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Serena Bianca De Matteis

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Writing Life

La seconda regola della scrittura: leggere, leggere, leggere

23 Marzo 2015 by Serena 19 commenti

leggere molto e scrivere molto
Ommioddio, davvero?

PD James

Read widely and with discrimination. Bad writing is contagious.

(Leggete molto e con discernimento. La cattiva scrittura è contagiosa)

Michael Moorcock

  1. My first rule was given to me by TH White, author of The Sword in the Stone and other Arthurian fantasies and was: Read. Read everything you can lay hands on. I always advise people who want to write a fantasy or science fiction or romance to stop reading everything in those genres and start reading everything else from Bunyan to Byatt.

(La mia prima regola mi è stata data da T.H. White, autore di “La spada nella roccia e altre fantasie arturiane”, ed era: Leggi. Leggi qualsiasi cosa su cui riesci a mettere le mani. Io consiglio sempre alle persone che vogliono scrivere fantasy o fantascienza o storie d’amore di non leggere più nulla di quei generi e cominciare a leggere qualsiasi altra cosa da Bunyan a Byatt)

Ian Rankin

Read lots.

(Leggete un sacco)

Will Self

  1. Stop reading fiction – it’s all lies anyway, and it doesn’t have anything to tell you that you don’t know already (assuming, that is, you’ve read a great deal of fiction in the past; if you haven’t you have no business whatsoever being a writer of fiction).

(Smettete di leggere romanzi – in ogni caso sono tutte bugie e non hanno niente da dirvi che già non sappiate – dando per scontato, cioè, che abbiate letto un sacco di romanzi in passato; se non l’avete fatto, non c’è niente da fare, non sarete mai uno scrittore di romanzi)

Zadie Smith

  1. When still a child, make sure you read a lot of books. Spend more time doing this than anything else.

Quando siete ancora bambini, assicuratevi di leggere un sacco di libri. Passate un sacco di tempo a fare questo prima che qualunque altra cosa)

Sarah Waters

  1. Read like mad. But try to do it analytically – which can be hard, because the better and more compelling a novel is, the less conscious you will be of its devices. It’s worth trying to figure those devices out, however: they might come in useful in your own work.

(Leggete come pazzi. Ma cercate di farlo in modo analitico, il che può essere difficile perché più bello e più irresistibile è un romanzo, meno vi accorgerete del lavoro che ci sta sotto. Vale la pena di provare a identificare le tecniche, comunque: possono tornarvi utili quando siete voi a scrivere (…)  )

Bisogna leggere? Beh, facile. Lo pensavamo tutti, ma se ce lo dicono i professionisti ci piace, siamo ancora più convinti. Continuando l’esame delle regole proposte dagli scrittori del Guardian in questo bellissimo post, dopo la necessità di scrivere con regolarità emerge quella di leggere. Come pazzi.

Scrivere da lettori

C’è una spiegazione semplice e logica: la scrittura è comunicazione. Possiamo paragonarla

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La prima regola della scrittura: scrivere, scrivere, scrivere

16 Marzo 2015 by Serena 27 commenti

Scrivere come Snoopy scrivere tutti i giorni
Giù la testa e picchia sui tasti

Questo post, apparso per la prima volta su Parole nel Cassetto, è la mia risposta estesa ad un bell’articolo di Lisa Agosti che potete leggere qui. Secondo me la prima regola della scrittura non è “rompi le regole”: mi trovo molto vicina alla posizione di Tenar, che dice

Io credo che la scrittura abbia regole frangibili, che possano, a volte debbano essere infrante. Questo non vuol dire che non ci siano delle regole. La narratologia studia la grammatica interna del narrare, che esiste. Per essere bravi scrittori va conosciuta e applicata. Gli scrittori bravissimi, poi, possono anche infrangere le regole, ma consapevolmente, sapendo cosa vanno a fare. Insomma, si può diventare cubisti, ma non ci si improvvisa e una buona accademia d’arte non ha mai fatto male a nessuno.

