità conferenze di scrittura, nelle quali insegno come si scrive narrativa. Una delle mie lezioni più popolari è questa: Come scrivere un romanzo utilizzando quello che io chiamo il “Metodo del Fiocco di Neve”.

Questa pagina è la più popolare del mio sito, e riceve circa un migliaio di visite al giorno, dal che potete dedurre che un bel po’ di gente la trova utile. Ma potrebbe non essere utile per voi, e per quanto mi riguarda va bene lo stesso. Date un’occhiata, decidete che cosa potrebbe funzionare per voi e lasciate perdere il resto! Se la trovate vomitevole, non mi sentirò insultato. Gli scrittori sono tutti diversi. Se invece il mio metodo dovesse darvi la carica, ne sarò felice. Vi darò il miglior esempio che posso del mio modo di organizzare le cose, ma alla fine siete voi a dover decidere che cosa funziona al meglio per voi. Divertitevi e… scrivete il vostro romanzo!

L’importanza della progettazione

La buona narrativa non capita per caso, è progettata. Potete fare il lavoro di progettazione prima o dopo aver scritto il vostro romanzo. Io ho provato a farlo in entrambi i modi e credo fermamente che farlo prima di scrivere sia più veloce e dia risultati migliori. La progettazione è un lavoro duro, quindi è importante trovare una linea guida prima di cominciare. Questo articolo vuole fornirvi un metafora potente per guidarvi nella vostra progettazione.

La nostra domanda fondamentale è: Come si fa a progettare un romanzo?

Ho fatto il programmatore per molti anni, elaborando grandi progetti di software. Scrivo romanzi allo stesso modo, utilizzando la “metafora del fiocco di neve”. Ok, che cos’è la metafora del fiocco di neve? Prima di continuare a leggere, date un’occhiata a questo bel sito.

In cima alla pagina, trovate un bello schema conosciuto come “frattale del fiocco di neve”.

Frattale del fiocco di neve
Un fiocco di neve very cool

Non ditelo a nessuno, ma questo è un importante oggetto matematico ampiamente studiato. Comunque, per i nostri scopi, questo è solo un bello schizzo di un fiocco di neve. Se fate scorrere un po’ la pagina verso il basso, trovate una vignetta con un grande triangolo e delle frecce sottostanti. Se schiacciate ripetutamente il bottone con la freccia che punta verso destra, vedrete le fasi successive della creazione del fiocco di neve. All’inizio non ha molto del fiocco di neve, ma poco a poco sembra sempre di più un fiocco di neve, fino a quando è completo.

Le prime fasi appaiono in questo modo:

Il metodo del fiocco di neve per pianificare un romanco

 

Io sostengo che questo sia anche un modo per creare un romanzo. Partite con poco, e ci costruite su altra roba fino a quando non appare una storia. Una parte di questo lavoro è creativa, e quella non ve la posso insegnare io. Non in questa sede, in ogni caso. Ma parte del lavoro consiste anche nel gestire la vostra creatività, organizzandola in un romanzo ben strutturato. E questo è la parte che vorrei insegnarvi qui.

Se siete come la maggioranza delle persone, passate un sacco di tempo a pensare al vostro romanzo molto prima di cominciare a scrivere. Fate anche un po’ di ricerca. Fate sogni ad occhi aperti su come funzionerà la storia. Elaborate idee diverse. Cominciate a sentire la voce dei vari personaggi. Vi chiedete quale sia l’argomento del vostro libro, il Tema Profondo. Questa è una parte essenziale di ogni libro e io la chiamo “compostaggio”. È un processo informale e ogni scrittore lo fa a modo suo. Darò per scontato che sappiate come è composta la vostra storia e che abbiate già un romanzo ben “compostato” in mente, e che siate pronti a sedervi e cominciare a scrivere quel romanzo.

Le Dieci Fasi della Progettazione

Prima di cominciare a scrivere, dovete organizzarvi. È necessario che mettiate su carta tutte le vostre meravigliose idee in una forma in cui siano utilizzabili. Perché? Perché la memoria è fallibile, e la vostra creatività ha probabilmente lasciato dei “buchi” qua e là nella vostra storia, buchi che dovete riempire prima di cominciare a scrivere il vostro romanzo. Avete bisogno di un documento di progettazione. E  dovete produrlo utilizzando un procedimento che non vi faccia passare la voglia di scrivere la storia vera. Ecco il mio procedimento in dieci fasi per scrivere un documento di progettazione. Io utilizzo questo procedimento per scrivere i miei romanzi, e spero che vi sia d’aiuto.

