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Serena Bianca De Matteis

For the Love of all Creatures

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NaNoWriMo 2018

L’evento scatenante [Inciting Event]

22 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

L'evento scatenante
L’evento scatenante

L’evento scatenante è l’innesco che mette in movimento il resto della trama. Qualche volta l’evento scatenante è nella scena o capitolo di apertura; altre volte è più lontano nel romanzo. Tradizionalmente ricade  tra la prima e la trentesima pagina, o tra la prima e la cinquantesima per romanzi più lunghi.

Ovunque si trovi, non deve essere per forza una faccenda grandiosa e ricca di azione se questo non si adatta al romanzo. Può essere sottinteso o clamorosamente evidente. Serve solo che conduca da qualche parte e provochi qualcosa di molto più grande, anche se ci vogliono un po’ di capitoli per arrivarci.

Perché l’evento scatenante è importante: 

Perché questo è il momento che fa partire il protagonista sulla via della trama. È anche uno dei principali punti di svolta e componente fondamentale della sinossi operativa. Di solito questa scena connette la scena di apertura al manifestarsi del problema del primo atto, funzionando come un ponte tra l’inizio del romanzo e la parte centrale.

Elementi chiave dell’evento scatenante

  • Viene presentato il protagonista con un problema e un’occasione di agire
  • Il protagonista sceglie di agire e comincia il percorso verso il conflitto principale, o vi è trascinato da forze maggiori
  • Quest’azione innesca il resto del romanzo.

La caratteristica di essere un “innesco” è importante, per un evento scatenante. Le azioni hanno conseguenze che investono tutto il romanzo. Se questo momento non si fosse verificato, il romanzo si sarebbe svolto diversamente o non ci sarebbe stato nessun romanzo.

Cose da tenere presenti per sviluppare il vostro evento scatenante

  1. In che modo il protagonista arriva dalla scena di apertura a questo momento?
  2. Cosa sta cercando di fare il protagonista quando si verifica questo momento?(obiettivo della scena)
  3. Qual è il conflitto della scena?
  4. Qual è la posta in gioco della scena?
  5. Come viene risolto questo problema?
  6. L’evento impatta anche sull’arco di evoluzione del protagonista? Se sì, in che modo?
  7. In che modo la risoluzione della scena scatena il resto della trama?

Esercizio: descrivi il momento in cui la vita del protagonista cambia ed egli parte sul cammino verso il conflitto principale.

Sii vago o preciso a tuo piacimento. Considera in che modo questa scena scaturisce dalla tua scena di apertura e come potrebbe condurre alla scena successiva. Inserisci tutti gli appunti che ti potrebbero servire in seguito. Se non sai quanto scrivere, punta a tre paragrafi nei quali descrivi in che modo il protagonista passa dalla scena di apertura al momento in cui si verifica l’evento scatenante, cosa sta cercando di fare, il motivo per cui lo fa, cosa va storto, qual è la posta in gioco, e la decisione che darà origine alla scena seguente.

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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La scena di apertura

21 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

La scena di apertura
La scena di apertura

La scena di  apertura è, ovviamente, il modo in cui il romanzo si apre. Di solito introduce il protagonista, sebbene qualche volta una scena d’apertura parta mostrando l’antagonista o un po’ di narrazione. Mostra il mondo [in cui si svolge la storia] e dà un assaggio del perché il protagonista è abbastanza diverso o speciale da chiedere a qualcuno di leggere [una storia] su di lui. Inoltre riassume le informazioni essenziali che i lettori devono avere per capire il personaggio.

Perché la scena di apertura è importante

Stabilisce il tono e dà ai lettori un’idea di cosa si possono aspettare dal romanzo. Inoltre fornisce l’importantissimo “gancio” che afferra i lettori e fa loro desiderare di leggere il romanzo.

Lo scopo principale di una scena di apertura è far desiderare ai lettori di leggere la scena successiva. Vi sorprendereste di sapere quanto spesso ciò viene dimenticato, perché ci si preoccupa di mostrare l’ambientazione, presentare il protagonista e dire ai lettori tutto sulla bella storia che li attende. Sono tutte cose importanti, ma da sole non faranno ciò che deve fare una scena di aperture – catturare i lettori e farli continuare a leggere.

Il modo migliore di catturare il lettore è di dargli una domanda della quale voglia conoscere la risposta – una prima riga intrigante che pone una domanda (letterale o metaforica), una situazione inusuale, un mistero, una contraddizione che quasi non ha senso. Un altro modo di agganciare i lettori è per mezzo di una grande voce e un personaggio del quale vogliano approfondire la conoscenza. Tutto può funzionare come gancio fino a quando è qualcosa o qualcuno che fa pensare ai lettori “voglio saperne di più”.

