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Serena Bianca De Matteis

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Scrivere un romanzo

Scegliere l’ambientazione

12 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

Scegliere l'ambientazione
Scegliere l’ambientazione del romanzo

 

Benvenuti al dodicesimo giorno del laboratorio di Fiction University: Dall’idea al romanzo in 31 giorni. I primi dodici giorni si concentreranno sullo sviluppo della storia e sulla realizzazione di tutte le componenti, in modo da poter costruire più facilmente la trama dell’intero romanzo.

Oggi ci occuperemo del luogo dove si svolge il romanzo.

Scegliere l’ambientazione

Dove un romanzo si svolge è tanto importante quanto chi ci vive dentro, perché l’ambientazione può determinare quali conflitti dovrà affrontare il personaggio. Problemi a Manhattan possono essere diversi da problemi nel Montana, e né questi né quelli si avvicinano ai problemi che si hanno se si vive su una piccola luna di Giove. Quindi, anche se stai scrivendo sulla ragazza di Ipanema, l’ambiente gioca un ruolo importante.

Un romanzo sull’isolamento può funzionare meglio in mezzo al nulla, o potrebbe sfruttare i contrasti ed essere ambientato nella città più grande del mondo. Un romanzo su un personaggio con un passato difficile potrebbe funzionare bene in qualsiasi posto quel passato possa fare danni se rivelato, o in un luogo che ha a sua volta un passato oscuro, per dare spessore al tema, all’arco del personaggio e collegare il tutto.

Perché l’ambientazione è importante

Perché non solo fornisce ai lettori un mondo nel quale perdersi, ma permette di creare elementi che potenziano il romanzo. Il luogo in cui accade qualcosa può rafforzare l’umore generale o l’atmosfera e scatenare le emozioni che vogliamo far provare al lettore.

Considera globalmente l’ambientazione e in che modo entra in relazione con la storia. Forse ti serve una piccola città, o magari solo una piccola stanza. Potresti desiderare un romanzo che arrivare a coprire altri continenti o altre galassie. Grandi città offrono elementi che le città rurali non hanno e viceversa. Anche se il contesto lo avete inventato voi, potete decidere per esempio in che modo sarà metropolitano.

Un’ambientazione è diversa per uno che ha vissuto lì tutta la sua vita rispetto a un nuovo arrivato. Potresti decidere che il protagonista e il lettore devono sentirsi nuovi arrivati, o ambientare il romanzo nella vostra città natale. La familiarità può portare dettagli inattesi, mentre un luogo nuovo potrebbe catturare la tua attenzione e quella del tuo lettore.

Ovunque tu decida di ambientare il tuo romanzo, scegli un luogo che potenzierà la tua storia e aggiunga profondità a personaggi e tema. Più un luogo sembra reale, più immersiva sarà l’esperienza del lettore.

Cosa tenere presente quando si sceglie un’ambientazione:

  1. Quali sono i tuoi posti preferiti? Elenca cinque luoghi che ami.
  2. Che tono o atmosfera deve avere il romanzo? Scrivi l’umore prevalente nel tuo romanzo.
  3. Che ambientazioni sono prevalenti nel genere in cui scrivi? Elenca cinque ambientazioni comuni in quel genere..Che tipo di location potenzierebbe il conflitto del romanzo e/o il tema? Elenca 5 luoghi che potrebbero andare bene.
  4. Elenca cinque luoghi che potenziano il conflitto e poi fai lo stesso con il tema. C’è lo stesso luogo, o più luoghi, in entambe le liste?
  5. Desideri un luogo reale o un luogo inventato? Scrivi che tipo di luogo preferisci.
  6. Si tratta di un luogo grande o piccolo? Scrivi le proporzioni del luogo scelto.
  7. Urbano o rurale? Scrivilo.
  8. Il protagonista conosce questo luogo o non ci è mai stato? Scrivi quanto il tuo protagonista conosce l’ambientazione.
  9. Vuoi un’ambientazione che ti è familiare o qualcosa su cui dovrai fare delle ricerche? Elenca cinque ambientazioni che ti sono familiari e che potrebbero funzionare per il tuo romanzo. Elencane altre cinque che hai sempre desiderato visitare.