Passo 1) Prendetevi un’ora di tempo per scrivere un riassunto in una sola fase del vostro romanzo .  Qualcosa di questo genere: “Una canaglia di scienziato viaggia a ritroso nel tempo per uccidere l’Apostolo Paolo.” (Questo è il riassunto del mio primo romanzo, “Transgression”.) La frase vi sarà utile per sempre per vendere il vostro romanzo in dieci secondi. Questo è il quadro generale, che corrisponde al grande triangolo iniziale nell’illustrazione del fiocco di neve.

Quando, più avanti, scriverete la lettera di presentazione del vostro romanzo, questa frase dovrà apparire molto presto. È il “gancio”che venderà il libro al vostro editor, al comitato editoriale, alla forza vendita e alla fine ai lettori. Perciò, scrivetela meglio che potete!

Alcuni suggerimenti per una buona frase:

  • Più è corta e meglio è. Tentate di rimanere sotto alle 15 parole.
  • Per favore, non mettete i nomi dei personaggi! Meglio dire “una trapezista diversamente abile” piuttosto che “Luisa Rossi”
  • Collegate il quadro generale ad una storia personale. Quale personaggio ha più da perdere in questa storia? Ora, ditemi che cosa lui o lei desidera ottenere.
  • Per imparare, leggete i riassunti in una riga nella lista dei bestsellers del New York Times. Scriverli è una forma d’arte.

Passo 2) Prendetevi un’altra ora ed espandete quella frase in un paragrafo completo che descriva l’ambientazione della storia, gli eventi principali e la fine del romanzo. Questa fase corrisponde al secondo stadio del fiocco di neve. A me piace strutturare la storia in “tre disastri ed un finale”. Ogni evento ha bisogno di circa un quarto della storia per essere sviluppato, e il disastro finale occupa l’ultimo quarto. Non so se questa sia la struttura ideale, è solo mio gusto personale.

Se credete nella struttura in tre atti, allora il primo evento corrisponde alla fine del primo atto, il secondo evento è il momento centrale del  secondo atto, e provoca necessariamente il terzo atto che conclude il tutto. Va benissimo che il primo evento sia causato da circostanze esterne, ma secondo me il secondo e il terzo evento devono essere originati dai tentativi del protagonista di “sistemare le cose”. Le cose infatto andranno di male in peggio.

Potrete poi usare questo paragrafo nella vostra proposta editoriale. Idealmente, il vostro paragrafo sarà composto da cinque frasi. Una frase mi darà l’ambientazione e la situazione iniziale. Poi, serve una frase per ciascuno dei tre disastri. Non confondete questo paragrafo con il testo della vostra quarta di copertina. Questo paragrafo contiene l’intera storia, mentre la quarta di copertina dovrebbe riepilogare solo il primo 25% del romanzo.

Passo 3) Quanto sopra offre una visuale d’alta quota della vostra storia. Ora avete bisogno di qualcosa di simile per le linee narrative di ciascuno dei vostri personaggi. I personaggi sono la componente fondamentale di ogni romanzo, e il tempo che investite nella loro progettazione preliminare vi ripagherà dieci volte tanto quando inizierete a scrivere. Per ciascuno dei personaggi principali, dedicate un’ora a scrivere una pagina che comprenda:

  • Il nome del personaggio
  • Una singola frase che riepiloghi la linea narrativa del personaggio
  • La motivazione del personaggio (che cosa vuole in astratto?)
  • L’obiettivo del personaggio (che cosa vuole, in concreto?)
  • Il conflitto del personaggio (che cosa gli impedisce di raggiungere il suo obiettivo?)
  • L’epifania del personaggio (che cosa imparerà, in che modo cambierà)
  • Un riassunto più dettagliato (un paragrafo) della sua linea narrativa.

Una cosa importante: potreste accorgervi di dover riprendere e modificare, in seguito, la frase e/o il paragrafo riassuntivi. Fatelo! Questo è positivo: significa che il vostro personaggio vi sta dicendo qualcosa a proposito della storia. È sempre appropriato, in qualunque momento della fase di progettazione, riprendere e rivedere gli stadi precedenti. In effetti, non è solo positivo: è inevitabile. E va bene così. Se rivedete e correggete in questa fase, vi risparmiate di doverlo fare più tardi, su un voluminoso manoscritto di 400 pagine.

Un’altra cosa da tenere in mente: tutto ciò non deve essere perfetto. Lo scopo di ogni passo della progettazione è quello di farvi avanzare verso il passo successivo. Non perdete lo slancio! Potrete sempre tornare indietro più tardi, quando comprenderete meglio la storia.  E succederà, a meno che siate molto più intelligenti di me.