Elementi chiave di una scena di apertura

  • Mostra il protagonista che esibisce qualche caratteristica gradevole o avvincente
  • Mostra il mondo della storia, l’ambientazione e come vive il protagonista
  • Mostra il protagonista subito prima del momento in cui dovrà agire. L’azione qui è critica, perché il protagonista deve guidare la trama, non solo reagire a cose che gli capitano.

Una buona scena di apertura comincia con un problema

Il problema della scena di apertura non deve necessariamente far parte del conflitto principale. Può essere qualcosa inerente al mondo del protagonista. Magari è inseguito da mostri, o sta cercando di evitare il suo capo, o ha una discussione con il suo ex. Qualunque cosa sia un problema tipico per il protagonista può funzionare in una scena di apertura. Certo, va anche bene se il problema iniziale è parte del conflitto principale e trasporta subito i lettori nella storia principale. Qualunque cosa scegliate, cercate dei modi di far partire il protagonista sul percorso della trama, utilizzando il problema della scena di apertura come un ponte per congiungersi al resto della trama.

Ecco alcune cose da tenere presenti quando create la vostra scena di apertura:

Elementi chiave di una scena di apertua

  • Mostra il protagonista e i suoi tratti caratteriali più interessanti e avvincenti
  • Mostra il mondo della storia, l’ambientazione e che tipo di vita fa il protagonista
  • Mostra il protagonista subito prima del momento in cui si trova costretto ad agire. Qui l’azione è determinante, poiché il protagonista deve condurre la trama e non semplicemente lasciare che gli accadano delle cose.

Una buona scena di apertura comincia con un problema

La scena di apertura non deve necessariamente far parte del conflitto principale. Può trattarsi di qualcosa inerente al mondo in cui egli vive. Magari viene inseguito dai mostri o se la vede con un capufficio rognoso o litiga con il suo ex. Qualsiasi cosa sia un problema tipico del protagonista può funzionare in una scena di apertura. Certo, va benissimo anche se il problema iniziale fa parte del conflitto principale e porta subito i lettori al punto di svolta della trama principale.

Qualunque sia il problema, cercate dei modi di mettere in cammino il protagonista sul sentiero della storia, utilizzando il problema della scena di apertura come un ponte verso il resto della trama.

Ecco alcune cose cui prestare attenzione quando pensate alla vostra scena di apertura:

1. Come’è la giornata tipica del protagonista?

Il vostro personaggio ha una vita, e quella vita sta andando avanti prima che si manifesti il problema del romanzo. Come descrivereste una giornata normale in quella vita?

2. Che problemi potrebbero verificarsi in quella giornata tipica?

Queste sono le cose che potrebbero andare male e spedire il vostro protagonista verso il conflitto centrale del romanzo. Qualsiasi problema può funzionare, ma cercate di pensare a cose che si possano connettere in qualche modo al conflitto più grande e importante o all’arco di evoluzione del protagonista. Potete anche lavorare su come potrebbe essere per lui una tipica giornata tremenda, perché spesso i problemi iniziali ricadono in quella circostanza.

3. Qual è il conflitto centrale del vostro romanzo?

Può sembrare una domanda strana da fare a proposito di un inizio, ma la parte iniziale si deve occupare principalmente di spedire il vostro protagonista verso questo conflitto principale. Se non sapete dove deve andare, è dura capire dove deve iniziare quel viaggio. È una buona idea ricordare a voi stessi qual è lo scopo finale del romanzo, già mentre ne sviluppi l’inizio. Considerate sia il conflitto interno che quello esterno.

4. Quali sono le condizioni critiche e i dettagli essenziali alla comprensione del mondo in cui si svolge la storia?

Se stai scrivendo una storia di genere o hai personaggi con superpoteri , è bene mostrarli subito (a meno che tenerli nascosti non sia parte della trama). Potrebbero esserci dettagli vitali sull’ambientazione o sull’universo della storia che dovete far conoscere nella scena di apertura, anche se non dovete far affondare la vostra storia nel pantano delle spiegazioni. Come potete mostrare questi elementi? Possono essere parte del problema di apertura?

