• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina

Serena Bianca De Matteis

For the Love of all Creatures

  • Chi sono
  • Cosa sto facendo
  • Blog
  • Risorse per scrittori
    • Il metodo del Fiocco di Neve
    • Dall’Idea al Romanzo in 31 giorni
    • Storyboard
    • La struttura narrativa
    • Sviluppare la trama: modelli di struttura narrativa
  • Contatti

Scrivere

Di ghiaccio, libri e Scrittori con la Z maiuscola

16 Dicembre 2017 by Serena 12 commenti

Fiera del Libro

Vendere narrativa – o anche solo farsi leggere – non è un lavoro facile.

Non è come vendere il ghiaccio agli esquimesi: è molto peggio. È più, tipo, come andare al Polo Nord, mettere giù un banchetto e proporre il ghiaccio a pochissimo, anzi due spiccioli, anzi lo si regali pure. Nel mentre, alzi gli occhi e ti accorgi che di banchetti ce ne sono a centinaia, anzi a migliaia, e tutti offrono ghiaccio. Ci sono anche degli Aspiranti Venditori che non hanno voglia – giustamente – di aprire il proprio banchetto e arrangiarsi come possono, e quindi si rivolgono al Grande Venditore di Ghiaccio. Tutti si chiedono come faccia costui a sopravvivere, visto che ormai gli esquimesi si sono Non devi pagare per pubblicare un libro.aggiustati, vivono in case prefabbricate e il ghiaccio gli serve solo per il Martini. Di fatto però il GVdG è ancora lì e allora gli AV si mettono in fila e gli chiedono se per favore non vorrebbe fare lui da tramite con gli esquimesi. Se il GVdG risponde “OK, il tuo ghiaccio lo prendo io, forse ci posso guadagnare qualcosa”, L’AV ha un orgasmo.  Multiplo.

Poi ci sono altri tizi che dicono all’Aspirante Venditore “dammi un po’ dei tuoi soldi – possibilmente tanti – e in cambio ti insegno come vendere il tuo ghiaccio da solo! Migliaia e migliaia di cubetti!” Ma se perdi tre minuti a fare un controllino, scopri che ‘sti qua che vogliono insegnare hanno, al loro attivo, solo la vendita di una granita. Che attualmente si trova al trecentomillesimo posto nella Grande  Classifica Generale dei Venditori di Ghiaccio.

Il panorama qui al Polo è, appunto, coperto di ghiaccio. Abbastanza desolante.

Sono iscritta a un’associazione americana di scrittrici  e ricevo una volta la settimana una newsletter, sempre molto interessante. Di solito devo accontentarmi di scorrere i titoli – perché non ho tempo di andare in bagno, figurarsi di leggere le newsletter – ma una delle ultime edizioni mi ha costretta a fermarmi e a prestare attenzione alla segnalazione di questo articolo, del quale vi consiglio la lettura. Il pezzo viene introdotto così:

Doomed To Fail.

“Here’s the sad truth: most people who write a book will never get it published, half the writers who are published won’t see a second book in print, and most books published are never reprinted. What’s more, half the titles in any given bookshop won’t sell a single copy there, and most published writers won’t earn anything from their book apart from the advance,” Ian Irvine writes in his article, “The Truth about Publishing”. Before you quit, remember why you began to write. No one ever succeeded by stopping. Don’t go to the dark side, stay passionate.

Condannati al fallimento.

“Ecco la triste verità: molti tra quelli che scrivono un libro non lo vedranno mai pubblicato, la metà degli scrittori che vengono pubblicati non vedrà un proprio secondo libro in stampa e la maggior parte dei libri pubblicati non sarà mai ristampata. Oltre a questo, metà dei titoli esposti in una libreria non venderanno nemmeno una copia in quella libreria, e la maggior parte degli scrittori pubblicati non guadagnerà nulla dalla vendita del proprio libro, a parte l’anticipo” scrive Ian Irvine nel suo articolo “La verità sulla pubblicazione”. Prima di mollare tutto, ricordate perché avete cominciato a scrivere. Nessuno ha successo arrendendosi. Non passate al Lato Oscuro, rimanete appassionati.

Questo per quanto riguarda un bel bagnetto nella realtà.

