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Serena Bianca De Matteis

For the Love of all Creatures

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Per chi scrive

Il metodo del Fiocco di Neve per scrivere un romanzo

21 Aprile 2015 by Serena 9 commenti

Introduzione

Questa è la traduzione integrale, eseguita dalla sottoscritta, del celebre articolo The Snowflake Method For Designing A Novel, nel quale Randy Ingermanson illustra il metodo da lui elaborato per la progettazione di un romanzo. Si parte da un concetto essenziale e si procede per espansioni successive.

Non esistono, che io sappia, altre traduzioni integrali in italiano di quell’articolo, mentre ne esistono purtroppo parecchie versioni approssimative e pasticciate. Questa versione non aggiunge, né toglie, né commenta: è l’articolo tale quale come si trova sul sito di Ingermanson, www.advancedfictionwriting.com. Dopo una breve riflessione, ho deciso di lasciare anche tutti i link di vendita del software per scrittori creato da Randy, basato sul suo metodo, e i link di vendita dei suoi libri. Considerando che Randy ha messo a disposizione per anni e gratuitamente due delle migliori risorse per scrittori disponibili sul web, mi sembrava davvero il minimo.

Le risorse gratuite cui mi riferisco sono, appunto, l’articolo sullo Snowflake Method e quello su come si costruisce una scena, che vi invito caldamente a leggere: lo trovate qui.

La traduzione che state per leggere è stata autorizzata personalmente da Randy, che ringrazio anche qui, pubblicamente, per la sua fiducia. Thank you so much, Randy! 😀 Oltre che essere una specie di genio, Randy è anche una persona incredibilmente simpatica e disponibile. Qui trovate la sua bio in inglese; tradurrò anche questa non appena mi sarà possibile, perché fa buttare dal ridere.

Randy Ingermanson
Randy Ingermanson

Tengo a precisare che non sono un’affiliata e non percepisco alcun compenso per la pubblicazione di questa traduzione con tutti i link commerciali. L’ho eseguita solo perché ho sperimentato il Metodo del Fiocco di Neve e ne sono una fan e una grande ammiratrice; lo consiglio a chiunque abbia in mente di scrivere un romanzo, che è una bella impresa, ma quasi impossibile se lasciata al caso.

Alla traduzione ho dedicato una pagina fissa, che trovate qui, perché il post di blog poi scivola in basso, sempre più giù, sempre più giù… Invece vorrei che la traduzione restasse reperibile facilmente per gli interessati.

Apprezzerei moltissimo una parola di commento, anche se molti di voi hanno già visto la pagina ieri, soprattutto se ritenete che il metodo possa esservi utile.

Buona lettura e, soprattutto, felice scrittura del vostro romanzo con il Metodo del Fiocco di Neve.

 

Il Metodo del “Fiocco di Neve” per la progettazione di un romanzo.

Scrivere un romanzo è facile. Scrivere un buon romanzo è difficile. Così è la vita. Se fosse facile, tutti scriveremmo bestsellers pluripremiati.

A dir la verità, ci sono in giro migliaia di persone che vi possono spiegare come scrivere un romanzo. Ci sono migliaia di metodi differenti. Per voi, il migliore è quello che funziona per voi.

In questo articolo, ho il piacere di condividere con voi  ciò che funziona per me. Ho pubblicato sei romanzi e i miei scritti hanno vinto una dozzina di premi. Tengo frequentemente e con continuità conferenze di scrittura, nelle quali insegno come si scrive narrativa. Una delle mie lezioni più popolari è questa: Come scrivere un romanzo utilizzando quello che io chiamo il “Metodo del Fiocco di Neve”.

Questa pagina è la più popolare del mio sito, e riceve circa un migliaio di visite al giorno, dal che potete dedurre che un bel po’ di gente la trova utile. Ma potrebbe non essere utile per voi, e per quanto mi riguarda va bene lo stesso. Date un’occhiata, decidete che cosa potrebbe funzionare per voi e lasciate perdere il resto! Se la trovate vomitevole, non mi sentirò insultato. Gli scrittori sono tutti diversi. Se invece il mio metodo dovesse darvi la carica, ne sarò felice. Vi darò il miglior esempio che posso del mio modo di organizzare le cose, ma alla fine siete voi a dover decidere che cosa funziona al meglio per voi. Divertitevi e… scrivete il vostro romanzo!

L’importanza della progettazione

La buona narrativa non capita per caso, è progettata. Potete fare il lavoro di progettazione prima o dopo aver scritto il vostro romanzo. Io ho provato a farlo in entrambi i modi e credo fermamente che farlo prima di scrivere sia più veloce e dia risultati migliori. La progettazione è un lavoro duro, quindi è importante trovare una linea guida prima di cominciare. Questo articolo vuole fornirvi un metafora potente per guidarvi nella vostra progettazione.

La nostra domanda fondamentale è: Come si fa a progettare un romanzo?

Ho fatto il programmatore per molti anni, elaborando grandi progetti di software. Scrivo romanzi allo stesso modo, utilizzando la “metafora del fiocco di neve”. Ok, che cos’è la metafora del fiocco di neve? Prima di continuare a leggere, date un’occhiata a questo bel sito.

In cima alla pagina, trovate un bello schema conosciuto come “frattale del fiocco di neve”.

Frattale del fiocco di neve
Un fiocco di neve very cool

Non ditelo a nessuno, ma questo è un importante oggetto matematico ampiamente studiato. Comunque, per i nostri scopi, questo è solo un bello schizzo di un fiocco di neve. Se fate scorrere un po’ la pagina verso il basso, trovate una vignetta con un grande triangolo e delle frecce sottostanti. Se schiacciate ripetutamente il bottone con la freccia che punta verso destra, vedrete le fasi successive della creazione del fiocco di neve. All’inizio non ha molto del fiocco di neve, ma poco a poco sembra sempre di più un fiocco di neve, fino a quando è completo.

Le prime fasi appaiono in questo modo:

Il metodo del fiocco di neve per pianificare un romanco

 

Io sostengo che questo sia anche un modo per creare un romanzo. Partite con poco, e ci costruite su altra roba fino a quando non appare una storia. Una parte di questo lavoro è creativa, e quella non ve la posso insegnare io. Non in questa sede, in ogni caso. Ma parte del lavoro consiste anche nel gestire la vostra creatività, organizzandola in un romanzo ben strutturato. E questo è la parte che vorrei insegnarvi qui.

Se siete come la maggioranza delle persone, passate un sacco di tempo a pensare al vostro romanzo molto prima di cominciare a scrivere. Fate anche un po’ di ricerca. Fate sogni ad occhi aperti su come funzionerà la storia. Elaborate idee diverse. Cominciate a sentire la voce dei vari personaggi. Vi chiedete quale sia l’argomento del vostro libro, il Tema Profondo. Questa è una parte essenziale di ogni libro e io la chiamo “compostaggio”. È un processo informale e ogni scrittore lo fa a modo suo. Darò per scontato che sappiate come è composta la vostra storia e che abbiate già un romanzo ben “compostato” in mente, e che siate pronti a sedervi e cominciare a scrivere quel romanzo.