5. Che cosa c’è di gradevole e/o avvincente nel vostro protagonista?

Quali sono i dettagli essenziali che il lettore deve conoscere per entrare in relazione con questo personaggio? Che cosa glielo farà amare? Emozionarsi per lui? Essere comunque intrigato anche se il personaggio è sgradevole? Non dovete spiattellare tutta la storia all’inizio, ma pochi dettagli nella scena iniziale che spieghino chi è questo personaggio possono aiutare a catturare il lettore. Se il personaggio è sgradevole, allora mostrate cosa è abbastanza interessante da continuare a leggere su di lui.

6. Qual è la prima immagine che volete venga vista dai vostri lettori?

Una scena di apertura stabilisce il tono e l’atmosfera di un romanzo. Come volete che si sentano i vostri lettori quando iniziano il vostro romanzo? Che aspettative volete che abbiano? Quale elemento o situazione possono provocare quell’idea o emozione?

7. La scena di apertura corrisponde all’incidente scatenante o a un problema che conduce all’incidente scatenante?

Ciò determina in che modo il problema della scena iniziale è connesso al conflitto principale. Se l’evento scatenante deve ancora arrivare, questa scena potrebbe focalizzarsi su  un altro aspetto della vita del protagonista o sul conflitto inerente l’universo narrativo.

8. Come termina la scena di apertura?

La scena terminerà con qualcosa che conduce alla prossima scena o capitolo. Un momento “oh, no” oppure “oh, che bello” che farà muovere in avanti il personaggio sul filo della trama. Quando create una scena di apertura, pensate a come agevolerà il passaggio della trama alla prossima scena.

Esercizio: descrivete l’apertura del vostro romanzo.

Siate vaghi o precisi tanto quanto gradite. Cercate di terminare la scena con l’accadere di qualcosa che credi un scopo che conduca alla prossima scena. È normale che questa scena cambi man mano che approfondite la conoscenza con il vostro romanzo e la sua trama. Man mano che vi vengono delle idee, tornate a riempire questo riassunto.

Se non sapete quanto scrivere, puntate a un paio di paragrafi che descrivano come si apre il romanzo, cosa sta facendo il protagonista, perché lo sta facendo, cosa va male, qual è la posta in gioco e cosa il protagonista decide di fare in seguito. Potete anche scrivere di più e continuare con lo svolgimento della trama fino al prossimo grande punto di svolta. Sentitevi liberi di aggiungere appunti su ciò che la scena deve fare, se concettualmente sapete cosa volete, ma preferite approfondire i dettagli durante la scrittura.

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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Sviluppare la trama: modelli di struttura narrativa

20 Ottobre 2018 by Serena 2 commenti

Sviluppare la trama
Sviluppare la trama

Oggi osserviamo più da vicino la struttura narrativa e i principali punti di svolta della trama.

La comprensione di alcune strutture narrative basilari renderà sia la pianificazione che la costruzione della trama molto più facili. Alcuni formati per la struttura di un romanzo propongono punti di svolta da raggiungere e forniscono una cornice per la vostra trama. Anche se siete uno scrittore che ama improvvisare [un “pantser”, n.d.t.], la struttura può essere utile in fase di revisione, quando avete una prima stesura completa e volete assicurarvi che tutti i vostri punti di svolta funzionino.

Come funziona la struttura narrativa

Una struttura è come una mappa primordiale, o la linea disegnata in un libro da colorare. Siete voi a decidere come stratificare la vostra storia (o come colorate all’interno delle linee), ma la struttura fornisce indicazioni e confini per aiutarvi a restare focalizzati. Punti di svolta come “lasciare il mondo ordinario” [Il Viaggio dell’Eroe, n.d.t.] sono solo un modo per dire “il protagonista fa una cosa per lui nuova che fa partire la trama”. Ciò può essere, alla lettera “entra in un guardaroba magico e scopre Narnia” o “decide di indossare per la prima volta un vestito per andare a scuola per catturare l’attenzione del ragazzo che le piace”.

Alcuni scrittori temono che la struttura creerà un romanzo banale e stereotipato. Se la seguirete alla lettera e la prenderete alla lettera allora sì, potrebbe succedere, ma la forza della struttura narrativa consiste nel lasciare che vi guidi e vi ricordi degli elementi importanti per la trama del romanzo. I momenti sono metaforici o simbolici, e suggeriscono certi tipi di situazioni a cui puntare. E anche quando un romanzo li segue esattamente, se il lavoro è fatto bene i lettori non se ne accorgono nemmeno. Il romanzo dà la sensazione di essere costruito in modo forte, non di essere prevedibile.

Forme comuni della struttura narrativa

La struttura in tre atti:

La struttura elementare “inizio, parte centrale, finale”che ci è più familiare nello storytelling. Impostazione, azione crescente e posta in gioco, soluzione.

