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Serena Bianca De Matteis

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L’Isola delle Correnti di Manuela Curioni

20 Ottobre 2015 by Serena 2 commenti

Intanto chiedo scusa se alcuni di voi riceveranno una doppia segnalazione, è uno dei “contro” di avere più di un blog! E poi scusatemi anche per essermi ridotta all’ultimo minuto, ma magari sono ancora in tempo.

Domani sera, mercoledì 21 ottobre , presento la scrittrice Manuela Curioni e il suo nuovo libro “L’Isola delle Correnti”.

L’appuntamento è alle ore 21 presso la Sala delle Battaglie del Castello Mediceo di Melegnano.

Manuela, che ho il piacere di conoscere da molti anni, ha la passione dei viaggi, uno stile raffinato e una penna abile, perché ha illustrato personalmente il libro con i suoi disegni in chiaroscuro. Se amate la scrittura e i viaggi in tutte le loro forme, non potete perdervi l’evento.
Vi segnalo anche alle 19 la presentazione del Graphic Novel “Chilometri Zero” di Paolo Castaldi,  che sarà seguita da un buffet offerto dal G.A.S. di Melegnano. Insomma, se vi organizzate vi beccate due presentazioni e un buffet di roba buona!
Scherzi a parte… Spero di vedervi numerosi! Se qualcuno della mia blogfamiglia vuole partecipare, me lo faccia sapere che così ci diamo un appuntamento.

Ci vediamo domani!

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L’Isola delle Correnti domani sera a Melegnano

20 Ottobre 2015 by Serena Lascia un commento

 Chiedo scusa per la segnalazione dell’ultimo minuto, ma magari sono ancora in tempo: domani sera, mercoledì 21 ottobre , presento la scrittrice Manuela Curioni e il suo nuovo libro “L’Isola delle Correnti”.

L’appuntamento è alle ore 21 presso la Sala delle Battaglie del Castello Mediceo di Melegnano.

Manuela, che ho il piacere di conoscere da molti anni, ha la passione dei viaggi, uno stile raffinato e una penna abile, perché ha illustrato personalmente il libro con i suoi disegni in chiaroscuro. Se amate la scrittura e i viaggi in tutte le loro forme, non potete perdervi l’evento.
Vi segnalo anche alle 19 la presentazione del Graphic Novel “Chilometri Zero” di Paolo Castaldi,  che sarà seguita da un buffet offerto dal G.A.S. di Melegnano. Insomma, se vi organizzate vi beccate due presentazioni e un buffet di roba buona!
Scherzi a parte… Spero di vedervi numerosi!

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1. Cominciare per tempo

7 Ottobre 2015 by Serena 15 commenti

Voi perché scrivete?
Io per puro piacere (o bisogno) personale. L’ho sempre fatto, e da quando mi hanno regalato il primo diario segreto la scrittura è diventata quasi quotidiana. In seguito è stata tante cose, per esempio un modo di dare e ricevere sostegno (in qualche blog che ho tenuto in passato) ma anche puro divertimento, quando ho scritto il mio primissimo pezzo di narrativa. Era una fanfiction, un racconto che, inserendo un evento chiave, stravolgeva completamente il finale di una serie YA molto celebre.
Credo di non essere l’unica: tutti, qua attorno, scriviamo per piacere. Tutti tendiamo a scrivere quello che ci va in quel momento senza porci altri problemi. Ultimo tra tutti, quello della promozione. Non è una cosa immediata e intuitiva:un autore «medio», non necessariamente un principiante, penserà per prima cosa a finire il libro, non a come promuoverlo.
Non mi ha fatto molto piacere quando ho scoperto il consiglio numero uno degli autori di successo al loro se stesso degli inizi. Anche se, pensandoci, è ovvio. Lapalissiano, addirittura.

Cominciare per tempo la promozione.

Prima di scrivere il libro, pensate a come intendete promuoverlo. Mollate quello che state facendo e scrivete prima il vostro piano marketing!
Cominciate a costruire il vostro pubblico almeno sei mesi prima di pubblicare.
Procuratevi delle recensioni prima di pubblicare.
Cominciate la promozione in anticipo.