Le Dieci Fasi della Progettazione

Prima di cominciare a scrivere, dovete organizzarvi. È necessario che mettiate su carta tutte le vostre meravigliose idee in una forma in cui siano utilizzabili. Perché? Perché la memoria è fallibile, e la vostra creatività ha probabilmente lasciato dei “buchi” qua e là nella vostra storia, buchi che dovete riempire prima di cominciare a scrivere il vostro romanzo. Avete bisogno di un documento di progettazione. E  dovete produrlo utilizzando un procedimento che non vi faccia passare la voglia di scrivere la storia vera. Ecco il mio procedimento in dieci fasi per scrivere un documento di progettazione. Io utilizzo questo procedimento per scrivere i miei romanzi, e spero che vi sia d’aiuto.

Passo 1) Prendetevi un’ora di tempo per scrivere un riassunto in una sola fase del vostro romanzo .  Qualcosa di questo genere: “Una canaglia di scienziato viaggia a ritroso nel tempo per uccidere l’Apostolo Paolo.” (Questo è il riassunto del mio primo romanzo, “Transgression”.) La frase vi sarà utile per sempre per vendere il vostro romanzo in dieci secondi. Questo è il quadro generale, che corrisponde al grande triangolo iniziale nell’illustrazione del fiocco di neve.

Quando, più avanti, scriverete la lettera di presentazione del vostro romanzo, questa frase dovrà apparire molto presto. È il “gancio”che venderà il libro al vostro editor, al comitato editoriale, alla forza vendita e alla fine ai lettori. Perciò, scrivetela meglio che potete!

Alcuni suggerimenti per una buona frase:

  • Più è corta e meglio è. Tentate di rimanere sotto alle 15 parole.
  • Per favore, non mettete i nomi dei personaggi! Meglio dire “una trapezista diversamente abile” piuttosto che “Luisa Rossi”
  • Collegate il quadro generale ad una storia personale. Quale personaggio ha più da perdere in questa storia? Ora, ditemi che cosa lui o lei desidera ottenere.
  • Per imparare, leggete i riassunti in una riga nella lista dei bestsellers del New York Times. Scriverli è una forma d’arte.

Passo 2) Prendetevi un’altra ora ed espandete quella frase in un paragrafo completo che descriva l’ambientazione della storia, gli eventi principali e la fine del romanzo. Questa fase corrisponde al secondo stadio del fiocco di neve. A me piace strutturare la storia in “tre disastri ed un finale”. Ogni evento ha bisogno di circa un quarto della storia per essere sviluppato, e il disastro finale occupa l’ultimo quarto. Non so se questa sia la struttura ideale, è solo mio gusto personale.

Se credete nella struttura in tre atti, allora il primo evento corrisponde alla fine del primo atto, il secondo evento è il momento centrale del  secondo atto, e provoca necessariamente il terzo atto che conclude il tutto. Va benissimo che il primo evento sia causato da circostanze esterne, ma secondo me il secondo e il terzo evento devono essere originati dai tentativi del protagonista di “sistemare le cose”. Le cose infatto andranno di male in peggio.

Potrete poi usare questo paragrafo nella vostra proposta editoriale. Idealmente, il vostro paragrafo sarà composto da cinque frasi. Una frase mi darà l’ambientazione e la situazione iniziale. Poi, serve una frase per ciascuno dei tre disastri. Non confondete questo paragrafo con il testo della vostra quarta di copertina. Questo paragrafo contiene l’intera storia, mentre la quarta di copertina dovrebbe riepilogare solo il primo 25% del romanzo.

Passo 3) Quanto sopra offre una visuale d’alta quota della vostra storia. Ora avete bisogno di qualcosa di simile per le linee narrative di ciascuno dei vostri personaggi. I personaggi sono la componente fondamentale di ogni romanzo, e il tempo che investite nella loro progettazione preliminare vi ripagherà dieci volte tanto quando inizierete a scrivere. Per ciascuno dei personaggi principali, dedicate un’ora a scrivere una pagina che comprenda:

  • Il nome del personaggio
  • Una singola frase che riepiloghi la linea narrativa del personaggio
  • La motivazione del personaggio (che cosa vuole in astratto?)
  • L’obiettivo del personaggio (che cosa vuole, in concreto?)
  • Il conflitto del personaggio (che cosa gli impedisce di raggiungere il suo obiettivo?)
  • L’epifania del personaggio (che cosa imparerà, in che modo cambierà)
  • Un riassunto più dettagliato (un paragrafo) della sua linea narrativa.

Una cosa importante: potreste accorgervi di dover riprendere e modificare, in seguito, la frase e/o il paragrafo riassuntivi. Fatelo! Questo è positivo: significa che il vostro personaggio vi sta dicendo qualcosa a proposito della storia. È sempre appropriato, in qualunque momento della fase di progettazione, riprendere e rivedere gli stadi precedenti. In effetti, non è solo positivo: è inevitabile. E va bene così. Se rivedete e correggete in questa fase, vi risparmiate di doverlo fare più tardi, su un voluminoso manoscritto di 400 pagine.

Un’altra cosa da tenere in mente: tutto ciò non deve essere perfetto. Lo scopo di ogni passo della progettazione è quello di farvi avanzare verso il passo successivo. Non perdete lo slancio! Potrete sempre tornare indietro più tardi, quando comprenderete meglio la storia.  E succederà, a meno che siate molto più intelligenti di me.

Passo 4) A questo punto dovreste avere un’idea abbastanza chiara della struttura di massima della vostra storia, e ci avete passato sopra solo un giorno o due. A dir la verità potreste averci già lavorato anche una settimana, ma non importa. Se la storia manca di coerenza,  lo sapete già da ora, meglio che dopo aver investito 500 ore del vostro preziosissimo tempo in una prima stesura che non va da nessuna parte. Quindi ora continuate a far crescere la storia. Prendetevi qualche ora ed espandete ogni frase del vostro riassunto in un paragrafo completo. Tutti i paragrafi, eccetto l’ultimo, devono concludersi con un evento. L’ultimo paragrafo deve raccontare come finisce il libro.  Questa parte è molto divertente e, alla fine dell’esercizio, avrete in mano un scheletro più che decente della vostra storia, in una sola pagina. È buona cosa riuscire a a far stare tutto in una solo pagina con interlinea singola. Ciò che importa è che state sviluppando le idee che andranno nella vostra storia. State espandendo il conflitto. Ora dovreste avere in mano una sinossi adatta a una proposta di pubblicazione, anche se per la proposta esiste un’alternativa anche migliore…

Passo 5) Prendetevi un paio di giorni per scrivere una descrizione di una pagina di ciascuno dei personaggi principali, e di mezza pagina per gli altri personaggi. Queste “sinossi dei personaggi” dovrebbero raccontare la storia dal punto di vista di ogni singolo personaggio. Come al solito, siete liberi di ritornare agli stadi precedenti e fare modifiche, man mano che imparate cose interessanti sui vostri personaggi. Questo è il passaggio che mi piace di più e, negli ultimi tempi, ho inserito le “sinossi dei personaggi” nelle mie proposte di pubblicazione, al posto di una sinossi costruita sulla trama. Gli editor amano le sinossi centrate sui personaggi, perché amano i romanzi costruiti sui personaggi.