Il Viaggio dell’Eroe:

La struttura del mito in 17 fasi di Joseph Campbell che traccia il viaggio avventuroso intrapreso da una figura mitica (l’Eroe).

La struttura a sei stadi di Michael Hauge

Una variazione della struttura in tre atti che pone in evidenza sei elementi critici di una trama. Questo tipo di struttura è collegata a quella dell’arco interno del personaggio.

I “beat” di Blake Snyder in “Save the Cat”

Un formato utilizzato per scrivere sceneggiature utilizzando quindici “beat” (o punti di svolta). Viene utilizzato un po’ ovunque dai romanzieri, perché le stesse regole di base si applicano ai romanzi.

La struttura in tre atti

In questo laboratorio parliamo di Struttura in Tre Atti, perché è la più comune là fuori ed è semplice da usare sia per gli autori alle prime armi che per quelli più esperti.

Anche gli altri formati generalmente seguono questa struttura, quindi è un’ottima base da avere. La Struttura in Tre Atti è stata scomposta in una miriade di modi diversi, ma fondamentalmente funziona così:

Atto Primo: L’Inizio (L’Impostazione)

Il primo atto corrisponde grossomodo al primo 25% del romanzo. Si concentra sul protagonista che dapprima viene mostrato nel proprio ambiente e successivamente incorre in un problema che deve risolvere. Qualcosa nella sua vita lo rende infelice o scontento, ma non è ancora pronto per agire in merito. Potrebbe non essere nemmeno consapevole del problema, ma sente che c’è qualcosa che non va. Gli viene presentata una possibilità di cambiare la propria vita, ed egli accetta la sfida oppure la rifiuta ma viene costretta ad affrontare il cambiamento, in ogni caso. Entro la fine del primo atto, percorre il filo della trama che condurrà all’apice del romanzo.

Il primo atto consiste principalmente nel mostrare il mondo del protagonista (la sua vita, i suoi sogni, problemi eccetera, così come l’ambientazione fisica) e permettere ai lettori di vedere i problemi e i difetti che egli dovrà battere per ottenere quello che vuole. Essenzialmente, è quando dite “vedere com’è incasinata la vita di questa ragazza? Questo è ciò di cui dovrà occuparsi prima di poter vincere”.

Il primo atto contiene di solito tre momenti:

La scena di apertura

Presentazione del protagonista, problema della scena di apertura, ambiente, regole del mondo fantastico, ogni fatto importante che il lettore deve conoscere eccetera. Sta succedendo qualcosa che coinvolgerà i lettori e gli permetterà di conoscere e gradire il protagonista.

L’incidente scatenante

Si presenta l’occasione di cambiare o riparare ciò che è sbagliato nella vita del protagonista. Egli non sa se approfittare di quest’occasione oppure no, ma alla fine procede, e può essere per sua scelta o a causa di forze esterne che agiscono su di lui.

Problema del primo atto

Questo problema si protrae fino alla parte centrale del romanzo e dà al protagonista qualcosa da compiere (un obiettivo) e una scelta da fare. È il primo, importante passo da compiere una volta che il protagonista è sulla strada verso il conflitto centrale. È anche dove la posta in gioco si alza significativamente per la prima volta.

Atto Secondo: Lo svolgimento  (La parte centrale – come risolvere il problema)

La parte centrale generalmente occupa circa il 50% di un romanzo. Il protagonista lascia ciò che gli è familiare e affronta una serie di sfide che gli permetteranno di ottenere ciò che vuole. Combatte e fallisce ripetutamente, apprendendo lezioni importanti delle quali avrà bisogno nel terzo atto per sconfiggere l’antagonista. Il secondo atto tipicamente contiene tre momenti importanti:

La Scelta del Secondo Atto

La scelta nel II Atto è un momento di transizione che collega gli inizi alla parte centrale. Il protagonista accetta i problemi che dovrà affrontare e accetta l’opportunità che gli viene offerta dalla risoluzione di quei problemi. Il modo in cui egli di affrontare quei problemi stabilisce come si svolgerà la trama fino alla prossima tappa del percorso.

Il capovolgimento centrale

Avviene un capovolgimento a metà del romanzo [potreste andarvi a leggere questo mio articolo a casa di Penna Blu] Succede qualcosa di inaspettato che cambia la visione del mondo che il protagonista ha avuto fino ad ora. Il suo piano non funziona più oppure non è più percorribile, e le cose devono cambiare. Questa scelta e la creazione di un piano è ciò che porta il romanzo nella seconda metà della parte centrale (dal punto che segna il 50% del romanzo al 75%).