Esercizio: descrivi la tua ambientazione e perché l’hai scelta.

Se ne hai più di una, descrivi tutte quelle di cui potresti avere bisogno. Non preoccuparti se non sei sicuro, perché sicuramente serviranno man mano che il romanzo si dispiega. Concentrati sul senso generale di quel luogo o di quel mondo. Come aggiunta divertente, prova a spiegare perché hai scelto quell’ambientazione e cosa senti che potrebbe portare al romanzo.

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

Archiviato in:Blog Contrassegnato con: ambientazione, Dall'Idea al Romanzo, Fiction University, Janice Hardy, NaNoPrep, NaNoWriMo, NaNoWriMo 2018, pianificare un romanzo, preptober, Preptober 2018, Romanzo, Scrivere un romanzo

Trovare il Tema del romanzo

11 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

Trovare il tema del Romanzo
Trovare il tema del Romanzo

 

Benvenuti all’undicesimo giorno del laboratorio di Fiction University: Dall’idea al romanzo in 31 giorni. I primi dodici giorni si concentreranno sullo sviluppo della storia e sulla realizzazione di tutte le componenti, in modo da poter costruire più facilmente la trama dell’intero romanzo.

Oggi ci occuperemo della scoperta del Tema del tuo romanzo.

Scoprire il tuo Tema

Spesso pensiamo al tema come alla Grande Cosa Letteraria in agguato ai margini del nostro lavoro – roba da lezioni di Inglese e romanzi letterari, non qualcosa che si applichi alla narrativa commerciale. In realtà il tema è solo l’elemento sottostante che connette tra loro tutti i pezzi di un romanzo. Così come un romance riguarda l’amore di coppia, un horror la paura, i gialli la giustizia che deve trionfare. Il tema è l’anima del romanzo.

Il tema approfondisce la storia e la fa entrare in risonanza con i lettori. Un grande libro riguarda qualcosa che non è mai solo il meccanismo della trama.

Perché il tema del romanzo è importante?

I temi sono universali, il che aiuta i lettori a entrare in connessione con il romanzo a un livello più intimo e profondo. I lettori potrebbero non percepirlo coscientemente, ma prima della fine del romanzo sentiranno che il libro riguardava qualcosa che non si limitava alla trama e basta. Da un punto di vista tecnico, il tema è un altro modo di aggiungere struttura alla nostra scrittura, così quando dobbiamo decidere se il protagonista farà A oppure B, riusciamo a vedere quale scelta illustrerà il tema nel modo migliore. Ciò può dare connessione con le scene precedenti e porre le basi per scene future. Quando descriviamo l’ambientazione, i dettagli, le azioni, possiamo considerare parole e immagini che riflettano il tema in qualche modo. Anche se non siamo obbligati a collegare qualsiasi elemento al tema, questo può essere un utile strumento per eliminare il superfluo e mantenere ciò vale la pena.

Per i “pantsers” [sono gli scrittori che scrivono in modo spontaneo, senza pianificare, contrapposti a coloro che prima pianificano, i “plotter”, n.d.t.]: se siete il tipo di scrittore che non vuole sapere come finisce un romanzo prima di iniziare a scriverlo, il tema potrebbe essere il faro che vi guida e lo amerete – una struttura senza un contorno preciso, ma allo stesso tempo una guida che vi permette di essere spontanei quanto vi pare e piace.

Date un’occhiata ai vostri romanzi preferiti – specialmente i best seller. Sono romanzi spesso criticati perché non sono abbastanza letterari, a dispetto dei milioni di lettori che li amano. E un libro amato da milioni di lettori qualcosa di giusto lo sta facendo, anche se magari non è il vostro tipo di libro.