Passo 6) A questo punto avete in mano una storia solida con numerose linee narrative, una per ciascuno dei vostri personaggi. Ora prendetevi una settimana ed espandete la sinossi in una pagina della vostra trama in una sinossi in quattro pagine. Fondamentalmente, dovete espandere ancora ogni paragrafo del passo n. 4 fino a quando riempie un’intera pagina. È molto divertente, perché state per comprendere la logica generale della storia e prenderete decisioni strategiche. A questo punto è assolutamente certo che avrete bisogno di riprendere le fasi precedenti e che farete delle modifiche, mano a mano che entrate sempre più in profondità nelle dinamiche della storia e battete il naso in nuove idee.

Passo 7) Ora prendetevi un’altra settimana ed espandete le vostre descrizioni dei personaggi in una serie di  vere e proprie mappe, che descrivano nel dettaglio tutto ciò che c’è da sapere su di loro. Le solite cose: data di nascita, descrizione fisica, storia, motivazioni, obiettivi eccetera. Una cosa è particolarmente importante: come sarà cambiato ogni personaggio, alla fine del romanzo? Questa è un’espansione di ciò che avete elaborato al passo n. 3, e vi insegnerà molto su di loro. Probabilmente riprenderete i passi da 1 a 6, perché i personaggi a questo punto prendono vita e cominciano a diventare petulanti e a far domande sulla storia. Questo va bene, perché la grande narrativa è generata dai personaggi. Prendetevi tutto il tempo che vi serve, per questa fase, perché state solo risparmiando un sacco di tempo per dopo. Quando avrete finito questo procedimento (e ci potrebbe volere anche un mese intero di sforzi costanti per arrivarci) avrete quasi tutto ciò che vi serve per scrivere una proposta editoriale. Se siete un romanziere già pubblicato, allora potete già scrivere la vostra proposta e vendere il vostro romanzo ancora prima di averlo scritto. Se non siete ancora stati pubblicati, allora dovrete prima scrivere il vostro romanzo. Lo so, non è bello ma così è la vita, e la vita degli scrittori è anche peggio.

Passo 8) A questo punto potreste prendervi una pausa in attesa di vendere il libro,  ma a un certo punto dovrete ben cominciare a scrivere sul serio il romanzo. Prima di questo, ci sono un paio di cose che potete fare per rendere meno traumatica la stesura della prima bozza. La prima cosa da fare è prendere la sinossi in quattro pagine e compilare una lista di tutte le scene di cui avrete bisogno per trasformare la storia in un romanzo. E il modo più semplice di farlo è… con un foglio di calcolo (Excel, per capirci, o il corrispondente in Open Office che si chiama Calc, o quello che pare a voi, n.d.t.).

Per qualche ragione, per molti scrittori si tratta di una cosa spaventosa. Oh che orrore. Superatelo. Avere imparato a usare un elaboratore di testi, un foglio di calcolo è più semplice. Dovete creare una lista di scene, e i fogli di calcolo sono stati inventati giusto per creare liste. Se dovete imparare come fare, compratevi un libro. Ce ne sono a migliaia disponibili e uno sarà sicuramente perfetto per voi. Dovreste metterci meno di una giornata ad imparare il minimo indispensabile. Sarà il giorno meglio speso di sempre. Fatelo, e basta.

Create un foglio di calcolo dettagliando le scene che emergono dalla vostra sinossi in quattro pagine. Dedicate una riga ad ogni scena. In una colonna metterete il personaggio PdV (punto di vista). In un’altra colonna (piuttosto larga), scrivete cosa succede. Se vi sentite estrosi, aggiungete altre colonne, per esempio quante pagine vi aspettate di scrivere per quella scena. Un foglio di calcolo è l’ideale, perché così riuscirete a cogliere l’intera linea della narrazione in una sola occhiata, e sarà più semplice spostare le scene per fare ordine.

I miei fogli di calcolo di solito finiscono per avere più di 100 righe, una riga per ogni scena del romanzo. Man mano che sviluppo la storia, ne creo nuove versioni. Tutto ciò è straordinariamente utile per analizzare la storia. Può volerci un’intera settimana per completare un buon foglio di calcolo.  Quando avete finito, potete aggiungere ancora una colonna per i numeri di capitolo e assegnare un capitolo ad ogni scena.

Passo 9) (facoltativo. Io non lo faccio più.)

Tornate al vostro elaboratore di testi e cominciate a scrivere una “descrizione narrativa” della storia. Prendete ogni riga del foglio di calcolo ed espandetela in una descrizione della scena, in più paragrafi. Metteteci ogni bello spunto di dialogo che vi viene in mente, e delineate il conflitto essenziale di ogni scena. Se non c’è conflitto, a questo punto lo scoprirete e allora dovrete aggiungere conflitto o eliminare la scena.

Io scrivevo una o due pagine per capitolo, e cominciavo ogni capitolo in una nuova pagina. Poi stampavo e mettevo il tutto in un raccoglitore a fogli mobili, in modo da poter spostare facilmente i capitoli o rivederli senza pasticciare gli altri. Di solito per questo procedimento impiegavo un intero weekend e il risultato finale era un massiccio documento di cinquanta pagine che rivedevo con la penna rossa mentre scrivevo la prima bozza. Le buone idee che mi venivano quando mi svegliavo al mattino venivano scritte a mano nei margini di questo documento. Questo, comunque, è un modo abbastanza indolore di scrivere la temutissima sinossi dettagliata che tutti gli scrittori odiano. Ma è davvero divertente da sviluppare, se prima avete completato il passo 1 e il passo 8. In questa fase non mostravo mai a nessuno la sinossi, men che meno ad un editor: era solo per me. Mi piaceva pensarci come ad un prototipo di prima stesura. Immaginatevi di completare la prima stesura in una settimana! Certo, ce la potete fare e ne vale la pena. Ma onestamente ora non sento di avere più bisogno di questo passaggio, e non lo faccio più.

Passo 10) A questo punto, sedetevi e cominciate a buttar giù la vera prima bozza del romanzo. Vi stupirete della velocità con la quale il testo vi vola via dalle mani, a questo punto. Ho visto scrittori triplicare di colpo la propria velocità di scrittura, producendo per di più una prima stesura di qualità migliore rispetto a quella di una terza stesura.

Potreste pensare che tutta la creatività sia andata a farsi friggere, a questo punto. Ebbene, no, a meno che non abbiate esagerato con l’analisi mentre elaboravate il vostro Fiocco di Neve. Questa dovrebbe essere la parte divertente, perché ci sono numerosi piccoli problemi logici di cui occuparsi. Come farà Eroe a scendere da quell’albero circondato da alligatori per salvare Eroina che si trova in una barca a remi che ha preso fuoco? Questo è il momento di deciderlo! Ma è divertente, perché voi già sapete che la struttura generale del romanzo funziona. Così potete limitarvi a risolvere solo un numero limitato di problemi, e procedere con la scrittura relativamente in fretta.