Non “aspirare” a scrivere

E poi, prima ancora di questo, per essere scrittori bisogna scrivere. Lapalissiano, no? Mica tanto. Io, per esempio, penso a me stessa come ad una scrittrice ma ultimamente, tra lavoro-figli-casa-famiglia-famigliaestesa-famigliafelina-impegniextra non riesco a buttare giù una riga che sia una. Per esempio, per scrivere questo articolo che ora pubblico con un click ci ho messo

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Le regole della scrittura – Introduzione

11 Febbraio 2015 by Serena 11 commenti

Le regole della scrittura di Geronimo Stilton
Le regole della scrittura di Geronimo Stilton

Tempo fa avevo cominciato per un altro blog, Parole nel Cassetto, una serie di post ispirati da un articolo del Guardian. Quella serie è poi morta o quanto meno è agonizzante, temo – assieme al progetto che l’aveva originata. Poi però sono inciampata nel solito Daniele, cui dovrei probabilmente pagare una royalty perché i suoi post mi fanno quasi sempre venir voglia di picchiare sulla tastiera. Simpatico effetto valanga: il suo post era a sua volta provocato da un articolo pubblicato su Goodreads da Renato Mite.

Il concetto di base è il seguente:

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Le mie tre parole del 2015

6 Gennaio 2015 by Serena 7 commenti

Io nei buoni propositi ci credo.

Credo fermamente nella necessità di avere le idee chiare e di dire a se stessi che cosa si desidera fare del proprio preziosissimo tempo. Così, accolgo più che volentieri l’ennesima – graditissima – provocazione di Daniele Imperi di Pennablu.it, che in questo post, ispirato da Chris Brogan, ci chiede le nostre tre parole per il 2015.
Qualche anno fa sono inciampata felicemente nel GTD di David Allen, e quello è il metodo che utilizzo per gestire praticamente TUTTA la mia vita; grazie a quel sistema, che consiglio a tutti almeno di provare, i miei buoni propositi si scrivono da soli di anno in anno. Ma sono convinta che anche Chris Brogan abbia ragione, perché le parole hanno magia quando sono così dense, quando con una sola sei costretto a dire tutto. E chi non ha bisogno di un po’ di magia in ogni giornata?

Così, continuerò a rivedere i miei obiettivi periodicamente alle varie quote,

GTD: le quote della visione
Le “quote” delle differenti visioni del GTD

a inserire ogni idea in Evernote, a taggare e finalizzare e pianificare tutto, e credetemi che è liberatorio, anche se lì per lì suona terrificante; però queste tre parole me le scrivo su dei post-it e le lascio in giro per le mie due case – l’appartamento e l’auto, dove passo una bella fetta della mia giornata lavorativa. Me le scrivo sulle Sticky Notes del PC personale. Me le ripeterò ogni sera, prima di andare a dormire.
Eccole qua.

I miei buoni propositi 2015

Condividi.

È l’anno della pubblicazione. Non ho ancora deciso cosa fare con la mia “Cristallo”, ma qualcuno la leggerà, anche solo su un archivio online. Ho già condiviso parecchio sul web, a dire il vero, ma lo facevo con un nickname; poi nel 2014 questo libro ha fatto scattare qualcosa nella mia testa (no, beh, l’ultimo capitolo no), e posso dire senza sembrare pomposa che mi ha cambiato la vita? Forse è solo arrivato alla fine di un processo, al momento giusto, ma i fatti sono questi: che io sono finalmente riuscita a sputare le parole, strozzate da tempo in gola, Sono una scrittrice. Lo sono perché scrivo ogni giorno, perché scrivere fa parte di me come il colore degli occhi e mi è necessario come lavare i denti la sera prima di andare a dormire. Sono una scrittrice. “Cristallo” andrà a cercare fortuna nel mondo con il mio nome e cognome scritti sopra, e non credo ci possa essere condivisione più profonda di quella delle parole di un libro.