Jurassic Park è solo un romanzo su dinosauri che scappano e mangiano la gente, giusto? Ma guardate da vicino e vedrete il tema lungo tutta la storia: è giusto che gli esseri umani giochino a fare Dio con la scienza? Esistono confini che non devono essere superati solo perché possiamo farlo? Il passato non dovrebber restare passato? Sono davvero argomenti succosi esplorati usando qualcosa che tutti hanno amato da bambini: i dinosauri. La trama rende accessibile il tema.

Esplora possibili temi per il tuo romanzo

  1. Quali concetti più estesi vuoi esplorare con la tua storia?
  2. Se tu dovessi scegliere un cliché o un detto per descrivere il tuo romanzo, quale sarebbe? Come potresti adattarlo in quanto tema?
  3. Che tipo di problemi comuni vengono trattati nel romanzo? Puntano a un tema?
  4. Ci sono difetti comuni o sogni comuni nei personaggi?

Se non sei sicuro di quale sia il tuo tema, prova a chiederti di cosa tratta il romanzo su una scala emotiva più ampia. Non i dettagli della trama, o il personaggio con un problema, ma piuttosto l’emozione generale che la trama aiuterà a mostrare. Determina che cosa viene esplorato nel concetto (paura, amore ecc.). Probabilmente quello è il tema.

Esercizio: dichiara il tuo tema e spiega come lo mostrerai nel romanzo.

Scrivi il tema del tuo romanzo. Se ci sono dei temi legati ai personaggi, scrivi anche quelli. Sii tanto vago o tanto preciso quanto ti serve in questa fase. Se hai solo un’idea generale, va bene così. Potrai sempre affinarla più avanti.

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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Scegliere i (personaggi dei) punti di vista

10 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

Scegliere i punti di vista
Scegliere i personaggi POV

 

Benvenuti al decimo giorno del laboratorio di Fiction University: Dall’idea al romanzo in 31 giorni. I primi dodici giorni si concentreranno sullo sviluppo della storia e sulla realizzazione di tutte le componenti, in modo da poter costruire più facilmente la trama dell’intero romanzo.

Oggi sceglieremo i personaggi che racconteranno la storia.

Scegliere i personaggi POV

È probabile che il vostro personaggio POV sarà il protagonista, il che rende la scelta piuttosto semplice. Ma non tutti i romanzi sono raccontati da un singolo punto di vista.

Nei mistery o thriller, è normale per i lettori seguire la storia da un doppio punto di vista, quello del protagonista e quello dell’ antagonista. Anche i romance vengono narrati dal punto di vista dei due protagonisti. Molti racconti epici (fantasy, fantascienza, storici) possono usare diversi personaggi per mostrare parti diverse della storia.

Per trovare il giusto personaggio POV per la vostra storia, rispondete a queste domande tenendo presente il vostro candidato per la narrazione:

  1. Se ciò che quel personaggio può vedere non si vedesse, che cosa andrebbe perso?
  2. Ogni personaggio POV ha la propria trama o obiettivo nella storia?
  3. Come funzionano insieme i punti di vista multipli per raccontare una storia più ampia?
  4. Quali personaggi hanno da guadagnare o da perdere?
  5. Sono necessari più punti di vista?
  6. Se sì, come li utilizzerai? Cosa esattamente ti permetteranno di fare?

Quando avrete finito, dovreste avere una comprensione migliore di ciò che vi serve.

Esercizio: elencate i vostri personaggi POV e spiegate perché sono la miglior scelta possibile per il romanzo.

Non dimenticate di ragionare su quali punti di vista danno valore aggiunto alla storia. Se il personaggio è abbastanza importante che una parte del romanzo venga raccontata dal suo punto di vista, allora egli avrà un impatto diretto sulla trama e non sarà lì solo per passare informazioni ai lettori.

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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Scegli come gestire il punto di vista

9 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

 

Benvenuti al nono giorno del laboratorio di Fiction University: Dall’idea al romanzo in 31 giorni. I primi dodici giorni si concentreranno sullo sviluppo della storia e sulla realizzazione di tutte le componenti, in modo da poter costruire più facilmente la trama dell’intero romanzo.