Ho cominciato questo blog tre anni fa,

credo che il terzo compleanno si collochi dalle parti dei primi di novembre, ma non credo di avere mai avuto grandi illusioni, e le poche che avevo si sono sciolte. Come ghiaccio (again!). Le cose si muovono velocemente, ai tempi nostri, e anche se sono passati solo tre anni il mondo dell’editoria è cambiato molto. E non in meglio.

Tuttavia alcune cose resistono; io per esempio ho sempre creduto e ripetuto fin da allora che la scrittura appartiene a tutti.

La scrittura non è come essere visitati dall’arcangelo Gabriele che ti annuncia che sei uno Scrittore e partorirai un Libro. Ho scoperto che è più come lavorare all’uncinetto!Serena Bianca de Matteis Se proprio non posso leggere o scrivere

  • Lo fanno molte più donne che uomini (anche se gli uomini vengono pubblicati più facilmente, lo sappiamo tutti… magari ne parleremo anche qui prima o poi)
  • C’è chi crea finissimi capolavori simili a cristalli di neve, che finiranno in un museo delle Arti e saranno ammirati dalle generazioni future
  • Però si possono creare lavori piuttosto rustici, fatti con lana grossa e uncinetto da 8 mm, con minimo sforzo e massimo (si fa per dire) rendimento
  • Si possono anche creare delle ciofeche inguardabili, però magari divertendosi moltissimo
  • Ormai lo si fa più per piacere che per necessità
  • Rispetto a un tempo, un sacco di gente in più sa farlo. Poi su Youtube ci sono anche i tutorial, no?
  • Qualcuno lo sa fare davvero, qualcuno crede di saperlo fare ma non è così, e se gli vai a dire che quel punto lì è sbagliato e sarebbe il caso di disfare e ricominciare, ti risponde “sei mica matta, con tutto il tempo che ci ho messo!” oppure “eh, però a me piace così!”
  • Chi lo sa fare non è nato imparato, ha impiegato ore, giorni e anni per saperlo fare. E adesso crea cose che tu guardi a bocca aperta e dici “io non ce la farò mai”.
  • Qualcuno ha proprio un problema ad impugnare l’uncinetto e sarebbe meglio si dedicasse, che ne so, al lavoro a maglia o al giardinaggio, ma chi ha il coraggio di dirglielo?

E poi la diatriba sulla parola Autore e la parola Scrittore. Chi può usare per sé il termine Scrittore? No, è meglio Autore.  Ma un Autore/autrice di presine e un Autore/Autrice di testi narrativi sempre Autori sono. O no? E anch’io sono un’Autrice. Per esempio sono indiscutibilmente l’Autrice di mio figlio e anche di un sacco di biscotti di pastafrolla, ma non è che questo mi trasformi in una creatura straordinaria. Ah, e poi sono incidentalmente anche Autrice di molti lavori all’uncinetto.

E quindi?

Quindi avevo voglia di dissacrare un po’. Di smontare. Di dirvi che litigare non serve a niente, che tanto stiamo tutti quanti legati per le zampe come i capponi di Renzo, in senso sia editoriale che esistenziale. Forse per una grama volta volevo svuotare la scarpa dai sassolini, e lasciare qui nuda e cruda la sola verità in ragione della quale questo blog – anche se un po’ abbandonato – è ancora aperto.

Perché mi piace scrivere. Perché qualcuno mi legge; e me ne basta uno solo che si emozioni sul serio, e ho benzina sufficiente per altri dieci anni, sia per scrivere la mia roba da ragazzini, sia per continuare a utilizzare la mia porzione di bytes. Senza pretendere di cambiare la vita di nessuno, perché per cambiare una vita ci devi stare dentro con tutte le scarpe, se no è meglio star zitti che si fa più bella figura. Perché non ci sono piedistalli, non ci sono guadagni, non ci sono orgogli e allori e riconoscimenti: c’è solo la volontà feroce di trovare, in ogni giornata da delirio, qualche minuto per picchiare sulla tastiera. È solo questo, non c’è altro. La scrittura è mia, guai a chi me la tocca.

Buon weekend 🙂

Piatto natalizio con biscotti fatti in casa
e biscotti per fami perdonare!

Archiviato in:Per chi scrive Contrassegnato con: Autore2.0, Creatività, Motivazione, Pubblicare un libro, Scrivere, Self Publishing

Boomster Award 2015: la passione di leggere e scrivere

6 Aprile 2015 by Serena 16 commenti

Guerriera premio Boomster 2015 di Grazia Gironella
Bello il mio premio, vero?