Passo 4) A questo punto dovreste avere un’idea abbastanza chiara della struttura di massima della vostra storia, e ci avete passato sopra solo un giorno o due. A dir la verità potreste averci già lavorato anche una settimana, ma non importa. Se la storia manca di coerenza,  lo sapete già da ora, meglio che dopo aver investito 500 ore del vostro preziosissimo tempo in una prima stesura che non va da nessuna parte. Quindi ora continuate a far crescere la storia. Prendetevi qualche ora ed espandete ogni frase del vostro riassunto in un paragrafo completo. Tutti i paragrafi, eccetto l’ultimo, devono concludersi con un evento. L’ultimo paragrafo deve raccontare come finisce il libro.  Questa parte è molto divertente e, alla fine dell’esercizio, avrete in mano un scheletro più che decente della vostra storia, in una sola pagina. È buona cosa riuscire a a far stare tutto in una solo pagina con interlinea singola. Ciò che importa è che state sviluppando le idee che andranno nella vostra storia. State espandendo il conflitto. Ora dovreste avere in mano una sinossi adatta a una proposta di pubblicazione, anche se per la proposta esiste un’alternativa anche migliore…

Passo 5) Prendetevi un paio di giorni per scrivere una descrizione di una pagina di ciascuno dei personaggi principali, e di mezza pagina per gli altri personaggi. Queste “sinossi dei personaggi” dovrebbero raccontare la storia dal punto di vista di ogni singolo personaggio. Come al solito, siete liberi di ritornare agli stadi precedenti e fare modifiche, man mano che imparate cose interessanti sui vostri personaggi. Questo è il passaggio che mi piace di più e, negli ultimi tempi, ho inserito le “sinossi dei personaggi” nelle mie proposte di pubblicazione, al posto di una sinossi costruita sulla trama. Gli editor amano le sinossi centrate sui personaggi, perché amano i romanzi costruiti sui personaggi.

Passo 6) A questo punto avete in mano una storia solida con numerose linee narrative, una per ciascuno dei vostri personaggi. Ora prendetevi una settimana ed espandete la sinossi in una pagina della vostra trama in una sinossi in quattro pagine. Fondamentalmente, dovete espandere ancora ogni paragrafo del passo n. 4 fino a quando riempie un’intera pagina. È molto divertente, perché state per comprendere la logica generale della storia e prenderete decisioni strategiche. A questo punto è assolutamente certo che avrete bisogno di riprendere le fasi precedenti e che farete delle modifiche, mano a mano che entrate sempre più in profondità nelle dinamiche della storia e battete il naso in nuove idee.

Passo 7) Ora prendetevi un’altra settimana ed espandete le vostre descrizioni dei personaggi in una serie di  vere e proprie mappe, che descrivano nel dettaglio tutto ciò che c’è da sapere su di loro. Le solite cose: data di nascita, descrizione fisica, storia, motivazioni, obiettivi eccetera. Una cosa è particolarmente importante: come sarà cambiato ogni personaggio, alla fine del romanzo? Questa è un’espansione di ciò che avete elaborato al passo n. 3, e vi insegnerà molto su di loro. Probabilmente riprenderete i passi da 1 a 6, perché i personaggi a questo punto prendono vita e cominciano a diventare petulanti e a far domande sulla storia. Questo va bene, perché la grande narrativa è generata dai personaggi. Prendetevi tutto il tempo che vi serve, per questa fase, perché state solo risparmiando un sacco di tempo per dopo. Quando avrete finito questo procedimento (e ci potrebbe volere anche un mese intero di sforzi costanti per arrivarci) avrete quasi tutto ciò che vi serve per scrivere una proposta editoriale. Se siete un romanziere già pubblicato, allora potete già scrivere la vostra proposta e vendere il vostro romanzo ancora prima di averlo scritto. Se non siete ancora stati pubblicati, allora dovrete prima scrivere il vostro romanzo. Lo so, non è bello ma così è la vita, e la vita degli scrittori è anche peggio.

Passo 8) A questo punto potreste prendervi una pausa in attesa di vendere il libro,  ma a un certo punto dovrete ben cominciare a scrivere sul serio il romanzo. Prima di questo, ci sono un paio di cose che potete fare per rendere meno traumatica la stesura della prima bozza. La prima cosa da fare è prendere la sinossi in quattro pagine e compilare una lista di tutte le scene di cui avrete bisogno per trasformare la storia in un romanzo. E il modo più semplice di farlo è… con un foglio di calcolo (Excel, per capirci, o il corrispondente in Open Office che si chiama Calc, o quello che pare a voi, n.d.t.).

Per qualche ragione, per molti scrittori si tratta di una cosa spaventosa. Oh che orrore. Superatelo. Avere imparato a usare un elaboratore di testi, un foglio di calcolo è più semplice. Dovete creare una lista di scene, e i fogli di calcolo sono stati inventati giusto per creare liste. Se dovete imparare come fare, compratevi un libro. Ce ne sono a migliaia disponibili e uno sarà sicuramente perfetto per voi. Dovreste metterci meno di una giornata ad imparare il minimo indispensabile. Sarà il giorno meglio speso di sempre. Fatelo, e basta.

