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Serena Bianca De Matteis

For the Love of all Creatures

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Lupi

Sostiene il Limone e altre storie così

15 Agosto 2018 by Serena 6 commenti

Era già da un po’ che pensavo di pubblicare una raccolta di racconti. Anche se mi vergogno quasi a chiamarli racconti; sono storie piccole. Comunque eccolo qua, il volumetto, per ora solo in ebook ma presto anche in formato cartaceo, con i caratteri 16 pt per farlo leggere anche agli zii anziani XD. Come tutti i miei testi contiene speranza e coccole, quindi spero che vi faccia bene, almeno quanto ha fatto bene a me scriverlo e metterlo insieme.

L’avrei regalato, ma ottenere di avere un libro gratis su Amazon non è una faccenda così semplice. Quindi è a 99 cent. Lo spirito è questo: offrirvi svago e pensieri dolci sotto l’ombrellone o davanti alle montagne, o anche nel caldo della Città.

Se leggete, fatemi sapere cosa ne pensate. Una recensione è sempre gradita, come sapete. Vi abbraccio.

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Ipotesi 1 – colpa del DNA

28 Giugno 2018 by Serena 8 commenti

Per chi non lo conoscesse, Sante Marie è un paese di 1 156 abitanti della provincia dell’Aquila, e si trova non molto lontano dalla riserva naturale del Monte Velino.

Quando mio padre era bambino, attorno ai dieci anni, passava diverse settimane all’anno a Sante Marie perché la sua mamma faceva l’ostetrica condotta proprio lì. Un giorno venne mandato a raccogliere porcini per fare il sugo, in un posto vicino alle case ma già un po’ fuori dal paese, nel bosco.

Papà era chinato a terra in questo spiazzo un po’ rialzato, per raccogliere i funghi tagliandoli rasente al terreno, la lama parallela alla terra per intenderci. Si fa così perché continuino a crescere in quel posto, voi lo sapevate? Io non lo sapevo.

Mentre era chinato a terra, con un mucchietto di funghi tagliati che gli cresceva accanto, si è sentito osservato. Ha alzato gli occhi e si è accorto che di fianco a lui, a un tre metri di distanza dice, c’era un animale. Un grosso cane snello con il pelo scuro, colore della terra, e la faccia da lupo.

In effetti, era proprio un lupo.

Immagine di lupo appenninico italiano
Canis Lupus Italicus

Papà – forse perché i bambini sono un po’ incoscienti – non si è scomposto più di tanto. Ha pensato “se mi attacca gli taglio la gola con il coltello”, perché i bambini si sentono anche tanto eroi, e a Sante Marie tutti hanno sentito parlare di lupi, o ne hanno visto uno, e il cane di mia nonna andava in giro con un collare pieno di punte, affinché i lupi non gli si attaccassero alla gola. Così il Carletto ha continuato a occuparsi dei suoi funghi, un occhio alla terra e un altro al lupo seduto a pochi metri da lui.

Dopo qualche minuto, alle spalle del lupo che osservava papà, ne è sbucato dagli alberi un altro, più piccolo. Gli è passato dietro e si è rinfilato nel bosco dalla parte opposta. Dietro, in fila indiana, due piccoli spelacchiati con le orecchie grandi, e gli occhi come bottoni del cappotto scuro.

Solo a questo punto il primo lupo si è alzato, ha chiuso la fila dietro al resto della famiglia e se ne è andato. E papà è tornato tranquillamente in paese con i suoi porcini per il sugo della pasta, e il coltellaccio sporco di terra.

Papà racconta questa storia da sempre. Solo di recente  ho pensato che, forse, la mia fissa per i lupi potrebbe avere un’origine genetica.

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…mica siamo qui a pettinare le bambole!

11 Ottobre 2016 by Serena 6 commenti

Come diceva qualcuno molto tempo fa,

ben ritrovati, amici degli animali e animali degli amici! L’autunno è arrivato, la scuola ci ha risucchiato nel suo gorgo e, se vi dico quanti giorni mancano a Natale, vi prende un coccolone. Per tirarvi su il morale e allargarvi il cuore, e magari darvi una scaldata in una giornata fredda come questa, date un’occhiata qui:

Pezzo n. 1 Cover BeiT
Cosa sarà mai?

