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Serena Bianca De Matteis

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Affittare o possedere qualcosa

3 Giugno 2015 by Serena 14 commenti

affittare possedere Howey

Il testo che segue è la traduzione di questo articolo di Hugh Howey, pubblicato sul suo sito il 22 maggio 2015. Non era previsto che ve lo proponessi oggi; l’intenzione era quella di tradurre un articolo di Joanna Penn sui pro e contro dell’essere un autore Indie, come avevo dichiarato qui. Arriva anche quello, ma il testo di Howey mi ha colpita molto e ho quindi deciso di dargli la precedenza.

Può dare fastidio, forse, per i toni. La scelta di delegare delle decisioni, quali e quante, è molto personale, mentre Hugh prende posizione in modo molto energico senza tenere conto di qualche sfumatura di grigio tra il bianco e il nero. Però, però… mi è piaciuto lo stesso. Tanto.

Mi è piaciuto perché (come scrivevo, mi pare, in un commento la settimana scorsa) anch’io credo – e l’esperienza mi conferma – che nelle trattative umane si debba sempre e comunque chiedersi:  [Leggi di più…] infoAffittare o possedere qualcosa

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Autore 2.0: quei quattro numeri da sapere sul mercato editoriale

12 Maggio 2015 by Serena 26 commenti

Proseguo con le riflessioni iniziate la scorsa settimana in questo post, dopo che il mio amico C., autore pubblicato, mi ha contattata per fare due chiacchiere a seguito di una discussione con il suo agente.

Gli scrittori, C. compreso, non sono quasi mai tipi da numeri (a meno che si tratti di «quante copie ho venduto oggi»). Magari è una vita che si trovano a loro agio più con le parole che con le cifre, più con il tema di italiano che con la verifica di matematica, più con il manuale di scrittura creativa che con le istruzioni del 730 (OK, se uno si trova a suo agio con le istruzioni del 730 è da curare).

Scrittore alle prese con il mercato editoriale
Dove sono i miei cinquantamila dollari?

Comunque sia, caro C., l’autore 2.0 con i numeri deve fare la pace. Già mi pare di sentirti obiettare che [Leggi di più…] infoAutore 2.0: quei quattro numeri da sapere sul mercato editoriale

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Autore 2.0: come pubblicare un libro nel 2015 ed essere felici

5 Maggio 2015 by Serena 18 commenti

Hugh Howey fotografato da Jason Myers. Chiedete a lui come pubblicare un libro.
Chiedete a lui come pubblicare un libro

È da parecchio tempo, quasi cinque mesi, che sto combattendo con un articolo sul Self Publishing, ovvero come pubblicare un libro da sé sfruttando le (infinite) possibilità offerte dal Web.

Quando ho incominciato a buttarlo giù era la fine dell’anno, momento di bilanci e riflessioni un po’ per tutti. La blogosfera Indie era già in fermento ed in più, tra dicembre 2014 e gennaio 2015 sono stati pubblicati, da gente del calibro di Kristine Kathryn Rusch, Hugh Howey, Joanna Penn e Mark Coker, una serie di articoli straordinariamente ricchi di spunti di riflessione, che non potevano – e non hanno – lasciato indifferente nessuno nel mondo della pubblicazione indipendente e non. Si tratta di testi su cui ho rimuginato per mesi, senza però riuscire a mettere a fuoco il messaggio che mi stavo portando a casa e, di conseguenza, qual era la parte che meritava di essere condivisa con voi.

Alla fine mi sono resa conto che [Leggi di più…] infoAutore 2.0: come pubblicare un libro nel 2015 ed essere felici

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Boomster Award 2015: la passione di leggere e scrivere

6 Aprile 2015 by Serena 16 commenti

Guerriera premio Boomster 2015 di Grazia Gironella
Bello il mio premio, vero?

Con grande emozione vi annuncio il mio primo premio da blogger! Grazia Gironella di Scrivere è Vivere mi ha citata nel suo Boomster Award 2015, premio nuovo di zecca da lei creato fondendo Boomstick e Liebster, e quasi non ci credevo, ho dovuto leggere due volte, tanto mi sento colpevole per il poco tempo che riesco a dedicare a questo figlio disgraziato di un blog. Insomma, la mia vita è tutta un senso di colpa. Coooomunque: mi prendo il premio, ringrazio la Grazia, che secondo me è una persona proprio tanto tanto carina: leggo i suoi commenti in giro per la blogosfera e lei è la più positiva e la più gentile di tutti. Non la conosco bene ma mi son fatta un’idea, e così a spanne credo che percorriamo strade simili, ognuna coi suoi piedi e le sue peculiarità, ovviamente. Ma ora, bando alle ciance: poiché sono certa che sbaglierò qualcosa in quello che Grazia stessa ha definito un guazzabuglio di regole, per prima cosa mi attribuisco il Bitch, please Award, così chiudiamo la pratica.

Bitch Please Award Grazia Gironella Serena Bianca De Matteis
Come sto con gli occhiali?