La catastrofe del secondo atto

Avviene attorno al 75% dello svolgimento della trama. È il momento in cui al protagonista va tutto male ed è spesso il risultato del tentativo di sistemare ciò che è andato male attorno al Midpoint. Il Grande Piano per salvare capra e cavoli fallisce miseramente e il protagonista si ritrova nelle peggiori condizioni di tutto il romanzo. La posta in gioco si è alzata ancora e il tutto sembra troppo per poter essere affrontato.

Atto Terzo: Affrontare l’Antagonista

La parte finale è il rimanente 25% del romanzo. Il protagonista decide di portare il suo problema davanti all’antagonista. Per farlo utilizzerà tutto ciò che ha imparato nel corso del romanzo per superare l’antagonista in astuzia e sconfiggerlo. Essi combattono e il protagonista vincerà (quasi sempre), quindi la trama si conclude e i lettori vedono il nuovo mondo in cui il protagonista vive e la nuova persona che egli è diventato grazie a tutte queste esperienze. Il terzo atto di solito contiene tre momenti importanti:

Il Piano del Terzo Atto

Dopo avere scavato dentro di sé per trovare la forza emotiva per continuare, il protagonista mette in atto un nuovo piano, utilizzando tutto ciò che ha imparato. Finalmente sa chi è e cosa deve fare, e si prepara per farlo.

Climax

Il Climax è il confronto finale con l’Antagonista. Il protagonista affronta chi o cosa ha reso la sua vita così disastrosa per qualche centinaio di pagine, e poiché ha imparato XYZ nel corso del romanzo vince (o perde in modo spettacolare, se questo è il tipo di romanzo che state scrivendo). Questa realizzazione è anche ciò che mancava nella sua vita. Qualsiasi cosa succeda, il conflitto centrale del romanzo è risolto.

Tirare le fila

Questo è il lieto fine, o l’apocalisse di fuoco se preferite così. Ciò che il protagonista farà adesso che ha risolto il problema. Essenzialmente, la scena finale dice “Sì, il romanzo aveva un senso, eccolo qui”. Dà ai lettori un senso di chiusura e completezza e la certezza che il romanzo valeva il tempo che vi hanno dedicato.

Ciò che rende ogni struttura di trama uno strumento tanto valido è che questi elementi possono essere qualsiasi cosa voi vogliate. La struttura è solo una cornice alla quale appendere la storia, e conoscere punti di svolta solidi e testati vi può aiutare a decidere che eventi devono accadere e quando, per ottenere il massimo dalla vostra trama. Vi servono anche per scoprire eventuali buchi nella vostra trama e punti dove la posta in gioco potrebbe dover essere alzata. Se notate che il protagonista non fallisce mai, quello è un chiaro segnale che la posta in gioco potrebbe non essere sufficiente, o non avete abbastanza conflitto a far avanzare la trama. O potrebbe mancarvi un solido arco del personaggio che permetta al vostro protagonista di crescere. È una mappa, una guida, ma scene e problemi incontrati dipendono solo da voi.

Esercizio: scrivete i punti di svolta del vostro romanzo [Turning Points]

Questi punti di svolta forniscono alla trama momenti di inizio e fine. Possono cambiare man mano che il romanzo si sviluppa, ma sono utili linee guida nella fase di pianificazione per farvi cominciare. Usateli come uno strumento, ma non sentitevi costretti da loro.

  • The Beginning = Inizio
  • Opening Scene  = Scena di Apertura
  • Inciting Event = Evento Scatenante
  • Act One Problem = il problema del I Atto
  • The Middle = Lo Svolgimento
  • Act Two Choice = La Scelta del II Atto
  • Midpoint Reversal = Capovolgimento Centrale
  • Act Two Disaster = La Catastrofe del II Atto
  • Act Three Plan = Il piano del III Atto
  • Climax = La Battaglia Finale
  • Wrap Up = La Conclusione

Bonus: sul sito di Daniele Imperi, Penna Blu, potete leggere un mio articolo sul Midpoint

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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Crea la prima bozza del tuo romanzo

19 Ottobre 2018 by Serena 2 commenti

Creare una scaletta elementare del romanzo
Creare una bozza di base del romanzo

Oggi creiamo una panoramica di base della nostra storia per farcene un’idea.

Non tutti sono fan della struttura. Alcuni la trovano soffocante, altri temono che seguire una struttura farà sì che i loro romanzi suonino stereotipati.