Questa fase è incredibilmente emozionante. Ho sentito un sacco di scrittori lamentarsi di quanto sia difficile scrivere la prima bozza. Senza eccezioni, è sempre perché non hanno idea di cosa debba succedere dopo. Santo cielo! La vita è troppo breve per scrivere in questo modo! Non c’è nessun motivo per passare 500 ore a scrivere una prima bozza che non va da nessuna parte, quando ne potete scrivere una solida in 150. Considerando anche il centinaio di ore che vi serve per i documenti di progettazione, ve la caverete molto prima.

Circa a metà della prima bozza, mi prendo una pausa e sistemo le parti che non funzionano più nei documenti di progettazione. Certo, i documenti di progettazione non sono perfetti. Va bene così. I documenti di progettazione non sono scritti nella pietra, sono un insieme in evoluzione che cresce mentre voi sviluppate il vostro romanzo. Se state lavorando bene, alla fine della prima stesura riderete di quel campionario di spazzatura amatoriale che erano i vostri documenti all’inizio. E sarete emozionati dalla profondità che la vostra storia ha raggiunto.

Nel corso degli anni, ho insegnato il Metodo del Fiocco di Neve a centinaia di scrittori. Ho anche lasciato questo articolo a disposizione di tutti nel mio sito per un sacco di tempo e la pagina, ad oggi, è stata visitata più di 2.400.000 volte. Ho avuto riscontri da parecchi scrittori. Alcuni amano il Fiocco di Neve, altri no. La mia posizione è: se funziona per voi, allora usatelo. Se funziona solo in parte, allora usate quella parte. Io scrivo i miei romanzi usando il metodo del Fiocco di Neve. Non fraintendete, si tratta di un bel po’ di lavoro. Per un sacco di tempo l’ho svolto nel modo più difficile, usando Microsoft Word per scrivere il testo e Microsoft Excel  per gestire la lista delle scene. Sfortunatamente, né Word né Excel hanno mai sentito parlare della struttura della narrazione. Alla fine, ho capito che sarebbe stato molto più facile utilizzare il metodo se gli strumenti fossero stati progettati espressamente per la narrativa.

Così un giorno ho creato un software. Volevo qualcosa che rendesse automatici tutti quei passaggi che si potevano automatizzare. Il risultato è un programma commerciale che io chiamo Snowflake Pro.

Il software Snowflake Pro
Il software Snowflake Pro

Mi rende la creazione del Fiocco di Neve incredibilmente più facile, e sta facendo lo stesso per moltissimi altri scrittori. Il software Snowflake Pro rende il metodo del Fiocco di Neve veloce, facile e divertente. Funziona su Mac, Windows e Linux. Al momento è in corso una promozione che vi offre uno sconto del 50% su questo strumento se possedete una copia di Writing Fiction for Dummies. (Questo è il link per acquistare il libro su Amazon.it)

Writing Fiction for Dummies
Writing Fiction for Dummies

Ulteriori notizie su Snowflake Pro le trovate qui.

Come utilizzare il Fiocco di Neve

State faticando proprio in questo momento sulla prima, orribile stesura di un romanzo che sembra senza speranza? Prendetevi un’ora di tempo e riassumete la vostra storia in una frase. Le cose sembrano più chiare? Avete appena completato il primo passo del metodo del Fiocco di Neve, e ci avete messo solo un’ora. Perché non provare anche gli altri passi e vedere se la vostra storia, per caso, non comincia a prendere vita? Che cosa avete da perdere, a parte un’orrenda prima bozza che già odiate?

Siete un pantser e avete finalmente terminato il vostro romanzo, ma proprio ora state guardando un’enorme pila di carta che ha un disperato bisogno di essere riscritta? Coraggio! Il romanzo è terminato, giusto? Avete portato a termine qualcosa che molti scrittori possono solo a sognarsi. Ora immaginate di incontrare in ascensore un pezzo grosso dell’editoria che vi chiede di cosa parla il vostro romanzo. In quindici parole o meno, che cosa rispondereste?

Prendetevi quel tempo! Questo è un gioco duro. Se riuscite a tirar fuori una risposta in un’ora… avete appena completato il primo passo del metodo del Fiocco di Neve! Pensate che qualcuno degli altri Passi possa aiutarvi a mettere ordine nel vostro manoscritto? Dategli una possibilità. Che cosa avete da perdere?

Avete appena ricevuto dal vostro editor una lettera lunga quanto un incubo, che vi elenca in dettaglio tutto quello che non va nel vostro romanzo? Vi state chiedendo come diavolo farete ad apportare tutti i cambiamenti necessari prima della scadenza? Non è mai troppo tardi per applicare il metodo. Cosa ne dite di prendervi una settimana di tempo e farvi tutti i passaggi? Vi servirà meravigliosamente per rendere le cose più comprensibili, e avrete un piano di lavoro per eseguire tutte quelle modifiche. Scommetto che finirete a tempo di record. E scommetto anche che, alla fine, il libro sarà migliore di quel che pensavate.

Se il metodo del Fiocco di Neve funziona per voi, mi farebbe piacere saperlo. Mi potete raggiungere dalla pagina dei contatti nel mio sito (qui, n.d.t.)

Ringraziamenti: Ringrazio i miei molti amici della lista Chi Libris e soprattutto Janelle Schneider, per le numerose discussioni sul Fiocco di Neve e molto altro.

Cordiali saluti,

Randy Ingermanson, Ph.D

Firma di Randy

 

 

Volete sapere di più del metodo del Fiocco di Neve?

Date un’occhiata al mio ultimo best-seller, How to Write a Novel using the Snowflake Method.

How to write a Novel using the Snowflake Method
How to write a Novel using the Snowflake Method

Questo libro è un diverso tipo di strumento didattico. Esso utilizza una storia per MOSTRARE come scrivere un romanzo, piuttosto che DIRE come scrivere un romanzo. Ho usato il metodo del Fiocco di Neve per scriverlo e, alla fine, potete vedere il documento di progettazione che ho elaborato per farlo, esattamente come l’ho scritto.

Se imparate meglio tramite esempi pratici, questo libro potrebbe piacervi. Parla di una giovane donna che sogna da sempre di scrivere un romanzo. I suoi genitori le hanno detto che la scrittura narrativa non era una cosa “pratica” e hanno insistito perché conseguisse una (molto più pratica) laurea. Ma ora che è sposata e i bambini finalmente vanno a scuola, decide di fare qualcosa per sé, per una volta nella vita. Ha intenzione di scrivere quel romanzo e nessuno riuscirà a fermarla… tranne se stessa.

Il libro è disponibile in ebook o cartaceo.

Compera su Amazon (Kindle o cartaceo)
Compera su B & N. (Nook o cartaceo)
Compera su iBookstore di Apple. (IBook)
Compera su Kobo. (Formato epub)
Compera su Smashwords. (Qualsiasi formato elettronico.)