Oggi ci occuperemo del modo in cui gestire il punto di vista.

Perché il punto di vista è importante

Il punto di vista [POV, point of view per il mondo anglosassone, n.d.t.] è uno degli strumenti più potenti a disposizione dello scrittore. Un romanzo può cambiare drasticamente solo in base a chi sta raccontando e in che modo quei personaggi vivono quegli eventi. Inoltre il punto di vista permette di occuparsi di una varietà di opinioni o viste su un argomento attraverso i vari personaggi, paragonando diverse idee e ponendole a confronto e in opposizione fra loro. Il punto di vista permette di controllare in che modo un’informazione deve arrivare al lettore.

Come sceglierlo

Colui che sceglierete come personaggio/punto di vista influenzerà  il modo in cui racconterete la storia ai lettori. Il personaggio che ha più da perdere è il protagonista, così il più delle volte il protagonista è il personaggio POV. Si tratta della sua storia, ed è lui a raccontarla. Se avete un romanzo con più di un personaggio principale. allora potreste avere più punti di vista, ciascuno dei quali aggiunge qualcosa di diverso al romanzo. Alcuni generi hanno spesso lo stesso punto di vista, come per esempio la terza persona multipla per un fantasy epico o la prima persona per il cozy mistery [intraducibile in italiano. Si tratta di un giallo dove i temi violenti sono molto smorzati o trattati con umorismo; se qualcuno ha una definizione migliore me la scriva nei commenti, n.d.t.]

Se avete una preferenza spiccata per un certo punto di vista, scrivete con quello stile. Se vi divertite a farlo, renderà più forte il romanzo. Se volete una prospettiva “completamente qui e ora”, considerate un punto di vista molto vicino e immersivo – come una prima persona o una terza persona molto stretta e limitata (singola o multipla). La prima persona è ottima se volete che la distanza narrativa sia ridotta a zero (la distanza tra lettore e narratore): la terza persona limitata è perfetta se volete un piccolo passo tra lettore e personaggio. Se volete più separazione, una distanza media o estrema può essere una buona scelta. Forse essere un semplice osservatore può adattarsi al tipo di racconto che state facendo, ed essere troppo vicini o addirittura dentro la testa del personaggio potrebbe essere troppo. Un narratore onnisciente può essere una buona scelta se vuoi una voce esterna che conosce tutti i dettagli e può comunicare informazioni che non possono essere fatte pervenire in altro modo.

Punto di vista e genere

Non scrivete in un certo stile solo perché di solito si fa così in quel determinato genere, ma se per voi non fa differenza e la maggior parte dei libri di quel genere è scritto con quel particolare punto di vista, adeguarsi potrebbe essere una buona idea. I lettori vi sono abituati, voi sapete che funziona e che vende, e avrete anche parecchi esempi da studiare.

Punti di vista diversi hanno diversi vantaggi e svantaggi. Scegliere il punto di vista che si presta al tipo di romanzo che state scrivendo vi permette di fare cose che diversamente non potreste fare.

Le storie personali spesso funzionano bene con un punto di vista stretto, così che i lettori possano comprendere le diverse sfumature di quella battaglia personale. I racconti epici che raccontano una storia dalla visuale ampia spesso usano punti di vista multipli per mostrare tutte le parti in causa. Se il romanzo riguarda una persona e il suo percorso, punti di vista singoli e vicini (terza o prima persona) possono essere una grande scelta, perché vi permettono di entrare nella testa di quel personaggio e focalizzarvi sul problema. Un romanzo su una situazione, che sia un’impresa da compiere, una guerra o un attacco terroristico, potrebbe essere raccontato meglio da personaggi che vedono tutti i  suoi lati.

