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Serena Bianca De Matteis

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Fiction University

Riassumere l’idea in una riga

17 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

Riassumere l'idea in una riga
Riassumere l’idea in una riga

Oggi chiariremo al massimo la nostra idea, così da sapere esattamente su cosa stiamo scrivendo.

Racconta la tua storia in una riga

Il riassunto in una riga [spesso detto “logline”, n.d.t.] è una descrizione in una singola frase, che sintetizza la tua idea in modo da catturare gli elementi chiave che servono per trasformarla in un romanzo.

In questa fase, non sentitevi di dover creare una riga perfetta pronta per la proposta editoriale. Non è per agenti o editor, è per voi. Lo scopo è definire gli elementi chiave di storia e trama così da potere poi sviluppare il tutto in un intero romanzo.

Che cos’è il “riassunto in un riga”

Ha diversi nomi. Gancio, logline, [the through line], la riga di premessa, la proposta. A seconda del contesto, ciascuna definizione cambia leggermente di significato, ma di base vogliono dire tutte la stessa cosa – la singola frase che riassume il romanzo.

Un buon riassunto in una riga trasmette chiaramente il senso di ciò che racconterà il romanzo. Spesso contiene ciò che vi ha emozionato quando vi è venuta l’idea, ma è molto più che una semplice scintilla di ispirazione. Cattura il conflitto e l’essenza del romanzo in modo da permettervi di costruirci su una trama.

Perché il riassunto in una riga è importante:

Durante la stesura della prima bozza, questa riga vi ricorderà qual è l’argomento del romanzo e cosa avrai bisogno di sviluppare o spiegare nel libro. Più tardi, questa riga si potrebbe sviluppare nel “pitch” per agenti e editori, ed essere la risposta alla domanda che gli scrittori si sentono porre in continuazione: di cosa parla il tuo libro?

Se non sai da che parte cominciare, prova questo modello:

[Il protagonista] + [Ciò che conta nella storia] + [Il colpo di scena o il “gancio”]

 

Il protagonista:

La persona le cui azioni si raccontano nel romanzo.

Ciò che conta nella storia:

Di solito questo è il conflitto o l’arco del personaggio, ma potrebbe includere una situazion in cui si trova il personaggio o un dettaglio su di lui, o anche la posta in gioco. Probabilmente è la ragione per la quale avete deciso di scrivere il libro.

Il colpo di scena o il “gancio”:

Qui abbiamo ciò che è decisivo per il tema della storia. La complicazione, la posta in gioco, il conflitto, l’obiettivo, o le parti che portano il romanzo e lo elevano alla status di “Ohhh, questo sì che è figo!”

Per esempio:

Un tranquillo impiegato di banca scopre un’antica maschera magica che scatena i suoi desideri più profondi e gli conferisce capacità sovrumane di agire su di loro. (The Mask)

Non abbiate paura di mescolare l’ordine delle parti e di cambiarlo, se questo funziona meglio per la vostra idea.

Esercizio: riassumete il vostro romanzo in una riga

A questo punto dovreste avere un’idea abbastanza buona del contenuto del romanzo, qual è il conflitto centrale, chi sono i personaggi principali – sia protagonista che antagonista, quali sono i loro obiettivi, qual è la posta in gioco, l’ambientazione, il tema e il gancio. Alcuni dettagli potrebbero essere ancora da definire, ma le fondamenta del romanzo ci sono.

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

Archiviato in:Blog Contrassegnato con: Fiction University, Janice Hardy, logline, NaNoPrep, NaNoWriMo, NaNoWriMo 2018, pianificare un romanzo, preparazione NaNoWriMo, preptober, Preptober 2018, Progettare un romanzo, riassunto in una riga, Romanzo, Scrivere un romanzo, tagline

Qual è la posta in gioco?

16 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

Trova la posta in gioco
Trova la posta in gioco

Oggi consideriamo le ragioni per le quali i nostri personaggi si stanno impegnando tanto a risolvere il problema principale del romanzo, ossia: qual è la posta in gioco.