Sull’Autore

Randy Ingermanson è un fisico teorico e il pluripremiato autore di sei romanzi. Ha insegnato in numerose conferenze di scrittura nel corso degli anni e pubblica gratuitamente l’E-zine mensile Advanced Fiction Writing , la più grande rivista elettronica in tutto il mondo sul mestiere di scrivere narrativa, con oltre 32.000 lettori.

Randy Ingermanson
Randy Ingermanson

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How to learn Story Structure… and train your Dragon

15 Aprile 2015 by Serena Lascia un commento

I konw I’m a bit late with this post, but I want to give the news once more: lovely Katie Weiland finally uncovered her secret! She’s given us writers a new invaluable resource to learn art&craft of beautiful, compelling stories. The Story Structure Database is finally online, and I’m sure I’m going to spend a lot of my writer’s time head-down, digging in there to discover the treasure in each story.

How to learn Story Structure in three easy and enjoyable steps:

  • Read a good book about it. I highly recommend Ms. Weiland’s Structuring your Novel or Larry Brooks’ Story Engineering.
  • Read a lot of novels, watch tons of movies.
  • Do your own breakdowns.

I made my submission to Katie’s database, too: as I’m a mom, I mixed my passions (writing and watching cartoons with my son) and made the breakdown of the most touching cartoon ever, Dean Deblois’s How to train your Dragon! Ok, let’s say the truth: It’s me who loves the movie even more than my son does. I love the story and I think I could repeat it by heart.

I’m pleased to announce that my submission has been accepted by Ms. Weiland 😀 !

Credits before we go: How to train your Dragon’s breakdown has already been done, obviously. Mine started to form in my mind after I watched this video on Youtube. My analysis is slightly different from Darius’s, but the main points are more or less the same, because the story structure is quite clear. I recommend to watch Darius’ video, compare and make your own considerations.

Here’s it for you. Please share in the comments your opinion and possibly your personal breakdown.

How to train your Dragon, Movie, by Chris Sanders and Dean DeBlois

How to Train Your Dragon, 2010, poster
How to Train Your Dragon, 2010

Short Summary of Plot:

Hiccup, a hapless young Viking who aspires to hunt dragons, becomes the unlikely friend of a young dragon himself, and learns there may be more to the creatures than he assumed (this is the official movie logline)

Inciting Event (12% mark):

Hiccup finds in the forest the Night Fury he has knocked down, but is not able to kill him. Most important, he realizes he’ll never be able to kill a dragon.

First Plot Point (25% mark):

Hiccup touches Toothless for the first time and their friendship begins: the most touching scene of both HTTYD movies. Hiccup decides he will secretly work to make Toothless fly again.

First Pinch Point (37% mark):

Hiccup is forced by his father Stoik to attend the young Vikings training to slay dragons, which is exactly the last thing he wants to do, at the moment

Midpoint (50% mark)

The first flight of Hiccup and Toothless together: they can fly ONLY together as a whole and have their first crazy ride. A big success for both.

Second Pinch Point (62% mark)

Thanks to all the things he’s learning from Toothless, Hiccup is the best of his class and wins the “honor” to kill a dragon in front of the whole village.

Third Plot Point (75% mark)

The truth blows in the face of Hiccup: in the arena he refuses to kill a dragon, Toothless comes to save him and is thus discovered and captured. The lie is now in front of everybody and Hiccup is disowned by Stoik. As Astrid says in the movie, he’s lost everything: his best friend, his father, his tribe.

Climax (90% mark)

Hiccup makes a plan to free Toothless and save his tribe from the Queen Dragon. He teaches the other young Vikings to ride dragons and they leave Berk together to reach the battle field.

Climactic Moment

Riding Toothless, who has been freed by a very sorry Stoik, Hiccup defeat the Queen Dragon at the risk of their own lives. Big, heroic final battle.

Resolution

The Queen Dragon is killed, the tribe is safe, Stoik recognize the value of his brilliant and brave son, the Vikings learn that dragons are gentle and loyal creatures. Toothless and Hiccup live together happily ever (…maybe…)

*    *     *

What about you? Go watch the movie and tell me about your feelings and your breakdown.

Give also your own advice on how to learn story structure.

Thanks for reading!

Archiviato in:Blog, English

Pianificare un romanzo: la terza regola della scrittura

13 Aprile 2015 by Serena 21 commenti

Mille modi di pianificare un romanzo con Scrivener

Lo sapete come funzionano le «mie» regole, vero? Lo ricordo di nuovo, a beneficio di chi passasse di qua per la prima volta: non sono mie. Sono le regole che un piccolo squadrone di grandi scrittori, intervistato dal Guardian, ha stilato a beneficio degli autori emergenti. Io mi limito a procedere con metodo rigorosamente scientifico: esamino tutte le regole di tutti gli scrittori intervistati ed estraggo solo quelle che si ripetono con forza, assumendo che se più di un professionista ripete, anche in forma diversa, la stessa regola o consiglio, c’è probabilmente una solida ragione.

Solo che questa volta ho barato.
Ero sicura che, tra le varie regole, avrei trovato qualcosa su come e perché pianificare un romanzo.

Così ho setacciato da cima a fondo l’articolo, tutte e due le parti, usando anche la funzione di ricerca di Word. Ho inserito «outline»: risultato, zero. Ho riprovato con «structure»: zero, di nuovo. Ho tentato allora con «plan» e, scartando una regola di Margaret Atwood che ci ricorda che gli scrittori non hanno un piano pensionistico (no, non è un argomento secondario: ci scriverò su un post!), ecco i due soli risultati ottenuti:

Rose Tremain
5 When an idea comes, spend silent time with it. Remember Keats’s idea of Negative Capability and Kipling’s advice to “drift, wait and obey”. Along with your gathering of hard data, allow yourself also to dream your idea into being.

(Quando vi viene un’idea, cercate di trascorrere del tempo in silenzio con essa. Tenete a mente il concetto di «Capacità Negativa»* di Keats e il consiglio di Kipling di «lasciar andare alla deriva, attendere e infine obbedire».** Mentre raccogliete i vostri dati, concedetevi anche di sognare la realizzazione della vostra idea.)

6 In the planning stage of a book, don’t plan the ending. It has to be earned by all that will go before it.
(Nella fase di pianificazione di un libro, non pianificate anche la conclusione. Deve essere ottenuta estraendola da ciò che viene prima.)

7 Respect the way characters may change once they’ve got 50 pages of life in them. Revisit your plan at this stage and see whether certain things have to be altered to take account of these changes.
(Rispettate il modo in cui i vostri personaggi potrebbero cambiare quando hanno almeno cinquanta pagine di vita. Rivedete la vostra pianificazione, a questo punto, e verificate se alcune cose devono essere modificate per tener conto di questi cambiamenti.)