Questo semplice processo in tre punti fornisce un contesto di base per mantenere organizzata la vostra storia, senza renderla prevedibile o farvi impazzire per inserire a tutti i costi determinate scene.

Per alcuni scrittori, questo è tutto ciò che serve per poter cominciare a scrivere e non ci sarà bisogno di creare grandi punti di svolta fino a quando non ci arrivate. Altri avranno bisogno di approfondire la bozza prima di immergersi nel libro, ma discuteremo nel dettaglio ogni punto di svolta [turning point, n.d.t.] nel corso delle prossime settimane.

Punto Uno: scoprire un problema o un bisogno

Non importa che storia stiate cercando di raccontare, comincia sempre con uno o più personaggi che scoprono che c’è un problema o che hanno bisogno di qualcosa o entrambe le cose. Questo è il cuore del libro – risolvere questo problema o soddisfare questo bisogno.

Può accadere con un solo protagonista in prima persona, può essere il prologo di un evento che ha provocato il problema, può essere un assassinio, uno scivolamento delle placche tettoniche – qualsiasi cosa. È il momento in cui succede qualcosa che he fa sorgere l’intero problema o bisogno della storia. Se questo evento non si verificasse, non esisterebbe la storia.

Questo succede all’inizio. Decidete voi dove, e come si adatta alle altre scene. Decidete anche che altro serve all’inizio e cosa devono sapere e vedere i lettori per far partire la storia nel modo in cui volete voi. Una volta che avete piazzato il problema o bisogno in un modo che vi soddisfa, procedete verso…

Punto Due: vari tentativi (e fallimenti) di risolvere quel problema o soddisfare quel bisogno

Questa parte costituisce la massa critica della storia, dove i vostri personaggi lavorano per risolvere il problema o soddisfare il bisogno, e falliscono diverse volte. Il livello di tentativi e fallimenti cambierà a seconda del tipo di storia, perché ad esempio un thriller ha stile e aspettative diverse da un romance.

Sottotrame  e diverse linee di narrazione si intrecceranno in questa sezione. Qui mostreremo la crescita del personaggio (se è prevista), creeremo e risolveremo misteri, metteremo nei guai personaggi importanti e meno importanti, costruiremo tensione, causeremo sofferenza, faremo ridere e toccheremo corde emotive. In breve, scriveremo questa benedetta storia in tutte le sue meravigliose sfaccettature.

Quanto inserire in questa sezione dipende da voi. Come si svolge dipende da voi, a quali tormenti emotivi volete sottoporre i personaggi dipende da voi. L’unico punto fermo cui attenersi è che il senso del Punto Due è condurre la storia al Punto Tre. Ad un certo punto, tutto questo provare e fare e fallire darà i suoi frutti e la storia arriverà alla fine. Il che ci conduce al…

Punto Tre: Soluzione del problema o soddisfazione del bisogno in modo significativo.

Le storie hanno bisogno di una conclusione. A un certo punto, il problema viene risolto e il bisogno soddisfatto. Questo non significa che ci debba essere un lieto fine, perché la soluzione potrebbe non essere di benefici per il protagonista, o il bisogno potrebbe rimanere vivo (anche se di solito non avviene).

Lieto o triste che sia, il finale dovrebbe essere significativo. E cioè, dovrebbe avere senso e soddisfare il lettore. Ci dovrebbe essere una buona ragione per la creazione di quel problema e lo sforzo che si è fatto per risolverlo, e una ricompensa per il lettore che ha speso X ore del suo tempo per leggere la storia. Forse la soluzione è chiara, forse è vaga o ambigua, magari pone le basi per una storia più ampia. Ma in qualche modo, conclude.

Sta a voi decidere in cosa consiste un finale soddisfacente (sta anche al lettore, ma questo non ricade sotto il vostro controllo). Ciò che volete dire con questo finale è vostra scelta. Dipende da voi con quali emozioni e pensieri volete lasciare i vostri lettori quando finiscono il libro.

Esercizio: riassumete le tre parti fondamentali del vostro romanzo.

Le storie hanno un inizio, una parte centrale e un finale. Tre punti che costituiscono un racconto e offrono  qualcosa a un lettore. Come si dispiega la vostra storia?