Scopri la tua posta in gioco

La posta in gioco corrisponde ai fattori motivanti per gli obiettivi del personaggio, la ragione che egli ha di superare tutti quei conflitti proprio in quel momento, invece che quando gli capita. La posta in gioco è ciò che perde se non ci riesce. La posta in gioco è cattiva. La posta in gioco può uccidere. Più alta la posta in gioco, più tensione viene creata e più avvincente è la trama. La posta in gioco è il “devi farcela, altrimenti…”

Ci sono vari livelli di “posta in gioco”, comunque, e ciò che afferra i lettori e li tiene sul bordo della sedia non sempre è ciò che ci aspettiamo noi. La sorte del mondo sembra la più alta posta in gioco possibile, ma i lettori sanno che il mondo non finirà veramente, quindi non è una minaccia credibile. La morte del protagonista è una posta in gioco altrettanto alta, ma ancora, ben pochi protagonisti muoiono sul serio.

Qual è la posta in gioco personale?

La posta in gioco personale è ciò che il protagonista non vuole che accada perché lo ferirà in modo personale. Perderà il lavoro, il serial killer ucciderà il suo bambino, o una certa azione andrà contro tutto ciò in cui egli crede. La posta in gioco conduce il romanzo e fa sì che i lettori si interessino al risultato finale della lotta tanto quanto il protagonista. Sono conseguenze che possono accadere e rendere la vita del protagonista peggiore, il suo lavoro più duro, o costringerlo a sacrificarsi e fare difficili scelte personali. E accadono davvero.

Sono anche ciò che impedisce al protagonista di scappare quando le circostanze si fanno difficili. Le conseguenze che gli impediscono di dire “Sì, è vero, non voglio che lo stregone cattivo conquisti la città e la riduca in schiavitù, ma se me ne vado adesso sarò parecchio lontano quando succederà e non dovrò morire o avere a che fare con questo casino”. E’ molto meglio se non può scappare perché una persona amata è prigioniera dello stregone cattivo e se scappa quella persona morirà.

Anche i rischi personali sono cose che possono accadere e accadranno. Fanno avanzare il romanzo e sono vere conseguenze di cui i lettori si possono preoccupare. I lettori sanno che il protagonista fermerà il serial killer alla fine, sebbene quel serial killer possa uccidere la moglie del protagonista o suo figlio prima di essere catturato.

Perché la posta in gioco è importante?

I rischi personali sono molto più avvincenti che grandi tragedie senza volto. E’ la ragione per cui una famiglia che muore in un incidente d’auto la Vigilia di Natale ci colpisce più di milioni di persone che muoiono di una terribile malattia ogni anno. Trovate una risposta valida all’importantissima domanda: perché il lettore dovrebbe interessarsi di questa persona e del suo problema?

A un certo momento nel romanzo (di solito nella seconda metà) spesso il protagonista deve sacrificare qualcosa per avere quello che desidera. E’ frequente vedere che la posta in gioco cambia e si trasforma in una del genere “salvare il mondo” a causa di questo sacrificio, così che possiate avere sia quella personale che quella più ampia. Un sacrificio personale serve un bene più grande, e i problemi generati dal bene più grande permettono al protagonista di ottenere qualcosa a cui egli dà il massimo valore.

Qual è la posta in gioco per la trama?

La posta in gioco riferita alla trama consiste nelle conseguenze che importano nel mondo, in senso esteso. Le conseguenze più grandi che trainano la trama e che si verificheranno se il protagonista non riuscirà a fare ciò che il conflitto principale gli richiede di fare. Se la principessa non ferma il mago cattivo, la sua terra sarà ridotta in schiavitù. Sono fatti più grandi e orribili e, anche se il protagonista cerca di impedirli ci sono possibilità che non ce la faccia.

Perché la posta in gioco è importante per la trama:

Perché fornisce uno scopo più grande nel quale sviluppare un romanzo. Dà un significato più grande agli obiettivi personali dimostrando come un sacrificio personale potrebbe essere di giovamento a tutti. Permettono ai personaggi di essere nobili (o egoisti) nella loro società. La posta in gioco della trama spesso parla ai lettori su più livelli perché funziona con il quadro generale.

Esplora le possibili poste in gioco e decidi se sono abbastanza importanti o abbastanza personali per il tuo protagonista, abbastanza da portare avanti un romanzo.