Create un foglio di calcolo dettagliando le scene che emergono dalla vostra sinossi in quattro pagine. Dedicate una riga ad ogni scena. In una colonna metterete il personaggio PdV (punto di vista). In un’altra colonna (piuttosto larga), scrivete cosa succede. Se vi sentite estrosi, aggiungete altre colonne, per esempio quante pagine vi aspettate di scrivere per quella scena. Un foglio di calcolo è l’ideale, perché così riuscirete a cogliere l’intera linea della narrazione in una sola occhiata, e sarà più semplice spostare le scene per fare ordine.

I miei fogli di calcolo di solito finiscono per avere più di 100 righe, una riga per ogni scena del romanzo. Man mano che sviluppo la storia, ne creo nuove versioni. Tutto ciò è straordinariamente utile per analizzare la storia. Può volerci un’intera settimana per completare un buon foglio di calcolo.  Quando avete finito, potete aggiungere ancora una colonna per i numeri di capitolo e assegnare un capitolo ad ogni scena.

Passo 9) (facoltativo. Io non lo faccio più.)

Tornate al vostro elaboratore di testi e cominciate a scrivere una “descrizione narrativa” della storia. Prendete ogni riga del foglio di calcolo ed espandetela in una descrizione della scena, in più paragrafi. Metteteci ogni bello spunto di dialogo che vi viene in mente, e delineate il conflitto essenziale di ogni scena. Se non c’è conflitto, a questo punto lo scoprirete e allora dovrete aggiungere conflitto o eliminare la scena.

Io scrivevo una o due pagine per capitolo, e cominciavo ogni capitolo in una nuova pagina. Poi stampavo e mettevo il tutto in un raccoglitore a fogli mobili, in modo da poter spostare facilmente i capitoli o rivederli senza pasticciare gli altri. Di solito per questo procedimento impiegavo un intero weekend e il risultato finale era un massiccio documento di cinquanta pagine che rivedevo con la penna rossa mentre scrivevo la prima bozza. Le buone idee che mi venivano quando mi svegliavo al mattino venivano scritte a mano nei margini di questo documento. Questo, comunque, è un modo abbastanza indolore di scrivere la temutissima sinossi dettagliata che tutti gli scrittori odiano. Ma è davvero divertente da sviluppare, se prima avete completato il passo 1 e il passo 8. In questa fase non mostravo mai a nessuno la sinossi, men che meno ad un editor: era solo per me. Mi piaceva pensarci come ad un prototipo di prima stesura. Immaginatevi di completare la prima stesura in una settimana! Certo, ce la potete fare e ne vale la pena. Ma onestamente ora non sento di avere più bisogno di questo passaggio, e non lo faccio più.

Passo 10) A questo punto, sedetevi e cominciate a buttar giù la vera prima bozza del romanzo. Vi stupirete della velocità con la quale il testo vi vola via dalle mani, a questo punto. Ho visto scrittori triplicare di colpo la propria velocità di scrittura, producendo per di più una prima stesura di qualità migliore rispetto a quella di una terza stesura.

Potreste pensare che tutta la creatività sia andata a farsi friggere, a questo punto. Ebbene, no, a meno che non abbiate esagerato con l’analisi mentre elaboravate il vostro Fiocco di Neve. Questa dovrebbe essere la parte divertente, perché ci sono numerosi piccoli problemi logici di cui occuparsi. Come farà Eroe a scendere da quell’albero circondato da alligatori per salvare Eroina che si trova in una barca a remi che ha preso fuoco? Questo è il momento di deciderlo! Ma è divertente, perché voi già sapete che la struttura generale del romanzo funziona. Così potete limitarvi a risolvere solo un numero limitato di problemi, e procedere con la scrittura relativamente in fretta.

Questa fase è incredibilmente emozionante. Ho sentito un sacco di scrittori lamentarsi di quanto sia difficile scrivere la prima bozza. Senza eccezioni, è sempre perché non hanno idea di cosa debba succedere dopo. Santo cielo! La vita è troppo breve per scrivere in questo modo! Non c’è nessun motivo per passare 500 ore a scrivere una prima bozza che non va da nessuna parte, quando ne potete scrivere una solida in 150. Considerando anche il centinaio di ore che vi serve per i documenti di progettazione, ve la caverete molto prima.