Noioso? Americano? Troppo commerciale?
Può essere. Ad un estremo abbiamo l’autore che decide consapevolmente in che genere o nicchia andare a scrivere in base al guadagno che ne può ricavare. All’altro estremo abbiamo l’autore – soprattutto dilettante – che, come me, scrive quello che gli va e punto. Probabilmente per chi vuole essere letto la giusta via sta nel mezzo.

La scelta di terminare il libro e poi pensare alla promozione comunque non è vincente, stando alle considerazioni di chi ha avuto successo. Il problema è che la promozione di un libro richiede molto tempo, perché si fonda su elementi che non si creano dall’oggi al domani: un brand, una piattaforma online, un lancio.

  • Il brand, o detto all’italiana il “marchio”, si ha quando un certo nome genera un desiderio che provoca delle vendite. O, nel nostro caso, delle letture: a me basterebbero già quelle. Lo spiega molto bene Kristen Lamb nel suo articolo The Secret to a Powerful Author Brand . Avete un marchio quando  a) il vostro nome come autore è conosciuto da un numero sufficiente di persone e b) suscita delle emozioni positive.
  • La piattaforma online, della quale abbiamo già parlato qui, consiste in pratica nella vostra presenza in rete. Se vogliamo ridurla a tre elementi essenziali, essi sono: un sito web, i social media, una lista email. Per un autore che pensa alla pubblicazione indipendente la piattaforma è necessaria: se non c’è, non si esiste. Punto. Negli ultimi anni, la piattaforma si è resa indispensabile anche per gli autori pubblicati tradizionalmente. I margini risicati delle case editrici non permettono più delle campagne di marleting sufficienti a far emergere un libro in un mercato superaffollato.
  • Il lancio è una serie di azioni promozionali programmate, che hanno l’obiettivo di attrarre l’attenzione di molti potenziali lettori su un certo libro in un dato momento, per garantire una base minima di accoglienza. Nessun libro dovrebbe mai essere uno sparo nel buio, pena l’insuccesso e l’oblio nel mare magnum della rete. L’avere qualche recensione pronta prima che il libro sia pubblicato rientra nel tema del lancio; per procurarsele ci si deve muovere per tempo, soprattutto se le si desidera oneste – e io personalmente lo do per scontato – e approfondite.

Che cosa è un piano marketing?

Il piano marketing è semplicemente questo: un elenco d’azioni inserite in un calendario, finalizzate alla costruzione di marchio, piattaforma e lancio. Quando si dovrebbe incominciare a pensarci? C’è chi dice sei mesi prima, chi addirittura un anno prima. Una sola cosa è certa: che non si fa in cinque minuti e richiede lavoro. Un lavoro che solo l’autore è in grado di fare.
Se leggete questo articolo e non avete ancora terminato il vostro libro siete fortunati: potete incominciare da subito a stendere un piano marketing e a metterlo in pratica.
Ma come si elabora un piano marketing? Lo vedremo, con qualche idea pratica, nel prossimo articolo. In questa sede non importa tanto cosa fare, quanto assimilare il concetto che:

Il successo raramente è casuale. Anzi, non lo è quasi mai.

Questo articolo fa parte della serie “81 consigli di Marketing Editoriale che funzionano” che ho introdotto e spiegato nel mio articolo del 30 settembre. Se desiderate consultare le fonti che cito e sapere in che modo ho elaborato gli argomenti, leggete il post introduttivo, dove trovate tutti i link.

E voi? Avete mai pensato seriamente alla promozione del vostro libro? Quando avete cominciato?