  1. Se il protagonista rinunciasse alla battaglia e se ne andasse, cosa cambierebbe?
  2. Se tu mettessi al posto del protagonista il secondo personaggio più importante, cosa cambierebbe?
  3. Che cosa perderebbe il protagonista se fuggisse dai suoi problemi?
  4. Quale sacrificio dovrà compiere il protagonista perché i fatti riprendano a muoversi nel modo che egli desidera?

Esercizio: descrivi le tue “poste in gioco”.

Che cosa ci guadagna il protagonista, che cosa ha da perdere, e quali sono le conseguenze se fallisce il suo compito?

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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Scoprire i conflitti interni dei personaggi

15 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

 

Scoprire i conflitti interni
Scoprire i conflitti interni

 

I conflitti interni sono i  problemi che il protagonista affronta ad un livello mentale o emozionale. Sono le battaglie interiori che richiedono sacrifici emozionali e scelte pesanti che sfidano una convinzione personale. I conflitti interni rendono più complicate le scelte esterne, così come aiutano a creare l’arco del personaggio.

Il conflitto interno è, molto spesso, una difficoltà personale che riguarda l’autostima del protagonista o le sue convinzioni, in qualche modo. Questo è il conflitto che permetterà al personaggio di crescere ovunque ne abbia bisogno, nel romanzo. Nelle storie guidate dal personaggio, è qui che sta il cuore del romanzo.

Per esempio:

  • Una ragazza deve approfittare di un ragazzo innamorato di lei per sopravvivere in uno scontro mortale trasmesso in televisione (The Hunger Games)
  • Uno hobbit terrorizzato deve lasciare casa sua e scoprire il suo eroe interiore per distruggere un anello magico (Il Signore degli Anelli)
  • Una ragazza con un potere che deve tenere segreto è costretta a usarlo per trovare e salvare la sorella scomparsa (The Shifter)

Perché i conflitti interni sono importanti?

I conflitti interni guidano la crescita del personaggio e il suo arco, dando al protagonista qualcosa di personale per cui combattere. Inoltre danno una mano a creare imprevedibilità nel protagonista. Se questi fa sempre la cosa giusta – cosa che gli eroi fanno spesso – allora non c’è alcun dubbio sul modo in cui reagirà davanti a una situazione difficile. Ma se le convinzioni del protagonista entrano in conflitto con “la cosa giusta” da fare, allora le sue azioni diventano meno scontate. Un protagonista che è stato oppresso tutta la vita, la rischierà per salvare il figlio del suo oppressore?

Il giorno 8 ci siamo occupati di creare l’arco del personaggio, e i conflitti interni sono fattori chiave per creare un cambiamento interiore. Se la tua storia ha un arco del personaggio forte, avrai bisogno di un forte conflitto interno per supportarlo.

Esplora i conflitti principali che guidano i tuoi personaggi e il tuo romanzo:

  1. Quali sono nel libro i conflitti interni? Elenca 5 possibili circostanze in cui i tuoi personaggi possono sentirsi combattuti.
  2. In quale modo le convinzioni del protagonista potrebbero ostacolarlo nel raggiungimento dei suoi obiettivi? Elenca cinque modi in cui i suoi obiettivi personali potrebbero entrare in conflitto con i suoi obiettivi di trama.
  3. I conflitti interni fanno parte di un arco del personaggio? In che modo?

Esercizio: riassumi  i conflitti interni.

Non tutte le storie avranno un arco del personaggio, ma spesso vedrai tipi diversi di conflitto interno. Descrivi i problemi che renderanno più  complicato al protagonista, emozionalmente o mentalmente, risolvere le sfide del romanzo, e perché sono importanti per la storia da un punto di vista più ampio.

Ciò che fa funzionare così bene insieme conflitti interni ed esterni è il modo in cui trascinano il protagonista in direzioni diverse. Il conflitto interno conduce la crescita del personaggio, o lo strato emozionale, mentre il conflitto esterno fa avanzare la trama. In altre parole, il conflitto esterno decide la trama e crea gli obiettivi, mentre il conflitto interno rende quei conflitti ancora più difficili da risolvere e intanto impartiscono  al protagonista una lezione importante.

