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Serena Bianca De Matteis

For the Love of all Creatures

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trama

Da cosa è guidata la tua storia?

3 Ottobre 2018 by Serena Lascia un commento

Tipi di trama di un romanzo

Benvenuti al terzo giorno del laboratorio di Fiction University: Dall’idea al romanzo in 31 giorni. I primi dodici giorni si concentreranno sullo sviluppo della storia e sulla realizzazione di tutte le componenti, in modo da poter costruire più facilmente la trama dell’intero romanzo.

Oggi stiamo lavorando alla scelta del “motore” che guiderà la trama del tuo romanzo.

Ora che sai un po ‘di più della tua idea e di quale potrebbe essere la direzione, prendiamoci un momento per vedere come arrivarci. È utile sapere che cosa guiderà il tuo romanzo – le azioni e le decisioni del personaggio che fanno sì che la storia accada e avanzi verso la fine – in modo che tu possa modellare la storia e la trama su queste.

I libri non devono necessariamente essere sviluppati solo sulla trama o solo sul personaggio. [Plot driven e Character Driven] sono solo termini per comuni stili di scrittura che possono aiutarti a capire come affrontare la stesura di un romanzo. Non credere di dover scegliere per forza l’uno o l’altro stile perché se no il tuo romanzo non funzionerà; tuttavia, se già sai che ragioni in un certo modo (prima la trama o prima il personaggio), ciò può essere un vantaggio nel processo di pianificazione.

Cerca di capire se hai un romanzo basato sui personaggi o sulla trama.

Domande

  1. Quali forze interne stanno causando le azioni dei tuoi personaggi?
  2. Quali forze esterne stanno causando le azioni dei tuoi personaggi?
  3. La risoluzione del problema esterno risolve il problema interno?
  4. Dove si trova la tua idea sulla scala tra “completamente basato sulla trama” e “completamente basato sui personaggio”?

Esercizio: spiega per iscritto in che modo il tuo romanzo è fondato sulla trama o sul personaggio (o su entrambi).

Questo esercizio è progettato per aiutarti a decidere i tipi di elementi e conflitti che utilizzerai nel tuo romanzo. Chi scrive un thriller, quindi si basa sulla trama, non avrà bisogno di passare molto tempo a sviluppare un arco del personaggio (dato che non sempre viene usato in quel genere), mentre chi scrive un romanzo letterario su un conflitto emotivo passerà più tempo sul conflitto interno e sulla crescita, e meno sulla trama esterna.

Sapere cosa conduce il tuo romanzo ti aiuterà anche a decidere su quali tipi di conflitti e problemi concentrarti.

Domani vedremo come creare i nostri personaggi.

Questo step è approfondito nel libro di Janice Hardy Plotting your Novel – Ideas and structure.

L’articolo fa parte della serie “Dall’idea al romanzo in 31 giorni” creata originariamente da Janice Hardy sul suo sito Fiction University.

Questa traduzione è stata autorizzata dall’autrice.

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Come ho costruito la trama del romanzo

1 Giugno 2018 by Serena 14 commenti

 Ciao e benvenuta, Maria Teresa Steri.

Sono certa che i lettori di questo blog apprezzeranno quello che hai da raccontarci sulla genesi del tuo romanzo, e sono certa che daranno una possibilità a quella che si presenta come una storia davvero intrigante.

A te la parola!

Quando cominciai a scrivere questo romanzo, non avevo un’idea precisa della trama. Tutto nacque da un sogno, uno di quei sogni in cui non sei protagonista bensì ti ritrovi a essere testimone di una storia.

Quando mi svegliai, la maggior parte delle immagini oniriche erano sfumate ma era rimasta impressa la raffigurazione di un luogo sperduto tra le montagne, dove un gruppo di persone viveva in totale isolamento. Di loro sapevo che erano stati radunati per un progetto spirituale, niente di più. Ricordavo bene anche una sorta di incipit che la mia mente aveva tracciato in dormiveglia:

Il villaggio si svegliò sotto la neve. Se tale poteva definirsi il sottile strato di nevischio che durante la notte si era depositato sull’agglomerato di case, facendolo assomigliare a un surgelato coperto di brina dimenticato in un angolo del freezer.

Eppure, se qualcuno si fosse arrampicato su per la stradina sterrata che costeggiava la zona, dopo un giro tortuoso e vano sarebbe tornato al punto di partenza senza raggiungere mai la comunità tra le colline e senza mai scorgere altro che ammassi di rocce grigiastre simili a pietre lunari imbiancate.

