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Serena Bianca De Matteis

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Crea la prima bozza del tuo romanzo

19 Ottobre 2018 by Serena 2 commenti

Creare una scaletta elementare del romanzo
Creare una bozza di base del romanzo

Oggi creiamo una panoramica di base della nostra storia per farcene un’idea.

Non tutti sono fan della struttura. Alcuni la trovano soffocante, altri temono che seguire una struttura farà sì che i loro romanzi suonino stereotipati.

Questo semplice processo in tre punti fornisce un contesto di base per mantenere organizzata la vostra storia, senza renderla prevedibile o farvi impazzire per inserire a tutti i costi determinate scene.

Per alcuni scrittori, questo è tutto ciò che serve per poter cominciare a scrivere e non ci sarà bisogno di creare grandi punti di svolta fino a quando non ci arrivate. Altri avranno bisogno di approfondire la bozza prima di immergersi nel libro, ma discuteremo nel dettaglio ogni punto di svolta [turning point, n.d.t.] nel corso delle prossime settimane.

Punto Uno: scoprire un problema o un bisogno

Non importa che storia stiate cercando di raccontare, comincia sempre con uno o più personaggi che scoprono che c’è un problema o che hanno bisogno di qualcosa o entrambe le cose. Questo è il cuore del libro – risolvere questo problema o soddisfare questo bisogno.

Può accadere con un solo protagonista in prima persona, può essere il prologo di un evento che ha provocato il problema, può essere un assassinio, uno scivolamento delle placche tettoniche – qualsiasi cosa. È il momento in cui succede qualcosa che he fa sorgere l’intero problema o bisogno della storia. Se questo evento non si verificasse, non esisterebbe la storia.

Questo succede all’inizio. Decidete voi dove, e come si adatta alle altre scene. Decidete anche che altro serve all’inizio e cosa devono sapere e vedere i lettori per far partire la storia nel modo in cui volete voi. Una volta che avete piazzato il problema o bisogno in un modo che vi soddisfa, procedete verso…

Punto Due: vari tentativi (e fallimenti) di risolvere quel problema o soddisfare quel bisogno

Questa parte costituisce la massa critica della storia, dove i vostri personaggi lavorano per risolvere il problema o soddisfare il bisogno, e falliscono diverse volte. Il livello di tentativi e fallimenti cambierà a seconda del tipo di storia, perché ad esempio un thriller ha stile e aspettative diverse da un romance.

Sottotrame  e diverse linee di narrazione si intrecceranno in questa sezione. Qui mostreremo la crescita del personaggio (se è prevista), creeremo e risolveremo misteri, metteremo nei guai personaggi importanti e meno importanti, costruiremo tensione, causeremo sofferenza, faremo ridere e toccheremo corde emotive. In breve, scriveremo questa benedetta storia in tutte le sue meravigliose sfaccettature.

Quanto inserire in questa sezione dipende da voi. Come si svolge dipende da voi, a quali tormenti emotivi volete sottoporre i personaggi dipende da voi. L’unico punto fermo cui attenersi è che il senso del Punto Due è condurre la storia al Punto Tre. Ad un certo punto, tutto questo provare e fare e fallire darà i suoi frutti e la storia arriverà alla fine. Il che ci conduce al…

Punto Tre: Soluzione del problema o soddisfazione del bisogno in modo significativo.

Le storie hanno bisogno di una conclusione. A un certo punto, il problema viene risolto e il bisogno soddisfatto. Questo non significa che ci debba essere un lieto fine, perché la soluzione potrebbe non essere di benefici per il protagonista, o il bisogno potrebbe rimanere vivo (anche se di solito non avviene).

Lieto o triste che sia, il finale dovrebbe essere significativo. E cioè, dovrebbe avere senso e soddisfare il lettore. Ci dovrebbe essere una buona ragione per la creazione di quel problema e lo sforzo che si è fatto per risolverlo, e una ricompensa per il lettore che ha speso X ore del suo tempo per leggere la storia. Forse la soluzione è chiara, forse è vaga o ambigua, magari pone le basi per una storia più ampia. Ma in qualche modo, conclude.