Sarah Waters
4 Writing fiction is not “self-­expression” or “therapy”. Novels are for readers, and writing them means the crafty, patient, selfless construction of effects. I think of my novels as being something like fairground rides: my job is to strap the reader into their car at the start of chapter one, then trundle and whizz them through scenes and surprises, on a carefully planned route, and at a finely engineered pace.

(Scrivere narrativa non è né un modo di esprimere se stessi, né una terapia. I romanzi sono per i lettori, e scriverli comporta la paziente, abile, disinteressata costruzione di risultati. Io penso ai miei romanzi come a qualcosa di simile alle giostre di un Luna Park: il mio lavoro consiste nell’agganciare il lettore al suo sedile all’inizio del capitolo uno, quindi farlo rotolare e sfrecciare attraverso scene e sorprese, su un percorso attentamente pianificato, ad un ritmo progettato fin nei minimi passaggi.)

Dunque solo due autori su una trentina di intervistati hanno parlato di pianificazione, e neanche in modo diretto. A rigor di logica, dovremmo concludere che «pianifica», anzi, «Pianifica!», come lo scriverei io, non è una regola, ma solo la fissazione principale di chi scrive.
In realtà la spiegazione è un’altra, secondo me: che la regola di pianificare prima di partire in quarta con la scrittura è talmente importante che non è nemmeno necessario riperterla. È scontata.

E allora ho barato, e la terza regola l’ho inserita io di prepotenza: perché secondo me, che lo si dica o no, prima di scrivere bisogna pianificare. A livello (quasi) maniacale.

C’è ancora in giro qualcuno che crede che si debba scrivere solo quando si ha l’ispirazione? Io credo di no. Forse qualche fangirl tredicenne che, giustamente trascinata dal proprio risveglio ormonale, scrive una fanfiction sugli One Direction: là sì che è tutta ispirazione. Tutti gli altri, autori affermati, emergenti e vie di mezzo, sanno che la scrittura richiede un minimo di disciplina, e che la disciplina necessaria è direttamente proporzionale al livello di risultati che si desidera ottenere. E che, per riuscire a scrivere anche senza il dono divino dell’ispirazione, è necessario sapere, anche in maniera sommaria, dove si sta andando a parare.

Pantsers e Planners

Nelle chiacchiere tra scrittori si fa a questo punto l’esempio di Stephen King, portabandiera suo malgrado di tutti i pantsers***, che partirebbe in quarta con la scrittura forte solo di un’idea, nata di solito da un sogno o da un incubo; gli outliners o planners***, allora, rispondono citando Robert Ludlum, che cominciava a scrivere solo dopo aver creato sinossi monumentali e dettagliatissime. Volete fidarvi di una divoratrice di blog di scrittura, articoli, riviste, interviste e chi più ne ha più ne metta? Gli scrittori professionisti o semi-professionisti dicono quasi tutti che, partendo senza pianificazione, spesso hanno dovuto fermarsi e ricominciare da capo, dopo avere sbattuto via una considerevole quantità di tempo ed energie in una storia che non andava da nessuna parte. La scrittura è appiccicosa, dice Giulio Mozzi, nel primo video di una bella ed utile serie creata per l’Iprase di Trento. Non vale la pena lavorare su qualcosa che è solo su un’idea, credendo di avere una storia. Il concetto è, di nuovo, quello di evitare un doloroso ed inopportuno spreco di tempo.

Quelli che... pianificare un romanzo è tutto
Quelli che… pianificare  è tutto

Mentre abbiamo numerosi esempi di pantsers che si sono poi convertiti alla pianificazione, non ho notizie del contrario. Ho notizie, invece, che un’eccesso di pianificazione possa paralizzare, questo sì. Lo stesso Randy Ingermanson, il celebre autore e creatore dello Snowflake Method – quindi di un metodo molto strutturato, finalizzato alla creazione di una sinossi operativa – raccomanda che ciascuno trovi il sistema che funziona per se stessi; una schematizzazione troppo rigida può impedire l’insorgere della parte più bella dello scrivere, secondo me, quello stato che viene chiamato «the zone» o «the flow», una specie di beatitudine di questa terra. Chi l’ha provato sa di che parlo: credo sia come la totale immersone dei bambini nel gioco, la serenità del meditante, la concentrazione del pittore, del fotografo, dello scrittore per l’appunto. Essere lì, e basta, dentro a ciò che si sta creando. Nel caso peggiore, troppa pianificazione può paralizzare.

La mia esperienza personale è simile a quella della maggioranza: solo una volta ho scritto senza pianificare, e si trattava di un racconto, 3.850 parole in tutto. Una scena scritta tutta d’un fiato perché conoscevo con precisione millimetrica il mio punto d’atterraggio. In tutti gli altri casi, ho lavorato su traccia. Per il mio lavoro più consistente, 120.000 parole per 40 capitoli, sono partita in quarta, ma mi sono dovuta fermare attorno al sesto capitolo per redigere una sinossi. In seguito, per scrivere i capitoli, prendevo un pezzo di sinossi, lo incollavo in cima al foglio di Word e da lì cominciavo a lavorare.
La storia che per ora chiamo “Cristallo”, il mio lavoro in corso, era morta e sepolta per mio disgusto personale. Non funzionava, non funzionava e basta. Ma evidentemente è una storia che ho bisogno di raccontare, perché non mi dava pace. L’ho salvata – almeno per me, poi spero piaccia anche a chi la leggerà – lasciandola dormire per un po’ e poi scrivendone la sinossi operativa. Definendo i personaggi. Ragionando sul conflitto principale, o meglio, sulla (tragica) mancanza, nella prima versione, di un conflitto sufficiente a sostenere la narrazione. Ho applicato alla lettera il metodo di Ingermanson. Struttura e pianificazione sono le medicine che hanno rianimato “Cristallo”. Perché, comunque vada, io quella storia ho bisogno di finirla, e adesso mi sento in grado di farlo.

Come e perché pianificare un romanzo

Come si fa a pianificare? È un discorso così importante, nella parte pratica, che si meriterà qualche post dedicato solo a quello *appare il cartello COMING SOON*. Poi ognuno di noi ha un suo metodo, suppongo, ma per chi desidera – nel frattempo – confrontarsi con un po’ di teoria, io avrei qualche suggerimento.

Il numero uno in assoluto secondo me è Randy Ingermanson, che ho già ricordato, con il suo Snowflake Method.

Il metodo del fiocco di neve per pianificare un romanco

Lo citano ovunque, anche a spanne e malamente, purtroppo: recentemente ho letto un articolo (italiano) secondo il quale con il suo metodo si programma un romanzo in meno di una settimana. Niente di più falso, si tratta di più tempo e anche di tanto duro lavoro, ma ne vale la pena. Se leggete l’inglese, questa è la pagina originale nella quale si spiega lo Snowflake Method. Di Ingermanson ci sono anche, sempre in inglese, Writing Fiction for Dummies e How to write a novel using the Snowflake Method, ottimi approfondimenti, ma l’essenziale sul metodo lo trovate nel sito di Randy: è disponibile gratuitamente nonostante l’altissimo valore intrinseco, e questo spiega perché AdvancedFictionWriting.com  abbia qualcosa come un migliaio di visitatori al giorno.