Appena sveglia, mi affrettai a riportare sulla carta queste righe, che avevano acceso la mia fantasia. Un luogo nascosto alla vista, magico e non rintracciabile dalle persone comuni. Mi sembrava un ottimo inizio!

In preda all’entusiasmo cominciai subito a scrivere pagine a pagine, creando una moltitudine di personaggi e definendo l’ambientazione con numerosi dettagli.

Sotto la spinta dell’entusiasmo portai a termine la prima stesura nell’arco di alcuni mesi. Avevo scritto moltissimo, ma ben presto mi resi conto che ero andata avanti senza un progetto o una meta precisa. Avevo imbastito una trama inconsistente e confusa. Persino il genere era poco definito. Un fantasy? Un mystery? Non era chiaro neppure a me.

Feci diversi tentativi per revisionare quella prima versione, consapevole che non potesse funzionare, ma ogni volta incontravo mille difficoltà, fino a quando non decisi di mettere tutto da parte per dedicarmi ad altro.

Solo diversi anni dopo, a mente più lucida e con il dovuto distacco, ho realizzato che qualsiasi tentativo di revisione si sarebbe scontrato con un problema insormontabile: non avevo costruito una trama solida. Come si può restaurare una casa se le fondamenta sono fragili? È impossibile e anche inutile.

Grazie all’esperienza fatta con la costruzione di altri romanzi, ho ripreso il mano quella bozza e sono ripartita da zero, o quasi.

Mi sono chiesta: quali sono i punti fermi di questa storia? Quali gli elementi identificativi e irrinunciabili?

Ho messo a fuoco che la trama doveva ruotare intorno al gruppo rifugiato tra le colline, ma non era da lì che dovevo partire. Un lettore infatti non avrebbe compreso subito il senso di quel progetto. Non si sarebbe identificato con i personaggi, senza saperne abbastanza. Dovevo partire da un terreno più comprensibile e andare più indietro nel tempo. Perché il gruppo aveva accettato di isolarsi? Chi aveva ideato il piano? Come erano stati avvicinati?

Da quelle domande è nato un personaggio, Tommaso, l’uomo che aveva messo insieme il gruppo. Ho cominciato a vederlo con gli occhi di un lettore qualunque, con un alone di mistero e ambiguità, perché i gruppi spirituali spesso sono guardati con diffidenza, si assimilano alle sette e come tali scatenano molta paura.

Mentre ricostruivo la trama, ho fatto anche una selezione spietata dei personaggi, scartando quelli che non erano di alcun rilievo. E ho cominciato a ragionare sul protagonista. La prima stesura, infatti, era un romanzo corale dove più voci si alternavano, ognuna con il suo peculiare punto di vista. Ma ho capito che anche sotto questo aspetto la trama doveva essere ristrutturata a fondo. Serviva un vero protagonista, un personaggio che portasse avanti la storia, con il quale un lettore potesse identificarsi. Gli altri dovevano restare in secondo piano. Come “portavoce” ho scelto il personaggio di Flavio, che nella prima stesura era solo uno dei tanti. Mi è sembrato il più adatto in quanto figura che meglio incarnava il disagio esistenziale. Inoltre, la sua storia è sempre stata quella che più mi stava a cuore: che c’è di più romantico di un uomo che mette in discussione tutta la sua vita per una donna? E che per lei è disposto a qualsiasi cosa?

Questo aspetto “rosa” del romanzo mi sembrava da mettere in risalto. E così ho cominciato a dare più rilevanza anche a Lyra, la donna che appunto aveva sconvolto Flavio.

Tuttavia, occorreva anche un nemico, un antagonista. Cos’è una storia senza un vero conflitto? E dunque è nato l’Olimpo.

Armata di questi nuovi punti fermi, ho creato una seconda stesura. Durante questa riscrittura ho scoperto la grande importanza della pianificazione in un romanzo. Dopo aver individuato i nodi cruciali e i personaggi, è stato fondamentale per me lavorare con un piano ben preciso. Ogni scena doveva avere un suo perché (non come la prima volta, quando c’erano scene completamente inutili) e contribuire in modo significativo al viaggio verso la meta finale.

Creare uno storyboard mi ha anche aiutata a gestire l’intreccio, che si snodava su due piani temporali differenti, uno dedicato al passato e ai subplot, e l’altro al presente e al plot principale.