Sta a voi decidere in cosa consiste un finale soddisfacente (sta anche al lettore, ma questo non ricade sotto il vostro controllo). Ciò che volete dire con questo finale è vostra scelta. Dipende da voi con quali emozioni e pensieri volete lasciare i vostri lettori quando finiscono il libro.

Esercizio: riassumete le tre parti fondamentali del vostro romanzo.

Le storie hanno un inizio, una parte centrale e un finale. Tre punti che costituiscono un racconto e offrono  qualcosa a un lettore. Come si dispiega la vostra storia?

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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Scrivi il trafiletto promozionale del tuo libro

18 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

Scrivi la fascetta del tuo romanzo
Scrivi la fascetta del tuo romanzo

 

Nota del traduttore: qui Janice usa la parola “blurb” che Wikipedia inglese definisce così:

A blurb is a short promotional piece accompanying a creative work. It may be written by the author or publisher or quote praise from others. Blurbs were originally printed on the back or rear dust-jacket of a book, and are now found on home video cases, web portals, and news websites. A blurb may introduce a newspaper or magazine feature story.

In italiano lo possiamo intendere come un trafiletto promozionale, ma trattandosi di libri può essere anche la fascetta pubblicitaria, e così spesso viene tradotto il termine. Nel mondo anglosasone, è un breve articolo promozionale che accompagna un lavoro creativo. Può essere scritto dall’autore o dall’editore, e può citare lodi – fatte da altri – all’opera. Se qualcuno ha in mente la singola parola perfetta per questo concetto, me lo scriva nei commenti, ogni suggerimento è ben accetto! Ma ora torniamo alla traduzione.

___________

Quello che faremo oggi, in pratica, è scrivere un trafiletto promozionale da proporre a un editore (ma niente paura!). Questo trafiletto riassuntivo è uno strumento molto utile per assicurarvi di avere tutto ciò che vi serve per scrivere il vostro romanzo.

Trasformare la riga di riassunto in un trafiletto promozionale

Ieri abbiamo sviluppato un riassunto in una frase del vostro romanzo. Ora andremo a sviluppare quella riga in un trafiletto, tipo la bozza della proposta a un editore, per dare corpo agli elementi principali della trama. Qui andrete ad eliminare ogni affermazione vaga e sceglierete dettagli precisi per illustrare l’idea del vostro romanzo.

Questo trafiletto è per voi, non per un agente o editor, quindi non deve essere troppo rifinito o ben scritto. Deve solo contenere le informazioni che vi aiuteranno a scrivere il romanzo.

Cos’è un trafiletto promozionale

Un buon trafiletto promozionale cattura gli elementi principali dell’idea in un modo che vi permette di costruire più facilmente il romanzo. Introduce il protagonista e gli altri personaggi importante per la trama, presenta o suggerisce l’antagonista, mostra l’ambientazione del romanzo e in cosa consiste il conflitto principale.

Esploriamo insieme questi elementi e vediamo come catturare l’essenza di ciò che conta per trama e storia. Dopo gli esercizi precedenti, dovreste poter rispondere con facilità a queste domande (il che è proprio la ragione per la quale abbiamo fatto tutto questo lavoro).

Di cosa si parla nel romanzo?

Qui si descrive il protagonista. Può essere una sola persona o un gruppo, se è un cast numeroso. Dice qualcosa di lui, qualcosa che è interessante ai fini del romanzo. Questo dettaglio è probabilmente la ragione per la quale lo avete scelto come protagonista.

Qual è il problema che deve essere risolto?

Qui si descrive il conflitto centrale. Su cosa è il libro. Nella maggior parte dei romanzi, sarà un problema esterno. I romanzi letterari spesso usano una crescita interna del personaggio invece che un conflitto esterno. Prendetevi un po’ di tempo per pensare a questo:

  1. Qual è quella singola cosa che deve essere risolta, perché se no non avete una storia?
  2. Se il protagonista ha un arco del personaggio, in che modo deve crescere in questa storia? Qual è il suo difetto fatale?

