
Motivazione
Le mie tre parole del 2015
Io nei buoni propositi ci credo.
Credo fermamente nella necessità di avere le idee chiare e di dire a se stessi che cosa si desidera fare del proprio preziosissimo tempo. Così, accolgo più che volentieri l’ennesima – graditissima – provocazione di Daniele Imperi di Pennablu.it, che in questo post, ispirato da Chris Brogan, ci chiede le nostre tre parole per il 2015.
Qualche anno fa sono inciampata felicemente nel GTD di David Allen, e quello è il metodo che utilizzo per gestire praticamente TUTTA la mia vita; grazie a quel sistema, che consiglio a tutti almeno di provare, i miei buoni propositi si scrivono da soli di anno in anno. Ma sono convinta che anche Chris Brogan abbia ragione, perché le parole hanno magia quando sono così dense, quando con una sola sei costretto a dire tutto. E chi non ha bisogno di un po’ di magia in ogni giornata?
Così, continuerò a rivedere i miei obiettivi periodicamente alle varie quote,

a inserire ogni idea in Evernote, a taggare e finalizzare e pianificare tutto, e credetemi che è liberatorio, anche se lì per lì suona terrificante; però queste tre parole me le scrivo su dei post-it e le lascio in giro per le mie due case – l’appartamento e l’auto, dove passo una bella fetta della mia giornata lavorativa. Me le scrivo sulle Sticky Notes del PC personale. Me le ripeterò ogni sera, prima di andare a dormire.
Eccole qua.
I miei buoni propositi 2015
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È l’anno della pubblicazione. Non ho ancora deciso cosa fare con la mia “Cristallo”, ma qualcuno la leggerà, anche solo su un archivio online. Ho già condiviso parecchio sul web, a dire il vero, ma lo facevo con un nickname; poi nel 2014 questo libro ha fatto scattare qualcosa nella mia testa (no, beh, l’ultimo capitolo no), e posso dire senza sembrare pomposa che mi ha cambiato la vita? Forse è solo arrivato alla fine di un processo, al momento giusto, ma i fatti sono questi: che io sono finalmente riuscita a sputare le parole, strozzate da tempo in gola, Sono una scrittrice. Lo sono perché scrivo ogni giorno, perché scrivere fa parte di me come il colore degli occhi e mi è necessario come lavare i denti la sera prima di andare a dormire. Sono una scrittrice. “Cristallo” andrà a cercare fortuna nel mondo con il mio nome e cognome scritti sopra, e non credo ci possa essere condivisione più profonda di quella delle parole di un libro.
Poi c’è il Laboratorio di Scrittura e Lettura, che proseguirà anche nel 2015, e altre attività messe in cantiere assieme all’Associazione Amici della Biblioteca. La sfida vera sarà trovare il tempo per tutto, ma avrò la possibilità di condividere il mio amore per le storie e quindi: cosa posso volere di più?
Equilibrio.
In tutto: nell’investimento emotivo, nella gestione del tempo, nella pianificazione quotidiana delle priorità. Stanotte mi sono persa dietro a link, storie, persone, manuali di scrittura, social, report sull’editoria e non ricordo che altro. Sono andata a letto alle quattro di mattina. Devo aggiungere altro?
Gioia.
Nella versione inglese delle mie tre parole ho scritto Enjoy, che significa “divertiti”, ma contiene la parola joy, gioia. Enjoy è una parola perfetta. In italiano però preferisco usare gioia, perché divertimento mi suggerisce la voglia di farsi portare via. Di-vertere. Io non voglio andare via, voglio stare qui e fare quello che faccio già, godendone ogni minuto. Le case editrici sono in crisi, sono stronze, non si filano gli esordienti, il self-publishing diventa difficile, ci sono più scrittori che lettori eccetera eccetera e ultimamente sui blog che seguo (sì, lo so che devo inserire un blogroll) è tutto un parlare dei nuovi problemi degli autori emergenti. Mi interessa ma anche no: scrivo perché mi dà gioia, provo gioia (anche) perché scrivo. Voglio continuare così.

Felice 2015 a tutti, dal profondo del cuore,
e grazie ancora a Daniele per ciò che nasce dai suoi post.