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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Scopri i conflitti esterni del romanzo

14 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

conflitti esterni romanzo
Scoprire i conflitti esterni del romanzo

Ci sono due tipi di conflitti che ogni protagonista dovrà affrontare nel corso del romanzo – esterno e interno (il conflitto nella trama e il conflitto del personaggio). Questi due conflitti lavoreranno insieme (di solito lavorando l’uno contro l’altro, ironicamente) per costruire il romanzo. Abbiamo cominciato a ragionare sul conflitto il giorno 6, e ora è il momento di dare corpo e consistenza a quei conflitti. Oggi ci occuperemo dei conflitti esterni e domani di quelli interni.

Scopri il tuo conflitto esterno

Il conflitto è il cuore di ogni romanzo. A dire il vero anche di più, è il cuore di ogni scena. E’ frequente per le persone sentire la parola “conflitto” e associarvi immediatamente una lite, una lotta, ma il conflitto non è sempre violento né dovrebbe esserlo. Il conflitto sono semplicemente due cose in opposizione.

“Non posso andare a quella riunione, ho un conflitto!”

Di certo non è una questione di vita o di morte, anche se potrebbe esserlo in determinate circostanze. Ma questo “conflitto” obbliga la persona a fare una scelta [cancellare una delle due riunioni, n.d.t.]. Ecco che cosa è così grandioso (e utile in fase di costruzione della trama) nei conflitti:

I conflitti obbligano le persone a scegliere. E scegliere le costringe ad agire.

I conflitti sono ciò che sta tra il protagonista e la sua meta. Gli ostacoli e le sfide che devono essere superate per avere quello che vuole. Un conflitto può essere una persona, una situazione o una lotta personale – praticamente qualsiasi cosa che impedisca al protagonista di conseguire il suo obiettivo o fare quello che deve essere fatto.

Per esempio:

  • una ragazza deve sopravvivere a una battaglia mortale trasmessa in televisione (The Hunger Games)
  • un hobbit deve distruggere un anello magico per tenerlo lontano dalle mani di un malvagio signore della guerra (Il Signore degli Anelli)
  • Una ragazza devo trovare e salvare dai cattivi la sorella scomparsa (The Shifter)

Ma i conflitti non devono essere per forza aggressivi o pericolosi. I conflitti tranquilli sono ottimi per romanzi centrati sul personaggio dove la focalizzazione è più interna che esterna.

Per esempio:

  • La mamma vuole fare un sonnellino dopo una giornata lunghissima; i bambini vogliono giocare a Monopoli con lei.

Ciò che la mamma vuole è in conflitto con ciò che vogliono i bambini. Questo non diventerà letteralmente una lotta, e non ci sono cattivi; solo due parti che vogliono cose diverse e sono pronte ad agire per avere quello che vogliono.

E questa è la chiave per problemi non violenti. Bisogni diversi. Perché volere qualcosa non è la stessa cosa che fare qualcosa di violento per ottenerla.

Qual è il tuo conflitto centrale?

Il conflitto centrale è il problema definitivo che il libro sta tentando di risolvere. Scatena la serie di ostacoli che il protagonista deve affrontare lungo la storia. Scoprire questo problema è l’inizio del romanzo, e risolvere il conflitto è la fine del romanzo. Nei romanzi condotti dalla trama, è qui che sta il focus della storia.

Abbiamo già svolto un po’ di lavoro per decidere che tipo di conflitto ha la nostra storia, cosa la fa avanzare e chi sono protagonista e antagonista, così dovresti avere un’idea concreta di quale sia il conflitto centrale (ecco perché abbiamo aspettato fino ad ora per mettere a fuoco questo aspetto critico della storia).

Esercizio: riassumi il tuo conflitto centrale e perché è un problema per il tuo protagonista.

Questo sarà il cuore della tua trama. Ti guiderà quando deciderai che tipo di problemi il tuo protagonista affronterà nel libro, e ti ricorderà il tema della storia (se ti blocchi durante la stesura)

Quali sono i conflitti esterni?