Edit del 21/4/2015: stufa di leggere versioni approssimative (per essere gentile) del Metodo, ho chiesto il permesso a Randy Ingermanson e ho tradotto integralmente il suo articolo. Trovate la traduzione qui e anche qui.

Subito dopo Randy, in uno stile più discorsivo e amichevole ma altrettanto utile, suggerisco l’ottimo Outlining your Novel di K.M. Weiland, che è pubblicato assieme ad un manuale pratico, e della stessa autrice Structuring your Novel, focalizzato sulla struttura – un’altra delle mie fissazioni.
Se, purtroppo, avete cominciato a scrivere senza pianificare, siete impastati e non riuscite ad andare avanti in nessun modo, il libro che fa per voi è Nail your Novel di Roz Morris, molto concreto, estremamente pratico, utile non solo per creare un romanzo da zero ma anche per partire al salvataggio di romanzi moribondi.
Li ho letti tutti? Certo che sì!

Pianificare un romanzo con Scrivener

Non posso non concludere con il mio amatissimo Scrivener, software per scrittori nato apposta per chi desidera pianificare un romanzo (ma utilissimo all’occorrenza anche a chi odia pianificare). Seguite il link, scaricate la demo gratutita per trenta giorni di utilizzo effettivo, e verificate personalmente quanto è semplice organizzare le parti di un romanzo, per esempio sulla lavagna virtuale.

Io sono in debito con Salvatore di un template, quello che ho creato io stessa per mio uso personale. Non gliel’ho mandato subito perché era un filino troppo carico, in quanto io sono nata pignola e morirò con un DOC diagnosticato. Troppa roba. Lo sto  “ripulendo” e ci sto scrivendo su un articolino che, a dio piacendo, leggerete sul blog verso la fine di aprile, con tanto di tutorial.

Concludo insinuando che secondo me anche the King pianifica, e che a mio parere son tutte balle che scriva così a crudo, perfino lui 😛 Posso credere, al massimo, che abbia talmente interiorizzato le strutture narrative e un metodo di lavoro, tanto da non avere più necessità di mettere tutto nero su bianco.

E voi, che metodo utilizzate? Avete letto qualcuno dei manuali che ho citato? E raccontatemi anche, se ce l’avete, qualche aneddoto interessante su come lavorano i grandi scrittori, che quelli non bastano mai (né gli aneddoti, né i grandi scrittori).

Note

* La «Capacità Negativa» di Keats consiste, in soldoni, nella capacità di accettare una vita senza certezze. Questo breve articolo mi sembra la spieghi in modo interessante. Se no, googlatela che vien fuori subito.

** La citazione completa di Kipling suona così:  When your Daemon is in charge, do not try to think consciously. Drift, wait, and obey  (Something of Myself for My Friends Known and Unknown, ch. 8, 1937.)

***I pantsers sono gli improvvisatori, quelli che scrivono on the seat of their pants; gli outliners, o planners, sono quelli che programmano tutto, come me. Qui una definizione articolata, e anche i badge.

****Gli altri articoli della serie sulle regole della scrittura li trovate qui, qui e qui.

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Boomster Award 2015: la passione di leggere e scrivere

6 Aprile 2015 by Serena 16 commenti

Guerriera premio Boomster 2015 di Grazia Gironella
Bello il mio premio, vero?

Con grande emozione vi annuncio il mio primo premio da blogger! Grazia Gironella di Scrivere è Vivere mi ha citata nel suo Boomster Award 2015, premio nuovo di zecca da lei creato fondendo Boomstick e Liebster, e quasi non ci credevo, ho dovuto leggere due volte, tanto mi sento colpevole per il poco tempo che riesco a dedicare a questo figlio disgraziato di un blog. Insomma, la mia vita è tutta un senso di colpa. Coooomunque: mi prendo il premio, ringrazio la Grazia, che secondo me è una persona proprio tanto tanto carina: leggo i suoi commenti in giro per la blogosfera e lei è la più positiva e la più gentile di tutti. Non la conosco bene ma mi son fatta un’idea, e così a spanne credo che percorriamo strade simili, ognuna coi suoi piedi e le sue peculiarità, ovviamente. Ma ora, bando alle ciance: poiché sono certa che sbaglierò qualcosa in quello che Grazia stessa ha definito un guazzabuglio di regole, per prima cosa mi attribuisco il Bitch, please Award, così chiudiamo la pratica.

Bitch Please Award Grazia Gironella Serena Bianca De Matteis
Come sto con gli occhiali?

Ok. Ora veniamo alla parte più carina, quella dove devo nominare altri nove blogger! In realtà sarebbero dieci, ma la Grazia ne ha nominati nove, e poi tanto ormai ho il BitchPleaseAward, quindi… Ecco i miei nominati!

  • Daniele Imperi di Pennablu.it . Il premio glielo devo perché, grazie ad una fortunata combinazione astrale, riesco a seguirlo con regolarità, adoro il suo modo scorbutico di scrivere 😛  e mi piacciono le domande che fa alla fine dei suoi post. Così lui è praticamente la mia connessione quotidiana alla blogosfera, e leggendo i commenti ai suoi post riesco anche a tenermi informata su quello che dicono e pensano gli altri blogger. Come dissi già altrove, dovrei pagargli una royalty per tutte le idee che mi fa venire.
  • Renato Mite, Sam Bruno, Lisa Agosti, Monia di CalamoScrittorio, Salvatore Anfuso: i miei primissimi contatti nella blogosfera! Sì, perché questo è un blog ancora bambino e cerca amici, ed è felice di trovarli, anche solo per tirare quattro calci a un pallone. Tutti loro sono blogger e scrittori che vorrei seguire molto di più. Ho in programma un tuffo rinfrescante nei loro testi per il mese di agosto quando, a dio piacendo, avrò il tempo di seguire il filo di pensieri e letture a mio gusto e passandoci anche la notte su, se lo desidero. N.B: Qui dovrei reinserire la Grazia, ma mica possiamo fare il ping pong, giusto?
  • Antonella Mecenero, alias Tenar. Di lei ho letto la bio e qualche intervento in giro, so che è appassionata di Sherlock Holmes e che ama moltissimo il suo lavoro, che è scrittura – e ha a che fare con la scrittura – in mille modi diversi. Secono me è una davvero tosta, e la devo ringraziare perché una sua frase sulla grammatica del narrare mi è rimasta particolarmente impressa. La sto riciclando qua e là, sempre coi dovuti crediti, e questo premio è un ulteriore modo di ringraziare :). E poi ho scoperto che è anche una fanwriter! Onore a lei 😀
  • Katie Weiland e Joanna Penn. Dubito che passeranno mai da queste parti a leggermi, ma i loro blog alla fine sono quelli che seguo da più tempo e più volentieri, e ringraziarle con un link e una breve presentazione mi sembra davvero il minimo. E poi mi fa piacere consigliarvele, perché sono sicura che nei loro siti troverete qualcosa che vi può essere utile. Entrambe, a casa loro, offrono con grande generosità ottimi contenuti: la signora Weiland sulla scrittura, Joanna sul self publishing. Ci tengo a dire che Joanna Penn è autrice sia di fiction che di non-fiction, e sa bene quali sono i problemi che gli autori incontrano sia in un genere che nell’altro. Scrivono in inglese, ma questa è solo un’altra buona ragione per darvi da fare e imparare l’inglese, finalmente, giusto? 😛

Sono nove, punto uno: fatto *mette segno di spunta*.

