Non so se il mio amico C. sia ancora da queste parti. È un po’ che non lo sento, e non vorrei averlo depresso con il mio ultimo articolo. D’altronde non so che farci, sono fatta così: gli unici calcoli che so fare sono quelli con carta e penna e/o calcolatrice e/o foglio Excel. Le cose che devo dire le dico, anche se non piacciono, quando riguardano dati di realtà che possono nuocere a chi li ignora.
Magari nemmeno questo articolo gli piacerà. C. ha una forte resistenza verso il Self Publishing: pur essendo una persona intelligente, abile e pronta a farsi un fondello così per continuare ad essere uno scrittore, ritiene che l’occuparsi della parte tecnica e commerciale della pubblicazione gli farebbe andare in odio tutta la faccenda. Vede l’editoria tradizionale non solo come un valore aggiunto (e ci può anche stare) ma anche, purtroppo, come una forma di tutorship, il che a mio parere non è un vantaggio. Gli ho fatto gentilmente notare che il suo primo editore era un IIT*, e gli altri due per lui non hanno fatto niente di più di quello che avrebbe potuto fare lui stesso, ossia mettere online un file .epub con una copertina decente; anche questo argomento non ha attaccato.
Ho il sospetto che la vera [Leggi di più…] infoAutore 2.0: perché dovresti considerare seriamente il Self Publishing