Il conflitto centrale comunque non è l’unico nella tua storia. Avrai altri conflitti esterni che saranno gli ostacoli sulla strada del protagonista, e richiederanno scelte e azioni da compiere e da risolvere. Sono i problemi esterni lungo il percorso dei bisogni e desideri del protagonista. I conflitti esterni servono a creare la trama.

Perché i conflitti esterni sono importanti?

I conflitti esterni danno al protagonista qualcosa da fare. Forniscono ostacoli e obiettivi che il protagonista deve superare o raggiungere per avere quello che vuole e salvare la giornata. Lo fanno muovere, lo rendono intraprendente e lo costringono in situazioni dove deve fare quelle scelte, così avvincenti per i lettori, che fanno avanzare la trama.

Ecco alcune domande da porsi per individuare i possibili conflitti esterni:

  1. Elenca cinque possibile conflitti, che probabilmente includeranno i vari passi necessari a risolvere il conflitto centrale.
  2. In che modo essi impediranno al protagonista di raggiungere ciò che vuole? Spiega come e perché.
  3. Quali sono altri possibili conflitti nella tua idea?
  4. Quali personaggi potrebbero scontrarsi fra loro?
  5. Quali conflitti più ampi potrebbero verificarsi nell’universo che hai creato o nella tua ambientazione?

Esercizio: riassumi i tuoi conflitti esterni e dì in che modo possono adattarsi alla storia.

Questa è un’ottima occasione per pensare a come si svolgerà la tua trama, che sottotrame potresti avere, e dove potrebbero verificarsi problemi nella tua storia.

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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Identificare gli obiettivi

13 Ottobre 2018 by Serena 2 commenti

Obiettivi romanzo
Decidi i tuoi obiettivi

 

Benvenuti al tredicesimo giorno del laboratorio di Fiction University: Dall’idea al romanzo in 31 giorni. Per il resto del mese, ci concentreremo sulla trama e sui principali punti di svolta di un romanzo.

Oggi ci occuperemo di determinare quali obiettivi porteranno avanti i personaggi e muoveranno la trama.

Determinare quali sono gli obiettivi nel romanzo

Gli obiettivi sono la forza trascinante del romanzo. Il protagonista (o protagonisti, in romanzi con punti di vista multipli) vogliono qualcosa. Probabilmente un sacco di cose. Alcune di queste saranno piccole, come trovare qualcosa da mangiare; altre enormi, come fermare un attacco terroristico alla Casa Bianca. Qualsiasi essi siano, questi obiettivi determineranno il modo in cui il protagonista agirà, e ciò a sua volta determinerà lo svolgimento del romanzo.

Gli obiettivi sono al centro di ogni scena nel romanzo, e ci sono diversi livelli di obiettivi. Obiettivi per scene individuali, obiettivi per lunghi capitoli, obiettivi personali del personaggio, obiettivi della storia, obiettivi della trama. Per adesso, concentriamoci sul tipo di obiettivi più ampi che fanno sviluppare il romanzo. Obiettivi della storia e obiettivi della trama.

Ciò che rende arduo creare una trama è che vaghe affermazioni tematiche tipo “ritrovare l’amore” oppure “imparare a fidarsi degli altri” sono ottimi obiettivi per una storia (e vanno bene per archi del personaggio interni) ma non sono utili come obiettivi della trama. Vedila in questo modo: esci di casa adesso e trova l’amore. Ehm, non funziona così. Non è che trovi l’amore nel negozio sotto casa. Ma puoi agire in un modo che ti aiuterà a ritrovare l’amore, per esempio visitare un museo e chiacchierare con dei bei ragazzi.

L’obiettivo esterno, fisico (la trama) è “andare al museo e parlare con dei bei ragazzi”. Questa è una cosa che il protagonista può fare per portare avanti la trama. Internamente (arco del personaggio) lei spera che uno di quei bei ragazzi sia l’amore della sua vita.

Questa è la ragione per cui provare a costruire la trama con obiettivi solo per la storia può farci sbattere contro un muro a pagina 100. Concettualmente sappiamo cosa vogliamo che il protagonista faccia, ma non esiste un piano funzionale e applicabile da seguire. Non ci sono obiettivi di trama per far arrivare la protagonista dove vogliamo.

Quali sono gli obiettivi della tua storia?