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

Archiviato in:Blog Contrassegnato con: bozza romanzo, Dall'Idea al Romanzo, Fiction University, Janice Hardy, NaNoPrep, NaNoWriMo, NaNoWriMo 2018, pianificare un romanzo, preparazione NaNoWriMo, preptober, Preptober 2018, Progettare un romanzo, Scrivere un romanzo, Struttura in tre atti

Scrivi il trafiletto promozionale del tuo libro

18 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

Scrivi la fascetta del tuo romanzo
Scrivi la fascetta del tuo romanzo

 

Nota del traduttore: qui Janice usa la parola “blurb” che Wikipedia inglese definisce così:

A blurb is a short promotional piece accompanying a creative work. It may be written by the author or publisher or quote praise from others. Blurbs were originally printed on the back or rear dust-jacket of a book, and are now found on home video cases, web portals, and news websites. A blurb may introduce a newspaper or magazine feature story.

In italiano lo possiamo intendere come un trafiletto promozionale, ma trattandosi di libri può essere anche la fascetta pubblicitaria, e così spesso viene tradotto il termine. Nel mondo anglosasone, è un breve articolo promozionale che accompagna un lavoro creativo. Può essere scritto dall’autore o dall’editore, e può citare lodi – fatte da altri – all’opera. Se qualcuno ha in mente la singola parola perfetta per questo concetto, me lo scriva nei commenti, ogni suggerimento è ben accetto! Ma ora torniamo alla traduzione.

___________

Quello che faremo oggi, in pratica, è scrivere un trafiletto promozionale da proporre a un editore (ma niente paura!). Questo trafiletto riassuntivo è uno strumento molto utile per assicurarvi di avere tutto ciò che vi serve per scrivere il vostro romanzo.

Trasformare la riga di riassunto in un trafiletto promozionale

Ieri abbiamo sviluppato un riassunto in una frase del vostro romanzo. Ora andremo a sviluppare quella riga in un trafiletto, tipo la bozza della proposta a un editore, per dare corpo agli elementi principali della trama. Qui andrete ad eliminare ogni affermazione vaga e sceglierete dettagli precisi per illustrare l’idea del vostro romanzo.

Questo trafiletto è per voi, non per un agente o editor, quindi non deve essere troppo rifinito o ben scritto. Deve solo contenere le informazioni che vi aiuteranno a scrivere il romanzo.

Cos’è un trafiletto promozionale

Un buon trafiletto promozionale cattura gli elementi principali dell’idea in un modo che vi permette di costruire più facilmente il romanzo. Introduce il protagonista e gli altri personaggi importante per la trama, presenta o suggerisce l’antagonista, mostra l’ambientazione del romanzo e in cosa consiste il conflitto principale.

Esploriamo insieme questi elementi e vediamo come catturare l’essenza di ciò che conta per trama e storia. Dopo gli esercizi precedenti, dovreste poter rispondere con facilità a queste domande (il che è proprio la ragione per la quale abbiamo fatto tutto questo lavoro).

Di cosa si parla nel romanzo?

Qui si descrive il protagonista. Può essere una sola persona o un gruppo, se è un cast numeroso. Dice qualcosa di lui, qualcosa che è interessante ai fini del romanzo. Questo dettaglio è probabilmente la ragione per la quale lo avete scelto come protagonista.

Qual è il problema che deve essere risolto?

Qui si descrive il conflitto centrale. Su cosa è il libro. Nella maggior parte dei romanzi, sarà un problema esterno. I romanzi letterari spesso usano una crescita interna del personaggio invece che un conflitto esterno. Prendetevi un po’ di tempo per pensare a questo:

  1. Qual è quella singola cosa che deve essere risolta, perché se no non avete una storia?
  2. Se il protagonista ha un arco del personaggio, in che modo deve crescere in questa storia? Qual è il suo difetto fatale?

Dove si svolge il romanzo?

Qui si descrive l’ambientazione. Si dà un senso del luogo che spesso mostra dei conflitti inerenti, o problemi nell’ambiente, o mostra dove si svolge la vita del protagonista.

Da cosa è scatenato il problema del romanzo?

Qui viene descritto l’incidente scatenante e ciò che costringe il protagonista a incamminarsi verso il conflitto principale del romanzo.

Perché è importante?

Qui si descrive la posta in gioco. Si spiega cosa succederà se il protagonista fallisce, e ciò che lo motiva ad agire.

Come finisce il romanzo?

Qui è descritta la soluzione del conflitto, e spesso si tratta dell’ostacolo più grande che blocca la strada al protagonista. Superare l’ostacolo costituisce una vittoria per il protagonista.

Queste informazioni si combinano tra loro per creare il trafiletto promozionale e catturano gli elementi critici del romanzo.