Anche se il racconto è personale, potreste scegliere di occuparvi del quadro generale per comunicare un tema o un ideale, oppure una situazione di grande importanza collettiva potrebbe essere vista dagli occhi di un certo singolo personaggio. Chiedetevi su quali aspetti della storia vi volete concentrare. Grandi storie non devono essere per forza raccontate da un grande cast, e allo stesso modo delle storie personali possono coinvolgere più di una persona.

Punti di vista multipli possono funzionare bene quando ogni personaggio POV aggiunge qualcosa di unico alla storia – una prospettiva nuova, degli obiettivi, una sottotrama che si connette a un tema più grande che riguarda tutto il romanzo. Comunque, se l’unica ragione per cui un personaggio POV è lì è che non potete mostrare quella parte della storia in nessun altro modo, allora potreste avere bisogno di rivedere la decisione di usarlo. Se non c’è nessun obiettivo a far muovere quel personaggio, allora sarà piatto e le sue parti sembreranno inutili – o il lettore percepirà che il personaggio è lì solo per fare esposizione o spiegare qualcosa del passato.

Come decidere quale punto di vista funzionerà meglio per il vostro romanzo:

  1. Qual è il punto di vista che vi piace di più scrivere?
  2. Che distanza volete tra il lettore e i personaggi?
  3. Cosa viene fatto di solito in romanzi di quel genere?
  4. E’ una storia personale o un racconto epico?
  5. Che storia volete raccontare?  Un racconto epico, una battaglia personale o qualcosa tra i due estremi?
  6. Chi ha la libertà di agire?
  7. Punto di vista multiplo o singolo?

Se non sapete che stile volete usare, provate a scrivere una scena di prova nel POV che stai studiando, per fartene un’idea.

Esercizio: scrivi quale punto di vista ti intriga di più e perché.

A volte un romanzo richiede di essere scritto in uno stile nel quale di solito non scrivete, quindi non preoccupatevi se il vostro stile preferito non è adatto a una certa idea. Potete decidere di provare qualcosa di nuovo o di trovare un modo di adattare l’idea al punto di vista che volete utilizzare.

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

Archiviato in:Blog Contrassegnato con: Dall'Idea al Romanzo, Fiction University, Janice Hardy, NaNoPrep, NaNoWriMo, NaNoWriMo 2018, Personaggi, preptober, Preptober 2018, Progettare un romanzo, Punto di vista, Romanzo, Scrivere un romanzo, Voce

Sviluppare gli archi dei personaggi

8 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

Arco del personaggio
Sviluppare gli archi dei personaggi

 

Benvenuti all’ottavo giorno del laboratorio di Fiction University: Dall’idea al romanzo in 31 giorni. I primi dodici giorni si concentreranno sullo sviluppo della storia e sulla realizzazione di tutte le componenti, in modo da poter costruire più facilmente la trama dell’intero romanzo.

Oggi ci occuperemo degli archi di evoluzione dei personaggi, e la prima grande domanda alla quale devi rispondere è:

Ti serve davvero un arco del personaggio?

Molti romanzi hanno un arco del personaggio, ma non tutti. Alcuni generi come thriller o mistery si focalizzano sulla risoluzione della trama esterna, e il protagonista non cresce o cambia nel corso del romanzo. Questo è vero in particolare per le serie.  Se non sei certo che la tua idea ricada in un genere che non necessita di un arco del personaggio, chiediti:

  1. La storia riguarda più la trama che il personaggio (come in un assassinio, un’avventura, o un attacco imminente)?
  2. Ciò che importa è quel che il protagonista deve fare, più che quello che è (come per un detective, un agente segreto ecc.)?

Comunque, quando decidi di non avere un arco del personaggio riflettici molto bene. È facile pensare “Non mi serve perché la mia trama è fichissima e quello è il cuore della storia”, e finire poi per avere un protagonista a caso che sembra più un attore su un palcoscenico che un personaggio con un problema. Se invece hai scelto di avere un arco del personaggio, allora sviluppiamolo.