Gli obiettivi della Storia sono grandi obiettivi tematici che descrivono la crescita del personaggio o l’idea dietro il romanzo. Sono più concettuali e funzionano come guide per determinare quali sono gli obiettivi di trama che il protagonista incontrerà. Sapere che il protagonista vuole trovare l’amore aiuta a capire che tipo di cose deve fare per raggiungere quell’obiettivo. Devi sapere cosa vuole il tuo protagonista prima di decidere che passi farà per ottenerla, e successivamente potrai trovare un obiettivo interno della storia per darle un motivo per raggiungere quell’obiettivo di trama esterno.

Perché gli obiettivi della storia sono importanti?

Rappresentano il conflitto interno e i bisogni emozionali dei personaggi. Per esempio: “Ritrovare l’amore dopo una brutta rottura” Questo è l’argomento della storia, e la trama si focalizzerà sulle tappe esterne necessarie per raggiungere questo.

Quali sono gli obiettivi della tua trama?

Gli obiettivi della trama sono le cose che il protagonista fa fisicamente per raggiungere quei più nobili obiettivi della storia. Sono le scelte che la nostra protagonista fa per aiutarsi a coronare il proprio sogno. “Avere fame” è un bisogno interno (un obiettivo della storia) ma “alzarsi e prepararsi un panino” è un obiettivo esterno (un obiettivo della trama), di sicuro non particolarmente emozionante. Ma non ci sono ragioni per le quali il protagonista si alzi e si faccia un panino se non ha fame prima di tutto.

Perché gli obiettivi di trama sono importanti?

Gli obiettivi di trama danno al protagonista qualcosa da fare e servono a portare il romanzo al suo climax. Fanno avvertire al lettore che il romanzo progredisce e si muove verso una soluzione. Per esempio:

Vai al museo e parla con dei bei ragazzi (questo è un pezzo di trama, un passo che permetterà alla protagonista di trovare l’amore, che è il suo obiettivo nella storia e la motivazione per agire).

L’obiettivo della storia è un desiderio finale, e gli obiettivi della trama sono i passi intermedi che porteranno il protagonista al suo desiderio finale.

Ecco alcune domande per esplorare possibili obiettivi dei personaggi:

  1. Cosa vuole il tuo protagonista?
  2. Cosa è disposto a fare per averlo?
  3. Quali possibili obiettivi intermedi potrebbe darsi il protagonista per arrivare dove vuole?

A meno che non abbiate le idee molto chiare su come volete che si svolga la trama e quali siano quegli obiettivi, sentitevi liberi di fare brainstorming ed esplorare tutti gli obiettivi e le possibilità che volete. Tentate più opzioni e più obiettivi fino a quando trovate il percorso che si adatta meglio alla vostra storia.

Esercizio: quali sono gli obiettivi [di storia e di trama] del protagonista e dell’antagonista?

In molti casi, questa sarà una versione più definita dell’idea che hai scritto il giorno 1 o il giorno 3. Forse all’epoca avevi solo un’idea generale, ma adesso riesci a vedere gli speciali obiettivi e le azioni che il protagonista deve compiere per raggiungere quel sogno.

Non c’è una lunghezza giusta per questo esercizio. Se riesci a catturare il cuore e l’anima dei tuoi obiettivi in poche frasi, grande! Se ti servono diverse pagine di informazioni dettagliate, va ancora bene. L’importante è ciò che ti serve sapere per scrivere questa storia.

In many cases, this will be a more defined version of the idea you wrote down on Day One or Day Three. Maybe you only had a general idea then, but now you can see the special goals and actions the protagonist needs to take to achieve that dream.

There’s no right length for these. If you can capture the heart and soul of your goals in a few sentences, great. If it takes you several pages of detailed information, also great. It’s about what you need to know to write this story.

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

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Scegliere l’ambientazione

12 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

Scegliere l'ambientazione
Scegliere l’ambientazione del romanzo

 

Benvenuti al dodicesimo giorno del laboratorio di Fiction University: Dall’idea al romanzo in 31 giorni. I primi dodici giorni si concentreranno sullo sviluppo della storia e sulla realizzazione di tutte le componenti, in modo da poter costruire più facilmente la trama dell’intero romanzo.