Dove si svolge il romanzo?

Qui si descrive l’ambientazione. Si dà un senso del luogo che spesso mostra dei conflitti inerenti, o problemi nell’ambiente, o mostra dove si svolge la vita del protagonista.

Da cosa è scatenato il problema del romanzo?

Qui viene descritto l’incidente scatenante e ciò che costringe il protagonista a incamminarsi verso il conflitto principale del romanzo.

Perché è importante?

Qui si descrive la posta in gioco. Si spiega cosa succederà se il protagonista fallisce, e ciò che lo motiva ad agire.

Come finisce il romanzo?

Qui è descritta la soluzione del conflitto, e spesso si tratta dell’ostacolo più grande che blocca la strada al protagonista. Superare l’ostacolo costituisce una vittoria per il protagonista.

Queste informazioni si combinano tra loro per creare il trafiletto promozionale e catturano gli elementi critici del romanzo.

Esercizio: scrivi il tuo trafiletto promozionale

Può trattarsi di informazioni di base o contenere già la voce, lo stile del romanzo. A volte è utile fare questo esercizio per avere la sensazione di come può “suonare” un personaggio, o quale potrebbe essere il tono del romanzo.

Se avete problemi a creare il trafiletto, provate il modello che segue. Siete liberi di muovere le parti nel modo che più si adatta al vostro romanzo. Il modello è solo una guida per aiutarvi a pensare, non qualcosa che dovete seguire esattamente. Potete anche tagliarne alcune parti, se vi sembra che non funzionino.

[Nome del protagonista] è [dire qualcosa su di lui] che [perché è nel posto giusto affinché succeda qualcosa]. Egli [cosa fa per arrivare all’incidente scatenante] dove [accade l’incidente scatenante]. Egli [reagisce a quanto è successo] e si ritrova [in che modo l’incidente scatenante ha ridotto la vita del protagonista a un gran pasticcio]. Per [soluzione del problema] egli deve [la cosa che deve essere fatta perché il protagonista vinca la sfida] prima che [reazione dell’antagonista]. Se non lo fa, [quali sono le terribili conseguenze e cosa ha da perdere il protagonista].

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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Riassumere l’idea in una riga

17 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

Riassumere l'idea in una riga
Riassumere l’idea in una riga

Oggi chiariremo al massimo la nostra idea, così da sapere esattamente su cosa stiamo scrivendo.

Racconta la tua storia in una riga

Il riassunto in una riga [spesso detto “logline”, n.d.t.] è una descrizione in una singola frase, che sintetizza la tua idea in modo da catturare gli elementi chiave che servono per trasformarla in un romanzo.

In questa fase, non sentitevi di dover creare una riga perfetta pronta per la proposta editoriale. Non è per agenti o editor, è per voi. Lo scopo è definire gli elementi chiave di storia e trama così da potere poi sviluppare il tutto in un intero romanzo.

Che cos’è il “riassunto in un riga”

Ha diversi nomi. Gancio, logline, [the through line], la riga di premessa, la proposta. A seconda del contesto, ciascuna definizione cambia leggermente di significato, ma di base vogliono dire tutte la stessa cosa – la singola frase che riassume il romanzo.

Un buon riassunto in una riga trasmette chiaramente il senso di ciò che racconterà il romanzo. Spesso contiene ciò che vi ha emozionato quando vi è venuta l’idea, ma è molto più che una semplice scintilla di ispirazione. Cattura il conflitto e l’essenza del romanzo in modo da permettervi di costruirci su una trama.

Perché il riassunto in una riga è importante:

Durante la stesura della prima bozza, questa riga vi ricorderà qual è l’argomento del romanzo e cosa avrai bisogno di sviluppare o spiegare nel libro. Più tardi, questa riga si potrebbe sviluppare nel “pitch” per agenti e editori, ed essere la risposta alla domanda che gli scrittori si sentono porre in continuazione: di cosa parla il tuo libro?