Con grande emozione vi annuncio il mio primo premio da blogger! Grazia Gironella di Scrivere è Vivere mi ha citata nel suo Boomster Award 2015, premio nuovo di zecca da lei creato fondendo Boomstick e Liebster, e quasi non ci credevo, ho dovuto leggere due volte, tanto mi sento colpevole per il poco tempo che riesco a dedicare a questo figlio disgraziato di un blog. Insomma, la mia vita è tutta un senso di colpa. Coooomunque: mi prendo il premio, ringrazio la Grazia, che secondo me è una persona proprio tanto tanto carina: leggo i suoi commenti in giro per la blogosfera e lei è la più positiva e la più gentile di tutti. Non la conosco bene ma mi son fatta un’idea, e così a spanne credo che percorriamo strade simili, ognuna coi suoi piedi e le sue peculiarità, ovviamente. Ma ora, bando alle ciance: poiché sono certa che sbaglierò qualcosa in quello che Grazia stessa ha definito un guazzabuglio di regole, per prima cosa mi attribuisco il Bitch, please Award, così chiudiamo la pratica.

Bitch Please Award Grazia Gironella Serena Bianca De Matteis
Come sto con gli occhiali?

Ok. Ora veniamo alla parte più carina, quella dove devo nominare altri nove blogger! In realtà sarebbero dieci, ma la Grazia ne ha nominati nove, e poi tanto ormai ho il BitchPleaseAward, quindi… Ecco i miei nominati!

  • Daniele Imperi di Pennablu.it . Il premio glielo devo perché, grazie ad una fortunata combinazione astrale, riesco a seguirlo con regolarità, adoro il suo modo scorbutico di scrivere 😛  e mi piacciono le domande che fa alla fine dei suoi post. Così lui è praticamente la mia connessione quotidiana alla blogosfera, e leggendo i commenti ai suoi post riesco anche a tenermi informata su quello che dicono e pensano gli altri blogger. Come dissi già altrove, dovrei pagargli una royalty per tutte le idee che mi fa venire.
  • Renato Mite, Sam Bruno, Lisa Agosti, Monia di CalamoScrittorio, Salvatore Anfuso: i miei primissimi contatti nella blogosfera! Sì, perché questo è un blog ancora bambino e cerca amici, ed è felice di trovarli, anche solo per tirare quattro calci a un pallone. Tutti loro sono blogger e scrittori che vorrei seguire molto di più. Ho in programma un tuffo rinfrescante nei loro testi per il mese di agosto quando, a dio piacendo, avrò il tempo di seguire il filo di pensieri e letture a mio gusto e passandoci anche la notte su, se lo desidero. N.B: Qui dovrei reinserire la Grazia, ma mica possiamo fare il ping pong, giusto?
  • Antonella Mecenero, alias Tenar. Di lei ho letto la bio e qualche intervento in giro, so che è appassionata di Sherlock Holmes e che ama moltissimo il suo lavoro, che è scrittura – e ha a che fare con la scrittura – in mille modi diversi. Secono me è una davvero tosta, e la devo ringraziare perché una sua frase sulla grammatica del narrare mi è rimasta particolarmente impressa. La sto riciclando qua e là, sempre coi dovuti crediti, e questo premio è un ulteriore modo di ringraziare :). E poi ho scoperto che è anche una fanwriter! Onore a lei 😀
  • Katie Weiland e Joanna Penn. Dubito che passeranno mai da queste parti a leggermi, ma i loro blog alla fine sono quelli che seguo da più tempo e più volentieri, e ringraziarle con un link e una breve presentazione mi sembra davvero il minimo. E poi mi fa piacere consigliarvele, perché sono sicura che nei loro siti troverete qualcosa che vi può essere utile. Entrambe, a casa loro, offrono con grande generosità ottimi contenuti: la signora Weiland sulla scrittura, Joanna sul self publishing. Ci tengo a dire che Joanna Penn è autrice sia di fiction che di non-fiction, e sa bene quali sono i problemi che gli autori incontrano sia in un genere che nell’altro. Scrivono in inglese, ma questa è solo un’altra buona ragione per darvi da fare e imparare l’inglese, finalmente, giusto? 😛

Sono nove, punto uno: fatto *mette segno di spunta*.