Sviluppare l’arco del personaggio

Un “arco del personaggio” è la lotta interna e il processo di crescita che il personaggio compie nel corso del romanzo, tale da cambiarlo in qualche modo. Di solito è legato al conflitto interno, in modo che ciò che egli fa (la trama) cambia ciò che è (arco del personaggio). A volte può essere confuso con la motivazione del personaggio (che si preoccupa di qualcosa e agisce in modo di prevenire quel qualcosa) ma perché il personaggio agisce è altra cosa da come cambia a causa delle proprie azioni. La motivazione provoca le azioni. La crescita è il risultato delle azioni.

Gli archi possono assumere diverse forme. Alcuni scrittori li progettano proprio come fossero trame, e conoscono ogni passo che il personaggio deve fare per raggiungere la sua situazione finale. Altri lasciano che sia il personaggio a condurre il gioco e stanno a guardare dove arriva. Entrambi i modi sono accettabili.

Quasi tutti i romanzi terminano con un protagonista in qualche modo cresciuto, ma non tutti i protagonisti ne hanno bisogno. Le serie più lunghe spesso hanno un protagonista che resta uguale, perché tornare a trovare un vecchio amico fa parte del piacere del lettore. Ma se il punto, nel libro, è proprio qualche tipo di cambiamento personale, allora conoscere bene quel cambiamento vi aiuterà a farlo accadere. E io penso che anche in una serie sia una buona idea avere un po’ di crescita. Vedere un personaggio che continua a ripetere gli stessi errori tutto il tempo viene presto a noia ed è poi difficile da prendere sul serio.

Tuttavia nessuno cambia per il puro piacere di farlo. Qualcosa ha costretto quella persona a rivedere il proprio comportamento e comprendere che ha bisogno di cambiare qualcosa. Probabilmente ha sofferto. A volte la sofferenza è sopportabile, se il cambiamento è piccolo, come per esempio essere più gentile con i colleghi di lavoro, ma per un grande cambiamento l’incentivo deve essere davvero valido. Se il protagonista si deve evolvere in modo importante, gli eventi che provocano quel cambiamento devono essere altrettanto potenti.

Gli archi dei personaggi spesso comportano che si q il protagonista esercitare il comportamento che deve essere cambiato, con un risultato disastroso. Poi invece farà la cosa giusta e ne sarà ricompensato. E non lo fa da solo – qualcuno o qualcosa agisce da catalizzatore e obbliga il personaggio a confrontarsi in modo crudo con se stesso e la propria vita.

Inoltre il cambiamento agisce in due sensi. Un rinforzo negativo può avere risultati positivi, ma le cose brutte possono anche allontanare il personaggio dal cambiamento che deve fare. Si tratta di un brutto momento, durante il quale egli cede e si chiede se tutto ciò vale la pena. Ci potrebbero essere diversi brutti momenti prima che il cambiamento si verifichi.

Se egli si arrende, potrebbe ribellarsi o fare qualcosa che in effetti lo fa cambiare ma non nel modo giusto. Potrebbe scatenarsi, fare qualcosa solo perché sa che non dovrebbe. Potrebbe fare l’opposto di quel che dovrebbe, per dimostrare che non deve fare per forza qualcosa nel modo di qualcun altro.

È molto probabile che l’arco del personaggio si connetta al tema del romanzo o anche alla premessa, perché la crescita del personaggio è un ottimo modo per dimostrare il Tema.

Cose da tenere in considerazione quando si crea un arco del personaggio:

  1. Come vuoi che finisca il personaggio?
  2. Quando deve soffrire per compiere questo cambiamento?
  3. Chi o cosa provoca questo cambiamento?
  4. Come potrebbero essere i cambiamenti in peggio?
  5. In che modo il personaggio potrebbe crescere nella direzione opposta?
  6. In che modo il cambiamento riflette la premessa o il tema?

Esercizio: Descrivi in che modo i tuoi personaggi principali potrebbero crescere o cambiare nel corso del romanzo.