Circa a metà della prima bozza, mi prendo una pausa e sistemo le parti che non funzionano più nei documenti di progettazione. Certo, i documenti di progettazione non sono perfetti. Va bene così. I documenti di progettazione non sono scritti nella pietra, sono un insieme in evoluzione che cresce mentre voi sviluppate il vostro romanzo. Se state lavorando bene, alla fine della prima stesura riderete di quel campionario di spazzatura amatoriale che erano i vostri documenti all’inizio. E sarete emozionati dalla profondità che la vostra storia ha raggiunto.

Nel corso degli anni, ho insegnato il Metodo del Fiocco di Neve a centinaia di scrittori. Ho anche lasciato questo articolo a disposizione di tutti nel mio sito per un sacco di tempo e la pagina, ad oggi, è stata visitata più di 2.400.000 volte. Ho avuto riscontri da parecchi scrittori. Alcuni amano il Fiocco di Neve, altri no. La mia posizione è: se funziona per voi, allora usatelo. Se funziona solo in parte, allora usate quella parte. Io scrivo i miei romanzi usando il metodo del Fiocco di Neve. Non fraintendete, si tratta di un bel po’ di lavoro. Per un sacco di tempo l’ho svolto nel modo più difficile, usando Microsoft Word per scrivere il testo e Microsoft Excel  per gestire la lista delle scene. Sfortunatamente, né Word né Excel hanno mai sentito parlare della struttura della narrazione. Alla fine, ho capito che sarebbe stato molto più facile utilizzare il metodo se gli strumenti fossero stati progettati espressamente per la narrativa.

Così un giorno ho creato un software. Volevo qualcosa che rendesse automatici tutti quei passaggi che si potevano automatizzare. Il risultato è un programma commerciale che io chiamo Snowflake Pro.

Il software Snowflake Pro
Il software Snowflake Pro

Mi rende la creazione del Fiocco di Neve incredibilmente più facile, e sta facendo lo stesso per moltissimi altri scrittori. Il software Snowflake Pro rende il metodo del Fiocco di Neve veloce, facile e divertente. Funziona su Mac, Windows e Linux. Al momento è in corso una promozione che vi offre uno sconto del 50% su questo strumento se possedete una copia di Writing Fiction for Dummies. (Questo è il link per acquistare il libro su Amazon.it)

Writing Fiction for Dummies
Writing Fiction for Dummies

Ulteriori notizie su Snowflake Pro le trovate qui.

Come utilizzare il Fiocco di Neve

State faticando proprio in questo momento sulla prima, orribile stesura di un romanzo che sembra senza speranza? Prendetevi un’ora di tempo e riassumete la vostra storia in una frase. Le cose sembrano più chiare? Avete appena completato il primo passo del metodo del Fiocco di Neve, e ci avete messo solo un’ora. Perché non provare anche gli altri passi e vedere se la vostra storia, per caso, non comincia a prendere vita? Che cosa avete da perdere, a parte un’orrenda prima bozza che già odiate?

Siete un pantser e avete finalmente terminato il vostro romanzo, ma proprio ora state guardando un’enorme pila di carta che ha un disperato bisogno di essere riscritta? Coraggio! Il romanzo è terminato, giusto? Avete portato a termine qualcosa che molti scrittori possono solo a sognarsi. Ora immaginate di incontrare in ascensore un pezzo grosso dell’editoria che vi chiede di cosa parla il vostro romanzo. In quindici parole o meno, che cosa rispondereste?

Prendetevi quel tempo! Questo è un gioco duro. Se riuscite a tirar fuori una risposta in un’ora… avete appena completato il primo passo del metodo del Fiocco di Neve! Pensate che qualcuno degli altri Passi possa aiutarvi a mettere ordine nel vostro manoscritto? Dategli una possibilità. Che cosa avete da perdere?

Avete appena ricevuto dal vostro editor una lettera lunga quanto un incubo, che vi elenca in dettaglio tutto quello che non va nel vostro romanzo? Vi state chiedendo come diavolo farete ad apportare tutti i cambiamenti necessari prima della scadenza? Non è mai troppo tardi per applicare il metodo. Cosa ne dite di prendervi una settimana di tempo e farvi tutti i passaggi? Vi servirà meravigliosamente per rendere le cose più comprensibili, e avrete un piano di lavoro per eseguire tutte quelle modifiche. Scommetto che finirete a tempo di record. E scommetto anche che, alla fine, il libro sarà migliore di quel che pensavate.

Se il metodo del Fiocco di Neve funziona per voi, mi farebbe piacere saperlo. Mi potete raggiungere dalla pagina dei contatti nel mio sito (qui, n.d.t.)

Ringraziamenti: Ringrazio i miei molti amici della lista Chi Libris e soprattutto Janelle Schneider, per le numerose discussioni sul Fiocco di Neve e molto altro.

Cordiali saluti,

Randy Ingermanson, Ph.D

Firma di Randy

 

 

Volete sapere di più del metodo del Fiocco di Neve?