Ok. Ora veniamo alla parte più carina, quella dove devo nominare altri nove blogger! In realtà sarebbero dieci, ma la Grazia ne ha nominati nove, e poi tanto ormai ho il BitchPleaseAward, quindi… Ecco i miei nominati!

  • Daniele Imperi di Pennablu.it . Il premio glielo devo perché, grazie ad una fortunata combinazione astrale, riesco a seguirlo con regolarità, adoro il suo modo scorbutico di scrivere 😛  e mi piacciono le domande che fa alla fine dei suoi post. Così lui è praticamente la mia connessione quotidiana alla blogosfera, e leggendo i commenti ai suoi post riesco anche a tenermi informata su quello che dicono e pensano gli altri blogger. Come dissi già altrove, dovrei pagargli una royalty per tutte le idee che mi fa venire.
  • Renato Mite, Sam Bruno, Lisa Agosti, Monia di CalamoScrittorio, Salvatore Anfuso: i miei primissimi contatti nella blogosfera! Sì, perché questo è un blog ancora bambino e cerca amici, ed è felice di trovarli, anche solo per tirare quattro calci a un pallone. Tutti loro sono blogger e scrittori che vorrei seguire molto di più. Ho in programma un tuffo rinfrescante nei loro testi per il mese di agosto quando, a dio piacendo, avrò il tempo di seguire il filo di pensieri e letture a mio gusto e passandoci anche la notte su, se lo desidero. N.B: Qui dovrei reinserire la Grazia, ma mica possiamo fare il ping pong, giusto?
  • Antonella Mecenero, alias Tenar. Di lei ho letto la bio e qualche intervento in giro, so che è appassionata di Sherlock Holmes e che ama moltissimo il suo lavoro, che è scrittura – e ha a che fare con la scrittura – in mille modi diversi. Secono me è una davvero tosta, e la devo ringraziare perché una sua frase sulla grammatica del narrare mi è rimasta particolarmente impressa. La sto riciclando qua e là, sempre coi dovuti crediti, e questo premio è un ulteriore modo di ringraziare :). E poi ho scoperto che è anche una fanwriter! Onore a lei 😀
  • Katie Weiland e Joanna Penn. Dubito che passeranno mai da queste parti a leggermi, ma i loro blog alla fine sono quelli che seguo da più tempo e più volentieri, e ringraziarle con un link e una breve presentazione mi sembra davvero il minimo. E poi mi fa piacere consigliarvele, perché sono sicura che nei loro siti troverete qualcosa che vi può essere utile. Entrambe, a casa loro, offrono con grande generosità ottimi contenuti: la signora Weiland sulla scrittura, Joanna sul self publishing. Ci tengo a dire che Joanna Penn è autrice sia di fiction che di non-fiction, e sa bene quali sono i problemi che gli autori incontrano sia in un genere che nell’altro. Scrivono in inglese, ma questa è solo un’altra buona ragione per darvi da fare e imparare l’inglese, finalmente, giusto? 😛

Sono nove, punto uno: fatto *mette segno di spunta*.

Ora la parte più difficile di tutte *impallidisce di paura*. Il premio prevede che io risponda a questa domanda qui:

Se dalla vostra vita sparisse la passione principale, che sia la scrittura o altro, cosa acquisterebbe spazio? In altre parole, qual è la vostra passione in seconda?

Ok, sono nella cacca. Non so cosa rispondere. Ci sono tantissime cose che mi piace fare, ma nessuna di queste mi riempie come la scrittura, la lettura, la condivisione di storie. Mi piace fare il pane, cucire e lavorare all’uncinetto,

Serena Bianca de Matteis Se proprio non posso leggere o scrivere
Se proprio non posso leggere o scrivere

leggere, scrivere e guardare film.

L’HAI DETTO ANCORA! NON VALE! NON PUOI PARLARE DI LETTURA E SCRITTURA!

E gli audiolibri? Gli audiolibri valgono?

NO-NE! SEMPRE DI LETTURA SI TRATTA!

E allora non so cosa dire. Non lo so davvero. Sono cresciuta in una casa che aveva, ed ha ancora, più libri che centimetri quadri percorribili. Ne ho creata un’altra, con il mio compagno, molto simile, con più centimetri percorribili perché adesso ci sono gli ereader. Una volta mi sono chiesta che cosa rende la vita degna di essere vissuta anche in condizioni estreme, e mi sono risposta “la possibilità di leggere”. Vedete come sono messa?

Forse se non avessi scrittura e lettura mi dedicherei con più serietà alla mia anima. Non scherzo, davvero. A volte penso che tra me e l’illuminazione stia, oltre a tutto il resto, anche un’enorme catasta di libri.

E voi? Sappiate che, essendo stati nominati, vi tocca rispondere alla domanda qui sopra. E io non vedo l’ora di leggervi, davvero. Però, anche voi che passate di qui per caso: lasciatemi due parole. Ditemi, tutti quanti: che cosa fareste se non poteste leggere e scrivere?