Archiviato in:Blog, Marketing, Per chi scrive, Self Publishing Contrassegnato con: Autore2.0, Marketing Editoriale

Alle sei della sera

5 Ottobre 2015 by Serena 14 commenti

– Me lo racconti ancora?
– Ancora? Sei sicuro?
– Sisì, ancora.
Una volta era “ancoLa”. Poi col tempo è diventato “ancoRa”, con buona pace delle maestre e dei gruppi consonantici instabili. Una cosa non è cambiata: tra le mie storie, questa è quella di maggior successo. Ha un pubblico fedelissimo che non ne ha mai abbastanza, la ripeto anche tre quattro volte al mese.
– Dunque, quella mattina io e papà ci siamo alzati prestissimo, tipo alle cinque, perché io dovevo andare in clinica a fare degli esami. Mi ha accompagnato e poi è andato a lavorare, io sono rimasta lì ad aspettare che mi facessero tutti questi esami. Poi mi è venuta una fame, ma una fame e tu ridi così ho telefonato alla nonna e le ho detto mina per favore quando vieni mi porti un panino al prosciutto?
– Non mi piace il prosciutto. Non potevi prendere pane e Nutella?
– …
– E la nonna te l’ha portato, il panino?
– Certo che sì. Mi ha portato un panino enorme con un sacco di prosciutto e anche un succo di frutta e una merendina.
La nonna corre sempre quando qualcuno ha bisogno di lei. Treno, auto, aereo, a piedi, piccola e secca e magra con le sue borse sottobraccio, il passo più svelto del mio. Se l’amore si misurasse a chilometri, la nonna potrebbe fare il giro del mondo e pure all’altezza dell’equatore, dove il mondo è più largo. Anche tre volte, secondo me.
– Poi ti è venuta la febbre e hai telefonato a papà.
– Sì. Gli ho telefonato al lavoro e gli ho detto guarda che nasce, lo fanno nascere, corri.
– E lui è arrivato subito?
– Un paio di… No, non subito.
“Dove cazzo sei? Guarda che nasce!”
Sto arrivando, mi dice, serafico. Non perde mai la sua calma olimpica e io delle volte lo strangolerei. Altre volte, invece, penso che qualcuno lassù ci ha visto lungo. Di fianco a una che sclera, si terrorizza, parte in quarta, accelera e poi frena di colpo, ci vuole uno che quando gli dicono che sta per nascere suo figlio fa due telefonate, finisce una pratica e poi, calmo calmo, attraversa Milano per le strade secondarie. E arriva puntuale e fresco come una rosa.
– E tu avevi voglia di vedermi?
Se avevo voglia di vederti, mi chiedi. Più che altro avevo voglia di riavere indietro i miei polmoni. Avevo una pancia che faceva provincia e tu coi piedini mi schiacciavi il diaframma e mi impedivi di respirare.
Vederti.
Vederti.
Ti ho aspettato quindici anni, giorno più, giorno meno, e ho perso il conto dei muri che ho buttato giù a testate, per vederti.
Per vederti.
– E poi la dottoressa ti ha tirato fuori e ha detto ” Oh mio Dio quanto è bello” e io volevo vederti, ma mi hanno detto aspetti un secondo che è ancora attaccato. E dopo ti ho visto e tu hai visto me, e avevi gli occhi aperti. E ti ho detto benvenuto.
– Ma papà poi è arrivato?
“Dove. Cazzo. Sei? E se se lo perdono? Se lo scambiano? Gli mettono la fascetta sbagliata e lo danno a qualcun altro? Se…”
“Arrivo. Ti porto un panino al salame?”
– Certo che è arrivato, papà. Ti ha fatto lui  il bagno, e poi ti ha portato da me in un fagotto bianco, con le manine che spuntavano. Ci hanno lasciato un pochino lì insieme tutti e tre, e fuori c’erano tutti, i nonni, la zia Sam, lo zio, tutti, e ti hanno fatto un sacco di festa.
Sei nato alle sei della sera, quando sarebbe ora di staccare, di andare a casa, di rinunciare. E invece sei arrivato, hai fatto impazzire l’orologio, il tempo,  la mia bussola, i meridiani del mondo.
Pensavo di andare a casa, fine della partita, tanti saluti allo stadio vuoto. E invece no, si fa lo straordinario.
Il miracolo.
Le storie hanno una trama, la vita no.
– E poi?
– E poi papà aveva portato pane e salame, che me lo sono sognato ogni notte per nove mesi, e abbiamo fatto festa
e la faccio ogni giorno e ancora non ci credo.
“Non sei mai stanca, non ti pesa niente”
No che non mi pesa. Quanto pesa la felicità?
Una volta mi chiedevo perché io no, ora mi chiedo
perché io sì?
– Eri contenta, vero? Vero?
– Come te quando arriva Babbo Natale. Non scherzo, davvero.
Però, se me l’avessero detto.
Se mi avessero detto che avere un figlio è come avere il torace aperto e gli organi interni esposti
un pezzo di te cuore polmone fegato, che se ne va a spasso per il mondo
sempre più lontano
senza corazza senza cintura di sicurezza
e tu devi lasciarlo andare.
Certo che ti avrei voluto, ma l’avrei messo sul piatto della bilancia.
Mi sarei chiesta “sei abbastanza forte?” Mi sarei risposta di no.
Ma avrei continuato a cercarti.
.
Buon compleanno, mamma.
.
Alle sei della sera