Ma cos’è, un puzzle?

Beh, l’idea è quella. Potreste trovare sparse per il Web altre immagini simili a questa. Non è un segnale in codice né un test di valutazione QI: è solo il primo pezzetto della cover di “Buck e il Terremoto”. Ebbene sì: ce l’abbiamo fatta!

L’antologia è nata!

Una ventina tra autori, editor, curatori e grafici ci sta lavorando alacremente e, se tutto va bene, saremo nel mondo per il 19 ottobre 2016. Rimanete sintonizzati su questo canale per altri aggiornamenti e, soprattutto, cominciate a diffondere la voce: ditelo ad amici degli animali, animali degli amici, parenti, colleghi di lavoro e chiunque conosciate abbia un cuore. Tweetate, Feisbuccate, Instagrammate a più non posso: ogni copia che venderemo è un soldino in più che doneremo. Ve l’abbiamo anticipato qui.

Bella storia! Posso dare una mano anch’io?

Certo che sì! Servono con urgenza lettori volenterosi e rapidi che possono prestare il proprio aiuto in un paio di modi. Se siete interessati e volete saperne di più, scrivete a terremoto2016@serenabiancadematteis.com.

Siete ancora lì? Non mi avete ancora scritto? Che aspettate?

Aiutateci ad aiutare!

… e restate sintonizzati, ci sentiamo presto.

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Il volto del lupo

30 Agosto 2016 by Serena 6 commenti

6 agosto 2016, gita all’alpeggio Veplace (quota 1.700) nell’ambito dell’iniziativa “Alpages Ouverts 2016”.

Un servizio navetta accoglie bambini, anziani e pigroni di ogni età, per accompagnarli dalla piazza del paese fino su al pascolo. Là ci aspettano formaggi freschi, polenta concia e altre golosità della Valle. Noi due, imbarcati nonna e figlio, decidiamo di salire a piedi. Lungo la strada ci fermiamo in località Lignan, all’Osservatorio Astronomico della Valle d’Aosta; ci torneremo nel pomeriggio per un’osservazione diurna del Sole, con macchie solari e tutto quanto.Se passate di là, non perdetevi una visita a osservatorio e planetario; oltretutto gli incaricati sono davvero simpatici.
La sosta successiva è per farci stordire un po’ dalla bellezza in cui siamo immersi, e scattare qualche fotografia.

Vista dall'Alpeggio Veplace
Poco prima della nostra meta, appena sotto l’alpeggio, c’è uno stand dell’AREV e, subito dopo, quello del Corpo Forestale della Valle d’Aosta. È qui che – giusto per non smentirmi – attacco bottone con la guardia forestale Manuelita Perini, una bella e gentile signora che tanto per cominciare mi rassicura: nessuno degli animali impagliati in esposizione è stato ucciso apposta. Per esempio, i rapaci sono morti – tristezza – sbattendo nei cavi dell’alta tensione.

Stand del Corpo Forestale della Valle d'Aosta all'alpeggio Veplace
Secondo voi io resisto? Certo che no: pongo la domanda che mi frulla in testa da quando siamo arrivati in Valle.

Ma i lupi in Valle d’Aosta sono tornati oppure no?

“Certo” risponde la signora Perini “ci sono almeno due branchi avvistati, di quattro-sei individui ciascuno. Un branco forse si è ridotto a tre esemplari, perché il cucciolo maschio, abbastanza grande per star da solo, potrebbe essere stato allontanato dai genitori.”
Io, ovviamente, sorrido come avessi vinto alla lotteria.
Parliamo per almeno un quarto d’ora. Racconto che sto leggendo “Among Wolwes” di Gordon Haber, e la signora Perini conosce sia il professore che il libro; aggiungo che ho scritto un romanzo il cui co-protagonista è un mezzo lupo e che, nonostante le ricerche svolte, ho il timore di aver scritto qualche scemenza. Fortunatamente, pare che ciò che ho immaginato per il mio Buck sia del tutto realistico.
Manuelita mi descrive caratteristiche fisiche e comportamento degli esemplari di lupo italico Foto di lupo appenninicoche si dividono la Valle; mi spiega quali sono le differenze tra i lupi nostrani e quelli di Denali, Alaska, descritti da Haber nel suo libro. Di tutto ciò che imparo, una cosa in particolare mi rimane impressa: nel nostro ambiente, spiega la signora Perini, tutto – sia prede che predatori – è di taglia ridotta. I nostri lupi sono piccoli e leggeri perché le loro prede sono piccole e leggere, e viceversa. L’ambiente è molto meno ostile; i pochi individui che formano un branco, padre madre e cuccioli, sono più che sufficienti ad abbattere un erbivoro locale.