Se non sai da che parte cominciare, prova questo modello:

[Il protagonista] + [Ciò che conta nella storia] + [Il colpo di scena o il “gancio”]

 

Il protagonista:

La persona le cui azioni si raccontano nel romanzo.

Ciò che conta nella storia:

Di solito questo è il conflitto o l’arco del personaggio, ma potrebbe includere una situazion in cui si trova il personaggio o un dettaglio su di lui, o anche la posta in gioco. Probabilmente è la ragione per la quale avete deciso di scrivere il libro.

Il colpo di scena o il “gancio”:

Qui abbiamo ciò che è decisivo per il tema della storia. La complicazione, la posta in gioco, il conflitto, l’obiettivo, o le parti che portano il romanzo e lo elevano alla status di “Ohhh, questo sì che è figo!”

Per esempio:

Un tranquillo impiegato di banca scopre un’antica maschera magica che scatena i suoi desideri più profondi e gli conferisce capacità sovrumane di agire su di loro. (The Mask)

Non abbiate paura di mescolare l’ordine delle parti e di cambiarlo, se questo funziona meglio per la vostra idea.

Esercizio: riassumete il vostro romanzo in una riga

A questo punto dovreste avere un’idea abbastanza buona del contenuto del romanzo, qual è il conflitto centrale, chi sono i personaggi principali – sia protagonista che antagonista, quali sono i loro obiettivi, qual è la posta in gioco, l’ambientazione, il tema e il gancio. Alcuni dettagli potrebbero essere ancora da definire, ma le fondamenta del romanzo ci sono.

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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Qual è la posta in gioco?

16 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

Trova la posta in gioco
Trova la posta in gioco

Oggi consideriamo le ragioni per le quali i nostri personaggi si stanno impegnando tanto a risolvere il problema principale del romanzo, ossia: qual è la posta in gioco.

Scopri la tua posta in gioco

La posta in gioco corrisponde ai fattori motivanti per gli obiettivi del personaggio, la ragione che egli ha di superare tutti quei conflitti proprio in quel momento, invece che quando gli capita. La posta in gioco è ciò che perde se non ci riesce. La posta in gioco è cattiva. La posta in gioco può uccidere. Più alta la posta in gioco, più tensione viene creata e più avvincente è la trama. La posta in gioco è il “devi farcela, altrimenti…”

Ci sono vari livelli di “posta in gioco”, comunque, e ciò che afferra i lettori e li tiene sul bordo della sedia non sempre è ciò che ci aspettiamo noi. La sorte del mondo sembra la più alta posta in gioco possibile, ma i lettori sanno che il mondo non finirà veramente, quindi non è una minaccia credibile. La morte del protagonista è una posta in gioco altrettanto alta, ma ancora, ben pochi protagonisti muoiono sul serio.

Qual è la posta in gioco personale?

La posta in gioco personale è ciò che il protagonista non vuole che accada perché lo ferirà in modo personale. Perderà il lavoro, il serial killer ucciderà il suo bambino, o una certa azione andrà contro tutto ciò in cui egli crede. La posta in gioco conduce il romanzo e fa sì che i lettori si interessino al risultato finale della lotta tanto quanto il protagonista. Sono conseguenze che possono accadere e rendere la vita del protagonista peggiore, il suo lavoro più duro, o costringerlo a sacrificarsi e fare difficili scelte personali. E accadono davvero.

Sono anche ciò che impedisce al protagonista di scappare quando le circostanze si fanno difficili. Le conseguenze che gli impediscono di dire “Sì, è vero, non voglio che lo stregone cattivo conquisti la città e la riduca in schiavitù, ma se me ne vado adesso sarò parecchio lontano quando succederà e non dovrò morire o avere a che fare con questo casino”. E’ molto meglio se non può scappare perché una persona amata è prigioniera dello stregone cattivo e se scappa quella persona morirà.