Date un’occhiata al mio ultimo best-seller, How to Write a Novel using the Snowflake Method.

How to write a Novel using the Snowflake Method
How to write a Novel using the Snowflake Method

Questo libro è un diverso tipo di strumento didattico. Esso utilizza una storia per MOSTRARE come scrivere un romanzo, piuttosto che DIRE come scrivere un romanzo. Ho usato il metodo del Fiocco di Neve per scriverlo e, alla fine, potete vedere il documento di progettazione che ho elaborato per farlo, esattamente come l’ho scritto.

Se imparate meglio tramite esempi pratici, questo libro potrebbe piacervi. Parla di una giovane donna che sogna da sempre di scrivere un romanzo. I suoi genitori le hanno detto che la scrittura narrativa non era una cosa “pratica” e hanno insistito perché conseguisse una (molto più pratica) laurea. Ma ora che è sposata e i bambini finalmente vanno a scuola, decide di fare qualcosa per sé, per una volta nella vita. Ha intenzione di scrivere quel romanzo e nessuno riuscirà a fermarla… tranne se stessa.

Il libro è disponibile in ebook o cartaceo.

Compera su Amazon (Kindle o cartaceo)
Compera su B & N. (Nook o cartaceo)
Compera su iBookstore di Apple. (IBook)
Compera su Kobo. (Formato epub)
Compera su Smashwords. (Qualsiasi formato elettronico.)

Sull’Autore

Randy Ingermanson è un fisico teorico e il pluripremiato autore di sei romanzi. Ha insegnato in numerose conferenze di scrittura nel corso degli anni e pubblica gratuitamente l’E-zine mensile Advanced Fiction Writing , la più grande rivista elettronica in tutto il mondo sul mestiere di scrivere narrativa, con oltre 32.000 lettori.

Randy Ingermanson
Randy Ingermanson

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Editing Strutturale con Scrivener

5 Gennaio 2015 by Serena 7 commenti

Il primo giorno del 2015 ho cominciato, come previsto, l’auto-editing della mia “Cristallo”. A proposito, la storia si chiama “Cristallo” perché io dentro di me la conosco così, ma non è affatto detto che avrà lo stesso nome quando sarà pronta per essere letta. Vedremo.

Comunque, tornando a noi, dopo avere terminato la prima stesura ho lasciato passare un mese intero e ora, finalmente, sono pronta. Il mese di pausa è assolutamente necessario per recuperare una visione più fresca di quel che ho prodotto; se si tratta di racconti o di testi brevi mi può bastare una settimana o anche solo qualche giorno, ma nel caso di un manoscritto di 100.000 parole circa il mese, secondo me, deve passare tutto e forse ancora non basta. Il meccanismo è quello di “dimenticarsi” di ciò che si è scritto per vederlo il più possibile con occhi nuovi, ed è lo stesso per il quale potete riguardare un film, o rileggere un libro, dopo un po’ tempo dalla prima volta, e godervelo lo stesso se non addirittura di più, perché scoprite nuovi elementi, nuove sfumature, punti di vista alternativi.

Voglio mettere il massimo impegno in questo lavoro di revisione. Lo considero importante quanto la prima stesura. Parto dall’idea che la prima versione di ogni mio lavoro sia sempre inguardabile, anche se magari non lo è, e non la sottoporrei così com’è nemmeno ai miei beta-reader più affezionati, perché ho troppo rispetto per il loro tempo. Quello che ricevono di solito, e riceveranno anche stavolta, sarà il massimo a cui posso arrivare con i miei mezzi. Oltre alle mie possibilità, ci sarà forse – vedremo – l’intervento di un editor professionista. Ma non ne sono ancora sicura, e in ogni caso anche l’eventuale professionista riceverebbe un testo già revisionato al massimo delle mie capacità.

(per un esempio di processo di editing di un autore auto-pubblicato, leggete qui. Se non leggete l’inglese ma siete interessati, fatemelo sapere e vi farò la traduzione)

Nell’articolo di Joanna Penn che vi ho linkato sopra, il primo passaggio suggerito è quello di una revisione strutturale, e mi trova completamente d’accordo. Non avrebbe alcun senso fare un editing riga per riga, riscrivendo frasi intere, quando non si è ancora sicuri della posizione che avranno le diverse parti del testo oppure, peggio ancora, non si sa nemmeno se quelle parti sopravviveranno al machete. Perché non so voi, ma io quando edito vado giù pesante. Taglio senza pietà, e disgraziatamente mi succede assai spesso di chiedermi “e questo pezzo che ci sta a fare? e quest’altro a cosa serve? e questo, ma dove avevo la testa?” e via di questo passo.

Dunque, prima di tutto la struttura. “Prima di tutto la struttura” è il mio mantra: vale in fase di creazione della storia, vale in fase di editing.