Tutt’altra faccenda è vivere in un territorio estremo come l’Alaska.

I lupi di Denali sono animali possenti che vivono in branchi numerosi; Lupi in cacciasono “costruiti” così per sopravvivere, perché contro un alce, tanto per fare un esempio, pochi esemplari di piccola taglia non avrebbero speranza. I lupi dello Yukon, disperati per la fame dell’inverno, hanno assaggiato anche la carne umana. I cercatori d’oro accendevano il fuoco al tramonto minacciati non solo dal freddo ma anche dai lupi; in quei posti, il terrore atavico verso il lupo era più che giustificato (notare il verbo al passato: la situazione è leggermente cambiata, da allora. Adesso sono i lupi che devono fare molta attenzione all’uomo).
I nostri lupi, invece, sono molto timidi: come sentono l’odore dell’uomo scappano.
“Questo forse contribuirà a salvarli?” chiedo. Penso ai lupi investiti dalle auto e a quelli presi a fucilate o vittime delle trappole, non sempre con un (valido) motivo alle spalle.

Qui in Val d’Aosta sono state attaccate delle greggi?

“Per ora no” mi risponde la signora Perini “e non sempre sono i lupi, ma prima o poi la polpetta velenosa qualcuno la metterà.”

Ma perché, se i lupi non disturbano nessuno?

Con qualche ricerca ulteriore scopro che moltissimi attacchi alle greggi non sono opera dei lupi, ma dei cani rinselvatichiti. Il modo di cacciare di cani e lupi è molto diverso: i lupi si coordinano tra loro, attaccano una sola bestia e la uccidono con una tecnica precisa, un morso alla gola che dà una morte rapida. I cani, invece, si muovono come una torma disordinata e selvaggia, lasciando sul terreno molte bestie moribonde attaccate a caso, e divorano la preda mentre è ancora viva. Perché, allora, il lupo fa così paura? È solo l’ignoranza?
“Perché l’uomo teme il predatore” risponde la guardia forestale “teme se stesso. Se si guarda allo specchio, vede il lupo”.

Archiviato in:Blog Contrassegnato con: Buck, Cose belle, Lupi, Vacanze 2016

10 giorni di Buck (e di vacanze)

5 Agosto 2016 by Serena Lascia un commento

No, io il blog in estate non lo chiudo. Continuo semplicemente a pubblicare a caso, come ho fatto tutto l’anno, quindi non noterete una grande differenza.

Quest’anno abbiamo scelto la montagna così, oltre ad avere boschi verdi e parchi nel cuore, per qualche giorno li avrò anche attorno a me. E i lupi? Niente lupi, dicono, da queste parti. Solo qualche avvistamento sporadico, con poche conferme ufficali. Peccato.

IMG-20160802-WA0002

(questo è il lago d’Arpy, in Valle d’Aosta)

Sono in vacanza e volevo provare a permettermi un post poco intelligente, poco utile, poco tutto. Solo pieno di verde, acqua e silenzio.

Poi da domani, pensavo, posterò i risultati dei miei esperimenti su Canva. Io con la grafica sono una vera capra – senza offesa per le capre –  però assieme alle immagini ci sono dei brevi estratti da Buck. Per dieci giorni. Con una sorpresa finale. Se siete curiosi, vi aspetto 🙂

Dimenticavo: i primi due estratti sono già disponibili sulla mia pagina Facebook.

Ovunque siate, vi auguro un sacco di belle cose, belle persone, bei posti, e soprattutto pensieri felici!

Archiviato in:Blog Contrassegnato con: Buck, Cose belle, Estratti, frammenti di Buck, Lupi, Vacanze

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