Ma anche questa seconda stesura non sarebbe stata quella definitiva. Grazie all’aiuto di vari beta reader ho potuto mettere a fuoco alcune debolezze della trama. E qui c’è stata un’altra svolta fondamentale. Un’amica lettrice mi ha fatto notare infatti che il finale era una fastidiosa “scivolata” fantasy. Un’altra lettrice invece osservò che gli antagonisti non avevano abbastanza peso nella vicenda e dunque la suspense veniva spesso a cadere. Queste due affermazioni mi hanno fatto capire che fino a quel momento non avevo definito abbastanza il genere nel quale ascrivere il romanzo. Per me è stata una svolta essenziale capire che volevo scrivere un thriller soprannaturale più che un fantasy. E in quanto tale doveva contenere una forte componente di mistero, il villain doveva essere più presente, più spaventoso, meno impersonale. Un gruppo di nemici fa paura, ma non tanto quanto una donna come Marcella, con un valido motivo per combattere…

Un altro passo importante è stato definire il climax. Affrontare i nemici sì, era importante, ma secondo me non era sufficiente. Dopo molto riflettere, ho capito che Flavio doveva affrontare anche se stesso… Ma qui mi fermo perché non voglio fare spoiler.

Da tutto questo è venuta fuori la versione definiva del romanzo.

Come potete vedere, “Come un dio immortale” non ha avuto una costruzione facile, né lineare. Di certo però queste traversie mi hanno trasmesso la consapevolezza che una trama non si improvvisa né tanto meno si costruisce mettendo un mattone sull’altro. Occorre un disegno, altrimenti si paga un prezzo molto alto, quello di impiegare quindici anni per scrivere un romanzo.

Ho imparato moltissimo da questo lavoro. E ne sono felice. Spero che potranno apprezzarlo anche i lettori.

La trama del romanzo

Aggredito in un parco cittadino, Flavio si risveglia nella baracca di una giovane senzatetto, Lyra. Dopo essersi presa cura di lui per tre giorni, la donna lo manda via in modo brusco.

Tornato a casa, per Flavio nulla è più come prima. Il rapporto con la fidanzata va a rotoli, mentre crescono la passione e l’ossessione per la misteriosa Lyra. Indagando, Flavio apprende che a sei anni è scomparsa da casa senza lasciare tracce. Il suo caso però non è l’unico in città. Negli ultimi vent’anni, altre sei persone sono sparite nel nulla, e tutte erano collegate a un noto scrittore dell’occulto.

Convinto che Lyra sia scappata da una setta, Flavio è deciso a liberarla dal suo oscuro passato. Ma quando scopre che dietro la sua storia si cela una verità del tutto diversa, comincia a capire di essere anche lui una pedina di un gioco più grande, iniziato cinquant’anni prima. Un gioco che si fa sempre più pericoloso e che lo costringerà a mettere in dubbio tutto ciò che sa della sua vita e della realtà che lo circonda.

 

Disponibile su Amazon in versione cartacea o ebook: https://www.amazon.it/dp/B076VXT4J1/

GRATIS con Kindle Unlimited

I primi capitoli sono liberamente scaricabili da qui: http://bit.ly/2yEF0Z9

 

Tappe precedenti:

– 10 aprile Myrtilla’s house di Patricia Moll – Presentazione del romanzo https://hermioneat.blogspot.it/2018/04/il-blog-tour-di-maria-teresa-steri.html

– 15 aprile Liberamente Giulia di Giulia Mancini – I personaggi del romanzo http://liberamentegiulia.blogspot.it/2018/04/blog-tour-come-un-dio-immortale-i.html

– 20 aprile Mite Ink di Renato Mite – Dialogo sul romanzo http://www.miteink.it/2018/04/20/dialogo-come-dio-immortale/

– 24 aprile Storie e fantasia di Gabriele Pavan – Intervista http://storieefantasia.blogspot.it/2018/04/blog-tour-come-un-dio-immortale.html

– 27 aprile Drama Queen di Elisa Elena Carollo – Lettura del capitolo 3 http://www.dramaqueen.it/2018/04/come-un-dio-immortale-maria-teresa-steri.html

– 3 maggio Marco Freccero – I luoghi del romanzo: la città anonima https://marcofreccero.wordpress.com/2018/05/03/blog-tour-come-un-dio-immortale-i-luoghi-del-romanzo/

– 9 maggio Svolazzi e Scritture di Nadia Banaudi – I luoghi del romanzo: Valdiluna http://www.nadiabanaudi.it/blog-tour-come-un-dio-immortale-i-luoghi-del-romanzo-valdiluna/

– 15 maggio Io, la letteratura e Chaplin – Lyra https://iolaletteraturaechaplin.blogspot.it/2018/05/blog-tour-come-un-dio-immortale-lyra.html

– 25 maggio Lettore Creativo di Silvia Algerino – Curiosità sul romanzo (1)

http://www.silviaalgerino.com/blog/

 

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