Sii vago o preciso secondo le tue necessità, in questa fase. Potresti per esempio sapere che il protagonista deve “imparare ad accettare i propri limiti” ma non esattamente come lo farà. Sai però che il tuo arco consisterà nel venire a patti con i propri limiti personali. Sei libero di creare archi per tutti i personaggi principali, e scrivere tanto quanto senti di averne bisogno, tanto o poco che sia.

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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Chi è il tuo Antagonista?

7 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

"Sviluppare

 

Benvenuti al settimo giorno del laboratorio di Fiction University: Dall’idea al romanzo in 31 giorni. I primi dodici giorni si concentreranno sullo sviluppo della storia e sulla realizzazione di tutte le componenti, in modo da poter costruire più facilmente la trama dell’intero romanzo.

Oggi ci occuperemo di sviluppare la figura del tuo antagonista.

Scegli l’Antagonista

Lo specchio oscuro del protagonista è l’antagonista. Il tipo di conflitto usato nel romanzo spesso determina chi o cosa sia. Se il conflitto è contro un’altra persona, allora il protagonista avrà bisogno di un degno avversario. Se l’antagonista è la natura o la società, allora il protagonista combatterà contro ostacoli più grandi di sè. Se il protagonista è il peggior nemico di se stesso, allora l’antagonista sarà qualcuno che rappresenta tutto ciò che egli sta combattendo.

I cattivi (anche le società cattive) possono facilmente diventare cliché se ci concentriamo solo sul lato negativo e su ciò che l’antagonista vuole fare al protagonista; questi si riduce a un dispositivo della trama per causare problemi al protagonista, invece che essere un personaggio completamente sviluppato e con i propri diritti. Ma anche i cattivi hanno sentimenti, e persino i nemici hanno alcune qualità che li riscattano.

Perché l’antagonista è importante: perché fornisce il conflitto necessario, dando al protagonista qualcuno o qualcosa contro cui lottare. Alimenta il fuoco in cui l’eroe è forgiato. Migliore è l’antagonista, più forte sarà il protagonista.

Dal momento che ieri hai capito quale tipo di conflitto è al centro della tua storia, probabilmente hai le idee chiare su chi siano i cattivi o almeno da dove deve venire la forza antagonistica.

Nel conflitto Persona vs. Persona:

  1. Perché il nemico è diventato una forza antagonistica?
  2. C’è forza o nobiltà nelle sue azioni?
  3. Che scelte difficili sono state fatte?
  4. Nei piani malvagi dell’antagonista, che cosa è importante e deve essere raggiunto?

Nel conflitto Persona vs. Se Stessa:

  1. Chi o cosa, nel romanzo, rappresenta ciò contro cui il protagonista sta combattendo?
  2. Chi o cosa, nel romanzo, rappresenta ciò per cui il protagonista combatte?
  3. Quale luogo rappresenta ciò che il protagonista sta combattendo?
  4. Quale oggetto rappresenta ciò che sta combattendo?

Nel conflitto Persona vs. Società:

  1. Chi rappresenta il valore difeso dalla società?
  2. Chi si oppone a ciò che il protagonista sta cercando di fare?
  3. Perché l’antagonista ritiene di dover fermare il protagonista?
  4. L’antagonista empatizza in qualche modo con la posizione del protagonista?

Nel conflitto Persona vs. Natura:

  1. Qual è la finalità della natura nel romanzo?
  2. Cosa rappresenta la natura?
  3. In che modo la natura diventa più nemica nel corso del romanzo?

Esercizio: descrivi il tuo Antagonista

Non solo l’aspetto fisico (lo conosci già? Ottimo!), ma il tipo di persona che lui o lei è e qualsiasi storia su di lui/lei che potresti conoscere in questa fase. Cerca di capire chi è questo personaggio e come il romanzo potrebbe svolgersi con un antagonista così. Se la persona Antagonista rappresenta ciò che il protagonista sta combattendo (come in un conflitto Persona/Persona o Persona contro Società), descrivi in che modo questa persona si adatta al ruolo e ciò che rappresenterà. Se l’antagonista è la Natura, descrivi quali problemi causerà al tuo protagonista.

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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