Felice Pasqua dell’Angelo, a tutti 🙂

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Le regole della scrittura – Introduzione

11 Febbraio 2015 by Serena 11 commenti

Le regole della scrittura di Geronimo Stilton
Le regole della scrittura di Geronimo Stilton

Tempo fa avevo cominciato per un altro blog, Parole nel Cassetto, una serie di post ispirati da un articolo del Guardian. Quella serie è poi morta o quanto meno è agonizzante, temo – assieme al progetto che l’aveva originata. Poi però sono inciampata nel solito Daniele, cui dovrei probabilmente pagare una royalty perché i suoi post mi fanno quasi sempre venir voglia di picchiare sulla tastiera. Simpatico effetto valanga: il suo post era a sua volta provocato da un articolo pubblicato su Goodreads da Renato Mite.

Il concetto di base è il seguente:

[Leggi di più…] infoLe regole della scrittura – Introduzione

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Le mie tre parole del 2015

6 Gennaio 2015 by Serena 7 commenti

Io nei buoni propositi ci credo.

Credo fermamente nella necessità di avere le idee chiare e di dire a se stessi che cosa si desidera fare del proprio preziosissimo tempo. Così, accolgo più che volentieri l’ennesima – graditissima – provocazione di Daniele Imperi di Pennablu.it, che in questo post, ispirato da Chris Brogan, ci chiede le nostre tre parole per il 2015.
Qualche anno fa sono inciampata felicemente nel GTD di David Allen, e quello è il metodo che utilizzo per gestire praticamente TUTTA la mia vita; grazie a quel sistema, che consiglio a tutti almeno di provare, i miei buoni propositi si scrivono da soli di anno in anno. Ma sono convinta che anche Chris Brogan abbia ragione, perché le parole hanno magia quando sono così dense, quando con una sola sei costretto a dire tutto. E chi non ha bisogno di un po’ di magia in ogni giornata?

Così, continuerò a rivedere i miei obiettivi periodicamente alle varie quote,

GTD: le quote della visione
Le “quote” delle differenti visioni del GTD

a inserire ogni idea in Evernote, a taggare e finalizzare e pianificare tutto, e credetemi che è liberatorio, anche se lì per lì suona terrificante; però queste tre parole me le scrivo su dei post-it e le lascio in giro per le mie due case – l’appartamento e l’auto, dove passo una bella fetta della mia giornata lavorativa. Me le scrivo sulle Sticky Notes del PC personale. Me le ripeterò ogni sera, prima di andare a dormire.
Eccole qua.

I miei buoni propositi 2015

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È l’anno della pubblicazione. Non ho ancora deciso cosa fare con la mia “Cristallo”, ma qualcuno la leggerà, anche solo su un archivio online. Ho già condiviso parecchio sul web, a dire il vero, ma lo facevo con un nickname; poi nel 2014 questo libro ha fatto scattare qualcosa nella mia testa (no, beh, l’ultimo capitolo no), e posso dire senza sembrare pomposa che mi ha cambiato la vita? Forse è solo arrivato alla fine di un processo, al momento giusto, ma i fatti sono questi: che io sono finalmente riuscita a sputare le parole, strozzate da tempo in gola, Sono una scrittrice. Lo sono perché scrivo ogni giorno, perché scrivere fa parte di me come il colore degli occhi e mi è necessario come lavare i denti la sera prima di andare a dormire. Sono una scrittrice. “Cristallo” andrà a cercare fortuna nel mondo con il mio nome e cognome scritti sopra, e non credo ci possa essere condivisione più profonda di quella delle parole di un libro.

Poi c’è il Laboratorio di Scrittura e Lettura, che proseguirà anche nel 2015, e altre attività messe in cantiere assieme all’Associazione Amici della Biblioteca. La sfida vera sarà trovare il tempo per tutto, ma avrò la possibilità di condividere il mio amore per le storie e quindi: cosa posso volere di più?

Equilibrio.

In tutto: nell’investimento emotivo, nella gestione del tempo, nella pianificazione quotidiana delle priorità. Stanotte mi sono persa dietro a link, storie, persone, manuali di scrittura, social, report sull’editoria e non ricordo che altro. Sono andata a letto alle quattro di mattina. Devo aggiungere altro?

Gioia.

Nella versione inglese delle mie tre parole ho scritto Enjoy, che significa “divertiti”, ma contiene la parola joy, gioia. Enjoy è una parola perfetta. In italiano però preferisco usare gioia, perché divertimento mi suggerisce la voglia di farsi portare via. Di-vertere. Io non voglio andare via, voglio stare qui e fare quello che faccio già, godendone ogni minuto. Le case editrici sono in crisi, sono stronze, non si filano gli esordienti, il self-publishing diventa difficile, ci sono più scrittori che lettori eccetera eccetera e ultimamente sui blog che seguo (sì, lo so che devo inserire un blogroll) è tutto un parlare dei nuovi problemi degli autori emergenti. Mi interessa ma anche no: scrivo perché mi dà gioia, provo gioia (anche) perché scrivo. Voglio continuare così.

Io la mia gatta nera, Maus
Animali da scrittura – 1

Felice 2015 a tutti, dal profondo del cuore,

e grazie ancora a Daniele per ciò che nasce dai suoi post.

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