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81 consigli di Marketing Editoriale che funzionano, e perché seguirli

30 Settembre 2015 by Serena 22 commenti

Il marketing, per me, è una doppia passione.

È una passione in sé, perché lo considero il mezzo per regalare il successo a un buon prodotto. Da buona commerciale, apprezzo una campagna promozionale ben fatta; la si può considerare una forma d’arte, perché richiede fantasia, creatività, intuizione, empatia.
È una passione “indiretta”, perché il marketing editoriale o book marketing è, credo, l’unico mezzo che ho – botta di kiulo a parte – per far conoscere e leggere le mie storie.
Ecco perché divoro, fino a ingozzarmi, tutto il materiale che mi capita fra le mani, che si tratti di web marketing o più specificamente di marketing per autori, ed ecco perché mi diverto un sacco a condividere con voi la roba buona.
Sapete che leggo molto con le orecchie, perché di solito i miei occhi e le mie mani sono impegnati a guidare, e tra i podcast che seguo c’è quello di Shawn Manaher di Book Marketing Tools.
Il podcast di Book Marketing ToolsIl ragazzo parla un inglese molto comprensibile e ricapitola con frequenza i concetti principali, perciò se ve la cavate con l’inglese vi consiglio di iscrivervi al podcast e ascoltarlo direttamente, ne vale la pena. In più, se vi registrate alla lista di Manaher, lui vi omaggia di una lista di controllo per il vostro piano marketing. Io l’ho guardata e vi assicuro che, se non avete voglia di sbattervi a mettere giù un vostro personalissimo piano marketing , questo va più che bene, anzi, siamo ben oltre la sufficienza.
Quest’estate Shawn ha lanciato una serie che ha acchiappato la mia attenzione.
Allora, il web pullula di consigli di marketing partoriti da esperti o pseudo tali; si fanno soldi consigliando agli altri come fare soldi, si ottiene popolarità consigliando agli altri come ottenere popolarità eccetera. Molti blog a mio parere sono serpenti che si mordono la coda, di grande vantaggio solo per le finanze di chi ha lanciato il circolo virtuoso (per lui) ma vizioso per noi, che leggeremmo anche volentieri roba di qualità, ma alla fine non sappiamo di chi fidarci.

Quando fidarsi di un consiglio di marketing

Shawn ha avuto questa idea proprio carina di andare subito al sodo. È partito dalla fine, insomma, senza stare a girare come una trottola sul circolo vizioso di cui sopra. É andato da una ventina di autori di successo, perlopiù Indie ma anche gente con pubblicazioni sia tradizionali che indipendenti. Alcuni hanno compiuto il percorso da una modalità all’altra in entrambe le direzioni. Che cosa li accomuna? Semplice: tutti hanno avuto successo. A questi scrittori Shawn ha fatto una domandina molto chiara:
“Knowing what you know now, if you had to start all over today, what 3 things would you tell yourself?”
(Sapendo quello che sai oggi, se tu dovessi ricominciare tutto da capo oggi, quali sono le tre cose che diresti a te stesso?)
Tutti hanno dato almeno tre risposte; alcuni, presi dall’entusiasmo, sono andati oltre e il risultato è: tre episodi imbottiti di consigli utili ma, soprattutto, consigli che hanno già dato prova di funzionare. Se volete andare ad ascoltare voi stessi, li trovate qui:
Primo episodio
Secondo episodio
Terzo episodio
e di tutti si può anche scaricare la trascrizione in pdf.