Ora la parte più difficile di tutte *impallidisce di paura*. Il premio prevede che io risponda a questa domanda qui:

Se dalla vostra vita sparisse la passione principale, che sia la scrittura o altro, cosa acquisterebbe spazio? In altre parole, qual è la vostra passione in seconda?

Ok, sono nella cacca. Non so cosa rispondere. Ci sono tantissime cose che mi piace fare, ma nessuna di queste mi riempie come la scrittura, la lettura, la condivisione di storie. Mi piace fare il pane, cucire e lavorare all’uncinetto,

Serena Bianca de Matteis Se proprio non posso leggere o scrivere
Se proprio non posso leggere o scrivere

leggere, scrivere e guardare film.

L’HAI DETTO ANCORA! NON VALE! NON PUOI PARLARE DI LETTURA E SCRITTURA!

E gli audiolibri? Gli audiolibri valgono?

NO-NE! SEMPRE DI LETTURA SI TRATTA!

E allora non so cosa dire. Non lo so davvero. Sono cresciuta in una casa che aveva, ed ha ancora, più libri che centimetri quadri percorribili. Ne ho creata un’altra, con il mio compagno, molto simile, con più centimetri percorribili perché adesso ci sono gli ereader. Una volta mi sono chiesta che cosa rende la vita degna di essere vissuta anche in condizioni estreme, e mi sono risposta “la possibilità di leggere”. Vedete come sono messa?

Forse se non avessi scrittura e lettura mi dedicherei con più serietà alla mia anima. Non scherzo, davvero. A volte penso che tra me e l’illuminazione stia, oltre a tutto il resto, anche un’enorme catasta di libri.

E voi? Sappiate che, essendo stati nominati, vi tocca rispondere alla domanda qui sopra. E io non vedo l’ora di leggervi, davvero. Però, anche voi che passate di qui per caso: lasciatemi due parole. Ditemi, tutti quanti: che cosa fareste se non poteste leggere e scrivere?

Felice Pasqua dell’Angelo, a tutti 🙂

Archiviato in:Blog, Per chi scrive Contrassegnato con: Blog, Boomster Award 2015, Leggere, Lettura, Motivazione, Scrittura, Scrivere, Writing

La prima regola della scrittura: scrivere, scrivere, scrivere

16 Marzo 2015 by Serena 27 commenti

Scrivere come Snoopy scrivere tutti i giorni
Giù la testa e picchia sui tasti

Questo post, apparso per la prima volta su Parole nel Cassetto, è la mia risposta estesa ad un bell’articolo di Lisa Agosti che potete leggere qui. Secondo me la prima regola della scrittura non è “rompi le regole”: mi trovo molto vicina alla posizione di Tenar, che dice

Io credo che la scrittura abbia regole frangibili, che possano, a volte debbano essere infrante. Questo non vuol dire che non ci siano delle regole. La narratologia studia la grammatica interna del narrare, che esiste. Per essere bravi scrittori va conosciuta e applicata. Gli scrittori bravissimi, poi, possono anche infrangere le regole, ma consapevolmente, sapendo cosa vanno a fare. Insomma, si può diventare cubisti, ma non ci si improvvisa e una buona accademia d’arte non ha mai fatto male a nessuno.

Non “aspirare” a scrivere

E poi, prima ancora di questo, per essere scrittori bisogna scrivere. Lapalissiano, no? Mica tanto. Io, per esempio, penso a me stessa come ad una scrittrice ma ultimamente, tra lavoro-figli-casa-famiglia-famigliaestesa-famigliafelina-impegniextra non riesco a buttare giù una riga che sia una. Per esempio, per scrivere questo articolo che ora pubblico con un click ci ho messo

[Leggi di più…] infoLa prima regola della scrittura: scrivere, scrivere, scrivere

Archiviato in:Blog, Per chi scrive Contrassegnato con: Gestione del tempo, Parole nel Cassetto, Regole, Scrittura Creativa, Scrivere, Vite Precedenti, Writing Life

Le regole della scrittura – Introduzione

11 Febbraio 2015 by Serena 11 commenti

Le regole della scrittura di Geronimo Stilton
Le regole della scrittura di Geronimo Stilton

Tempo fa avevo cominciato per un altro blog, Parole nel Cassetto, una serie di post ispirati da un articolo del Guardian. Quella serie è poi morta o quanto meno è agonizzante, temo – assieme al progetto che l’aveva originata. Poi però sono inciampata nel solito Daniele, cui dovrei probabilmente pagare una royalty perché i suoi post mi fanno quasi sempre venir voglia di picchiare sulla tastiera. Simpatico effetto valanga: il suo post era a sua volta provocato da un articolo pubblicato su Goodreads da Renato Mite.