La narrazione in linea, divisa nei tre atti classici
Uno schema di struttura in tre atti

La buona notizia nel mare di lavoro “sporco” che ho davanti a me è che, usando Scrivener, la revisione strutturale sarà relativamente semplice, nel senso che mi sarà risparmiata, per fortuna, tutta quella parte di apricartella-apridocumento-aprineunaltro-tagliadauno-incollanellaltro-doveèfinitoil pezzo-maquestolhogiàfatto-okciriprovo che tocca a chi usa un normale editor di testi, tipo Word per intenderci. Il concetto alla base della creazione di questo software, pensato da uno scrittore per gli scrittori, è che ogni “pezzo” di testo può essere gestito in modo indipendente ed essere sia “genitore” (quindi, avere sotto-documenti) che “figlio” (quindi, essere inserito gerarchicamente sotto ad un altro documento) che “parente” (quindi, essere collocato sullo stesso livello strutturale di uno o più altri documenti). È un’innovazione importantissima perché rende estremamente semplice lo spostamento, l’unione e la divisione di ogni unità di testo fino alla realizzazione della struttura finale del libro. Non vi è un limite al numero di livelli che si possono gestire; questa flessibilità può interessare poco a un autore di fiction, che di solito ha da uno a tre livelli (parti, capitoli e scene), ma diventa estremamente interessante se, per esempio, si deve scrivere una tesi di laurea.

Nemmeno queste, però, sono le caratteristiche che rendono le prestazioni di Scrivener insuperabili in fase di revisione. Ecco il vero jolly: il software ha una modalità di visualizzazione “lavagna di sughero” (corkboard) sulla quale ogni documento appare come una scheda di cartoncino, e in questa modalità si ha una perfetta visione d’insieme dell’opera con tutte le parti al posto desiderato. La sequenza delle schede è chiarissima – si può perfino vederle virtualmente impilate una sull’altra – e può essere modificata trascinando le schede stesse con il mouse o con le scorciatoie da tastiera. Ogni scheda, poi, può essere contrassegnata con colori, scritte trasversali, un titolo e una sinossi del contenuto, così che il colpo d’occhio è davvero completo.

Io sono partita da una situazione iniziale in cui avevo un progetto Scrivener diviso in “beats” (sì, mi sono ispirata alle tecniche della sceneggiatura. Il testo più divertente ed immediato? Questo, senza dubbio, disponibile anche in italiano). Un “beat” è un momento fondamentale della trama ed io, usando quelli di Blake Snyder, il concetto base di struttura in tre atti e anche un po’ il metodo del fiocco di neve , mi sono creata i miei, che in Scrivener apparivano inizialmente come documenti e sono poi stati trasformati in cartelle con dentro altri documenti; una delle tante possibilità offerte da questo software geniale.

Il mio desktop con Scrivener aperto in modalità "struttura"
Cristallo in modalità “struttura” al 30-11-14

All’inizio della revisione, il primo lavoro che ho svolto è stato quello di riportare ogni documento allo stesso livello strutturale (li avevo etichettati come “scene”), eliminando le cartelle. Scrivener offre la possibilità di scrivere brani isolati, anche piccolissimi, che io in questa fase ho unito tra loro o spostato al posto giusto, con la massima libertà. Ho diviso altri brani più grandi dove necessario. Alla fine mi sono ritrovata con una cosa di questo genere:

Il mio desktop con Scrivener aperto in modalità "lavagna"
Le scene di “Cristallo” già suddivise in capitoli, sulla lavagna di sughero

Con la visione generale sotto gli occhi, ho controllato che i punti strutturali previsti durante la progettazione della storia fossero presenti e sviluppati. Non mi sono soffermata molto sui contenuti e sulla dinamica della narrazione, perché ho cercato di risolvere questo tipo di problemi ben prima di cominciare a scrivere. In altre parole, a domande come “Il conflitto è sufficientemente forte? La posta in gioco è abbastanza alta da interessare il mio lettore ideale? Gli eventi narrati sono necessari a far progredire la storia?” ho già risposto quando ho riflettuto sulla trama; sarà quindi un editor professionista, eventualmente, a fornirmi altri elementi di riflessione o a farmi notare le debolezze di cui io non mi sono accorta. Per il momento più di così non posso fare, quindi sono passata alla suddivisione in capitoli.