Poi c’è il Laboratorio di Scrittura e Lettura, che proseguirà anche nel 2015, e altre attività messe in cantiere assieme all’Associazione Amici della Biblioteca. La sfida vera sarà trovare il tempo per tutto, ma avrò la possibilità di condividere il mio amore per le storie e quindi: cosa posso volere di più?

Equilibrio.

In tutto: nell’investimento emotivo, nella gestione del tempo, nella pianificazione quotidiana delle priorità. Stanotte mi sono persa dietro a link, storie, persone, manuali di scrittura, social, report sull’editoria e non ricordo che altro. Sono andata a letto alle quattro di mattina. Devo aggiungere altro?

Gioia.

Nella versione inglese delle mie tre parole ho scritto Enjoy, che significa “divertiti”, ma contiene la parola joy, gioia. Enjoy è una parola perfetta. In italiano però preferisco usare gioia, perché divertimento mi suggerisce la voglia di farsi portare via. Di-vertere. Io non voglio andare via, voglio stare qui e fare quello che faccio già, godendone ogni minuto. Le case editrici sono in crisi, sono stronze, non si filano gli esordienti, il self-publishing diventa difficile, ci sono più scrittori che lettori eccetera eccetera e ultimamente sui blog che seguo (sì, lo so che devo inserire un blogroll) è tutto un parlare dei nuovi problemi degli autori emergenti. Mi interessa ma anche no: scrivo perché mi dà gioia, provo gioia (anche) perché scrivo. Voglio continuare così.

Io la mia gatta nera, Maus
Animali da scrittura – 1

Felice 2015 a tutti, dal profondo del cuore,

e grazie ancora a Daniele per ciò che nasce dai suoi post.

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Come vivo la revisione di un testo: Cristallo

1 Gennaio 2015 by Serena 5 commenti

È il primo gennaio 2015. Primo. Gennaio. 2015. È arrivato il momento. Adesso posso, ed è perfetto.

Siedo in una casa silenziosa per fortunata coincidenza, davanti alla tastiera, e ho il permesso di me stessa. Apro il file di Scrivener. Ultimo salvataggio: 30 novembre 2014, ore 21.32. Un mese intero lontana.

Cerco di ricreare il percorso, leggo, connetto i puntini. La revisione di un testo è anche questo.

Varco la soglia.

Ecco Anna, mi viene subito incontro. La riconosco, ma mi rendo anche conto che in questo mese è cambiata. O forse sono solo io che la vedo meglio? Ma è sempre lei, solo più bella con le sue ferite, il piercing al naso, quel modo di inclinare la testa quando ti studia. Non ha mai smesso di parlarmi, anzi, sembrava che a causa del veto facesse di tutto per provocarmi: ha chiacchierato quasi ininterrottamente. Soprattutto quando non le potevo rispondere.

Dovrà accontentarsi di un’attenzione parziale, oggi. Non è il suo turno, devo occuparmi prima del suo mondo: ma anche questo, lo faccio per lei.

Non dovrei nemmeno essere qui a scrivere questo post, lei e la sua storia sono la mia priorità e hanno la precedenza anche sul blog. I minuti sono sempre troppo pochi. Ma come faccio a non condividere questa felicità?

PC pronto per la revisione di un testo
Dove scrivo. Fuori si vedono gli alberi.

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Tre domande interessanti per un Lettore & Scrittore impenitente

10 Dicembre 2014 by Serena 6 commenti

Come si suol dire, la necessità aguzza l’ingegno. Non mi è mai passato per l’anticamera del cervello di cominciare un podcast ma, visto che l’Universo congiura per impedirmi di fermarmi a bloggare, bloggo in movimento ;-). Ecco qui il risultato: la mia audio-risposta a tre provocazioni di Daniele Imperi, di pennablu.it

  • Il romanzo che mi ha fatto amare i libri
  • I miei errori più grandi nella scrittura creativa
  • Perché dovrei leggerti

Ecco qua.

https://serenabiancadematteis.com/wp-content/uploads/2014/12/WS650046.wma
Da dove registro i podcast: l'auto con cui viaggio per lavoro
Il mio studio di registrazione podcast

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