Il concetto di base è il seguente:

[Leggi di più…] infoLe regole della scrittura – Introduzione

Archiviato in:Blog, Per chi scrive Contrassegnato con: Blog, Guardian, Parole nel Cassetto, Regole, Roba da Scrittori, Scrittura Creativa, Scrivere, Vite Precedenti, Writing Life

Le mie tre parole del 2015

6 Gennaio 2015 by Serena 7 commenti

Io nei buoni propositi ci credo.

Credo fermamente nella necessità di avere le idee chiare e di dire a se stessi che cosa si desidera fare del proprio preziosissimo tempo. Così, accolgo più che volentieri l’ennesima – graditissima – provocazione di Daniele Imperi di Pennablu.it, che in questo post, ispirato da Chris Brogan, ci chiede le nostre tre parole per il 2015.
Qualche anno fa sono inciampata felicemente nel GTD di David Allen, e quello è il metodo che utilizzo per gestire praticamente TUTTA la mia vita; grazie a quel sistema, che consiglio a tutti almeno di provare, i miei buoni propositi si scrivono da soli di anno in anno. Ma sono convinta che anche Chris Brogan abbia ragione, perché le parole hanno magia quando sono così dense, quando con una sola sei costretto a dire tutto. E chi non ha bisogno di un po’ di magia in ogni giornata?

Così, continuerò a rivedere i miei obiettivi periodicamente alle varie quote,

GTD: le quote della visione
Le “quote” delle differenti visioni del GTD

a inserire ogni idea in Evernote, a taggare e finalizzare e pianificare tutto, e credetemi che è liberatorio, anche se lì per lì suona terrificante; però queste tre parole me le scrivo su dei post-it e le lascio in giro per le mie due case – l’appartamento e l’auto, dove passo una bella fetta della mia giornata lavorativa. Me le scrivo sulle Sticky Notes del PC personale. Me le ripeterò ogni sera, prima di andare a dormire.
Eccole qua.

I miei buoni propositi 2015

Condividi.

È l’anno della pubblicazione. Non ho ancora deciso cosa fare con la mia “Cristallo”, ma qualcuno la leggerà, anche solo su un archivio online. Ho già condiviso parecchio sul web, a dire il vero, ma lo facevo con un nickname; poi nel 2014 questo libro ha fatto scattare qualcosa nella mia testa (no, beh, l’ultimo capitolo no), e posso dire senza sembrare pomposa che mi ha cambiato la vita? Forse è solo arrivato alla fine di un processo, al momento giusto, ma i fatti sono questi: che io sono finalmente riuscita a sputare le parole, strozzate da tempo in gola, Sono una scrittrice. Lo sono perché scrivo ogni giorno, perché scrivere fa parte di me come il colore degli occhi e mi è necessario come lavare i denti la sera prima di andare a dormire. Sono una scrittrice. “Cristallo” andrà a cercare fortuna nel mondo con il mio nome e cognome scritti sopra, e non credo ci possa essere condivisione più profonda di quella delle parole di un libro.

Poi c’è il Laboratorio di Scrittura e Lettura, che proseguirà anche nel 2015, e altre attività messe in cantiere assieme all’Associazione Amici della Biblioteca. La sfida vera sarà trovare il tempo per tutto, ma avrò la possibilità di condividere il mio amore per le storie e quindi: cosa posso volere di più?

Equilibrio.

In tutto: nell’investimento emotivo, nella gestione del tempo, nella pianificazione quotidiana delle priorità. Stanotte mi sono persa dietro a link, storie, persone, manuali di scrittura, social, report sull’editoria e non ricordo che altro. Sono andata a letto alle quattro di mattina. Devo aggiungere altro?

Gioia.

Nella versione inglese delle mie tre parole ho scritto Enjoy, che significa “divertiti”, ma contiene la parola joy, gioia. Enjoy è una parola perfetta. In italiano però preferisco usare gioia, perché divertimento mi suggerisce la voglia di farsi portare via. Di-vertere. Io non voglio andare via, voglio stare qui e fare quello che faccio già, godendone ogni minuto. Le case editrici sono in crisi, sono stronze, non si filano gli esordienti, il self-publishing diventa difficile, ci sono più scrittori che lettori eccetera eccetera e ultimamente sui blog che seguo (sì, lo so che devo inserire un blogroll) è tutto un parlare dei nuovi problemi degli autori emergenti. Mi interessa ma anche no: scrivo perché mi dà gioia, provo gioia (anche) perché scrivo. Voglio continuare così.