Esercizio: scrivi il tuo trafiletto promozionale

Può trattarsi di informazioni di base o contenere già la voce, lo stile del romanzo. A volte è utile fare questo esercizio per avere la sensazione di come può “suonare” un personaggio, o quale potrebbe essere il tono del romanzo.

Se avete problemi a creare il trafiletto, provate il modello che segue. Siete liberi di muovere le parti nel modo che più si adatta al vostro romanzo. Il modello è solo una guida per aiutarvi a pensare, non qualcosa che dovete seguire esattamente. Potete anche tagliarne alcune parti, se vi sembra che non funzionino.

[Nome del protagonista] è [dire qualcosa su di lui] che [perché è nel posto giusto affinché succeda qualcosa]. Egli [cosa fa per arrivare all’incidente scatenante] dove [accade l’incidente scatenante]. Egli [reagisce a quanto è successo] e si ritrova [in che modo l’incidente scatenante ha ridotto la vita del protagonista a un gran pasticcio]. Per [soluzione del problema] egli deve [la cosa che deve essere fatta perché il protagonista vinca la sfida] prima che [reazione dell’antagonista]. Se non lo fa, [quali sono le terribili conseguenze e cosa ha da perdere il protagonista].

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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Riassumere l’idea in una riga

17 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

Riassumere l'idea in una riga
Riassumere l’idea in una riga

Oggi chiariremo al massimo la nostra idea, così da sapere esattamente su cosa stiamo scrivendo.

Racconta la tua storia in una riga

Il riassunto in una riga [spesso detto “logline”, n.d.t.] è una descrizione in una singola frase, che sintetizza la tua idea in modo da catturare gli elementi chiave che servono per trasformarla in un romanzo.

In questa fase, non sentitevi di dover creare una riga perfetta pronta per la proposta editoriale. Non è per agenti o editor, è per voi. Lo scopo è definire gli elementi chiave di storia e trama così da potere poi sviluppare il tutto in un intero romanzo.

Che cos’è il “riassunto in un riga”

Ha diversi nomi. Gancio, logline, [the through line], la riga di premessa, la proposta. A seconda del contesto, ciascuna definizione cambia leggermente di significato, ma di base vogliono dire tutte la stessa cosa – la singola frase che riassume il romanzo.

Un buon riassunto in una riga trasmette chiaramente il senso di ciò che racconterà il romanzo. Spesso contiene ciò che vi ha emozionato quando vi è venuta l’idea, ma è molto più che una semplice scintilla di ispirazione. Cattura il conflitto e l’essenza del romanzo in modo da permettervi di costruirci su una trama.

Perché il riassunto in una riga è importante:

Durante la stesura della prima bozza, questa riga vi ricorderà qual è l’argomento del romanzo e cosa avrai bisogno di sviluppare o spiegare nel libro. Più tardi, questa riga si potrebbe sviluppare nel “pitch” per agenti e editori, ed essere la risposta alla domanda che gli scrittori si sentono porre in continuazione: di cosa parla il tuo libro?

Se non sai da che parte cominciare, prova questo modello:

[Il protagonista] + [Ciò che conta nella storia] + [Il colpo di scena o il “gancio”]

 

Il protagonista:

La persona le cui azioni si raccontano nel romanzo.

Ciò che conta nella storia:

Di solito questo è il conflitto o l’arco del personaggio, ma potrebbe includere una situazion in cui si trova il personaggio o un dettaglio su di lui, o anche la posta in gioco. Probabilmente è la ragione per la quale avete deciso di scrivere il libro.

Il colpo di scena o il “gancio”:

Qui abbiamo ciò che è decisivo per il tema della storia. La complicazione, la posta in gioco, il conflitto, l’obiettivo, o le parti che portano il romanzo e lo elevano alla status di “Ohhh, questo sì che è figo!”

Per esempio:

Un tranquillo impiegato di banca scopre un’antica maschera magica che scatena i suoi desideri più profondi e gli conferisce capacità sovrumane di agire su di loro. (The Mask)

Non abbiate paura di mescolare l’ordine delle parti e di cambiarlo, se questo funziona meglio per la vostra idea.

Esercizio: riassumete il vostro romanzo in una riga

A questo punto dovreste avere un’idea abbastanza buona del contenuto del romanzo, qual è il conflitto centrale, chi sono i personaggi principali – sia protagonista che antagonista, quali sono i loro obiettivi, qual è la posta in gioco, l’ambientazione, il tema e il gancio. Alcuni dettagli potrebbero essere ancora da definire, ma le fondamenta del romanzo ci sono.

 

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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