Anche i rischi personali sono cose che possono accadere e accadranno. Fanno avanzare il romanzo e sono vere conseguenze di cui i lettori si possono preoccupare. I lettori sanno che il protagonista fermerà il serial killer alla fine, sebbene quel serial killer possa uccidere la moglie del protagonista o suo figlio prima di essere catturato.

Perché la posta in gioco è importante?

I rischi personali sono molto più avvincenti che grandi tragedie senza volto. E’ la ragione per cui una famiglia che muore in un incidente d’auto la Vigilia di Natale ci colpisce più di milioni di persone che muoiono di una terribile malattia ogni anno. Trovate una risposta valida all’importantissima domanda: perché il lettore dovrebbe interessarsi di questa persona e del suo problema?

A un certo momento nel romanzo (di solito nella seconda metà) spesso il protagonista deve sacrificare qualcosa per avere quello che desidera. E’ frequente vedere che la posta in gioco cambia e si trasforma in una del genere “salvare il mondo” a causa di questo sacrificio, così che possiate avere sia quella personale che quella più ampia. Un sacrificio personale serve un bene più grande, e i problemi generati dal bene più grande permettono al protagonista di ottenere qualcosa a cui egli dà il massimo valore.

Qual è la posta in gioco per la trama?

La posta in gioco riferita alla trama consiste nelle conseguenze che importano nel mondo, in senso esteso. Le conseguenze più grandi che trainano la trama e che si verificheranno se il protagonista non riuscirà a fare ciò che il conflitto principale gli richiede di fare. Se la principessa non ferma il mago cattivo, la sua terra sarà ridotta in schiavitù. Sono fatti più grandi e orribili e, anche se il protagonista cerca di impedirli ci sono possibilità che non ce la faccia.

Perché la posta in gioco è importante per la trama:

Perché fornisce uno scopo più grande nel quale sviluppare un romanzo. Dà un significato più grande agli obiettivi personali dimostrando come un sacrificio personale potrebbe essere di giovamento a tutti. Permettono ai personaggi di essere nobili (o egoisti) nella loro società. La posta in gioco della trama spesso parla ai lettori su più livelli perché funziona con il quadro generale.

Esplora le possibili poste in gioco e decidi se sono abbastanza importanti o abbastanza personali per il tuo protagonista, abbastanza da portare avanti un romanzo.

  1. Se il protagonista rinunciasse alla battaglia e se ne andasse, cosa cambierebbe?
  2. Se tu mettessi al posto del protagonista il secondo personaggio più importante, cosa cambierebbe?
  3. Che cosa perderebbe il protagonista se fuggisse dai suoi problemi?
  4. Quale sacrificio dovrà compiere il protagonista perché i fatti riprendano a muoversi nel modo che egli desidera?

Esercizio: descrivi le tue “poste in gioco”.

Che cosa ci guadagna il protagonista, che cosa ha da perdere, e quali sono le conseguenze se fallisce il suo compito?

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

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Scoprire i conflitti interni dei personaggi

15 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

 

Scoprire i conflitti interni
Scoprire i conflitti interni

 

I conflitti interni sono i  problemi che il protagonista affronta ad un livello mentale o emozionale. Sono le battaglie interiori che richiedono sacrifici emozionali e scelte pesanti che sfidano una convinzione personale. I conflitti interni rendono più complicate le scelte esterne, così come aiutano a creare l’arco del personaggio.

Il conflitto interno è, molto spesso, una difficoltà personale che riguarda l’autostima del protagonista o le sue convinzioni, in qualche modo. Questo è il conflitto che permetterà al personaggio di crescere ovunque ne abbia bisogno, nel romanzo. Nelle storie guidate dal personaggio, è qui che sta il cuore del romanzo.

Per esempio:

  • Una ragazza deve approfittare di un ragazzo innamorato di lei per sopravvivere in uno scontro mortale trasmesso in televisione (The Hunger Games)
  • Uno hobbit terrorizzato deve lasciare casa sua e scoprire il suo eroe interiore per distruggere un anello magico (Il Signore degli Anelli)
  • Una ragazza con un potere che deve tenere segreto è costretta a usarlo per trovare e salvare la sorella scomparsa (The Shifter)

Perché i conflitti interni sono importanti?