Io la mia gatta nera, Maus
Animali da scrittura – 1

Felice 2015 a tutti, dal profondo del cuore,

e grazie ancora a Daniele per ciò che nasce dai suoi post.

Archiviato in:Blog, Per chi scrive Contrassegnato con: 2015, Blog, Buone idee, Creatività, Gestione del tempo, Keywords, Motivazione, Roba da Scrittori, Scrivere, Writing Life

Come vivo la revisione di un testo: Cristallo

1 Gennaio 2015 by Serena 5 commenti

È il primo gennaio 2015. Primo. Gennaio. 2015. È arrivato il momento. Adesso posso, ed è perfetto.

Siedo in una casa silenziosa per fortunata coincidenza, davanti alla tastiera, e ho il permesso di me stessa. Apro il file di Scrivener. Ultimo salvataggio: 30 novembre 2014, ore 21.32. Un mese intero lontana.

Cerco di ricreare il percorso, leggo, connetto i puntini. La revisione di un testo è anche questo.

Varco la soglia.

Ecco Anna, mi viene subito incontro. La riconosco, ma mi rendo anche conto che in questo mese è cambiata. O forse sono solo io che la vedo meglio? Ma è sempre lei, solo più bella con le sue ferite, il piercing al naso, quel modo di inclinare la testa quando ti studia. Non ha mai smesso di parlarmi, anzi, sembrava che a causa del veto facesse di tutto per provocarmi: ha chiacchierato quasi ininterrottamente. Soprattutto quando non le potevo rispondere.

Dovrà accontentarsi di un’attenzione parziale, oggi. Non è il suo turno, devo occuparmi prima del suo mondo: ma anche questo, lo faccio per lei.

Non dovrei nemmeno essere qui a scrivere questo post, lei e la sua storia sono la mia priorità e hanno la precedenza anche sul blog. I minuti sono sempre troppo pochi. Ma come faccio a non condividere questa felicità?

PC pronto per la revisione di un testo
Dove scrivo. Fuori si vedono gli alberi.

Archiviato in:Blog, Per chi scrive Contrassegnato con: Diario di Cristallo, Editing, NaNoWriMo, Revisione, Scrivere, Scrivere un romanzo, Self-Editing, Writing Life

  • Pagina 1
  • Pagina 2
  • Vai alla pagina successiva »

Barra laterale primaria

Restiamo in contatto?

Clicca qui, ci vuole meno di un minuto!

Archivio

Buck e il Terremoto a Bookcity

Storie di Gatti

Racconti a quattrozampe le per le vittime del sisma

Footer

  • Chi sono
  • Cosa sto facendo
  • Blog
  • Risorse per scrittori
    • Il metodo del Fiocco di Neve
    • Dall’Idea al Romanzo in 31 giorni
    • Storyboard
    • La struttura narrativa
    • Sviluppare la trama: modelli di struttura narrativa
  • Contatti
  • Ultimi articoli
  • Scrivi allo staff
  • Resta in contatto
  • Privacy & Cookie Policy

Serena Bianca De Matteis

Serena Bianca De Matteis b/n

Copyright © 2026 · Serena Bianca De Matteis · Accedi

Uso i cookie per garantirti una buona navigazione sul mio sito. Se vuoi, puoi comunque eliminarli. .

Powered by  GDPR Cookie Compliance
Panoramica sulla privacy

Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutando il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.

È possibile regolare tutte le impostazioni dei cookie navigando le schede sul lato sinistro.

Cookie strettamente necessari alla navigazione

Per poter salvare le tue preferenze, è necessario che siano attivi.

Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.

Cookie di terze parti

Questo sito Web utilizza Google Analytics per raccogliere informazioni anonime come il numero di visitatori del sito e le pagine più popolari.

Mantenere abilitato questo cookie ci aiuta a migliorare il nostro sito web.

Per prima cosa abilita i cookie strettamente necessari in modo che possiamo salvare le tue preferenze!

Cookie Policy

Ulteriori informazioni sulla Cookie Policy