Oggi ci occuperemo del luogo dove si svolge il romanzo.

Scegliere l’ambientazione

Dove un romanzo si svolge è tanto importante quanto chi ci vive dentro, perché l’ambientazione può determinare quali conflitti dovrà affrontare il personaggio. Problemi a Manhattan possono essere diversi da problemi nel Montana, e né questi né quelli si avvicinano ai problemi che si hanno se si vive su una piccola luna di Giove. Quindi, anche se stai scrivendo sulla ragazza di Ipanema, l’ambiente gioca un ruolo importante.

Un romanzo sull’isolamento può funzionare meglio in mezzo al nulla, o potrebbe sfruttare i contrasti ed essere ambientato nella città più grande del mondo. Un romanzo su un personaggio con un passato difficile potrebbe funzionare bene in qualsiasi posto quel passato possa fare danni se rivelato, o in un luogo che ha a sua volta un passato oscuro, per dare spessore al tema, all’arco del personaggio e collegare il tutto.

Perché l’ambientazione è importante

Perché non solo fornisce ai lettori un mondo nel quale perdersi, ma permette di creare elementi che potenziano il romanzo. Il luogo in cui accade qualcosa può rafforzare l’umore generale o l’atmosfera e scatenare le emozioni che vogliamo far provare al lettore.

Considera globalmente l’ambientazione e in che modo entra in relazione con la storia. Forse ti serve una piccola città, o magari solo una piccola stanza. Potresti desiderare un romanzo che arrivare a coprire altri continenti o altre galassie. Grandi città offrono elementi che le città rurali non hanno e viceversa. Anche se il contesto lo avete inventato voi, potete decidere per esempio in che modo sarà metropolitano.

Un’ambientazione è diversa per uno che ha vissuto lì tutta la sua vita rispetto a un nuovo arrivato. Potresti decidere che il protagonista e il lettore devono sentirsi nuovi arrivati, o ambientare il romanzo nella vostra città natale. La familiarità può portare dettagli inattesi, mentre un luogo nuovo potrebbe catturare la tua attenzione e quella del tuo lettore.

Ovunque tu decida di ambientare il tuo romanzo, scegli un luogo che potenzierà la tua storia e aggiunga profondità a personaggi e tema. Più un luogo sembra reale, più immersiva sarà l’esperienza del lettore.

Cosa tenere presente quando si sceglie un’ambientazione:

  1. Quali sono i tuoi posti preferiti? Elenca cinque luoghi che ami.
  2. Che tono o atmosfera deve avere il romanzo? Scrivi l’umore prevalente nel tuo romanzo.
  3. Che ambientazioni sono prevalenti nel genere in cui scrivi? Elenca cinque ambientazioni comuni in quel genere..Che tipo di location potenzierebbe il conflitto del romanzo e/o il tema? Elenca 5 luoghi che potrebbero andare bene.
  4. Elenca cinque luoghi che potenziano il conflitto e poi fai lo stesso con il tema. C’è lo stesso luogo, o più luoghi, in entambe le liste?
  5. Desideri un luogo reale o un luogo inventato? Scrivi che tipo di luogo preferisci.
  6. Si tratta di un luogo grande o piccolo? Scrivi le proporzioni del luogo scelto.
  7. Urbano o rurale? Scrivilo.
  8. Il protagonista conosce questo luogo o non ci è mai stato? Scrivi quanto il tuo protagonista conosce l’ambientazione.
  9. Vuoi un’ambientazione che ti è familiare o qualcosa su cui dovrai fare delle ricerche? Elenca cinque ambientazioni che ti sono familiari e che potrebbero funzionare per il tuo romanzo. Elencane altre cinque che hai sempre desiderato visitare.

Esercizio: descrivi la tua ambientazione e perché l’hai scelta.

Se ne hai più di una, descrivi tutte quelle di cui potresti avere bisogno. Non preoccuparti se non sei sicuro, perché sicuramente serviranno man mano che il romanzo si dispiega. Concentrati sul senso generale di quel luogo o di quel mondo. Come aggiunta divertente, prova a spiegare perché hai scelto quell’ambientazione e cosa senti che potrebbe portare al romanzo.

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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