Ho cominciato ad accorpare delle scene in capitoli (c’è un comando molto semplice che permette di unire tra loro i documenti nell’ordine desiderato) facendo attenzione che ogni capitolo contenesse un elemento “forte” – un conflitto – e che vi fosse un momento di massima tensione con un successivo calo. Faccio in modo che ogni capitolo non superi le 3.000 parole in tutto, perché secondo me è la misura “giusta”: raramente ne ho scritti di più lunghi, mi pare che per una sequenza narrativa 3.000 parole siano più che sufficienti (ma questa è una mia scelta istintiva). Dove aveva senso farlo ho lasciato dei cliffhanger alla fine dei capitoli: li conservo se suonano “naturali”, per esempio se il capitolo successivo sarà un seguito di quello che termina, perché mi va benissimo che il mio lettore senta la necessità di leggere un capitolo in più invece di chiudere il libro. Però mi interessa di più una conclusione armoniosa che un cliffhanger a tutti i costi.

Ecco, questo è lo stato dell’arte. Sono a circa due terzi della mia suddivisione definitiva in capitoli, dopodiché entrerò nel merito di ogni capitolo. Ed entrerà in azione il machete.

Suggerimenti che secondo me potreste portar via dalla lettura di questo post?

  1. Provate Scrivener. Io non sono affiliata e nessuno mi ha mai chiesto di fargli pubblicità, né ci guadagno una ceppa a segnalarvelo. Però se una cosa funziona bene posso diventare anche ossessiva nel consigliarla a parenti ed amici, quindi ripeto: dategli una possibilità. Scrivener è nato per Mac ma esiste anche per PC e anche in italiano. Potreste scaricare la versione di prova, che vale per 30 sessioni di lavoro, e poi decidere se acquistarlo. Acquistatelo.
  2. Prima di entrare nella rilettura dei vari brani, qualunque sia il metodo che avete scelto, ricontrollate la struttura. Solo dopo procedete con le questioni di stile, la grammatica, lo spelling, la punteggiatura eccetera. Non fate del lavoro inutile, non perdetevi dietro ai dettagli se il quadro generale è ancora nebuloso.
  3. Divertitevi: anche l’editing è una forma d’arte. Michelangelo, secondo me, direbbe che è il livello intermedio tra la prima forma rozza data al blocco di marmo e la cartavetrata finale. È quando viene scolpito il ricciolo della barba del Mosè, la gobbetta sul naso, la ruga degli occhi che rende l’intensità dello sguardo. E chi sono io per dare torto a Michelangelo?

Volete leggere un’anteprima di Cristallo, o scoprire come scrive questa scribacchina?

Fate un giro qui 🙂

 

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È di nuovo NaNoWriMo!

1 Novembre 2014 by Serena 9 commenti

Ce l’ho messa davvero tutta per pubblicare il blog entro oggi. Perché è di nuovo Novembre, quindi è di nuovo tempo di National Novel Writing Month: è di nuovo ora di vivere la stupenda pazzia collettiva di scrivere 50.000 parole in un mese, un romanzo in un mese, ed io ci tenevo moltissimo ad avere un posto per condividere il viaggio.

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Il NaNoWriMo, NaNo per gli amici, è un’esperienza controversa: c’è chi la odia e chi l’ama alla follia. Io sono tra quelli che l’amano, per più di un motivo.

Perché partecipare al NaNoWriMo. Perché amare il NaNoWriMo.

Perché fa acquisire una buona abitudine.

Per riuscire a scrivere 50.000 parole in un mese bisogna scriverne 1.667 ogni giorno. Ogni giorno, capito? La chiave è quella. Se si resta indietro, il giorno dopo se ne devono scrivere di più; le possibilità di farcela calano in maniera esponenziale ogni volta che si perde il ritmo. Gli esseri umani funzionano a ricompense e castighi e sono anche animali abitudinari: c’è quindi la possibilità di terminare il NaNo con un nuovo meccanismo radicato nella zucca, quello di sedersi ogni giorno a scrivere. L’unico modo di terminare la stesura di un libro. L’unico modo di essere uno scrittore: scrivere ogni giorno. Solo per questo varrebbe la pena di partecipare.

Perché è fortemente motivante.

Chi ce lo fa fare di scrivere? È un’attività un po’ da matti, da Disturbo Ossessivo Compulsivo, da gente poco seria che vive in un mondo tutto suo. Continuano a uscire libri di dissuasione dalla scrittura creativa: io ne ho almeno tre (l’ultimo acquistato in ordine cronologico è questo qui) e li tengo sul comodino in camera da letto. Bado bene di leggerne qualche riga tutte le sere, così per non scordarmi il messaggio. Però dai, è bello almeno un mese all’anno pensare solo a quanto è bello scrivere. Tanto con me i libri di dissuasione non funzionano. Quindi mi godo, per esempio, i Pep Talk: sono dei messaggi che gli iscritti al NaNo ricevono via email ogni giorno, come questo qui di Kami Garcia, che più o meno all’inizio dice così: [Leggi di più…] infoÈ di nuovo NaNoWriMo!

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