Ora la parte più difficile di tutte *impallidisce di paura*. Il premio prevede che io risponda a questa domanda qui:

Se dalla vostra vita sparisse la passione principale, che sia la scrittura o altro, cosa acquisterebbe spazio? In altre parole, qual è la vostra passione in seconda?

Ok, sono nella cacca. Non so cosa rispondere. Ci sono tantissime cose che mi piace fare, ma nessuna di queste mi riempie come la scrittura, la lettura, la condivisione di storie. Mi piace fare il pane, cucire e lavorare all’uncinetto,

Serena Bianca de Matteis Se proprio non posso leggere o scrivere
Se proprio non posso leggere o scrivere

leggere, scrivere e guardare film.

L’HAI DETTO ANCORA! NON VALE! NON PUOI PARLARE DI LETTURA E SCRITTURA!

E gli audiolibri? Gli audiolibri valgono?

NO-NE! SEMPRE DI LETTURA SI TRATTA!

E allora non so cosa dire. Non lo so davvero. Sono cresciuta in una casa che aveva, ed ha ancora, più libri che centimetri quadri percorribili. Ne ho creata un’altra, con il mio compagno, molto simile, con più centimetri percorribili perché adesso ci sono gli ereader. Una volta mi sono chiesta che cosa rende la vita degna di essere vissuta anche in condizioni estreme, e mi sono risposta “la possibilità di leggere”. Vedete come sono messa?

Forse se non avessi scrittura e lettura mi dedicherei con più serietà alla mia anima. Non scherzo, davvero. A volte penso che tra me e l’illuminazione stia, oltre a tutto il resto, anche un’enorme catasta di libri.

E voi? Sappiate che, essendo stati nominati, vi tocca rispondere alla domanda qui sopra. E io non vedo l’ora di leggervi, davvero. Però, anche voi che passate di qui per caso: lasciatemi due parole. Ditemi, tutti quanti: che cosa fareste se non poteste leggere e scrivere?

Felice Pasqua dell’Angelo, a tutti 🙂

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La seconda regola della scrittura: leggere, leggere, leggere

23 Marzo 2015 by Serena 19 commenti

leggere molto e scrivere molto
Ommioddio, davvero?

PD James

Read widely and with discrimination. Bad writing is contagious.

(Leggete molto e con discernimento. La cattiva scrittura è contagiosa)

Michael Moorcock

  1. My first rule was given to me by TH White, author of The Sword in the Stone and other Arthurian fantasies and was: Read. Read everything you can lay hands on. I always advise people who want to write a fantasy or science fiction or romance to stop reading everything in those genres and start reading everything else from Bunyan to Byatt.

(La mia prima regola mi è stata data da T.H. White, autore di “La spada nella roccia e altre fantasie arturiane”, ed era: Leggi. Leggi qualsiasi cosa su cui riesci a mettere le mani. Io consiglio sempre alle persone che vogliono scrivere fantasy o fantascienza o storie d’amore di non leggere più nulla di quei generi e cominciare a leggere qualsiasi altra cosa da Bunyan a Byatt)

Ian Rankin

Read lots.

(Leggete un sacco)

Will Self

  1. Stop reading fiction – it’s all lies anyway, and it doesn’t have anything to tell you that you don’t know already (assuming, that is, you’ve read a great deal of fiction in the past; if you haven’t you have no business whatsoever being a writer of fiction).

(Smettete di leggere romanzi – in ogni caso sono tutte bugie e non hanno niente da dirvi che già non sappiate – dando per scontato, cioè, che abbiate letto un sacco di romanzi in passato; se non l’avete fatto, non c’è niente da fare, non sarete mai uno scrittore di romanzi)

Zadie Smith

  1. When still a child, make sure you read a lot of books. Spend more time doing this than anything else.

Quando siete ancora bambini, assicuratevi di leggere un sacco di libri. Passate un sacco di tempo a fare questo prima che qualunque altra cosa)

Sarah Waters

  1. Read like mad. But try to do it analytically – which can be hard, because the better and more compelling a novel is, the less conscious you will be of its devices. It’s worth trying to figure those devices out, however: they might come in useful in your own work.

(Leggete come pazzi. Ma cercate di farlo in modo analitico, il che può essere difficile perché più bello e più irresistibile è un romanzo, meno vi accorgerete del lavoro che ci sta sotto. Vale la pena di provare a identificare le tecniche, comunque: possono tornarvi utili quando siete voi a scrivere (…)  )

Bisogna leggere? Beh, facile. Lo pensavamo tutti, ma se ce lo dicono i professionisti ci piace, siamo ancora più convinti. Continuando l’esame delle regole proposte dagli scrittori del Guardian in questo bellissimo post, dopo la necessità di scrivere con regolarità emerge quella di leggere. Come pazzi.

Scrivere da lettori

C’è una spiegazione semplice e logica: la scrittura è comunicazione. Possiamo paragonarla

[Leggi di più…] infoLa seconda regola della scrittura: leggere, leggere, leggere

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La prima regola della scrittura: scrivere, scrivere, scrivere

16 Marzo 2015 by Serena 27 commenti

Scrivere come Snoopy scrivere tutti i giorni
Giù la testa e picchia sui tasti

Questo post, apparso per la prima volta su Parole nel Cassetto, è la mia risposta estesa ad un bell’articolo di Lisa Agosti che potete leggere qui. Secondo me la prima regola della scrittura non è “rompi le regole”: mi trovo molto vicina alla posizione di Tenar, che dice

Io credo che la scrittura abbia regole frangibili, che possano, a volte debbano essere infrante. Questo non vuol dire che non ci siano delle regole. La narratologia studia la grammatica interna del narrare, che esiste. Per essere bravi scrittori va conosciuta e applicata. Gli scrittori bravissimi, poi, possono anche infrangere le regole, ma consapevolmente, sapendo cosa vanno a fare. Insomma, si può diventare cubisti, ma non ci si improvvisa e una buona accademia d’arte non ha mai fatto male a nessuno.

Non “aspirare” a scrivere

E poi, prima ancora di questo, per essere scrittori bisogna scrivere. Lapalissiano, no? Mica tanto. Io, per esempio, penso a me stessa come ad una scrittrice ma ultimamente, tra lavoro-figli-casa-famiglia-famigliaestesa-famigliafelina-impegniextra non riesco a buttare giù una riga che sia una. Per esempio, per scrivere questo articolo che ora pubblico con un click ci ho messo

[Leggi di più…] infoLa prima regola della scrittura: scrivere, scrivere, scrivere

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