Ed ecco come ho lavorato io.

Gli episodi me li ero ascoltati e riascoltati già in macchina, più volte, prima delle vacanze. Ci ho trovato un sacco di conferme e, come dicevo sopra, una serie di esortazioni ad agire che un autore, di questi tempi, secondo me non dovrebbe ignorare (se vuole raggiungere i suoi lettori, ovvio). E soprattutto ho notato una cosa: che c’è un gruppo di consigli che si ripete con una certa regolarità. Anzi, diciamolo, si ripete in tutte le salse. Ho raggruppato questi consigli ricorrenti e li ho messi in evidenza, distillando per così dire il succo del succo del succo di un marketing che ha già avuto successo.
Lo abbiamo già detto che fare marketing per i propri libri non è una cosa da schifosi, vero? Certo che sì, e siamo tutti d’accordo. Quindi? Che cosa bisogna fare? Da che si comincia? Condensa che ti condensa, gli 81 consigli rivolti dagli intervistati al loro se stesso più giovane sono diventati una quindicina, e sono convinta che valgano per tutti. Ve li racconterò, con qualche ragionamento personale e qualche espansione, nelle prossime settimane.

Una chicca però ve la voglio anticipare.

Ritratto di Mchael Bunker nel suo studioState pensando “Sì, però questa roba per me non può funzionare, perché scrivoinunanicchia/ siamoitaliani/ nonhotempoperilmarketing/ mipesailculoenonciòvoglia” e chi più ne ha più ne metta? Tra gli autori intervistati c’è un signore che si chiama Michael Bunker. Ha cominciato a scrivere nel 2013 e i suoi numeri sono questi: Pennsylvania Pennsylvania, di Michael Bunkerha venduto 4.200 copie in 48 ore, 13.000 copie tra gennaio e agosto 2014, e i suoi libri in totale hanno venduto 61.000 copie tra gennaio 2013 e agosto 2014, se ho fatto bene i conti. Questi sono gli ultimi dati attendibili che ho. I numeri non sono galattici, per un autore americano, ma sapete cosa scrive Michael? Lui e la sua famiglia sono Amish e lui scrive prevalentemente (ma non solo) Amish Science Fiction. Non so se mi sono spiegata. Fantascienza Amish. Guardati, adesso, la pagina autore di Michael su Amazon.. Interessante, vero?
Su questo blog non mi funzionano bene gli emoticon e non posso mettere la faccina che vorrei, ma insomma ci siamo capiti. Se un po’ di marketing ha funzionato per lui, come dire, perché non per te che “scrivi in una nicchia”? Almeno provaci, no?
Adesso però non state ad aspettare le mie traduzioni e i consigli condensati. Andate ad ascoltare i podcast o leggere le trascrizioni, e ditemi che ne pensate. E poi, visto che tra noi ci sono autori pubblicati, li invito, se ne hanno voglia, a dare la loro risposta alla domanda di Shawn Manaher. Credo che a noi debuttanti potrebbe essere di grande aiuto.
Sapendo quello che sai oggi, se tu dovessi – come autore – ricominciare tutto da capo, quali sono le tre cose che diresti a te stesso?

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Guida al marketing per introversi, di Tim Grahl

23 Settembre 2015 by Serena 25 commenti

Oggi volevo cominciare con il materiale (a mio parere) succulento che ho messo da parte per noi durante le vacanze ma, visto come si è sviluppata la discussione, parliamo ancora un po’ di marketing etico e/o marketing per introversi.

I due concetti si intersecano, perché l’eticità è ciò che rende il marketing accettabile anche alle persone che non vi sono portate per carattere. [Leggi di più…] infoGuida al marketing per introversi, di Tim Grahl

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