I conflitti interni guidano la crescita del personaggio e il suo arco, dando al protagonista qualcosa di personale per cui combattere. Inoltre danno una mano a creare imprevedibilità nel protagonista. Se questi fa sempre la cosa giusta – cosa che gli eroi fanno spesso – allora non c’è alcun dubbio sul modo in cui reagirà davanti a una situazione difficile. Ma se le convinzioni del protagonista entrano in conflitto con “la cosa giusta” da fare, allora le sue azioni diventano meno scontate. Un protagonista che è stato oppresso tutta la vita, la rischierà per salvare il figlio del suo oppressore?

Il giorno 8 ci siamo occupati di creare l’arco del personaggio, e i conflitti interni sono fattori chiave per creare un cambiamento interiore. Se la tua storia ha un arco del personaggio forte, avrai bisogno di un forte conflitto interno per supportarlo.

Esplora i conflitti principali che guidano i tuoi personaggi e il tuo romanzo:

  1. Quali sono nel libro i conflitti interni? Elenca 5 possibili circostanze in cui i tuoi personaggi possono sentirsi combattuti.
  2. In quale modo le convinzioni del protagonista potrebbero ostacolarlo nel raggiungimento dei suoi obiettivi? Elenca cinque modi in cui i suoi obiettivi personali potrebbero entrare in conflitto con i suoi obiettivi di trama.
  3. I conflitti interni fanno parte di un arco del personaggio? In che modo?

Esercizio: riassumi  i conflitti interni.

Non tutte le storie avranno un arco del personaggio, ma spesso vedrai tipi diversi di conflitto interno. Descrivi i problemi che renderanno più  complicato al protagonista, emozionalmente o mentalmente, risolvere le sfide del romanzo, e perché sono importanti per la storia da un punto di vista più ampio.

Ciò che fa funzionare così bene insieme conflitti interni ed esterni è il modo in cui trascinano il protagonista in direzioni diverse. Il conflitto interno conduce la crescita del personaggio, o lo strato emozionale, mentre il conflitto esterno fa avanzare la trama. In altre parole, il conflitto esterno decide la trama e crea gli obiettivi, mentre il conflitto interno rende quei conflitti ancora più difficili da risolvere e intanto impartiscono  al protagonista una lezione importante.

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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Scopri i conflitti esterni del romanzo

14 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

conflitti esterni romanzo
Scoprire i conflitti esterni del romanzo

Ci sono due tipi di conflitti che ogni protagonista dovrà affrontare nel corso del romanzo – esterno e interno (il conflitto nella trama e il conflitto del personaggio). Questi due conflitti lavoreranno insieme (di solito lavorando l’uno contro l’altro, ironicamente) per costruire il romanzo. Abbiamo cominciato a ragionare sul conflitto il giorno 6, e ora è il momento di dare corpo e consistenza a quei conflitti. Oggi ci occuperemo dei conflitti esterni e domani di quelli interni.

Scopri il tuo conflitto esterno

Il conflitto è il cuore di ogni romanzo. A dire il vero anche di più, è il cuore di ogni scena. E’ frequente per le persone sentire la parola “conflitto” e associarvi immediatamente una lite, una lotta, ma il conflitto non è sempre violento né dovrebbe esserlo. Il conflitto sono semplicemente due cose in opposizione.

“Non posso andare a quella riunione, ho un conflitto!”

Di certo non è una questione di vita o di morte, anche se potrebbe esserlo in determinate circostanze. Ma questo “conflitto” obbliga la persona a fare una scelta [cancellare una delle due riunioni, n.d.t.]. Ecco che cosa è così grandioso (e utile in fase di costruzione della trama) nei conflitti:

I conflitti obbligano le persone a scegliere. E scegliere le costringe ad agire.

I conflitti sono ciò che sta tra il protagonista e la sua meta. Gli ostacoli e le sfide che devono essere superate per avere quello che vuole. Un conflitto può essere una persona, una situazione o una lotta personale – praticamente qualsiasi cosa che impedisca al protagonista di conseguire il suo obiettivo o fare quello che deve essere fatto.

Per esempio:

  • una ragazza deve sopravvivere a una battaglia mortale trasmessa in televisione (The Hunger Games)
  • un hobbit deve distruggere un anello magico per tenerlo lontano dalle mani di un malvagio signore della guerra (Il Signore degli Anelli)
  • Una ragazza devo trovare e salvare dai cattivi la sorella scomparsa (The Shifter)

Ma i conflitti non devono essere per forza aggressivi o pericolosi. I conflitti tranquilli sono ottimi per romanzi centrati sul personaggio dove la focalizzazione è più interna che esterna.

Per esempio:

  • La mamma vuole fare un sonnellino dopo una giornata lunghissima; i bambini vogliono giocare a Monopoli con lei.

Ciò che la mamma vuole è in conflitto con ciò che vogliono i bambini. Questo non diventerà letteralmente una lotta, e non ci sono cattivi; solo due parti che vogliono cose diverse e sono pronte ad agire per avere quello che vogliono.

E questa è la chiave per problemi non violenti. Bisogni diversi. Perché volere qualcosa non è la stessa cosa che fare qualcosa di violento per ottenerla.

Qual è il tuo conflitto centrale?

Il conflitto centrale è il problema definitivo che il libro sta tentando di risolvere. Scatena la serie di ostacoli che il protagonista deve affrontare lungo la storia. Scoprire questo problema è l’inizio del romanzo, e risolvere il conflitto è la fine del romanzo. Nei romanzi condotti dalla trama, è qui che sta il focus della storia.

Abbiamo già svolto un po’ di lavoro per decidere che tipo di conflitto ha la nostra storia, cosa la fa avanzare e chi sono protagonista e antagonista, così dovresti avere un’idea concreta di quale sia il conflitto centrale (ecco perché abbiamo aspettato fino ad ora per mettere a fuoco questo aspetto critico della storia).

Esercizio: riassumi il tuo conflitto centrale e perché è un problema per il tuo protagonista.

Questo sarà il cuore della tua trama. Ti guiderà quando deciderai che tipo di problemi il tuo protagonista affronterà nel libro, e ti ricorderà il tema della storia (se ti blocchi durante la stesura)

Quali sono i conflitti esterni?

Il conflitto centrale comunque non è l’unico nella tua storia. Avrai altri conflitti esterni che saranno gli ostacoli sulla strada del protagonista, e richiederanno scelte e azioni da compiere e da risolvere. Sono i problemi esterni lungo il percorso dei bisogni e desideri del protagonista. I conflitti esterni servono a creare la trama.

Perché i conflitti esterni sono importanti?

I conflitti esterni danno al protagonista qualcosa da fare. Forniscono ostacoli e obiettivi che il protagonista deve superare o raggiungere per avere quello che vuole e salvare la giornata. Lo fanno muovere, lo rendono intraprendente e lo costringono in situazioni dove deve fare quelle scelte, così avvincenti per i lettori, che fanno avanzare la trama.

Ecco alcune domande da porsi per individuare i possibili conflitti esterni:

  1. Elenca cinque possibile conflitti, che probabilmente includeranno i vari passi necessari a risolvere il conflitto centrale.
  2. In che modo essi impediranno al protagonista di raggiungere ciò che vuole? Spiega come e perché.
  3. Quali sono altri possibili conflitti nella tua idea?
  4. Quali personaggi potrebbero scontrarsi fra loro?
  5. Quali conflitti più ampi potrebbero verificarsi nell’universo che hai creato o nella tua ambientazione?

Esercizio: riassumi i tuoi conflitti esterni e dì in che modo possono adattarsi alla storia.

Questa è un’ottima occasione per pensare a come si svolgerà la tua trama, che sottotrame potresti avere, e dove potrebbero verificarsi problemi nella tua storia.

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

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